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GEMINI IN TABULA XXVIII - Delitti al Santuario
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Shura di Capricorn
Cavaliere d'oro di Capricorn
Cavaliere d'oro di Capricorn


Joined: 02 May 2008
Posts: 19684


Location: Atene - Decima Casa del Capricorno

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 17:55 pm    Post subject: GEMINI IN TABULA XXVIII - Delitti al Santuario  Reply with quote

Gemini in Tabula XVIII


RUOLI

Saga: mira a conquistare il potere; ogni notte uccide qualcuno tra gli occupanti del Santuario. Finché i suoi complici sono entrambi in vita, non può essere mandato al rogo.
Death Mask: complice di Saga; una volta a partita può indagare su un personaggio ricevendo un indizio sulla sua identità.
Aphrodite: il terzo Gemini. Non può uccidere se rimane solo ma se mandato al rogo porta qualcuno con sé nell’Ade.

Kanon: ogni notte ferisce qualcuno; il suo colpo non ha effetto su Phoenix. Finché Phoenix è vivo non può essere ucciso dai Gemini.
Phoenix: sa chi è Kanon e cerca di agevolarlo nelle votazioni. Quando Kanon muore, torna a giocare per il Santuario.

Mur: ogni notte decide chi proteggere per impedire ai Gemini o a Kanon di agire.
Shaka: ogni  notte  interroga la dea per capire se chi sospetta è un Gemini o un devoto di Atena.
Orfeo: ogni notte prende contatti con chi ha lasciato la reggia per sapere da che parte stava.
Ioria: una volta a partita può curare un personaggio salvandolo.
Atena: una volta a partita può graziare un personaggio o se stessa. In un ballottaggio con due o più personaggi a pari voti deciderà chi morire. Finché Pegasus è in vita, è immune agli attacchi dei Gemini e di Kanon.
Milo: per una giornata intera può sorvegliare un personaggio: questi non potrà né agire né votare, ma se indagato potrà difendersi.
Pegasus: sa chi è Atena.
Sirio: se Mur è ucciso o resta ferito scoprirà un indizio su uno degli assalitori.



GIOCATORI

Aiolos
Aldebaran
Antares
Canadian
Chaos
Christian
Dawnlight
Doa
Flare
Lampo
Libra
Saintsaga
Yati


PRIMA NOTTE

Il cavaliere d’oro risalì rapido le scalinate che conducevano al Tempio della dea. Atena lo attendeva, allarmata da quanto aveva percepito quel giorno. Non appariva turbata a prima vista, e solide a prima vista apparivano le sue certezze vedendola così sicura di sé, eppure in fondo al cuore un dubbio circa i fatti recenti si stava facendo strada.
“Mur, avverto un’ombra sul Santuario.” disse ella immobile davanti al suo seggio.
“Mia signora, l’ho avvertito. Volevo parlarvene e sono ben lieto di essere giunto qui. Tuttavia, perché avete chiamato me e non…”
“Non tutti i Cavalieri d’Oro sono affidabili, purtroppo. Temo un tradimento.”
Mur non era affatto sorpreso da quelle parole e infatti rimase imperturbabile. Rispose prontamente: “Capisco. Io vi starò vicino e veglierò sulla vostra dimora. Noi tutti vigileremo notte e giorno per la vostra sicurezza.”
“Un’altra cosa, Mur.” disse Atena. “Teniamo presente che tra i traditori potrebbe esserci anche qualcuno che ci è molto caro… Il male trova modi assai infidi in cui manifestarsi.”
Il cavaliere d’oro si allontanò preoccupato. Il suo pensiero spaziò lontano, percepì qualcosa e d’improvviso un dubbio gli calò nell’animo e fu turbato.

La notte calò su Atene e tre ombre uscirono allo scoperto, nei pressi dell’Arena dei tornei.
Un aspirante cavaliere d’Argento era ancora intento nei suoi allenamenti, desideroso di poter arrivare quanto prima all’investitura. Ecco che, assai stupito, vide arrivare un gruppo di cavalieri d’Oro. Notò subito che si muovevano in modo furtivo, parlando a bassa voce, quasi volessero passare inosservati. Che stava accadendo? La sua brama di dimostrarsi un vero cavaliere di Atena lo spinse ad attirare la loro attenzione.
“Illustrissimi” disse ossequioso “può il giovane Aregolo esservi utile?”
Uno di loro lo guardò con benevolenza, l’altro con noncuranza, l’ultimo con curiosità. Che nobili signori i Cavalieri d’Oro, stava pensando tra sé e sé.
“Non hai sentito che vi è un’ombra sul Santuario? Perché non sei nel tuo alloggio?”
“Mi scusi, mi sono attardato negli allenamenti.” rispose imbarazzato davanti a tali presenze.
Gli altri due cavalieri gli si fecero presso e uno disse, misurando le parole: “Un aspirante cavaliere deve essere attento a quello che gli accade intorno, non solo ai suoi desideri e alle sue aspirazioni.”
“Altrimenti, così facendo ti esponi a inutili pericoli e rischi di non giungere mai ad ottenere l’investitura.” aggiunse il terzo.
Aregolo non sapeva cosa dire e se ne uscì con una frase che firmò la sua condanna: “Mi scuso con voi, sono stato incauto. Tuttavia ora che siete qui cosa mai potrei temere? Lode a voi, sommi difensori di Atena.”
Non ebbe il tempo di dire altro. Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto. Incredulo, guardò Saga di Gemini, il cui volto era nascosto dall’elmo. “Ma cosa… Aiutatemi nobile…” L’altra figura al suo fianco si accinse a completare l’opera, con sicurezza e facilità, facendolo rotolare lontano nella polvere, senza apparente sforzo.
“Te l’avevo detto che ti stavi esponendo a inutili pericoli, ragazzo” disse chi gli stava di fronte.
Aregolo comprese, sgomento, che era finita. Per mano di chi non avrebbe mai sospettato. Immobile e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile. Quale forza sapevano usare i cavalieri d’oro! Saga gli si avvicinò e con voce soave disse: “Non dolerti del tuo destino, che altri, più in alto di te, presto cadranno e Atena con loro.”

Kanon si avvicinò di soppiatto alla Terza Casa. Entrò furtivo, anche se tutto era avvolta dal buio, sicuro di trovare quello che cercava. Nella penombra si diresse alla stanza del fratello e poi al luogo segreto dove sperava di trovare l’armatura dei Gemelli. Niente da fare, Saga doveva già essere passato all’azione. “Ecco perché non sentivo il tuo cosmo, eri già lontano, probabilmente.” Disse tra sé. Si sentiva ben più degno di quell’individuo di indossare quell’armatura, ma avrebbe atteso il suo momento. “Non andrai lontano, Saga, la notte ti sarà fatale e presto cadrai. Ti troverò, affronterò, ti batterò, perché a me sei certo inferiore, poi avrò quel che mi spetta. E per quanto io indossi vestigia dorate di altra natura, tanto mi basterà per prendere ciò cui aspiro.”

PRIMO GIORNO

“Stento a crederlo.” disse Mur scuotendo la testa davanti ai due che gli erano stati portati innanzi. “Possibile che sia una di voi due ad essersi macchiati di una tale nefandezza, quale è il colpire un giovane in addestramento, che indossa solo una rudimentale armatura?”
“E infatti non devi credere loro.” disse la prima delle indagate. “E’ evidente che sbagliano sul mio conto.”
“Perché” replicò l’altra “vuoi forse dire che su di me non sbagliano?”
“Avrete tempo per confrontarvi!” disse il cavaliere dell’Ariete. “Calmatevi e seguitemi al Santuario.”
“Sono calmissima.” disse Flare.
“Per me è lo stesso.” replicò Dawnlight.
Nel frattempo qualcuno stava esaminando il cadavere dello sventurato giovane, alla ricerca di qualche indizio che permettesse di capire qualcosa di più sui suoi assalitori. Le impronte raccontavano che gli assalitori dovevano essere tre. Dire invece quale fosse stato il colpo mortale era difficile. “Agiscono in modo da non lasciare troppe tracce, si tengono nascosti.” disse tra sé. “D’altro canto è anche vero che sarebbe stato superfluo colpire assieme, il povero Aregolo non avrebbe potuto difendersi contro avversari che probabilmente erano al di là della sua portata.” Coprì il giovane e si allontanò meditando a come poter cominciare a smascherare gli assassini che, ne era convinto, sarebbero tornati a colpire.

Il sole stava calando quando Flare e Dawnlight furono ufficialmente dichiarate sospette. Qualcuno scosse la testa, altri apparvero turbati, qualcuno inquieto. Possibile che una fanciulla potesse essere implicata in un fatto tanto grave? Possibile che il delitto fosse opera di una sacerdotessa, devota al Santuario, oppure ad una principessa, cara ad Atena?
Le ragazze si difesero con poche parole, sicure entrambe del fatto loro, senza un’esitazione. Quando fu richiesta la sentenza il voto si orientò prima su una poi fu l’altra ad essere indicata come possibile colpevole.
“Ebbene, è Flare che ritenete colpevole?” chiese infine Atena. Possibile che chi mi è tanto vicino possa essere colui che si macchia di tali crimini? Eppure i suoi cavalieri sembravano esserne certi.
“Flare, alzati!” disse decisa. “Le accuse sono gravi, devo prendere provvedimenti.”
La ragazza alzò gli occhi sulla dea, alta sopra di lei con lo scettro saldo nella meno e si alzò. Restarono per un istante l’una di fronte all’altra. Mur si avvicinò. “Volete che la conduca nelle celle o preferite che sia sorvegliata nella sua stanza?”
Atena fissò il suo sottoposto e infine disse: “No, Mur, che sia libera.” Poi, con tono deciso, parlando a tutti i presenti: “Vigilate stanotte, che il nemico ci è vicino. Nessuno resti da solo, se proprio non è necessario. Sarete più sicuri stando gli uni con gli altri e forse nel contempo eviteremo che qualcuno possa nuocere.”
In disparte, Kanon meditava tra sé e sé. “Belle parole, cara la mia dea. E’ però un gran peccato che tu non sappia ancora che il pericolo è ben maggiore di quanto tu pensi e che un nemico inatteso farà presto la sua comparsa. E non saranno miseri apprendisti a cadere.”


SECONDA NOTTE

Tornato nella sua dimora, ripensò a quello che aveva veduto. Tutto appariva così strano, poco chiaro ai suoi occhi, ma la medesima impressione dovevano averla avuta i compagni. Al pensiero dei compagni, si accorse di essere solo. “Nessuno resti da solo” aveva detto la dea. Eppure egli non temeva e allo stesso tempo era abituato a stare solo. Forse avrebbe dovuto davvero passare con almeno uno dei compagni, per maggiore sicurezza non solo sua, ma piuttosto dell’intero Santuario. Ogni eventuale perdita sarebbe stata dolorosa, soprattutto se si poteva evitarla. Tornò sui suoi passi, scese una scalinata, passò rapido tra le colonne e fu di nuovo fuori, sotto le stelle. Avvertì un soffio dall’ovest. “Il vertice del triangolo si è acuito.” realizzò. Era forse l’ora di agire e fare anche lui avrebbe riso con Progne.

Kanon avanzava con cautela, pronto a far fronte a eventuali imprevisti. Tutto era silenzio ma gli pareva come di avvertire delle presenze negli ampi spazi e nelle vuote sale che andava attraversando. Poco bastava a far di un cacciatore una preda, tanto più se ci si trovava nella roccaforte del nemico. Aveva appena lasciato alle spalle un luogo che gli risvegliava troppi ricordi quando, chiaramente, avvertì due presenze dietro di sé. Qualcuno lo stava seguendo. Doveva trovare il modo di ripararsi e di capire chi fosse. “No, non ancora lui.” pensò. Provò a concentrarsi per distinguere i due cosmi, ora chiaramente percepibili. Ecco, uno lo riconobbe subito, stupito, l’altro poco dopo, risultando del pari sorpreso. “Ma uno di voi, temo, mi dà la caccia.” Doveva liberarsene al più presto se voleva trovare il modo di agire prima che sorgesse l’alba.

I trio degli assalitori si mosse rapido, per portarsi in vista di quella che era la loro vittima designata. Tutto stava andando per il meglio ma, quando la vittima fu alla loro portata scorsero un’altra figura nell’ombra. “Chi osa intromettersi?” si stava chiedendo Aphrodite cercando di capire di chi si trattasse. L’intruso sembrava cercasse qualcosa per terra, alla base di una colonna. Non c’era tempo di indagare, tuttavia, il loro principale obiettivo si stava allontanando, accelerando il passo.
“Non così in fretta!” lo apostrofò il cavaliere dei Pesci.
“Chi è là!” disse Canadian, girandosi di scatto. Poi, guardandolo negli occhi continuò: “Allora sei tu uno degli assassini! Ti sei dato a togliere la vita dunque? Mi fa ribrezzo pensarlo, credevo agissi in tutt’altra maniera.”
“Diciamo che le cose sono cambiate. Rosa di Fatale Incanto!”
Con rapido mulinar di braccia Canadian neutralizzò l’attacco, ma capì che non era finita. Un nuovo nemico spuntò dall’ombra.
“Fatti avanti!” disse sprezzante.
“Perché ti agiti tanto? In fondo abbiamo la stessa luce che si accomuna, quasi che Laurelin ci avesse fatto lo stesso dono, anche se a te non nella stessa quantità che a me! Forse a te più è stato benefico Silpion. Ma poco ci importa. Addio Canadian!”
Il cavaliere vide le pietre ai suoi piedi accendersi, poi il colpo piombò su di lui, colpendolo come non si sarebbe aspettato, eludendo le sue difese. A terra, dolorante, provò a rialzarsi. “Sei abile, ma non ti basterà!” Appena in piedi, fu colpito di nuovo, da primo apparso.
“Canadian, lasciati andare!” disse Gemini entrando in scena. Il cavaliere alzò stancamente gli occhi su di lui.
“A te l’onore, Saga!” disse Cancer. “Ti basterà ben poco per farlo cadere!”
Gemini si avvicinò a Canadian barcollante. Nulla si udì se non un bisbiglio, un colpo però rapido, secco, devastante, letale. Canadian cadde di spalle, l’orrore negli occhi, l’anima ansiosa di fuggir lontano da quel luogo, incredulo di quanto aveva udito e veduto nei suoi ultimi minuti di vita.

Silenzio. Nessuna presenza, se non quella che andava cercando. Primo sarebbe caduto. Rapito, passò all’azione. La sua energia cosmica stava per colpire il bersaglio, quand’ecco qualcuno uscire fuori da un ambiente laterale. “No, levati!” disse incredulo. Il colpo sforò il nuovo venuto, che cadendo ebbe un moto di stizza ma la sua reazione mise sull’avviso il vero bersaglio che ebbe il modo di ritrarsi.

Era quasi l’alba. La notte era passata senza troppi intoppi, pensava sollevato. D’un sentì qualcosa che rotolava a terra e si girò di scatto, timoroso si essere sorpreso proprio sul far dell’alba. Ma nessuno era in vista. Notò però, a pochi passi da lui un rotolo di pergamena, che evidentemente qualcuno gli aveva lanciato. Incuriosito lo prese e lo lesse. “Città… che inizi con la J… o forse il significato è un altro?” Perso nelle sue meditazioni fu riportato alle realtà da un grido di allarme.


Canadian è morto

SECONDO GIORNO

“Maledetti, pagheranno per questo!” urlò furente guardando il compagno caduto composto sul letto funebre.
“Calmati, Ioria!”
“No, voglio trovarli al più presto e riscattare l’onore dei Cavalieri d’Oro, che gridano vendetta!”
“Avrai un’amara sorpresa allora… Aspetta di vedere gli imputati.”
Ioria, cupo, si avvio verso la Tredicesima Casa col compagno.

Tre Cavalieri d’Oro stavano davanti alla dea: Aiolos, Aldebaran e Christian Virgo. In molti si erano stupiti vedendo tali nomi messi sul banco degli imputati. Se vi era una macchinazione contro Atena e il Santuario essa aveva trovato radici in alto.
Gli accusati si difesero alla meglio e si passò quindi al voto. Vi erano dei dubbi e troppi punti non chiari nella dinamica degli omicidi, nonostante questo i voti si concentrarono presto su uno degli imputati, vale a dire Christian. Cosa di cui ben pochi si sorpresero. Altri non erano troppo convinti, sostenendo che no, non poteva essere un Cavaliere d’Oro l’autore di simili misfatti.
Christian si presentò davanti ad Atena, lo sguardo fiero e risoluto. Nemmeno nell’attimo fatale il sorriso di compiacimento sul suo volto venne meno. “Forse vado in un mondo migliore, dopotutto, dove si sta meglio di quanti si stia qui.” disse infine con stizza e si preparò all’estremo viaggio.

Poco dopo l’esecuzione Ioria fu chiamato in disparte.
“Guarda a cosa stava lavorando il nostro amico.” Disse qualcuno ponendogli di fronte un foglio ricco di appunti.
“Aveva esaminato a fondo il cadavere del povero Aregolo.”
“Sì, e aveva scoperto qualcosa di interessante. Qualcosa che ho stesso ho riscontrato pure sul suo corpo, esaminandolo poco prima di comporlo.”
Ioria non ci voleva credere. Eppure sembrava davvero così. Nessuno, davvero nessuno, pareva più essere degno di fiducia.


Christian è stato giustiziato

TERZA NOTTE

Zefiro non soffiava più e il triangolo appariva spuntato. La cosa lo rassicurava ma c'era ancora da fare. Guardò ancora il cielo, in cerca di un segno e il segno si manifestò: una lotta di belve cantate dal mito, con l'una cerca ora di soppiantare l'altra nello spazio che da secoli ha fatto suo e che non vuol certo abbandonare, sebbene in realtà debba condividerlo perché così è stato stabilito dai superni. Scosso dalla visione ripensò a quanto accaduto la sera e alcuni comportamenti gli apparvero chiari. Non restava che cercare altri segni e sapeva di dover agire presto. Doveva vigilare e la notte era ancora lunga.

Flare ripensava a quel giorno, vivo nella sua memoria ma sarebbe potuto appartenere a due vite fa. Immagini di volti, che insieme temeva e odiava, che sorridevano e ghignavano mentre tutto aveva fine senza che ella potesse far nulla. Quanto aveva odiato uno di quei volti. Una lacrima scivolò sul suo viso mentre scagliava via un oggetto che cadendo produsse un gran fracasso, facendo eccheggiare le vuote sale. No, non vuote, come si accorse ben presto.
"Notte infelice la tua!" disse un voce. "Ma non altrettanto per me!"
"Chi sei?" disse Flare sorpresa dall’intrusione.
"Qualche volta mi hai pure veduto! O forse preferisci non ricordare?" fu la risposta. Avrebbe voluto ridere della situazione ma adesso era combattuto. Sì, finalmente, dopo due notti di caccia infruttuosa aveva una vittima sacrificale da poter ghermire ma qualcosa lo tratteneva. Guardò Flare e si chiese se davvero poteva farlo.
“Cosa aspetti? Fatti avanti!” disse Flare brandendo il tridente che era appartenuto a sua sorella Hilda. “Vediamo se hai il fegato di uccidere una principessa!”
“Sciocca! Poca cosa quell’arma rispetto al tridente di Nettuno! Nettuno, dio dei mari che ho beffato e oltraggiato! Vuoi che dopo questo mi manchi fegato per uccidere te? Quelli della mia stirpe sono abituati a simili nefandezze. E la tua stirpe, principessa, non ha forse del pari causato la caduta di molti valorosi guerrieri?” disse infine Kanon accennando un sorriso, ma nel pronunciare quelle parole era combattuto, come se non sapesse risolversi a fare ciò che avrebbe voluto.
Flare scagliò il tridente verso Kanon che però lo evitò e lo raccolse facendolo suo. Protese l'arma verso la principessa: un colpo, due, poi ella fu colpita. Allora fulmino scattò verso di lei, che ora era in sua balia. Flare gridò di dolore.
“Che possano maledirti coloro che ti stanno vicino, altro non meriti per quello che mi hai fatto!” disse con un gemito Flare scivolando a terra.
L'assalitore si dileguò. Nell'andarsene ebbe come l’impressione che qualcuno avesse posto il suo sguardo su di lui. “Appena in tempo, a quanto pare.” Pensò. Al terzo tentativo il tempismo era stato quello giusto.

Vi era stato molto trambusto in quei due giorni, ma la cosa non lo turbava più di tanto. Era abituato a ben altre situazioni, ben più complicate, e sarebbe uscito bene pure da questa. Rivide il rogo della sera avanti. “Secche sono entrambe le radici, spogli i rami.” Si disse infine. Lasciò le sue stanze perché doveva informare chi di dovere. “Devo stare in guardia, avverto che qualcosa di terribile sta avvenendo.” Si disse preoccupato.

Aiolos era inquieto. Aveva l’impressione che qualcuno sarebbe giunto, prima che egli potesse incontrare chi andava cercando. Ed ecco che nel buio l’oro brillò in tutta la sua magnificenza.
“Gemini!” disse con aria di sfida “Ancora una volta le nostre strade si incrociano?”
“E ancora una volta morrai!” replicò con un sibilo Saga.
“Stavolta indosso la mia armatura e non sarò inerme davanti a te, come nella notte degli inganni.”
“E stavolta non ho neonate da pugnalare, cosa che assai mi ripugnerebbe nella posizione in cui sono.” E poco dopo aggiunse “Ma prendere la tua vita invece sarà un piacere, sebbene tu sia assai temibile come ho già potuto sperimentare.” Sollevò lentamente le braccia e il suo cosmo cominciò a irradiarsi fino a manifestarsi in modo compiuto: “Dimensione oscura!”
Aiolos fu investito e l’abisso si aprì sotto di lui. Avvertì nel cosmo aggressivo del nemico malinconia e devozione, che sembrarono per un attimo sopraffare la natura malvagia di Gemini. Vi era una profonda umanità in lui, nonostante tutto. Incoraggiato al pensiero di potercela fare, Aiolos aprì le ali e riuscì a sostenersi, riuscendo infine a liberarsi dalla dimensione oscura.
“Non ti andrà sempre così bene.”
“Ti facevo più pericoloso, Gemini! Ora prega, perché la freccia di Aiolos ti spazzerà via!” Scoccò l’arma dorata con il fidato arco ed esse puntò dritto il bersaglio. Stava già per colpirlo, quando qualcosa la deviò facendola conficcare in una colonna.
“Ironia della sorte, stanotte vedremo la luce di Laurelin brillare sopra tutto il resto e la luce abbacinante del giorno oscurare le stelle! Un bel duello sarebbe invero tra voi due, ma io non voglio e non posso restarmene a guardare. Cada l’uno dei Laurelin e si porti con sé Silpion e con i loro tronchi a te una bara si faccia, Aiolos di Sagitter!” disse Pisces manifestandosi.
“Ecco l’altra canaglia,  come immaginavo! E sia: Infinity Break!” disse Aiolos sprigionando il suo cosmo. Aphrodite però si era reso irraggiungibile, sparendo dalla vista in un turbinare di rose. “Rivelati maledetto!”
“Sono qui, Aiolos!” disse brandendo una rosa rossa. “Vedi, il tuo cosmo è temibile, ma contro le mie rose non hai difese. Rosa di Fatale Bellezza!”
L’attacco però si infranse e Aiolos stava di nuovo impugnando l’arco. Prima che potesse scoccare la freccia però fu una seconda ondata di rose, questa volte nere, ad investirlo. “Rosa di Fatale Incanto!” L’arco andò in pezzi e la freccia tintinnò cadendo a terra.
“Non è ancora finita.” disse Aiolos vedendosi però in difficoltà.
“Illuso!”
In quella Gemini, che aveva assistito impassibile, sollevò di nuovo le braccia, con movimento cerimonioso e ben studiato. “Per te, Aiolos! Esplosione Galattica!” Il cavaliere di Sagitter fu investito dal caldo abbraccio dei pianeti e delle stelle e sentì l’armatura esser sottoposta a dura prova. Cadde infine con violenza. No, non poteva finire così. Alzò gli occhi e Gemini era ancora là, pronto al colpo di grazia. Colpo che però venne ad opera di Aphrodite.
“Rosa Bianca!” e gli occhi di Aiolos videro solo sangue, mentre la vita cominciava a fuggire via. “Cavaliere, ti sia questa la prova che non sono a te inferiore come forse hai pensato per troppo tempo. Addio!” Ma Aiolos più non lo poteva udire, avendo le Parche reciso la sua vita.


Flare è stata ferita da Kanon
I Gemini hanno ucciso Aiolos


TERZO GIORNO

“Sei un impostore!”
“No, impostore sarai tu!”
“Vile traditore, neghi l’evidenza? Chi può macchiarsi di simili crimini?”
“Infame e spergiuro, chi meglio di te passa inosservato?”
“Le tue vittime gridano vendetta!”
“Le tue malefatte anche di più!”
I cavalieri di Atena, attoniti, assistevano a questa disputa feroce e convulsa tra Lampo e Saintsaga.
“Ora basta!” disse Atena dopo aver assistito a lungo alla disputa. “Non vi state comportando da cavalieri. Che siano i vostri pari a decidere.”
I presenti, a tale richiamo, presero in mano gli ostraka, pronti scrivere il nome di colui che sarebbe stato condannato. Fu Milo a tenere conto dei voti e a svelare il nome del condannato: Saintsaga.
Atena si guardò attorno, come a voler chiedere conferma. Prese dunque lo scettro e si avvicinò al condannato. All’ultimo, tuttavia, si trattenne.
“Voglio concederti un’altra possibilità, cavaliere.”
Un mormorio si levò tra i presenti.

Qualche ora dopo un capannello di cavalieri stava discutendo su quanto era accaduto. Erano la giustizia o la pazzia a regnare sovrani al Santuario in quel momento? Solo la notte, meditavano tristemente, avrebbe dato loro conferma di quanto stava avvenendo.
Nel bel mezzo del conciliabolo un colpo di tosse attirò la loro attenzione. Flare, distesa sul suo letto, stava perdendo la sua battaglia per la vita.


Saintsaga è libero
Flare è morta


QUARTA NOTTE

In tutto quel marasma solo una cosa era chiara: le fila dei nemici di andavano assottigliando e la cosa non poteva che fargli piacere. Si affacciò sulle Case sottostanti e sperò che la notte non portasse troppe sventure con sé.

No, non era possibile, si diceva tra sé. Possibile che tutti si prodigassero per non lasciarlo mai solo una notte? La consueta figura amica se ne stava nascosta nell’ombra, per vedere come la faccenda si sarebbe evoluta; a quel punto non restava che l’attesa.
Qualcun altro, di meno gradito, se ne stava appostato in attesa che qualcosa accadesse, pronto ad agire, e lui lo sapeva.
“Esci di là! So benissimo che ci sei!”
Sobbalzò vedendosi apparire davanti individuo che gli sorrideva. “Perché gridi, io sono qui!”
“Ma non eri…” e già stava indicando in tutt’altra direzione.
“Evidentemente sbagli.”
“E’ facile confondersi.” Ci pensò un attimo. “Siete doppiamente simili.”
“Potrei offendermi.” disse il nuovo venuto “Io sono superiore a lui.”
Bisognava lasciar perdere, si disse. Poi, rivolto ancora all’ospite inatteso di quella notte. “E tu, mostrati, che vuoi che accada?”
“Nulla, non credo accadrà nulla.”
Tutto ciò sfiorava l’assurdo. Poco prima aveva atteso la sua vittima designata e pure quella… assomigliava a lui e allo stesso tempo a uno dei due ficcanaso che si trovava tra i piedi. Era una cosa ridicola. Per certi versi, meglio così, si disse. Il pericolo maggiore era ormai fuori causa e l’indomani, senza seccatori tra i piedi avrebbe agito, questa volta senza il rischio di farci andar di mezzo chi in fondo non se lo meritava visti i trascorsi.

L’alba non era lontana quando un devoto di Atena, di guardia all’ingresso, avvertì rumori sospetti. Qualcuno stava armeggiando vicino al portale.
“Chi sei!”
La figura rise di gusto: “Il postino! E chi altrimenti?”


QUARTO GIORNO

Atena stentava a credere ai suoi occhi. Di nuovo le venivano condotti davanti i due cavalieri che si erano violentemente confrontati la sera avanti. Sembrava che il tempo si fosse fermato e l’unica cosa positiva era che nessuno era stato oggetto di agguati quella notte, ma un alito di morti pareva ancora aleggiare nell’aria. Stavolta ad essere indicato colpevole fu Lampo.
“Dovrò graziarti, come ho già fatto con il tuo avversario ieri sera?” disse con calma la dea. “Credi che io passa farlo davvero?” Lampo, che molto aveva già detto, non disse nulla. Se gli si doveva estirpare la vita, che così fosse, ma si sarebbe rassegnato solo allora, dopo aver fatto tutto quanto era in suo potere. “E voi” continuò la dea “siate più avveduti nel formulare le vostre accuse, che non sempre il Fato potrà sostenerci e non sempre potrete trovare sentieri fortuiti che conducano alla verità.”
Lampo sollevò gli occhi a incrociare quelli di Atena. Non vi era rancore né rimorso nel suo sguardo. Poco dopo cadeva ai piedi della dea.

Orfeo suonò un requiem in onore dei compagni caduti in quei giorni, carico di tristezza e rimpianto, ma egli aveva fatto quanto era in suo potere e lo sapeva. Ma del pari sapeva che prima che il sole tramontasse l’indomani vi era la possibilità che altro sangue venisse versato.


Lampo è stato giustiziato
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Last edited by Shura di Capricorn on Fri Feb 04, 2011 23:50 pm; edited 11 times in total
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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 17:56 pm    Post subject: Reply with quote

Here we go  
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Christian Virgo



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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 18:18 pm    Post subject: Reply with quote

sono presente anche qui!!  
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saintsaga1983
Cavaliere d'Oro onorario
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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 18:31 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 20:16 pm    Post subject: Reply with quote

Pronto
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Aiolos87
Cavaliere d'Oro del Sagittario - 2000
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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 20:26 pm    Post subject: Reply with quote

Pronto alla battaglia  
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Shura di Capricorn
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Location: Atene - Decima Casa del Capricorno

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 21:19 pm    Post subject: Reply with quote

PRIMA NOTTE

Il cavaliere d’oro risalì rapido le scalinate che conducevano al Tempio della dea. Atena lo attendeva, allarmata da quanto aveva percepito quel giorno. Non appariva turbata a prima vista, e solide a prima vista apparivano le sue certezze vedendola così sicura di sé, eppure in fondo al cuore un dubbio circa i fatti recenti si stava facendo strada.
“Mur, avverto un’ombra sul Santuario.” disse ella immobile davanti al suo seggio.
“Mia signora, l’ho avvertito. Volevo parlarvene e sono ben lieto di essere giunto qui. Tuttavia, perché avete chiamato me e non…”
“Non tutti i Cavalieri d’Oro sono affidabili, purtroppo. Temo un tradimento.”
Mur non era affatto sorpreso da quelle parole e infatti rimase imperturbabile. Rispose prontamente: “Capisco. Io vi starò vicino e veglierò sulla vostra dimora. Noi tutti vigileremo notte e giorno per la vostra sicurezza.”
“Un’altra cosa, Mur.” disse Atena. “Teniamo presente che tra i traditori potrebbe esserci anche qualcuno che ci è molto caro… Il male trova modi assai infidi in cui manifestarsi.”
Il cavaliere d’oro si allontanò preoccupato. Il suo pensiero spaziò lontano, percepì qualcosa e d’improvviso un dubbio gli calò nell’animo e fu turbato.

La notte calò su Atene e tre ombre uscirono allo scoperto, nei pressi dell’Arena dei tornei.
Un aspirante cavaliere d’Argento era ancora intento nei suoi allenamenti, desideroso di poter arrivare quanto prima all’investitura. Ecco che, assai stupito, vide arrivare un gruppo di cavalieri d’Oro. Notò subito che si muovevano in modo furtivo, parlando a bassa voce, quasi volessero passare inosservati. Che stava accadendo? La sua brama di dimostrarsi un vero cavaliere di Atena lo spinse ad attirare la loro attenzione.
“Illustrissimi” disse ossequioso “può il giovane Aregolo esservi utile?”
Uno di loro lo guardò con benevolenza, l’altro con noncuranza, l’ultimo con curiosità. Che nobili signori i Cavalieri d’Oro, stava pensando tra sé e sé.
“Non hai sentito che vi è un’ombra sul Santuario? Perché non sei nel tuo alloggio?”
“Mi scusi, mi sono attardato negli allenamenti.” rispose imbarazzato davanti a tali presenze.
Gli altri due cavalieri gli si fecero presso e uno disse, misurando le parole: “Un aspirante cavaliere deve essere attento a quello che gli accade intorno, non solo ai suoi desideri e alle sue aspirazioni.”
“Altrimenti, così facendo ti esponi a inutili pericoli e rischi di non giungere mai ad ottenere l’investitura.” aggiunse il terzo.
Aregolo non sapeva cosa dire e se ne uscì con una frase che firmò la sua condanna: “Mi scuso con voi, sono stato incauto. Tuttavia ora che siete qui cosa mai potrei temere? Lode a voi, sommi difensori di Atena.”
Non ebbe il tempo di dire altro. Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto. Incredulo, guardò Saga di Gemini, il cui volto era nascosto dall’elmo. “Ma cosa… Aiutatemi nobile…” L’altra figura al suo fianco si accinse a completare l’opera, con sicurezza e facilità, facendolo rotolare lontano nella polvere, senza apparente sforzo.
“Te l’avevo detto che ti stavi esponendo a inutili pericoli, ragazzo” disse chi gli stava di fronte.
Aregolo comprese, sgomento, che era finita. Per mano di chi non avrebbe mai sospettato. Immobile e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile. Quale forza sapevano usare i cavalieri d’oro! Saga gli si avvicinò e con voce soave disse: “Non dolerti del tuo destino, che altri, più in alto di te, presto cadranno e Atena con loro.”

Kanon si avvicinò di soppiatto alla Terza Casa. Entrò furtivo, anche se tutto era avvolta dal buio, sicuro di trovare quello che cercava. Nella penombra si diresse alla stanza del fratello e poi al luogo segreto dove sperava di trovare l’armatura dei Gemelli. Niente da fare, Saga doveva già essere passato all’azione. “Ecco perché non sentivo il tuo cosmo, eri già lontano, probabilmente.” Disse tra sé. Si sentiva ben più degno di quell’individuo di indossare quell’armatura, ma avrebbe atteso il suo momento. “Non andrai lontano, Saga, la notte ti sarà fatale e presto cadrai. Ti troverò, affronterò, ti batterò, perché a me sei certo inferiore, poi avrò quel che mi spetta. E per quanto io indossi vestigia dorate di altra natura, tanto mi basterà per prendere ciò cui aspiro.”


24 ore per i due ballottati, poi potete procedere con le arringhe e il resto.
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Canadian



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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 22:16 pm    Post subject: Reply with quote

“Un’altra cosa, Mur.” disse Atena. “Teniamo presente che tra i traditori potrebbe esserci anche qualcuno che ci è molto caro.”

- può essere un indizio?

Uno di loro lo guardò con benevolenza, l’altro con noncuranza, l’ultimo con curiosità

- uhm

“Un aspirante cavaliere deve essere attento a quello che gli accade intorno, non solo ai suoi desideri e alle sue aspirazioni.”

“Altrimenti, così facendo ti esponi a inutili pericoli e rischi di non giungere mai ad ottenere l’investitura.” aggiunse il terzo.

- uhm

Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto.

- credo si tratti di un arma

L’altra figura al suo fianco si accinse a completare l’opera, con sicurezza e facilità, facendolo rotolare lontano nella polvere, senza apparente sforzo

- uhm

Immobile e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile.

- antares?

Kanon si avvicinò di soppiatto alla Terza Casa. Entrò furtivo, anche se tutto era avvolta dal buio, sicuro di trovare quello che cercava. Nella penombra si diresse alla stanza del fratello e poi al luogo segreto dove sperava di trovare l’armatura dei Gemelli. Niente da fare, Saga doveva già essere passato all’azione. “Ecco perché non sentivo il tuo cosmo, eri già lontano, probabilmente.” Disse tra sé. Si sentiva ben più degno di quell’individuo di indossare quell’armatura, ma avrebbe atteso il suo momento. “Non andrai lontano, Saga, la notte ti sarà fatale e presto cadrai. Ti troverò, affronterò, ti batterò, perché a me sei certo inferiore, poi avrò quel che mi spetta. E per quanto io indossi vestigia dorate di altra natura, tanto mi basterà per prendere ciò cui aspiro.”

- uhm?
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Guest



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PostPosted: Wed Jan 26, 2011 22:30 pm    Post subject: Reply with quote

In ordine sparso:
- Kanon dice che Saga gli è palesemente inferiore. In realtà il vero Kanon non può pensare una cosa simile, e se lo dice non ne è certo sicuro. Quindi Kanon potrebbe essere un cavaliere di rango o potenza superiore a Saga.

- I gemini, al solito, sono molto diversi tra loro. Il primo guarda l'aspirante silver con benevolenza. Tra i cavalieri più "umani" direi Aiolos, Lampo, Libra e Flare.
- Il secondo gemini guarda con indifferenza l'aspirante silver. Qui potrebbero essere tutti gli esclusi dai papabili primo gemini, quindi alto mare.
- Il terzo guarda l'aspirante silver con curiosità. Boh!
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Chaos
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Location: Da qualche parte nel Tartarus.

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 22:44 pm    Post subject: Reply with quote

Vediamo cosa si riesce a ricavare dalla notte


-Sembra che fra i cattivi ci sia qualcuno al di sopra di ogni sospetto per la sua fedeltà

-Al solito i Gemini sono uno diverso dall'altro
-Il terzo Gemini guarda con curiosità l'aspirante cavaliere d'argento , che sia nuovo del santuario ?
-Le ferite che subisce il giovane sembrano causate da un'arma o da un colpo che infligge dolore intenso

-Kanon dice di essere superiore al Saga quando hanno all'incirca lo stesso potere.
-Kanon dice di indossare vestigia dorate di altra natura , non ricordo se le Skale siano definite dorate , quindi sembra che Kanon non sia un giocatore legato a Gemini ( Ma sarebbe comunque troppo palese).
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Set By Sion e Christian

    Un grazie a Dawnlight


Last edited by Chaos on Wed Jan 26, 2011 23:51 pm; edited 1 time in total
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Christian Virgo



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Location: Sesta casa napoletana

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 23:48 pm    Post subject: Reply with quote

wow la prima notte..vedo che non si perde tempo! Ora mi leggo tutto e poi espongo le mie riflessioni!!  
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Wed Jan 26, 2011 23:58 pm    Post subject: Reply with quote

Quote:
Non ebbe il tempo di dire altro. Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto. Incredulo, guardò Saga di Gemini, il cui volto era nascosto dall’elmo


Saga ha il viso nascosto dall'elmo, e gli unici che hanno un elmo siamo io, Yati, Saintsaga, Christian, Doa, Lampo e Libra, gli altri o hanno diademi o altro

Quote:
L’altra figura al suo fianco si accinse a completare l’opera, con sicurezza e facilità, facendolo rotolare lontano nella polvere, senza apparente sforzo


E' molto forte rispetto ad un cavaliere d'argento, quindi forte quanto un gold, e qui possiamo essere io, Antares, Chaos, Libra, Yati, Saintsaga, Aiolos, Christian e Doa.

Quote:
e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile


A me questa descrizione fa venire in mente antares

Quote:
Saga gli si avvicinò e con voce soave disse


Saga ha una voce soave.

Su Kanon invece sono confuso, ci penserò su.

Per quanto riguarda Aregolo, il nome non potrebbe essere un qualche indizio?
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Christian Virgo



Joined: 18 Feb 2010
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Location: Sesta casa napoletana

PostPosted: Thu Jan 27, 2011 0:02 am    Post subject: Reply with quote

Quote:
Uno di loro lo guardò con benevolenza, l’altro con noncuranza, l’ultimo con curiosità.


non ne ho la più pallida idea  

Quote:
Gli altri due cavalieri gli si fecero presso e uno disse, misurando le parole: “Un aspirante cavaliere deve essere attento a quello che gli accade intorno, non solo ai suoi desideri e alle sue aspirazioni.”


suonano parole da mestro..

Quote:
Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto


forse un'arma?

Quote:
Immobile e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile


beh c'è un bel riferimento ad Antares..forse troppo palese, bisogna riflettere meglio

Quote:
ti batterò, perché a me sei certo inferiore, poi avrò quel che mi spetta. E per quanto io indossi vestigia dorate di altra natura, tanto mi basterà per prendere ciò cui aspiro.”


Kanon è superiore a Saga
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Lampo del Drago
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PostPosted: Thu Jan 27, 2011 1:51 am    Post subject: Reply with quote

urca, già si comincia?

mmm sono molto incasinato...
la voce suadente e l'interesse per il silver potrebbero identificare... Dawnlight/Flare (donne)? O Doa?  
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Antares
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Joined: 27 Mar 2010
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Location: Ancona - Ottava Casa

PostPosted: Thu Jan 27, 2011 7:03 am    Post subject: Re: GEMINI IN TABULA XXVIII - Delitti al Santuario Reply with quote

Si comincia di già? Che velocità Shura!

Comunque noto che neanche voi avete perso tempo, allo scorso GiT mi era sembrato troppo strano non essere mai accusato

Vediamo di analizzare il masterpost:

Shura di Capricorn wrote:
“Illustrissimi” disse ossequioso “può il giovane Aregolo esservi utile?”

Ricordo che a Shura piace giocare con i nomi delle vittime della prima notte, quindi potrebbe essere un indizio.

Quote:
Uno di loro lo guardò con benevolenza, l’altro con noncuranza, l’ultimo con curiosità.

La benevolenza può indicare un personaggio notoriamente buono, le altre due non saprei al momento, bisogna ragionarci.

Quote:
Gli altri due cavalieri gli si fecero presso e uno disse, misurando le parole: “Un aspirante cavaliere deve essere attento a quello che gli accade intorno, non solo ai suoi desideri e alle sue aspirazioni.”
“Altrimenti, così facendo ti esponi a inutili pericoli e rischi di non giungere mai ad ottenere l’investitura.” aggiunse il terzo.

Interessante, come qualcuno ha detto, il possibile riferimento a un maestro abituato a dare consigli.

Quote:
Sentì qualcosa colpirlo e vide uno dei due al suo fianco sorridere soddisfatto.

"Qualcosa" lo ha colpito, potrebbe essere un'arma o un qualche altro oggetto.

Quote:
Incredulo, guardò Saga di Gemini, il cui volto era nascosto dall’elmo. “Ma cosa… Aiutatemi nobile…”

Saga penso sia un cavaliere buono e importante, stimato dagli altri abitanti del Grande Tempio. Il volto nascosto dall'elmo potrebbe essere narrativa (elmo di Gemini) o più probabilmente indicare un elmo chiuso.

Quote:
L’altra figura al suo fianco si accinse a completare l’opera, con sicurezza e facilità, facendolo rotolare lontano nella polvere, senza apparente sforzo.

Uno dei gemini potrebbe essere legato a un personaggio forte, anche se a sconfiggere un aspirante cavaliere d'argento non ci vuole molto per tutti i cavalieri ^^

Quote:
Immobile e terrorizzato sentiva il torace bruciare di dolore e le costole dolergli in modo indicibile.

Questa è la frase incriminata ^^
Che il torace bruci dopo una cuspide sono d'accordo, ma il fatto che le costole gli facciano male penso indichi un colpo da impatto e se non erro, la cuspide non lo è.

Quote:
“Non andrai lontano, Saga, la notte ti sarà fatale e presto cadrai. Ti troverò, affronterò, ti batterò, perché a me sei certo inferiore, poi avrò quel che mi spetta.

Kanon è un personaggio più forte di Saga, anche se dalla descrizione potrebbe anche essere uno che semplicemente si considera superiore per qualche motivo non ben specificato.
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Thu Jan 27, 2011 9:02 am    Post subject: Reply with quote

Quote:
La notte calò su Atene e tre ombre uscirono allo scoperto, nei pressi dell’Arena dei tornei.


Potrebbe essere un indizio anche questo, perchè stanno vicino all'arena dei tornei?
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yati89
Cavaliere d'oro dei Pesci
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Joined: 18 Feb 2009
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PostPosted: Thu Jan 27, 2011 9:54 am    Post subject: Reply with quote

mmh, indizi un pò troppo labili per il momento... Se devo fare dei nomi, il poglio da maestro di uno di loro mi fa pensare a libra, il bruciore al torace ad antares e il male alle costole ad aldy.
Per il voto ci penso ancora un pò
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Thu Jan 27, 2011 10:12 am    Post subject: Reply with quote

Aregolo

SaintSaga

Flare

Aiolos

Voi che ne pensate?
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Christian Virgo



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Location: Sesta casa napoletana

PostPosted: Thu Jan 27, 2011 11:10 am    Post subject: Reply with quote

Aldebaran wrote:
Aregolo

SaintSaga

Flare

Aiolos

Voi che ne pensate?


non mi convince molto..però meglio non scartare nulla  
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Canadian



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PostPosted: Thu Jan 27, 2011 11:22 am    Post subject: Reply with quote

il terzo può essere curioso perchè è un paricasta?

Dawnlight è l'unico silver in gioco..... in più scorpio-antares l'ha anche lei in firma..

siccome il primo giro è sempre particolare, butto il primo nome sperando nella fortuna

dawnlight


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