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Gemini in Tabula XXX
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Lampo del Drago
Cavaliere d'oro d'Ariete
Cavaliere d'oro d'Ariete


Joined: 05 Sep 2007
Posts: 21905


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PostPosted: Tue Apr 19, 2011 11:00 am    Post subject: Gemini in Tabula XXX  Reply with quote

Regolamento:

1. Postulati fondamentali.
a) Il master ha sempre ragione, anche quando ha torto.
b) Tentare di corrompere il master è consentito e incoraggiato (si consigliano soldi, cibo o avances sessuali).

2. Fasi di gioco
a) Il gioco si divide in due fasi, il Giorno e la Notte
b) Durante la Notte agiscono quasi tutti i personaggi speciali, che devono inviare un messaggio al master con l’indicazione di quello che intendono fare.
c) Il giorno si divide in tre sottofasi: durante la prima (fusa con la seconda) tutti discutono degli eventuali indizi e delle proprie idee, durante la seconda si votano le persone ritenute colpevoli e durante la terza si vota tra un ristretto numero di persone, ossia quelle che hanno ottenuto più voti, al fine di escluderle dal gioco.

3. Rivelarsi.
a) È permesso rivelarsi, poi sta alla gente crederci o meno.
b) È vietato mostrare prove concrete del proprio ruolo (es. il messaggio in privato), che comunque potrebbero essere artefatte.
c) È consentito e approvato millantare identità fasulle.

4. Personaggi
a) Non tutti i personaggi sono in gioco, visto che sono più dei giocatori. Quelli in gioco sono stati estratti, fermo restando che ogni squadra avrà almeno un membro e Santuario e Traditori saranno in numero consistente.
b) In ogni caso tutti i personaggi saranno sempre invitati ad agire, vivi o morti, presenti o meno.
c) È possibile che vengano anche nominati nei post personaggi che non sono presenti; avranno comunque ruolo passivo e mai attivo.

5. Aure
a) Vi sono due tipi di aure: bianca/nera e dorata; la prima è espressione dell’anima del personaggio, ed è sempre presente, la seconda dei suoi poteri, e può essere presente o assente.
b) Normalmente le aure bianche appartengono ai buoni e le aure nere ai cattivi, ma non è sempre così.
c) Le aure dorate rappresentano poteri speciali, appartenenti ai Cavalieri d'Oro, e sono sparse tra le fazioni, come i Cavalieri stessi; alcuni personaggi hanno poteri speciali anche senza un'aura dorata.

6. Tempistiche.
a) Le tempistiche verranno di volta in volta indicate, ma genericamente avrete a disposizione 24 ore per le azioni notturne, 24 per le prime votazioni e 24 per il ballottaggio.
b) Tendenzialmente il termine verrà posto in un orario che consenta a tutti di agire, ma se sapete di non avere tempo, agite prima.

7. Indizi.
a) Purtroppo la mia conoscenza del mondo dei Cavalieri dello Zodiaco non è ampia come quella di molti di voi, né ho la possibilità di rivedere le puntate ora, quindi è possibile che gli indizi non siano precisissimi. Cercherò di ovviare inserendo indizi da altri contesti casuali.
b) Gli indizi possono essere riferiti a tutto ciò che coinvolge un giocatore e sia noto all’interno del forum (es. non posterò una foto di Libra, dato che nessuno l’ha mai vista nel forum).
c) Gli indizi potranno essere presi da ogni serie interna al mondo dei Cavalieri (es. indizi su Manigoldo potrebbero essere validi anche su Cancer).
d) Abbiate pietà ed elasticità.

8. Notte.
a) Nella redazione della notte l’ordine di scrittura potrà coincidere o meno con l’ordine temporale delle azioni.
b) Non si terrà conto dell'ordine dei PM, ma ogni personaggio compirà la propria azione indipendentemente dall'orario di invio secondo lo schema presentato più avanti.
c) Se due giocatori dovessero colpirsi a vicenda, entrambi i colpi andranno a segno (nei limiti della logica e dell’ordine riportato).
d) Verranno indicati solo i nomi dei morti, non collegati ai nomi dei propri assassini, per creare più confusione.
e) È possibile decidere di non agire (alla fine nessuno obbliga i cattivi ad uccidere, lo fanno spontaneamente), ma la decisione va comunque comunicata al master (se no aspetto invano). Non verrà detto alcunché sulla squadra che non agisce.
f) Nel caso di eventuali problemi, mi assumo ogni responsabilità (vedi anche Regola 1, commi a e b).

9. Votazioni.
a) Votare è obbligatorio, chi non vota rallenta solo la partita; durante il voto tutti sono “buoni”, quindi tutti devono contribuire alla causa.
b) Le votazioni non saranno mai chiuse in anticipo, anche se la situazione fosse ormai decisa, a meno che non siano arrivati tutti i voti (questo per evitare gente che non vota apposta).
c) Il termine delle votazioni verrà indicato, ma il termine vero è "quando lo decide il master"; esempio: se si può votare fino alle 16, ma il master si connette alle 18, eventuali voti in quel lasso di tempo saranno comunque ritenuti validi.
d) Nel caso in cui qualcuno tardasse apposta o ripetutamente, verranno prese contromisure (in ordine: ammonizione, bloccaggio durante la notte, morte durante la notte, ascolto forzato della discografia di Masini).
e) Per votare meglio aspettare le arringhe, ma saranno comunque accettati voti espressi in precedenza, se supportati da valida motivazione.
f) I ballottanti non possono votare, a meno che non siano più di 2.
g) La prima votazione non porta ad una prigionia perpetua, ma solo temporanea, della durata di 24 ore: insieme alla votazione del secondo giorno si voterà per la liberazione o meno del prigioniero della prima giornata (il quale, quindi, non vota).

10. Vittoria.
a) La partita termina quando la fazione del Santuario O dei Traditori O di Poseidone O di Ade (se Andromeda è vivo e posseduto) vince.
b) Nel caso una delle fazioni minori portasse a compimento il propria missione (vedi elenco dei personaggi), la partita andrà avanti fino alla vittoria di uno degli altri schieramenti, fatta salva la vittoria anche di queste fazioni.
c) Non saranno dichiarati vincitori solo i vivi della fazione vincitrice, ma tutti coloro i quali abbiano contribuito fortemente alla causa; non abbiate, dunque, paura di esporre le vostre idee. Ovviamente tutto ciò è a insindacabile giudizio del master (vedi anche Regola 1, commi a e b).
d) Per le condizioni di vittoria di ogni singola squadra si rimanda all’elenco dei personaggi.

11. Dubbi.
a) Per ogni dubbio chiedete pubblicamente o privatamente: il master risponderà pubblicamente (salvo domande particolari).


Ordine delle azioni:

1. Atena

2. Bloccaggi (in quest’ordine)
a. Mylock
b. Aquarius

3. Protezioni (contemporanee)
a. Mur
b. Cavalieri d’Acciaio

4. Fish

5. uccisioni (contemporanee)
a. Andromeda (se risvegliato)
b. Micene
c. Traditori
d. Kanon
e. Pandora (se Andromeda non è risvegliato)

6. eventuali reazioni (contemporanee)
a. Sirio
b. Phoenix
c. Toro
d. Tisifone

7. indagini (contemporanee)
a. Libra
b. Virgo
c. Scorpio

8. Ioria
_________________


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Lampo del Drago
Cavaliere d'oro d'Ariete
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PostPosted: Tue Apr 19, 2011 11:03 am    Post subject: Reply with quote

Partecipanti:
1. Aiolos
2. Alcor
3. Aldebaran
4. Aledileo
5. Antares
6. Asher
7. Canadian
8. Chaos
9. Christian Virgo
10. Dawnlight
11. Doa of Alrisha
12. Elisa
13. Er Pecora
14. Flare
15. Libra
16. Minosse
17. Phoenix no Ikki
18. Saga rules!!!
19. Saintsaga1983
20. Shiryu
21. Shura di Capricorn
22. Sion di Aries
23. Yati89



Ruoli:

PRIMA FAZIONE: Il Santuario
• Atena (aura bianca): essendo la dea, i voti contro di lei al ballottaggio vengono annullati (ossia risulta bruciato l'altro, indipendentemente dall'esito del voto). Una volta a partita può decidere di sacrificarsi per bloccare tutti gli attacchi per una notte (comunicandolo tempestivamente al master). Decide il condannato in caso di ballottaggio in parità, ma non ha facoltà di grazia. Se attaccata da Andromeda posseduto, muore insieme a lui. E’ immune agli attacchi di Kanon e Pandora.
• Pegasus (aura bianca): da bravo raccomandato, è completamente immune all'attacco di tutti i nemici (i Traditori, Kanon e Pandora), tranne Andromeda posseduto, finché Atena è viva (ma può finire sul rogo).
• Sirio (aura bianca): utilizzando la Pienezza del Dragone, se attaccato dai Traditori li riconosce e ne uccide uno a sua scelta, morendo a sua volta.  Gli verranno rivelati i nomi dei giocatori, non i ruoli.
• Cristal (aura nera): il peso del passato e della morte di molti suoi amici per colpa sua grava sulla sua anima, dipingendola di nero, ma è un fedele servitore di Atena.
• Phoenix (aura bianca): fiero nemico di Kanon, se da lui attaccato evita il colpo e lo uccide, sopravvivendo.
• Andromeda: vedi più sotto.
• Mur (aura bianca-dorata): avvalendosi dei poteri del suo Muro di Cristallo, ogni notte sceglie un compagno da difendere. La sua difesa non funziona contro gli attacchi di Kanon, Tisifone e Pandora. Può difendere se stesso.
• Toro (aura bianca-dorata): grazie alla sua enorme stazza e al suo corpo adeguatamente proporzionato, se attaccato da Pandora, la uccide. Non verrà espulso dal Santuario.
• Ioria (aura bianca-dorata): ogni notte, dopo gli attacchi ma prima della stesura della notte stessa, viene informato dal master dei nomi dei possibili defunti e può decidere di evitarne uno grazie alle sue abilità mediche. Può usare questo potere solo 2 volte durante la partita. Non può auto-curarsi (non ha abbastanza cosmo). Il suo potere non funziona con le vittime di Andromeda posseduto.
• Virgo (aura bianca-dorata): padrone dei sei regni dell'Ade, è compito suo comprendere l'animo dei defunti. Ogni notte scruta nell'animo dei personaggi morti per comprendere il colore della loro aura (bianca o nera).
• Libra (aura bianca-dorata): da sempre è suo compito distinguere il bene dal male. Ogni notte scruta nell'animo dei personaggi vivi per comprendere il colore della loro aura (bianca o nera).
• Scorpio (aura bianca-dorata): suo è il potere di scoprire il valore dei Cavalieri; ogni notte indaga sulle potenzialità cosmiche di un personaggio. Gli verrà risposto se l'indagato ha aura dorata o meno.
• Micene (aura bianca-dorata): l'armatura del Sagittario, ancora pervasa dal cosmo del suo ultimo possessore, può, una volta a partita e durante la notte, scagliare la sua freccia e uccidere un qualsiasi giocatore; se la persona scelta è avversaria del Santuario (ossia appartiene ad una delle altre tre grandi fazioni), morirà, altrimenti l'attacco non avrà effetto. E’ immune agli attacchi di Pandora e di Kanon in quanto defunto.
• Capricorn: vedi sotto.
• Aquarius (aura bianca-dorata): grazie al suo potere congelante, per 2 volte durante la partita può bloccare un giocatore, che non potrà agire durante la notte (eventuali compagni potranno). Se blocca Mylock, questi non potrà agire.
• Kiki (aura bianca): siccome è un gran chiacchierone, SE durante la notte Libra trova un'aura nera E Kiki è ancora vivo, ne verrà data notizia nel masterpost. È immune agli attacchi di Pandora.
• Castalia (aura bianca): conosce l’identità di Pegasus. È immune agli attacchi di Pandora.

Vincono quando eliminano Kanon, i 3 (o 4) Traditori (ossia Gemini, Fish, Cancer più, eventualmente Capricorn), Pandora e Andromeda (se posseduto); in pratica: tutti.



SECONDA FAZIONE: I Traditori
• Gemini (aura nera-dorata): capo dei cospiratori. Ogni notte si riunisce insieme agli altri Traditori e decide chi uccidere. In caso di incertezza, l'ultima parola spetta a lui. Se attaccato da Kanon, lo uccide.
• Fish (aura nera-dorata): ogni notte si riunisce con gli altri Traditori e decide chi uccidere. In caso di morte di Gemini, l'ultima parola spetta a lui. Una sola volta nel corso della partita può usare il potere delle proprie rose per confondere le menti: quella notte non ci saranno indizi sui Gemini. E’ immune agli attacchi di Pandora.
• Cancer (aura nera-dorata): ogni notte si riunisce con gli altri Traditori e decide chi uccidere. Se rimane solo, non può uccidere. Se mandato al rogo, essendo incredibilmente malvagio, uccide obbligatoriamente una persona a sua scelta (ma non Pegasus se Atena è viva).
• Capricorn (aura bianca-dorata): inizialmente gioca come membro del Santuario. Se i Traditori lo attaccano, si risveglia la sua natura traditrice e passa dalla parte del nemico, mantenendo l'aura bianca. Se i Traditori lo attaccano dopo che è stato plagiato da Kanon, muore come un normale giocatore.
• Gigars (aura nera): uomo di potere all'interno del Santuario, non conosce i Traditori, ma gioca e vince con loro; loro non lo conoscono. Non può uccidere.
• Birnam (aura bianca): finché è in vita i poteri di Scorpio (che si distrae perché svogliato e borioso) danno esito contrario, indicando un’aura dorata quando assente e viceversa. Non conosce i Traditori, ma gioca e vince con loro; loro non lo conoscono. Non può uccidere.

Vincono quando Atena è morta E i membri dotati di aura dorata (Gemini, Cancer, Fish ed eventualmente Capricorn) rappresentano la metà dei giocatori rimasti O quando Atena è morta E tutti i Traditori rappresentano più della metà dei giocatori rimasti.
Esempio 1. Rimangono Fish, Cancer, Gigars, Kiki, Phoenix, Ioria: 3 Traditori e 3 Santuario. Ancora non hanno vinto, perché i "dorati" sono solo 2 su 6.
Esempio 2. Rimangono Fish, Cancer, Gigars, Birnam, Kiki, Phoenix, Ioria: 4 Traditori e 3 Santuario. Vincono perché i Traditori sono più dei difensori del Santuario.
Esempio 3. Rimangono Fish, Cancer, Kiki, Ioria: 2 traditori e 2 Santuario. Vincono perché i Traditori dorati sono metà del totale.


TERZA FAZIONE: Poseidone
• Kanon (aura nera-dorata): la prima notte riconosce Titis. Ogni notte utilizza il Demone dell'Oscurità su un giocatore, il quale perde tutti i propri poteri (ma mantiene un’eventuale aura dorata), acquista aura nera e inizia a giocare per Poseidone, votando in modo da favorire la propria fazione. I plagiati vengono a conoscenza dell’identità di Kanon, ma non si conoscono tra loro, né Kanon può rivelare la loro identità. Kanon non può suggerire chi votare (altrimenti i plagiati si riconoscerebbero subito a vicenda). Alla sua morte, svaniscono gli effetti del colpo e i plagiati tornano normali, riacquistando aura e poteri. Se Kanon utilizza il proprio potere su Fish, Cancer o Capricorn (se già cattivo) E Gemini è ancora vivo, l'attacco va a vuoto e i Traditori lo riconoscono; se, invece, Gemini è già morto, il colpo semplicemente non ha effetto. Se cerca di plagiare Gemini, viene ucciso dal fratello. Il suo colpo non funziona su Micene (che è morto), su Atena e su Andromeda posseduto (in quanto divinità) e su Pegasus finché Atena è viva. E’ immune agli attacchi di Pandora, in quanto non Cavaliere di Atena.
• Titis (aura bianca): la prima notte riconosce Kanon. E' immune agli attacchi di Pandora. Non può agire da sola.

Vincono quando i plagiati rappresentano la metà più uno dei giocatori.
Se Titis resta sola, vince (eventualmente insieme ad altre fazioni) quando sono morti tutti i Cavalieri dotati di aura dorata, Atena e Andromeda.



QUARTA FAZIONE: Ade
• Pandora (aura nera): ogni notte, sfruttando le sue grazie, intrattiene piacevolmente un giocatore, il quale, essendo andato contro le regole del Santuario, viene espulso il giorno seguente, subito dopo le votazioni. L’identità della vittima verrà rivelata solo al momento dell’eventuale espulsione. Il suo potere non ha effetto sui personaggi femminili (= Atena, Titis, Tisifone) (in quanto eterosessuali) (purtroppo, in questo caso), su Kanon (in quanto Cavaliere di Poseidone), su Micene (in quanto defunto) e su Kiki, Mylock e Gigars (in quanto non Cavalieri); l'attacco funziona sui Traditori, ma solo su Gemini, Cancer e Birnam, mentre Fish è immune in quanto… “disinteressato”. Se “attacca” Toro, ne esce malconcia e muore la notte stessa (un po’ di onore per il nostro povero torello!). Se attacca Andromeda, lo porta dalla propria parte e smette di agire da sola. Se attacca un personaggio scelto come amante da Tisifone, viene uccisa, insieme all’amante, da Tisifone stessa.
• Andromeda (aura bianca): inizialmente gioca con la fazione di Atena. Se attaccato da Pandora, non cede alle sue lusinghe (…), ma in lui si risveglia lo spirito di Ade e la sua aura diventa nera. A quel punto comincia a giocare con Pandora e uccide un personaggio ogni notte, senza alcuna limitazione, grazie al potere del dio. Se attacca Atena, muoiono entrambi.

Pandora vince quando i personaggi maschili della fazione di Atena sono finiti. In questo caso la sua vittoria può avvenire contemporaneamente alla vittoria di altre fazioni. La partita, comunque, continua, e Pandora può (se ci tiene) continuare ad agire. Risulterà vincitrice anche se uccisa dopo aver conquistato la vittoria.
Se Pandora trova Andromeda, invece, la fazione vince quando Atena, Pegasus e i Cavalieri dotati di aura dorata non sono più in gioco. Se Andromeda in seguito muore, i termini di vittoria tornano quelli di cui sopra.


PERSONAGGI SPECIALI:
• Tisifone (aura bianca): addolorata dalle scelte di Pegasus, la prima notte sceglie il suo nuovo amante indicando al master uno qualsiasi dei giocatori, a cui viene rivelata l’identità di Tisifone; i due possono contattarsi e giocare insieme, ma il partner non può rivelare il suo ruolo a Tisifone. Quando muore uno, muore anche l'altro di dolore. Se uno dei due viene colpito da Kanon, dimentica il proprio partner (che NON verrà informato) e sopravvive alla sua eventuale morte; nel caso, invece, in cui muoia il membro della coppia colpito da Kanon, morrà anche l’amante, che non si è accorto/a del suo cambiamento. E’ immune agli attacchi di Pandora; se l’amante viene attaccato da Pandora, Tisifone (che è Calabrese) uccide entrambi durante la notte (salvo Pegasus, se Atena è viva). Se l’amante è Pandora, sta a quest’ultima scegliere se mantenersi casta o se sedurre gli altri giocatori; in questo caso, Tisifone non la ucciderà (tradisce per vocazione, non per provocazione), ma potrà vincere solo se plagiata da Kanon. Se, in seguito ad uccisione da parte di Tisifone, l’amante viene curato da Ioria, la “relazione” si considera comunque conclusa. La scelta dell'amante è completamente libera, senza vincoli di sesso, razza, religione e schieramento. Se uno dei due vince, vince anche l'altro, indipendentemente dalla fazione, perché l'amore trionfa sempre sull'invidia e sull'odio (ovviamente a meno di vittorie “onorarie”). Vince se: vince il partner; sopravvive fino alla fine insieme al suo partner, anche se vincono altri; viene plagiata da Kanon e vince insieme a lui.

• Mylock (aura bianca): dopo un incontro con il suo peggior nemico (lo specchio), ha finalmente realizzato di essere un pelatone buono a nulla ed è impazzito. Ogni notte attacca a colpi di kendo qualcuno a scelta, risultando talmente insopportabile da bloccare l’azione della persona scelta, non tanto per il dolore, ma perché proprio non se ne vuole andare. Se attacca un personaggio maschile, riceve un buon numero di mazzate (anche da Kiki), e la notte dopo non può agire, mentre se sceglie un personaggio femminile, può; se sceglie Phoenix, viene mazzuolato talmente tanto (ma sempre troppo poco) che non potrà più agire per il resto del gioco. Vince se riesce ad individuare (e attaccare) Pandora (non vale se Pandora attacca lui), la quale, per toglierselo di dosso, lo sfianca come sa fare meglio; a quel punto Mylock rinsavisce, gli crescono i capelli grazie alla placenta, diventa bello e simpatico, smette di attaccare ma continua a giocare. È immune agli attacchi di Pandora. Se viene scelto come amante da Tisifone, finché sta con lei vince se sopravvive fino alla fine; se attacca Pandora, viene ucciso (insieme a lei) da Tisifone, ma muore (se non curato) da vincitore.

• Shadir: conosce Benam e Lear. Vedi Lear
• Benam: conosce Shadir e Lear. Vedi Lear
• Lear: conosce Shadir e Benam. Stanchi di essere considerati (a ragion veduta) degli inetti, dei filler, dei robottoni, degli incapaci ecc ecc… cercano di dimostrare la propria utilità proteggendo un personaggio a turno dagli attacchi dei Traditori grazie alla loro azione combinata. La protezione funziona solo se il personaggio protetto è Atena. Se uno del trio muore, non possono più proteggere; se uno del trio viene plagiato, gli altri non lo sanno, e le protezioni non andranno più a buon fine. Vincono se riescono a proteggere Atena anche da un solo attacco, dimostrandosi almeno una volta nella vita utili alla causa.


Come già specificato, siamo 23 giocatori e 30 ruoli, quindi 7 ruoli non saranno in gioco. Ovviamente non sapete quali
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Last edited by Lampo del Drago on Wed May 25, 2011 17:50 pm; edited 7 times in total
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Lampo del Drago
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PostPosted: Tue Apr 19, 2011 19:44 pm    Post subject: Reply with quote

TRAILER

Link




PROLOGO

Astrape è il mio nome, di Atena fedele Cavaliere, appartenente alla costellazione del Grado. Il compito primo dei Cavalieri di tale costellazione è quello di gestire gli archivi del Santuario e scriverne le cronache, in modo da raccogliere informazioni sui nemici che possano eventualmente essere utili nelle future guerre. A causa dell'importanza e della delicatezza di questo ruolo, e soprattutto della capitale rilevanza che gli scritti dei Cavalieri del Grado hanno nello svolgimento delle mansioni del Sacerdote, la nostra figura è da sempre avvolta nell'ombra e le nostre opere sono nascoste negli anfratti del Santuario, là dove solo il Grande Sacerdote può accedere. Il nostro compito non è combattere, ma osservare e annotare, così da conservare la memoria di ciò che fu e aiutare la creazione di ciò che sarà. Ci avvaliamo della collaborazione indiretta di diversi Cavalieri, tra cui Altare e Sestante, ma la nostra esistenza è ignota anche a loro. L'Altura delle Stelle, la Biblioteca del Santuario e la residenza del Sacerdote, già inaccessibili a molti dei Cavalieri, sono solo le più note sedi in cui hanno dimora i nostri studi; appare naturale come la parte più importante e di maggiore riservatezza sia nascosta in zone ancora più recondite e celate anche alle ricerche dei Cavalieri di più alta risma, in modo da evitare possibili fughe di notizie e odiati tradimenti, come già avvenne nel passato e come successe anche questa volta. Descrizioni dei poteri delle divinità, come le informazioni raccolte da Sisifo sugli dèi gemelli, scritti di astronomia e astrologia, studi sulla natura del cosmo e sui reali poteri che ognuno dei Cavalieri può realmente sviluppare, metodi per la creazione, la riparazione e l’evoluzione delle singole Armature, informazioni sulla locazione delle Armature nel pianeta, saggi riguardo le leggi fisiche che regolano il mondo dei comuni mortali e di come i Cavalieri possano aggirarle, vera storia del Santuario e del mondo intero, geografia, matematica, mitologia, relazioni diplomatiche: non c'è ambito di interesse rilevante per i difensori di Atena che non sia stato analizzato, approfondito e catalogato dai Cavalieri del Grado. Ciò che c’è nei nostri scritti, lo si può trovare anche altrove, ma ciò che qui non si trova, non esiste in nessun luogo.

Che permanessimo nell'assoluta segretezza era dunque necessario: la vita rinasce, ma la memoria non si rigenera. Al fine di celare quanto più possibile la nostra identità, neppure la nostra costellazione guida è inclusa nelle mappe stellari ufficiali. A fronte della minaccia che ha appena sconvolto il Santuario, tuttavia, ho ritenuto giusto e corretto, nonché fonte di speranza, diffondere e rendere quanto più pubblica la situazione, gli errori, le corrette deduzioni e i sordidi inganni che sono avvenuti negli scorsi giorni, in modo tale da evitare il ripetersi di una tale situazione. Di tanti difensori di Atena, ben pochi siamo rimasti. Che Atena perdoni il mio gesto e Clio guidi la mia mano.




PRIMA NOTTE

“Voi vi lamentate? L’uccello d’acciaio e l’inossidabile subacqueo? Vogliamo parlare di me?” disse Benam. “Ho due stupide orecchie sulla testa, la mia armatura è uno skate anni ’80 e ogni volta che apro bocca la gente sente la voce di Garbolino!”
“In effetti hai ragione…”, convennero gli altri due in coro.
“Resta il fatto che ormai la nostra gloria è stata dimenticata e siamo ritenuti dei buoni a nulla. Cosa possiamo fare?” chiese Lear.
“Entriamo a far parte di un circo!” rispose Benam dopo qualche secondo di silenzio, con l’espressione tipica di chi ha appena avuto un’illuminazione. Sbagliata.
“Questa sì che è una buona idea!” commentò Lear. “Potremmo sfruttare le nostre abilità atletiche e inscenare finti combattimenti grazie alle nostre armature.”
“Suvvia ragazzi,” li riprese Shadir “Non possiamo ridurci così! Siamo pur sempre Cavalieri di Atena!”
“È una menzogna, Shadir, lo sai anche tu! Atena ci ha ormai abbandonato!” disse con amarezza Lear.
“E tutti ci odiano e ritengono inutili” continuò Benam.
“Se è per questo non abbiamo neanche del cosmo o una costellazione guida, ma io non mi arrendo. C’è un’unica soluzione per riottenere la considerazione perduta.” concluse Shadir.
“Il circo?” “Il suicidio?” “L’ippica?” “Le gare di rutti in fa
#?” “Diventare il cocomero più bello del mondo?” “Costruire il myth di Pandora in silicone in scala 1 a 1?” chiesero gli altri due alternandosi.
“No, anche se l’ultima è un’idea da non scartare. Ormai c’è un solo modo per farci considerare di nuovo degni difensori della pace e riacquistare l’onore obliato.”
“Non vorrai forse…?” chiese preoccupato Benam.
“Sì, è l’unica maniera.” rispose Shadir serio. “Dobbiamo eliminare Maria De Flippi”.
“Ah,” commentò sollevato Benam “io credevo dovessimo veramente difendere Atena da un attacco del nemico!”
“Ehi, questa sì che è una buona idea!” disse Lear. “Renderemmo indubbia la nostra utilità se salvassimo la vita di lady Isabel, e con essa la pace, la giustizia nel mondo e la diffusione delle tinte lillà!”
“Ma per te sono tutte buone idee! Però, in effetti…” disse Shadir. “Non ci avevo pensato. Anche se tra salvare lady Isabel ed eliminare Maria De Filippi… Ma sì, dai, prima salveremo Atena, poi vedremo!”
“Momento, momento, momento. Tutti calmi. Vi rendete conto che questo implicherebbe fare VERAMENTE qualcosa?” esclamò preoccupato il più piccolo dei tre.
“Zitto, Gohan, la decisione è presa. Partiremo stanotte stessa e sventeremo eventuali attentati alla vita della nostra Signora. Sento già che il pericolo si avvicina, apprestiamoci!” concluse Shadir, d’un tratto epico, dirigendosi verso l’uscita.
Gli altri due si guardarono un po’ intimoriti, e dopo qualche secondo si avviarono, seguendolo, con umori diversi.

***

Quella stessa notte, in un angolo del Grande Tempio, si ritrovarono due figure ignote alla maggior parte dei Cavalieri, pronte a combattere i difensori di Atena.
“E così ci ritroviamo, ce l’hai fatta ad arrivare. Non sarà una missione facile.” disse Kanon. “Sei sicura di volermi accompagnare?”
“Questo ed altro per il mio signore Poseidone.” rispose Titis. “Piuttosto, tu sei convinto del tuo piano?”
“Certo. Uccidere i Cavalieri darebbe troppo nell’occhio, e noi siamo troppo pochi per opporci a tutti loro adesso. La strategia migliore è senza dubbio quella di metterli gli uni contro gli altri e aspettare che si eliminino da soli. L’unico in grado di farlo sono io, per questo mi trovo qui.”
“Senza dubbio Poseidone ha scelto bene”, gli disse Titis, sorridendo.
“Poseidone… sì…” , accennò Kanon, con un sorriso di ben altra natura. “Utilizzerò i miei poteri psichici per prendere possesso della mente dei Cavalieri e convincerli a combattersi tra di loro, mentre noi rimarremo nell'ombra e ci godremo lo spettacolo. ”
“E se qualcosa dovesse andare storto?” chiese Titis.
“Come osi mettere in dubbio le mie abilità? Non sai forse che sono il primo tra i Generali degli abissi?” la sgridò Kanon, arrabbiandosi. “Segui i miei ordini e tutto andrà per il verso giusto. Una volta che metà del Santuario sarà in mano mia, farò in modo che i Cavalieri si uccidano a vicenda, e nessuno potrà opporsi a me!” disse Kanon ridendo.
“Così il nostro Signore regnerà incontrastato!” aggiunse euforica Titis.
Kanon non la degnò di uno sguardo.

***

“Sigh! Sob! Sniff!”
Seduta sugli spalti dell’Arena del Grande Tempio, Tisifone singhiozzava. Calde lacrime rigavano il suo viso, coperto dalla maschera che le ferree leggi del Santuario le obbligavano a portare per coprire le sue fattezze femminili.
“Qui tutto è cominciato, ed è qui che tutto deve finire. Non posso amarti né posso ucciderti... oramai posso solo dimenticarti, Pegasus! E dire che mi piacevi così tanto… Come potrò cancellare il tuo pensiero dalla mia mente e dal mio cuore? Come potrò sopravvivere con questo strappo nell'anima? Ah, quanto mi hai ferito, nel cuore e nel corpo…”
Rimase qualche minuto in un silenzio rotto solo dai singhiozzi, finché non sentì dei passi avvicinarsi.
"Cosa fai qui in lacrime, Sacerdotessa? Non sai che i protettori di Atena devono essere forti?” le chiese una calda voce maschile. “Dimmi chi ha osato recarti offesa, così che possa punirlo.”
Tisifone si girò e riconobbe la persona, ma non rispose, quasi vergognandosi.
“Sul tuo corpo non vedo tracce di ferite, e la tua armatura è intatta: non sei donna che pianga per il dolore fisico, d'altronde. Ben altri devono essere i mali che ti attanagliano. Aprimi dunque il tuo cuore, così che possa darti sollievo.” disse l’altro, sedendosi al suo fianco .
Confortata da un atteggiamento così aperto, Tisifone si sbloccò e raccontò tutto al nuovo arrivato, di come l’odio era diventato amore e di come ora non potesse esserci conforto in alcuno dei due. Man mano che il discorso proseguiva, le parole le uscivano di bocca in maniera sempre più naturale, e con le lacrime parve allontanarsi anche il dolore e il ricordo. La figura cominciò a farle domande, e il monologo pian piano si trasformò in un dialogo, dai toni sempre meno tristi e gravi.
Quando Tisifone smise definitivamente di piangere e singhiozzare, l’altro le disse, soridendo: “Sai, Pegasus è un ragazzo simpatico, ma è troppo legato a lady Isabel; è sempre stato così. Credo proprio dovresti dimenticarlo e dare pace al tuo cuore tormentato.”
“Forse hai ragione. In fondo, è solo un testone incapace di capire chi gli vuole bene.”
“E tu ne sei capace?” chiese l’altro.
Tisifone si accigliò. “Che intendi?”
“Che non sempre è facile comprendere i propri sentimenti, e non lo è neanche comprendere quelli altrui. Ragiona: perché ti dici, o ti dicevi, innamorata di Pegasus? Cosa ha fatto lui per te? Ha solo visto il tuo volto perché casualmente ti si ruppe la maschera, nulla di più. Lo amavi perché al caso si è aggiunta la legge del Santuario, non perché lo sentissi o volessi, è stata solo una imposizione, in parte tua, in parte esterna. Non amavi lui, ma l’idea, o l’ideale, che avevi di lui. Lo amavi perché dovevi, non perché volevi.”
La Sacerdotessa, stupita da parole tanto dirette, si impietrì per qualche secondo, poi sorrise sotto la maschera. “Ti conosco da tempo, ed è la prima volta che parliamo veramente . È uno strano calore quello che sento provenire da te, è la prima volta che ne avverto la presenza… Sai, è strano: con una sola frase mi hai aperto gli occhi. Pegasus ha visto il mio volto, ma tu hai saputo vedere la mia anima, e di questo ti ringrazio. Continuo a non capire, però, cosa volessi dire prima.”
“Mi hai raccontato che Pegasus vide il tuo viso per la prima volta durante i tuoi allenamenti. Be’, diciamo che non era l’unico a gironzolare intorno alla zona riservata alle future sacerdotesse…" disse l’altro, arrossendo visibilmente, nonostante la fioca luce. “Io ti conosco a fondo, Tisifone. Leggere dentro una persona non è cosa che possa fare il primo venuto, bisogna starle accanto per diverso tempo per comprendere le sfumature dell’animo.”
“Starmi accanto? E quando?”
“Mia cara, spero non ti offenderai, ma… hai presente i vari tentativi che hai fatto per uccidere Pegasus e i suoi compagni?”
“Certo!”
“Ricordi che non sono andati particolarmente bene?”
“Già…”
“Ecco. Credi che il Grande Sacerdote ti avrebbe concesso spontaneamente e continuamente nuove possibilità? Altri sono stati eliminati per molto meno…”
“Tu…  tu mi avresti salvato la vita?” chiese Tisifone, sbalordita.
L’altra figura sorrise. “Ho cercato di aiutare le decisioni del Sacerdote, diciamo, anche andandogli contro qualche volta.”
“Ma… perché?”
“Mmff…” sbuffò l’interlocutore “A volte non sei così differente da quel Pegasus. Ricordi cosa mi dicesti di lui poco fa? ‘È solo un testone incapace di capire chi gli vuole bene’. Ti ripeto la stessa domanda: e tu ne sei capace?”
Tisifone, che nella concitazione del dialogo si era alzata in piedi gesticolando, improvvisamente si bloccò. E capì. Era stato tutto un abbaglio. Era vissuta all’interno di un amore da lei costruito, ma che non aveva alcuna base reale. Pegasus l’aveva considerata solo una donna tra le altre, nulla di più; era stato gentile, ma non un minimo affettuoso. Era come sbattere contro un muro, ma fortunatamente alla durezza dell’urto si sostituiva la morbidezza di un abbraccio: altre persone si erano prese cura di lei, mentre il suo sguardo era ciecamente rivolto al Cavaliere di bronzo, altri avevano provato il suo stesso dolore nel vedere la persona amata rincorrere qualcun altro.
Si portò di fronte all’altra persona, pregandola di alzarsi. “Grazie per quello che hai fatto per me fino ad oggi, ti sono veramente grata. A volte per capire ci vogliono mesi, altre volte bastano pochi secondi.”
“E cosa avresti capito?”
“Che è giusto che io sia padrona della mia vita. Non più saranno azioni dovute al caso a guidare la mia vita, ma scelte che io stessa, consapevolmente, farò.”
Detto questo, si tolse la maschera. Il suo nuovo compagno sorrise.

***

In quel momento Kanon si accorse del riflesso di una luce a breve distanza dal luogo del loro incontro. “Ci stanno spiando! Presto, nascondiamoci!” disse a Titis, spostandosi dietro una delle numerose colonne sparse per il Grande Tempio.
“Cosa credi che sia quella luce?” chiese quest’ultima.
“Non lo so, probabilmente il riflesso di un’armatura…”
“Come è possibile che non ce ne siamo accorti? Avremmo dovuto percepire il suo cosmo! È forse così potente il primo nemico che sbarra la strada al trionfo di Poseidone?”
“Potente non saprei, ma furbo sicuramente no. Non sta facendo nulla per celare la sua presenza. Guarda, sembra vagare senza meta, come se non conoscesse il luogo o stesse cercando qualcosa. O è incredibilmente sicuro di sé, oppure abbiamo sbagliato le nostre valutazioni. In ogni caso dobbiamo agire in fretta. Circondiamolo!”
I due si divisero e si diressero, prendendo strade diverse, intorno alla luce, che continuava a spostarsi senza un apparente disegno.
Giunto a pochi metri da lui Kanon disse: “Rivelati, o luce vagante. La distanza fra noi è breve, ma non sento traccia di cosmo. Presentati, dunque, e preparati a morire!”
“No… no, vi prego!” disse una voce proveniente dalla luce. Kanon e Titis si avvicinarono, rimanendo guardinghi nell’ombra per celare il proprio volto. Ad un certo punto Titis scoppiò a ridere.
“Che succede?” le chiese Kanon.
“Non temere, mio signore, non potevamo trovarci di fronte nemico più inoffensivo. Lo conosco, è Mylock, il pressante maggiordomo di Atena!”
“Ecco perché non avvertivamo alcun cosmo! Bene, dunque. Ma cos’era quella luce?”
“Guardate più da vicino il suo capo e ne capirete il motivo!”, rispose allegramente Titis. Kanon allargò un sorriso beffardo.
“Chi… chi siete voi?” chiese Mylock, visibilmente intimorito. “E perché vi prendete gioco di me?”
“Siamo i nuovi dominatori di quest’epoca,” rispose Kanon “e tu avrai l’onore di essere il nostro primo servitore! D’altronde sei stato allenato duramente  per questo, no? Demone dell’oscurità!”
Gli occhi senza sopracciglia di Mylock si spalancarono e nella sua mente cominciarono ad affiorare numerosi pensieri.
“Non ho mai usato questo colpo su un nemico privo di cosmo, chissà cosa succederà?” si chiese Kanon nel frattempo.
Il cervello di Mylock, intanto, era perso in vividi incubi. Ricordava la sua giovinezza , quando una zazzera rigogliosa cresceva su quello che ormai era solo un brullo monte. Gli venne in mente il periodo in cui andava in discoteca e tutti invidiavano la sua capigliatura afro, così come la festa in cui si era stirato i capelli e travestito da cugino Itt. D’improvviso uno specchio calò dal cielo e si pose davanti a lui. “Ecco come sei diventato, guardati! Il tuo cambiamento è evidente!” lo apostrofò duramente lo specchio. “Non è vero, sono ancora bello! Mi raso per scelta!” rispose Mylock. “Per scelta? Ma se fai prima a rasarti che ad allacciarti una scarpa! Dovresti proporti come sponsor per la Cirio! Nessuna donna vorrebbe mai un uomo con la fronte alta fino alla nuca!”. “No! Noo! Noooooooooo!!!!!!” urlò Mylock, tenendosi il capo fra le mani, incapace di accettare la realtà dei fatti, che si mischiava all’incubo generato dai poteri di Kanon.
Risvegliatosi dalla mostruosa visione di se stesso, Mylock crollò a terra tremante, inabile a fare alcunché.
“Strano, sembra che i miei poteri anziché renderlo nostro servitore ne abbiano distrutto la volontà…” commentò Kanon. “Poco male, non potrebbe far male neanche ad una mosca, e di sicuro non ha visto i nostri volti. Andiamo via, ben altre prove ci aspettano”.

Qualche ora dopo la visita di Kanon e Titis, d’improvviso Mylock si riprese. “Che… che è successo? Ah, ora ricordo, i due figuri! E il loro specchio... che incubo. Ma io non sono pelato, voglio solo risparmiare sullo shampoo! Dimostrerò a tutti il mio valore! Quei due erano certamente nemici di Lady Isabel e, come al solito, tocca a me proteggerla. È il momento di tirare fuori il completo da kendo. Isabel, aspettami!”

***

Coperti da scuri cappucci per nascondersi agli sguardi indiscreti dei numerosi abitanti del Grande Tempio, due figure aspettavano presso il porto l’arrivo di una terza persona .
“Scusate il ritardo, ma ho dovuto fare un lungo giro per nascondere la mia presenza”.
“Chi sei, dunque?” chiese una delle due figure incappucciate.
“Qualcuno che non è mai scomparso” sussurrò con un sorriso il nuovo arrivato. “Qualcuno avvezzo a comandare e destinato al trionfo ultimo”.
“Avvezzo a comandare? Rivela la tua identità e le tue intenzioni se non vuoi finire rapidamente negli Inferi ” ribatté la prima figura incappucciata, preparandosi a guerreggiare.
“E cosa mai potrebbero fare gli Inferi ad uno come me?”
“Basta coi misteri, Gemini. Di me sai che puoi fidarti” disse Cancer, togliendosi il cappuccio. “E sono sicuro che riusciremo a convincere anche Fish”, aggiunse, voltandosi verso il compagno.
“Gemini?” chiese stupito Fish. “Allora non sei scomparso anni fa’ come tutti dicono!”
“Affatto.” commentò Gemini. Ormai i tre erano senza cappuccio, ma avevano provveduto a spostarsi in un luogo più riparato, per celare lo scintillare dei propri elmi .
“Dove eri finito?” chiese Fish. “E perché ci hai convocato?”
“Ero nascosto nel luogo meno sospettabile… e vi ho riunito per certificare definitivamente il mio comando.”
“Continuo a non capire…” disse Fish.
A quel punto intervenne Cancer, che riassunse al compagno la vera storia del tradimento del Cavaliere dei Gemelli. “E credo non sia l’unico rivoltoso all’interno del Grande Tempio. Tutti gli uomini intelligenti hanno un prezzo: potere, donne, ricchezze; solo gli stupidi vengono sfruttati gratis.” aggiunse termine della sua narrazione, concludendo con la sua tipica risata. “Ora è giunto il momento che il Santuario cada definitivamente nelle mani dell’unico uomo realmente degno di comandarlo, grazie al suo potere e alla sua astuzia.”
“Complimenti, è un piano molto elegante,” chiosò Fish “e per me la bellezza è tutto. Un uomo capace di concepire un simile disegno è di certo degno della mia lode. Vi seguirò, per far trionfare la Bellezza.”
“Allora siamo d’accordo:” disse Gemini “i Cavalieri di Atena devono morire, per dare al mondo un nuovo e migliore futuro.”
Gli altri due Traditori annuirono.

I tre, rimessi i cappucci, iniziarono a camminare lentamente lungo la costa, discutendo di alcuni dettagli e riflettendo su possibili altri importanti alleati. Dopo alcuni minuti intravidero una figura familiare, immersa fino alla vita nell’acqua.
“Bene, sembra che abbiamo trovato la nostra prima vittima” commentò Cancer con un sorriso. Avvicinatosi lentamente, Gemini riconobbe il profilo della persona e chiese ai compagni: “Non era legato a qualcuno di voi quello lì? Mi pare abbiate qualcosa in comune…” Fish arrossì impercettibilmente. “Bene, provatemi la vostra fedeltà uccidendo lui per primo”.
I due si divisero e circondarono la figura. Per caratura dell’avversario e rango degli assassini, i due erano semplicemente troppi, ma la vittima designata godeva del loro rispetto, così la uccisero rapidamente, infrangendo le sue, pur valide, difese senza alcuna difficoltà. Il suo sangue colorò l’acqua, depositandosi sulla sabbia della riva.
Visibilmente soddisfatto, Gemini guidò i due compagni verso il Grande Tempio.

***

Quella notte stessa Pandora venne richiamata dallo spirito di Ade.
Non appena si fu inginocchiata dietro al tendone che nascondeva alla vista di chiunque il Sire degli Inferi, parlò: “Mio Signore, perché mi avete fatta convocare? Ho dovuto terminare di fretta le mie normali mansioni.”
“Lo vedo: hai ancora un filo di Minosse che di sporge da sotto la gonna…”
“Ah, il Grifone… che maestoso ucc…”
“Silenzio Pandora!” la interruppe Ade. “E asciugati la bava. Parliamo di cose serie. Tu sai che Atena è una dea guerriera, ma sai perché proibisce le armi se non in casi estremi? È una mossa apparentemente suicida, no?"
“No, non lo so, mio Signore" rispose Pandora contrita.
“Perché le armi, specie quelle offensive, sono rappresentazioni simboliche di membri maschili, e la Pallade vuole permanere nel suo stato virginale. Pensaci: le frecce, le spade, i missili, i proiettili... cosa altro sono se non simboli fallici, metafore della mascolinità? Cosa sono le guerre se non una competizione riguardo le proprie doti virili? Cos’è la pugna se non un penetrare nell’avversario, ma con lo scopo di togliere la vita anziché di darla?”
“Sembra interessante…” disse Pandora, cominciando a prendere appunti.
“Solo mio nipote Efesto una volta provò, vanamente, a possedere la dea,” continuò Ade “ma il suo seme le cadde sulla coscia, e da quella tentata unione nacque Erittonio, quarto Grande Sacerdote di Atene.”
“Quindi l'unico uccello che abbia mai toccato Atena è la sua civetta? HAHAHAHAHAHAHAHA ”
“… Sì, diciamo di sì…” commentò Ade, seccato. “I Cavalieri di Atena devono rimanere casti, o non sono degni dei loro poteri e della loro armatura: per questo le relazioni amorose sono da sempre osteggiate al Santuario e le Sacerdotesse devono coprire le proprie fattezze. Sono concessi solo rapporti platonici, e subordinati all'obbedienza alla dea. L'unica ragione per cui i Cavalieri esistono è proteggere la pace nel mondo, quindi finché hanno questo scopo devono essere devoti in spirito e corpo ad Atena, che è il simbolo della pace, o, meglio, dello status quo; ella, infatti, è sempre dotata del suo scettro o lancia, segno della sua primazia. È questo il motivo per cui il Santuario non riconosce il matrimonio di un Cavaliere.”
“Veramente una volta...”
“So cosa stai pensando, Pandora; cioè, a parte quello a cui pensi sempre. In passato ci fu un Cavaliere di Atena che ebbe un figlio e continuò a padroneggiare il cosmo, ma questo fu possibile solo perché in quell'epoca Atena non era ancora rinata. Adesso Atena è tra noi, e una perdita di purezza implicherebbe una immediata perdita di poteri... oltre che una sicura cacciata dal Santuario.”
“Forse inizio a capire il motivo della mia convocazione”, disse Pandora, sorridendo.
“Pandora, nessuno meglio di te può svolgere questo ruolo. Grazie alla tua bellezza e alle tue abilità sembri una farfalla, ma pungi come un’ape.”
“Per non parlare di come succhio il nettare! HAHAHAHAHAHAHA”
“Appunto…” commentò Ade, sconsolato. “Devi indebolire il Santuario al fine di rendere ancora più facile la nostra vittoria. Partirai oggi stesso, e domani sarai al Santuario, pronta ad agire.”
“Solo la donna più sensuale degli Inferi può compiere questa missione!” commentò Pandora facendo l’occhiolino. “Con il suo permesso corro a preparare la tenuta da battaglia: calze di vario colore, frustino, manette, reggiseno super push-up effetto Denise Milani, tanga leopardato, oltre ad una mezza dozzina di aggeggi molto ricercati e già abbondantemente testati. E poi dei costumi: camice da infermiera, divisa da scolaretta, vestito da Catwoman. Sapete che per me i costumi sono facili.”
“Sapevo di poter contare su di te.” sorrise soddisfatto il Re degli Inferi, da dietro la sua tenda. “Come dicono gli umani? In bocca… ah, sì, in bocca al lupo. Grazie alla tua esperienza sono certo che non mi deluderai e che i risultati verranno.”
“E non solo quelli!” disse la ragazza ridendo, e si ritirò nelle sue stanze, già pregustando la durezza della sua missione.
“Inizio ad avere dei dubbi sulla reale natura del 'Vaso di Pandora'…” pensò lo spirito di Ade, mentre la sua servitrice si allontanava.


***


Dalle
Cronache del Santuario.

02/05/2011
Questa mattina è stato ritrovato, ormai privo di sangue e vita, il corpo di Eris, Cavaliere d’Argento della Lucertola, galleggiante nella baia davanti il Grande Tempio. L’uccisione di un Cavaliere d’Argento, e tra i più ammirati, non poteva certo lasciare indifferenti i nostri animi, e, inoltre, durante la notte vari movimenti sospetti sono stati avvistati dalle guardie, così Atena, dopo essersi consultata con il Grande Sacerdote, ha deciso di indire una riunione per discutere pubblicamente di quanto avvenuto. Tutti coloro che si trovassero nell’area del Santuario sono stati obbligati a partecipare e ad ognuno era chiaro che non c’era nessuno che potesse ritenersi al di sopra di ogni sospetto.
Una volta che tutti si sono raccolti nella Sala delle udienze, la discussione è cominciata:


(PRIMO GIORNO)

“Miei giovani Cavalieri, come forse alcuni di voi sapranno, questa notte è avvenuto un fatto grave.” ha esordito Atena, seduta sul suo scranno. “Una riunione plenaria non è certo avvenimento che si verifichi tutti i giorni, vi ringrazio di essere qui; un simile numero di Cavalieri, riuniti tutti insieme, non si era mai visto, ma la causa è rilevante. Questa notte uno dei più valorosi tra noi è stato brutalmente ucciso, e il suo cadavere è stato ritrovato stamattina. Eris della Lucertola non è più tra noi.”
Sebbene qualche voce si fosse già sparsa, la confusione si è diffusa tra tutti gli astanti, e alcuni non riuscivano a credere che un uomo tanto valoroso fosse stato ucciso.
“Dopo essermi consultata con il Grande Sacerdote e alcuni fidati Cavalieri, sono giunta alla conclusione che la sua morte sia indizio di diverse cose.” ha continuato la dea. “Innanzitutto, il nostro compagno era dotato di notevole forza, quindi il suo assassino deve essere ancora più forte, o più astuto. Oppure sono stati più di uno. Eris, inoltre, è stato ucciso nel territorio del Santuario, e questo è un chiaro segnale di guerra. Eris è morto da difensore, e per questo noi sempre lo ricorderemo. Duri momenti ci aspettano, miei Cavalieri, state all’erta! Un’ultima cosa, la più dolorosa. Il responsabile, o i responsabili, della morte di Eris molto probabilmente si nasconde tra  noi.”
Queste ultime parole della dea hanno fatto calare il silenzio tra i presenti, in mezzo ai quali erano visibili alcune facce poco note, nascoste tra la folla. Fino a quel momento, infatti, il brusio era via via aumentato, seguendo il crescendo delle dichiarazioni di Atena.
“Ecco perché ho preso la seguente decisione: da questo momento è impossibile per chiunque lasciare il Santuario senza mio espresso ordine. Inoltre, voglio che vi confrontiate civilmente, che esponiate dubbi e incertezze e che entro sera restringiate il campo dei possibili assassini ad un ridotto numero di persone. Il giudizio sarà vostro, io deciderò solo in caso di forti dubbi. La riunione è finita, l’appuntamento è per l’ora del tramonto”.

I vari Cavalieri si sono allontanati, alcuni da soli, per pensare, altri a gruppetti, discutendo. La confusione regnava sovrana, perché poco o niente si sapeva dei possibili assassini, ma via via che il tempo procedeva, il nome di alcune persone è corso su più bocche, diffondendosi anche solo per sentito dire.
All’ora del tramonto, puntuali, tutti i Cavalieri si sono presentati nuovamente alla Sala delle Udienze. Disposti in circolo, ognuno ha fatto il nome della persona che riteneva anche un minimo sospetta, e alla fine del giro le persone più nominate sono risultate, tra la meraviglia generale, Chaos, Christian Virgo, Saintsaga1983 e Phoenix no Ikki. Un sospetto di omicidio rivolto a tali e tanti personaggi certo non poteva lasciare indifferenti, ed era sintomo della confusione della folla.
I quattro si sono posizionati al centro del cerchio e ognuno ha esposto la propria difesa. A quel punto è cominciato un nuovo giro di votazioni. Alla confusione della prima votazione ha fatto seguito un fenomeno particolare: un caldo cosmo ha avvolto il cuore di tutti gli astanti, che, rasserenati, hanno capito di dover avere una certa cautela nelle proprie decisioni.

Una volta terminata la votazione, il cerchio si è sciolto e tutti si sono girati verso Atena.
“Bene, così è stato scelto Chaos. Spero che il vostro cuore vi abbia consigliato bene, mi stupisce questa decisione. Conducetelo nelle segrete del Grande Tempio: raccoglieremo altri indizi e domani ridiscuteremo il caso.”

Dopo che è stata presa la decisione, Atena ha convocato una riunione ristretta con i soli Cavalieri d’Oro, tra i quali si notavano alcune assenze eccellenti, comunque motivate.
“Miei fidi, voi siete l’ultima difesa contro le forze del male. Ho paura che nuovi delitti possano colpire il Santuario, perciò vi prego di prestare la massima attenzione e di utilizzare i vostri poteri per proteggere voi stessi e gli altri Cavalieri oltre che per sconfiggere il nemico. Conto su di voi, mi raccomando.”




SECONDA NOTTE

Nonostante il discorso di Atena avesse scosso molti cuori, diversi Cavalieri ritennero più saggio quella notte rimanere nelle proprie dimore. Forse era ancora troppo presto per adoperare i propri poteri, forse, invece, era già  troppo tardi.

Non appena scese le tenebre Mylock decise di entrare in azione. “La salvezza di Atena dipende unicamente da me! Non posso fallire!” si disse, avendo ancora davanti agli occhi l’angoscia dipinta sul volto di Isabel quella giornata.
Prese una delle strade che si allontanavano dal centro del Grande Tempio alla ricerca di possibili nemici e, dopo qualche minuto, intravide una figura avvolta in un mantello che si dirigeva verso il Santuario.
“Così finalmente ci incontriamo!” le disse.
“Eh? Chi sei? E cosa ci fai qui? Via, spostati, ho da fare!” si sentì rispondere da una voce femminile, mentre veniva spinto via.
Rimessosi davanti la figura, le disse: “Sono Mylock, la principale guardia del corpo di Lady Isabel. Chi sei tu, piuttosto?”
“Non sono affari che ti riguardino. Lasciami passare, ti ho detto.” gli rispose l’altra, spingendolo nuovamente da parte.
“Non te lo consento, potresti avere intenzioni malvagie nei confronti di milady. Io devo proteggerla!”, disse Mylock, rimettendosi per l’ennesima volta di fronte alla figura e sfoderando una spada di legno.
“Mmm, capisco. Vedo che non c’è altro modo, dunque.” rispose quella, rassegnandosi. Dopo qualche secondo di riflessione continuò: “Ebbene, non posso passare; stai svolgendo bene il tuo compito, maschione.” disse, togliendosi il cappuccio e rivelando una lunga chioma nera. “Come posso dimostrarti di non avere intenzioni malvagie?” gli chiese, sorridendo.
“Rivelami… rivelami chi sei. Cosa fai qui? Dove stai andando?” disse Mylock, tentennando lievemente.
“Le risposte a queste domande dipendono da te…” rispose l’altra, levandosi il mantello e rivelando le sue fattezze. Un corpo snello, di altezza media, avvolto in un lungo abito nero senza maniche; in lei era impossibile non notare il più che abbondante seno, accentuato in maniera ancora maggiore dalla vertiginosa scollatura, che scendeva fino all’ombelico.
“Che… che vuoi dire?” disse Mylock, deglutendo pesantemente.
“Che le risposte potrebbero cambiare, a seconda di quel che tu preferirai…” rispose l’altra, lasciando scivolare sensualmente una spallina lungo il braccio destro. Mylock iniziò ad arretrare, sudando, così l’altra fece un paio di passi avanti, lasciando intravedere le lunghe gambe, fasciate da autoreggenti nere velatissime, quasi trasparenti. “Sei una brava guardia del corpo… ma forse è ora di riposarsi un po’, che ne dici?” continuò, con voce suadente e avvicinandosi. Le mani di Mylock tremavano: non aveva mai visto una donna così bella, e, in verità, da quando era diventato testimonial per la Calvè non aveva praticamente visto più esseri umani di sesso femminile a quella distanza. Lo sbigottimento era totale, ma doveva concentrarsi sulla sua missione di difensore di Atena.
“Suvvia, lasciati andare… la tua missione è giusta, ma lo so che in realtà ti senti un nobile servo che vive in prigione. Isabel è tua padrona, ma cosa ha mai fatto per te? Pensaci! Ha forse utilizzato anche un solo centesimo per la ricerca contro l’alopecia?” disse la donna. Le sue parole ebbero effetto: Mylock, lusingato e titubante, per un momento dimenticò il suo scopo e abbandonò la sua fermezza. «Forse, in fondo, ha ragione…» pensò.
Notando il suo tentennamento, la figura femminile gli si avvicinò, portandosi ormai a distanza di spada.
“Ma che bel bastone che tieni tra le mani. Lo sai che sono molto brava anche io a maneggiare questi affari? Che cos’è?”
Mylock deglutì, ormai in preda al turbamento più totale; l’altra continuava ad avvicinarsi. “È una katana in legno…” le rispose.
“Oooh… E se mi dici come si chiama questa bella katana vinci un premio omonimo” gli disse, sussurrandogli ormai in un orecchio, facendogli sentire il calore del suo corpo morbido.
Sottovoce, quasi sospirando, Mylock rispose, ormai allo stremo della resistenza .
“Aggiudicato!”

***

Molto dopo, quella notte, due figure correvano in un’altra zona del Santuario.
“Stavolta vediamo di fare sul serio” disse Kanon a Titis, correndo. “Il tizio di ieri è stata solo un’inutile perdita di tempo, dobbiamo iniziare a manipolare la mente di qualcuno che conti.”
“A chi stai pensando?” chiese Titis.
“Oggi alla riunione ho visto un Cavaliere interessante; l’ho seguito per un po' e ho scoperto dove risiede. Tra poco saremo arrivati.”
“Non sento traccia di cosmo, forse sta dormendo.” gli disse Titis.
“Attendi qui e sorveglia che non si avvicini nessuno. Tra poco sarà tutto finito.”
Kanon entrò nell’edificio, venendo accolto dalla voce dell’occupante: “Chi sei? Il tuo cosmo è ampio e di strana natura. Rivelati, orsù!”
“Sono il tuo nuovo padrone”, rispose Kanon con un sorriso. “Demone dell’oscurità!”
“Aaargh!” gridò l’altro, contorcendosi e portandosi le mani al volto.
“E tu chi sei?” gli chiese Kanon.
“Tavares… Barbosa… Frusoni…” rispose, in evidente stato di delirio, la sua vittima.
“Te lo chiederò un’altra volta:” disse scocciato Kanon. “tu chi sei?”.
“Argh… sono… sono…. sono il tuo servo” gli rispose l’altro, inginocchiandosi.
“Bene, vedo che hai cominciato a ragionare. Ora ricorda: la tua mente mi appartiene, e tu farai esattamente quello che ti dirò.”
“S… sì, mio padrone.”
“Non opporre resistenza, è inutile. Resta in attesa di nuovi ordini, e nel frattempo vedi  di non parlare troppo.”
“Sarà fatto, signore. Sono ai tuoi ordini.” Il cambiamento era evidente in lui.
«Mmmmhh,» pensò Kanon «il nemico sembra assoggettato, ma ho una strana sensazione… inutile pensarci, Titis starà di certo facendo buona guardia all’ingresso.»
“Bene. Ci rivedremo più avanti.”
Kanon uscì dall’edificio, andando incontro a Titis. “Visto qualcosa?”
“Non c’è stato nessun movimento, non passa molta gente da queste parti. E comunque nessuno avrebbe potuto farci del male, sai di cosa sono capace.” rispose la compagna. “Ha funzionato stavolta? La metamorfosi è avvenuta?”
“Completamente, è stato più facile di quanto pensassi.”
“Bene, Poseidone ne sarà contento. Il sole tocca il mare ormai e la missione di stanotte è compiuta: credo sia ora di ritirarci.”
“Sì… Andiamo.”

***

Era quasi l’alba  ormai al Grande Tempio, e ancora si sentivano grida tra i cespugli.
“Aaaaah! Uuuuh! Aaaah!”
“Mmmmmhhhhh…”
“Uuuuuuaaaaaaahhhhhh!!!”
“Sììììì”
Piccola pausa.
“Uuuuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!”
Poi più nulla.

“Maledetto pelato, mi hai fatto perdere l’intera notte! Non avrei mai pensato che potessi resistere così a lungo… e io che credevo che per te fosse la prima volta.” disse Pandora, dopo un paio di minuti, giusto il tempo di riprendersi.
“Pelato a chi? Voltati e stupisci!”
Lo sbigottimento si impadronì di Pandora. Era parecchio che non aveva un contatto visivo con il partner, ma era sicura che qualche ora prima fosse più liscio di una gomma slick. “Come hai fatto?” gli chiese. “Che ti è successo?”
“È avvenuto il miracolo! Lo sapevo che non poteva finire così! Sono di nuovo un vero uomo!”
“È… è incredibile! Sei passato da uovo a kiwi!”
“Ti ho lasciato a bocca aperta anche ora che abbiamo finito, eh? Sì, la mia folta chioma è tornata, più fitta e forte che mai! Ormai nessuno potrà fermarmi! Avrò donne a volontà, soldi, potere!”
“E la tua missione?”
“È finito il periodo dei sacrifici, è ora che prenda un’altra strada. Diventerò un modello, già Oribe mi aspetta! Mi farò i dreadlock! Calvesa… addio!”
Pandora, ancora riversa a terra stupefatta, iniziò a rivestirsi, guardando l’amante di una notte fuggire via veloce, i nuovi e folti capelli ondeggianti nel vento.

***

I Traditori erano stati a lungo indecisi su cosa fare. Incerti su quale fosse l’ostacolo principale alla loro vittoria, ma sicuri della propria forza, alla fine decisero di separarsi: il primo che avesse fatto una vittima l’avrebbe reso noto agli altri.
Il giorno stava nascendo, e Fish ancora correva per il Grande Tempio. Non gli erano giunte notizie dai compagni né lui era riuscito ancora a trovare qualcuno. Era come se la maggior parte degli occupanti del Santuario quella notte avesse deciso di non uscire, per un motivo o per l’altro.
Il primo raggio di luce già colpiva il mantello in cui celava sua armatura lucida, e il Cavaliere si preparava a tornare seccato alla sua dimora, quando la sua attenzione venne attratta da alcuni rumori. Nascostosi tra la vegetazione, aguzzò i sensi in cerca di cosmo, ma non ne percepì alcuno. Sentì distintamente, invece, un profluvio di improperi misti a urletti e sbuffi.
“Oh tu che parli in cotal guisa, non sai che in ogni cosa vi dev’essere bellezza? Nello scontro e nell’incontro, nell’ardore e nell’amore, nella pugna e…”
“Questa la so!” disse la figura, ridendo divertita. Tornata seria gli chiese: “Chi sei? Cosa ci fai qui? Pussa via, non è proprio il momento.”
“Oh oh oh… ci sono ben poche persone, in questo mondo e nell’altro, che possano permettersi di darmi ordini, e di certo tu non sei tra queste.” disse, sorridendo.
“Be’, io non ho padrone alcuno, se è per questo!”
“Taci. È ora che tu scompaia, sei solo un intralcio!” urlò Fish, scaraventando la figura via con un gesto del braccio. “Ben misera cosa è la tua forza in confronto a quella di un Cavaliere d’oro!”
“No… no… lasciami andare… ti darò tutto quello che vuoi…”
“Nulla di ciò che possiedi potrebbe mai interessarmi. Che vile tentativo di aver salva la vita… non lorderò le mie mani per far perire un essere sì insulso. Addio per sempre!” disse, voltandosi e allontanandosi.
In contemporanea alle ultime parole del Cavaliere, diversi cespugli di rose erano cresciuti intorno ai due, e il loro odore già pervadeva la zona.
“Che succede?” chiese l’altra persona. “Dove vai? E cos’è questo forte odore? Mi manca… mi manca il fiato…”. Un tonfo, attutito dai fiori, accompagnò le sue ultime parole.
Pochi minuti dopo, in luoghi diversi, due rose rosse segnalavano ai compagni di Fish il compimento della missione.


***


Dalle
“Cronache del Santuario”

03/05/2011
Nonostante l’incarcerazione di Chaos, pare che la situazione non sia migliorata. Il nuovo giorno ha portato con sé nuova morte e nuovo dolore.
Subito allertata della situazione, Atena ha indetto una riunione plenaria.
“Cari Cavalieri, vi ho qui riuniti per darvi, purtroppo, altre cattive notizie. Un ulteriore compagno ci ha lasciato. Il corpo di Phoenix no Ikki è stato ritrovato stamattina privo di vita.”
Lo sgomento si è impadronito degli astanti, e in particolare una figura che non mi sembrava di aver notato prima appariva sbigottita.
“Giaceva riverso in un fitto roseto, senza segni di violenza. Ho il sospetto che qualcuno l’abbia in qualche modo ucciso e poi gettato tra le rose, sperando di occultarne il cadavere. Sembra proprio che qualcuno ci stia attaccando, temo che un’ombra, o forse più d’una, sia scesa su di noi.”
Nella concitazione generale, un’autorevole voce si è stagliata sopra le altre: “Ha ragione, Atena, è così!”. Tutti si sono girati verso colui che aveva proferito queste parole, il Cavaliere della Bilancia. “Questa notte ho percepito un cosmo negativo all’interno del territorio del Santuario. Non sono riuscito a capire chi fosse, e se fosse una reale minaccia per tutti noi, ma la morte di Phoenix no Ikki lascia intendere che il male è ben lungi dall’essere sradicato!”
“Grazie, anziano maestro, il tuo aiuto è insostituibile” gli ha risposto Atena con un sorriso. “Pare dunque che ci si debba nuovamente interrogare per snidare il nemico. Le guardie assicurano che nessuno è entrato o uscito dal nostro territorio durante la notte, dunque il colpevole è ancora qui. Discutete tra voi, aiutandovi con i nuovi elementi che abbiamo recuperato, e selezionate una cerchia di possibili colpevoli. Contemporaneamente vorrei che ridiscuteste del destino di Chaos: la sua incarcerazione non ha fermato gli omicidi, e vorrei sapere da voi se sia più saggio liberarlo e avere un Cavaliere in più o tenerlo in prigione ed avere un dubbio in meno. State accorti  e cercate di limitare gli errori, o il nemico ne approfitterà. Ora andate, l’appuntamento è per il tramonto.”


(SECONDO GIORNO)

Mentre gli altri Cavalieri iniziavano a discutere, accusandosi a vicenda, Atena ha organizzato una ristretta riunione con Mur dell’Ariete, Ioria del Leone, Aquarius e Sirio del Dragone.
“Mur, Ioria, Aquarius, Sirio: come sapete, la situazione è grave. Credo che il Santuario sia al centro di una drammatica lotta tra più fazioni. Spero che le mie sensazioni siano errate, ma ho paura che, oltre ad un tradimento interno, altre forze di natura diversa stiano cercando la nostra disfatta. Vi ho convocato perché siete i più riflessivi tra i Cavalieri, e ho bisogno del vostro supporto in questo momento difficile.”
Gli altri tre Cavalieri si sono voltati dubbiosi verso Ioria, imbarazzato.
“Lui è qui per dare un punto di vista diverso, diciamo.”, li ha rassicurati Atena. “Cosa pensate di quel che è successo nelle scorse notti?”
Per primo ha parlato Sirio: “Bisogna rimanere calmi e valutare le cose in maniera distaccata. In fondo è possibile che questa triste situazione possa portarci dei vantaggi, facendo emergere ciò che di negativo si nascondeva al nostro interno.”
“Concordo.” ha annuito Mur. “Potremmo sfruttare la situazione per capire chi le è veramente fedele e chi, invece, ha intenzioni malvagie.”
“Rimanere calmi non implica, però, il non agire. Non possiamo mostrarci troppo permissivi.” ha continuato Aquarius. “Abbiamo già subito due perdite, e non possiamo permettere che questa striscia di morti continui. Meglio stroncare le ribellioni sul nascere.”
“Capisco. E tu, Ioria, cosa ne pensi?” ha chiesto Atena.
“Penso che dovremmo sederci e riflettere un attimo.” ha risposto il Cavaliere del Leone. “Forse loro non sanno cosa voglia dire perdere una persona cara, ma è proprio quello che stiamo rischiando di fare. ”
“Non sei l’unico che ha abbandonato gli affetti, Ioria.” gli ha rinfacciato Sirio. “Purtroppo a volte dolorosi sacrifici sono necessari per il trionfo finale.”
“Lo so, Cavaliere. Ma quanto a fondo saremo disposti a spingerci? Quale sarà il limite delle nostre sofferenze? Di chi saremo disposti a privarci per far estirpare il male? E riusciremo a sopravvivere alla loro morte?”.
Negli occhi degli astanti era possibile leggere lo sconforto, ma anche la determinazione.
“Una persona a me cara” ha continuato Ioria “una volta mi ha detto che solo i morti vedono la fine della guerra. Facciamo attenzione.”
“Non preoccuparti, Ioria, nessuno vuole trasformare questa situazione in uno scontro fratricida.” lo ha tranquillizzato Mur.
“Ciononostante dobbiamo dare un segnale forte, prima che sia troppo tardi.” ha concluso Aquarius.
“Dunque cosa suggerite?” ha chiesto loro Atena.
Dopo alcuni secondi di fitta discussione, Aquarius le ha risposto: “Codice marziale.”


Giunta l’ora del tramonto, i Cavalieri si sono radunati nuovamente di fronte ad Atena, ripetendo la procedura svolta il giorno prima.
“Prima che decidiate, o difensori della pace, voglio dirvi che, avendo consultato alcuni Cavalieri, ho deciso di introdurre il codice marziale. Siamo in guerra, non c’è dubbio, e dobbiamo comportarci di conseguenza; io stessa sono la dea della guerra, anche se spesso lo si dimentica. Chi verrà giudicato di essere un traditore verrà giustiziato, in modo da essere di esempio agli altri. Ma ora, procedete alle votazioni.”
Questa volta le persone su cui si sono concentrati i sospetti sono risultati essere Minosse, Sion di Aries e Canadian.
Sion di Aries si è difeso per primo, dichiarandosi innocente e gettando accuse su Minosse. Anche Canadian ha respinto le labili accuse, incolpando Minosse. Minosse ha tentato una difesa, ma la volontà popolare si è espressa con rara decisione.

“Quindi accusate Minosse di essere un traditore. Questo mi colpisce e mi addolora, miei Cavalieri, ma accetto il responso.” ha commentato Atena. “Per quanto riguarda Chaos, a quali conclusioni siete giunti?”
“La totalità dei Cavalieri ritiene che possa essere un pericolo per il Santuario, mia signora.” ha risposto Mur.
“La totalità? Come è possibile, nessuna voce si è levata in sua difesa?”
“Nessuna, mia signora.”
“Mmmh, capisco. Le votazioni all’unanimità non sono mai un buon segno, ma se ne siete veramente convinti, sarà giustiziato anche lui. Conducetelo al mio cospetto.”

Minosse e Chaos sono stati portati, in catene, davanti Atena, che li ha guardati a lungo, incredula di quello che stava per succedere.
“Mi duole il cuore, ma a volte per il bene di molti il sacrificio di pochi è necessario. Avete un ultima parola?” chiese tristemente Atena.
L’espressione di Chaos era indecifrabile, passando da fierezza a timore, da rimpianto a rabbia. Non ha detto niente e ha continuato a guardare la dea negli occhi.
Minosse, invece, ha commentato con distacco la situazione dicendo: “What goes around, comes around. Che ironia. ”
“Già…” ha risposto Atena, annuendo mesta. “E ora addio, miei Cavalieri. Grazie per quello che avete fatto per me e per la giustizia fin’ora. Possiate andare nel Paradiso dei Cavalieri!”.
Un raggio di luce di intensità spaventosa è scaturito dallo scettro della divinità, circondando i due condannati. Dopo pochi istanti di loro non rimaneva nulla.
“Continuate a prestare attenzione, Cavalieri:” ha poi detto Atena. “non sappiamo se il pericolo sia passato, quindi rimanete all’erta!”.




TERZA NOTTE

«Tsè. ‘Oggi tocca a te’. Come se non avessi già dimostrato abbastanza.» pensava Cancer nel suo palazzo. «Decine e decine sono le vittime che ho mietuto, e la mia Casa non è l’unica testimone delle mie abilità! Ma se questo non è ancora abbastanza, ucciderò chiunque mi si pari davanti. Anzi, ucciderò la prima persona che incontrerò. Muhahuahahauhauahha»
Uscì dalla sua dimora e percorse lentamente le scale. Dopo alcuni minuti raggiunse il palazzo della sua vittima.
“Cancer. Cosa ti porta qui?” furono le aspre parole che udì non appena varcata la soglia. “Stai forse cercando tracce dei nemici? Sappi che non ne troverai.”
«Non ancora…» pensò Cancer sogghignando. “Ne sono sicuro, mio caro compagno. Un Cavaliere come te non potrebbe mai tradire la dea Atena… sei troppo buono…”
“Già, a differenza tua. Cosa vuoi? Dimmelo e poi vattene, la tua presenza non è gradita qua, non mi sono mai piaciuti i tuoi metodi.”
Cancer iniziò ad avvicinarsi. “Be’, vedi, la questione è molto semplice, una bazzecola. Oggi ho sentito un Cavaliere che diceva di sentire il profumo dell’Ostro… cos’è questo ‘Ostro’?”
“È un vento, Cancer. Soffia da sud.”
“Ah, ecco! Grazie, nel dubbio non riuscivo a quietarmi.”
“Ben altre dovrebbero essere le cose che ti tengono sveglio, Cavaliere.”
“Ma certo, ovviamente. Be’, grazie della risposta compagno! Ah, un’ultima cosa: scusa la domanda, ma… mi diresti dov’è il sud?”
L’altro scosse la testa. “Da quella parte.” gli disse, allungando un braccio e voltandosi nella stessa direzione.
«Adesso!» pensò Cancer, scattando verso di lui e abbattendolo con una spallata.
“Che… che stai facendo?” gli chiese l’altro, rialzandosi.
“Costruisco un mondo migliore.” gli rispose Cancer, colpendolo con una veloce raffica di calci su tutto il corpo.
“Sei impazzito, Cavaliere? Anziché batterci tra di noi, dovremmo lottare insieme contro il nemico, per impedire che raggiunga queste case!” lo esortò l’avversario, asciugandosi il sangue che colava da un lato della bocca.
“Queste case? Mpf… il nemico è già molto oltre le nostre case!” gli rispose Cancer, gettandosi contro di lui.
I due ruzzolarono insieme sulla pavimentazione marmorea, stretti in una morsa di immane potenza, finché non sbatterono contro una colonna. Rialzatisi, si fronteggiarono a breve distanza, utilizzando pugni e ginocchiate.
“Traditore… ma non riuscirai a sconfiggermi!”
“Lo vedremo!”
I due si scagliarono contro i propri colpi, ma la loro potenza era pari, ed entrambi vennero spinti all’indietro dall’intensità del colpo dell’altro.
“Sono veloci i tuoi colpi… ma stanno rallentando.” commentò Cancer.
“Vuoi forse cominciare una battaglia dei mille giorni, vile traditore?” gli chiese l’altro. “Siamo di pari forza, non puoi vincere contro di me.”
“Forse… ma la forza in un duello non è tutto. E poi non dimenticare che ho già portato a segno diversi colpi, all’inizio dello scontro.” sorrise il Cavaliere del Cancro.
L’altro sapeva che era vero. La spallata iniziale, sommata ai calci, era stata molto più forte del previsto, e il suo affaticamento era evidente. Ciononostante non poteva darsi per vinto. “Non vincerai, infido!” gli gridò, lanciandogli contro il proprio colpo segreto.
“Sei stanco, caro, posso vedere le tue mosse!” gli rispose Cancer, riuscendo a schivare il colpo e a centrarlo con un forte pugno sull’addome, facendolo volare contro una colonna. Mentre l’avversario era a terra dolorante, Cancer si portò a pochi metri da lui. “Ed ecco che la mia collezione di teste si arricchisce di un nuovo trofeo! Strati di Spirito!”
“Nooo… Cancer, maledetto…”
“Non c’è scampo a questo colpo, lo sai… Addio, Cavaliere!”
Il colpo più forte del Cavaliere del Cancro si abbatté sulla sua vittima inerme, trasportandone l’anima in Ade.
“Muhuhuhahahahauhaaha. Uno in meno sulla strada della vittoria.” rise Cancer divertito.
Voltatosi, tornò alla sua Casa.

***

Seduto su una roccia, qualche ora dopo l’esecuzione, Cristal piangeva tristemente, con il capo tra le mani.
“Sono giorni difficili per tutti, Cristal”, gli disse una voce familiare. “Non è mai facile sopportare la perdita di persone con cui abbiamo condiviso tanto.”
Cristal sollevò gli occhi. “Phoenix, tu…”
“Io posso capirti. Siamo più simili di quanto tu creda, nelle azioni e nelle intenzioni .”
“Ma… prima… è stato orribile… io ho provato a…”
“Lo so, Cristal, lo so. Possiamo solo compiere il nostro dovere e sperare di agire nella maniera migliore.”
“Hai ragione… ma è come se avessero strappato una parte di me. Atena… li ha uccisi entrambi!”
Phoenix rimase qualche minuto in silenzio, poi si sedette accanto a lui e gli disse: “Soffriva anche lei, amico mio. I suoi occhi a stento hanno retto il dispiacere per quello che stava per fare. Ma sai anche tu che qualche sacrificio va fatto. Non bisogna mai anteporre gli affetti, le amicizie, le parentele al bene comune. La giustizia è l’unico ideale per cui valga la pena vivere… e morire.”
“Lo so, Phoenix, lo so bene. So quanto sia importante Atena e quanto ella soffra nel vedere noi combattere e morire per lei, ma…”
“Ma cosa, Cavaliere?” gli chiese Phoenix, alzando la voce.
“Hai… hai ragione, scusa; è stato solo un momento di sconforto.”
“Bene. Su, torniamo nei nostri appartamenti e cerchiamo di stare attenti: i nemici sono ancora tra di noi. Sento che i Cavalieri d’oro già espandono il proprio cosmo per proteggere il Santuario.”
“Sì.” rispose Cristal, finalmente sorridendo. “Faremo la nostra parte, come sempre. Nessuno cadrà invano.”

***

Approfittando dell’oscurità, Kanon e Titis si erano portati vicino la residenza della loro vittima.
“Credo che non sarà facile come ieri.” disse Titis. “Stavolta entro anche io.”
“Come preferisci… ma non credere che abbia bisogno di te.” le rispose Kanon. “Ciononostante potresti essere utile in qualche modo... entra per prima e distrailo.”
Una volta dentro l’edificio, Titis si mosse sicura, alternando rapidi scatti tra le colonne a pause in cui rimaneva in attesa.
La sua presenza, però, non poteva non essere notata dal proprietario: “Chi sei, Cavaliere? Ben strana è l’Armatura che indossi.”
“Strana perché forgiata da un’altra divinità, ma non per questo meno resistente!” urlò Titis, gettandosi all’attacco. L’avversario evitò facilmente la sua offensiva, colpendola con un calcio.
“Un’altra divinità? E quale? L’unica divinità che valga la pena seguire è Atena, protettrice della giustizia!”
“Poseidone è più grande di lei!” gli rispose Titis, lanciandosi nuovamente all’attacco.
“Sarà, ma i suoi Cavalieri hanno ben poca forza.” gli rispose l’altro, parando l’attacco col braccio sinistro e sferrando un forte pugno col destro.
“Poca forza, ma tanta arguzia… Demone dell’oscurità!” gridò Kanon alle sue spalle.
La vittima cadde in avanti. “Che… che mi succede?”
“Non preoccuparti… tra poco sarà tutto finito…”
“Chi sei tu? Un altro nemico? Fatevi avanti, non vi temo!”
“Se davvero volessimo, potremmo sconfiggerti senza problemi, Cavaliere…” gli rispose Kanon.
“Né l’esperienza guerriera né la forza ci fanno difetto…” continuò Titis.
“Ma per te ora ho altri piani.” terminò Kanon.
“La mia… la mia mente… cosa le hai fatto?” chiese la vittima, più a se stesso che a Kanon, tenendosi la testa tra le mani. “Non ti permetterò di sconfiggermi! Prendi questo!” disse, scagliandogli contro il suo colpo segreto e distruggendo parte della stanza.
«Quanta potenza!» pensò Kanon. “Forse in condizioni normali avresti potuto tenermi testa, ma sei già notevolmente indebolito. Comunque, per sicurezza, prendine un altro: Demone dell’oscurità!”
Il Cavaliere, già fiaccato dal primo colpo a sorpresa, non tentò neanche di evitare il secondo, che andò a condizionare completamente il suo intelletto.
“Bene, sembra che tu abbia capito chi comanda.” commentò soddisfatto Kanon. “Allora, hai deciso da che parte stare?”
“Dopo l’ordalia… so cosa mi piace.” crollò in ginocchio. “Qual è il mio compito?”
“Hahaha, bene, bene. Rimani in attesa di nuovi ordini. Presto rovesceremo il Santuario!”
Pochi minuti dopo Kanon e Titis correvano via da quel luogo, non visti da nessuno.


***


Dalle
“Cronache del Santuario”

04/05/2011
La morte continua a dimorare nel Santuario. La decisione di Atena di applicare il codice marziale non ha dissuaso i nostri nemici dal continuare ad attaccarci.
Questa mattina presto è stato ritrovato il cadavere di Aldebaran, riportante numerose ferite. È evidente che sia stato coinvolto in una dura lotta e che abbia avuto la peggio.
Non appena ricevuta la notizia, Elisa ha cominciato a piangere, ad urlare frasi sconnesse e senza senso e, prima che qualcuno potesse impedirglielo, si è uccisa, gettandosi sul cadavere di Aldebaran.
Per la terza volta Atena in tre giorni ha convocato l’assemblea.

“Miei cari Cavalieri,” ha esordito. “purtroppo la scia di morti non accenna ad interrompersi. Come sapete, questa notte è scomparso Aldebaran, e stamattina Elisa si è suicidata. Ciò mi rattrista in maniera molto profonda, volevo molto bene ad entrambi. Non per questo dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto. Aldebaran è caduto combattendo, una morte che si confà ad un guerriero. Credo che il modo migliore di onorare la sua caduta, e quella di Elisa, sia trovare il suo assassino e fare in modo che non possa più nuocere.”
La folla ha espresso profonda tristezza, ed in particolare Pegasus mi sembrava addolorato della doppia dipartita.
“Anziano Maestro, ha qualcosa da aggiungere?” ha chiesto Atena.
“No, Atena. Purtroppo no.” ha risposto, sconsolato, il Maestro.
“Bene, allora… sapete cosa fare, purtroppo. A più tardi.”


(TERZO GIORNO)

Durante il pomeriggio i difensori del Santuario sono ripiombati nella confusione. Quelle che il giorno prima erano ritenute certezze solide, parevano ora costruite su instabili fondamenta, e le accuse si susseguivano senza sosta. Solo Virgo sembrava estraneo alla concitazione, come suo solito.
“Come fai ad essere così sereno, Cavaliere?” gli ha chiesto Andromeda. “Diversi compagni mancano tra le nostre fila, e l’identità dei nemici è ancora ignota. Sai forse qualcosa che noi non sappiamo? Rivelacelo, così che si possa meglio agire!”
Davanti al silenzio prolungato del Cavaliere della Vergine Andromeda ha continuato: “Forse non vuoi parlarne con me perché sono un Cavaliere di rango inferiore? Parlane con Atena, allora, o con gli altri Cavalieri d’oro! Ti scongiuro, abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile!”
“Ciò che è noto a me non ha importanza. Dobbiamo essere valutati secondo quello che facciamo, non secondo quello che diciamo.” gli ha infine risposto Virgo, senza muoversi dalla propria posizione meditativa.
“Sì… è una lezione che terrò a mente; grazie, Cavaliere.”
“Hai uno spirito ampio e forte, Andromeda, votato al sacrificio pur di non fare del male. Presta attenzione a non gettare la tua vita.”
“Una vita persa per Atena non è mai gettata.” ha risposto fiero il Cavaliere di Bronzo.
Virgo si è limitato a sorridere.

All’ora del tramonto i Cavalieri si sono ritrovati nella sala delle udienze. Dopo l’ormai usuale giro di consultazioni, le due persone più votate sono risultate, incredibilmente, essere Alcor e Antares. È sembrata una votazione piuttosto strana, perché, se alcune accuse erano prevedibili, nessuno si aspettava determinati comportamenti da parte di persone ritenute amiche.
I due hanno esposto le arringhe badando più a difendersi che ad accusare l’altro, e questo non ha fatto che aumentare la confusione dei partecipanti, per cui la votazione è stata a lungo un testa a testa, che ha visto prevalere Alcor solo alla fine.

Il Cavaliere è stato portato davanti alla dea Atena.
“Alcor, anche tu, dunque, trami per rovesciare il Santuario?”
“No, dea Atena, e non vedo motivo per credere ciò.”
“Chi dunque? Numerosi sospetti gravano sulle tue spalle, nonostante anche io fatichi a dar loro credito. Quali sono le tue intenzioni? Dammi una risposta!”
“Una risposta… una è nel cuore della lotta. Dovete stare attenti a…”
“Nobili parole sono le tue, Alcor, ma non hanno più alcuna importanza.” lo ha interrotto una voce atona alle spalle di Atena. “L’assemblea si è espressa e la sentenza di morte dev’essere eseguita al più presto.”
“Gigars, so cosa devo fare, grazie.” ha commentato stizzita la dea. “Che questa giornata maledetta possa essere l’ultima in cui un Cavaliere perde la vita per mano mia o dei compagni. Addio Alcor, se sei davvero innocente brillerai luminoso nel cielo per proteggerci!”
Dette queste ultime tristi parole, Atena si è alzata in piedi e, afferrato lo scettro, ha lasciato partire un forte raggio di energia verso Alcor, che, sereno, è scomparso al suo interno.

Una volta terminata l’esecuzione, Atena ha congedato i presenti con le seguenti parole: “Cavalieri, il mio cuore si colma di tristezza ogni giorno di più. Fate in modo che questa carneficina finisca al più presto, ve ne prego!”



QUARTA NOTTE

“Questa notte voglio agire da solo Titis. Qualcosa mi lega a quell’uomo, è una questione personale.”
“Ma anche io…”
“No. A dopo.”
Kanon si voltò e uscì, diretto verso le Dodici Case.

***

“Elisa, Aldebaran… siete stati dei cari compagni d’avventura…” sussurrava Castalia, in piedi vicino le tombe che erano state preparate per i due Cavalieri. “Spero che almeno voi, nel paradiso dei Cavalieri, possiate riposare. Qui la lotta ancora infuria, e il nemico è ben lungi dall’essere sconfitto.”
“Grazie, grazie ad entrambi.” continuò Pegasus. “Mi avete insegnato qualcosa, e ad ambedue ero particolarmente legato. Vi prometto che sarete sempre nel mio cuore e nel mio pugno, per la salvezza di Atena.”
Rimasero qualche minuto in silenzio, poi Pegasus disse: “Andiamo, Castalia, non è saggio rimanere fuori durante la notte, e il Santuario ha bisogno di noi.”
La Sacerdotessa annuì, e i due si diressero verso il Santuario, ognuno alla propria residenza.

***

“La tattica di agire divisi sta funzionando, continuiamo così.” si erano detti i Traditori poco prima del calare della notte, e così avevano fatto. «Nessun problema,» pensava Cancer con un ghigno «vediamo se anche oggi sarò il più veloce del gruppo.»
Dopo la dura lotta del giorno prima, avrebbe preferito una preda più agevole, per cui si diresse verso le zone esterne del Grande Tempio.
Avvistata una figura familiare, solitaria lungo un sentiero, si portò alle sue spalle senza badare a celare la propria presenza.
“Ehi tu , cosa fai in giro a quest’ora? Non sai che è pericoloso aggirarsi per il Grande Tempio da soli?”
“Chi è? Un amico musico?” si chiese l’altro, prima di girarsi. “Cancer? Cosa fai qui? ”
“Sono venuto a prendere la tua testa!” gli urlò, sferrandogli un forte pugno sull’addome e facendolo volare indietro di diversi metri.
“Maledetto, sapevo che non bisognava fidarsi di te!” Si lanciò all’attacco, sferrando veloci pugni, ma Cancer riuscì ad evitarli tutti.
“Così questa è la forza di un Cavaliere fedele ad Atena? Bene facciamo a voler sovvertire l’ordine!” gli disse Cancer, schivando l’ennesimo colpo e contemporaneamente riuscendo ad avvicinarsi abbastanza per colpirlo con una ginocchiata.
Rialzatosi, l’altro sputò sangue e gli rispose: “Non credere che sia così facile sconfiggermi! Ecco, prendi di nuovo il mio colpo segreto!”
«Mmmhh, questa volta è più veloce…» pensò Cancer. «Il ragazzo è dotato… sarà meglio farlo fuori subito, prima che ci causi qualche fastidio eccessivo.»
“È più rapido, è vero, ma sei ancora lontano dalla velocità dei Cavalieri d’Oro!” gli disse Cancer, compiendo un ampio balzo laterale per evitare il colpo. “Sei un ragazzo promettente, ma è ora che tu muoia. Assaggia la legge di Trafalgar: Strati di Spirito!”
L’avversario, incredulo, ebbe solo il tempo di meravigliarsi di ciò che stava accadendo: “Che… che mi succede?”
“Succede che la tua anima è ormai nella Valle dei morti. Addio!” lo salutò Cancer, con la sua caratteristica risata sardonica.

***

Arrivato a destinazione, Kanon sorrise, pregustando il piacere di quello che stava per fare.
«Finalmente.» pensò.
L’edificio era pervaso del cosmo della sua vittima, ma di essa non sembrava esservi traccia.
“Dove sei? Esci allo scoperto!” gridò Kanon. “Non ti temo!”
Nessuna voce echeggiò da quelle che sembravano vuote sale.
“Mmmm… capisco.” disse Kanon dopo qualche secondo, chetandosi. “Hai scelto l’angusta via per la festa del giardino del gran visir.” Poi di nuovo si alzò di scatto, urlando: “Hai mai pensato che potevamo essere così vicini, come fratelli? Il tuo orgoglio ha costruito un muro così forte che non posso attraversarlo; non c’è possibilità di ricominciare di nuovo.  Io sono… un ragazzo come tanti, ma la giustizia è nelle mie mani! Palesati, ordunque!”
Il silenzio e il rumore del vento  furono le uniche risposte che ebbe quella notte.

***

“Cavaliere… svegliati… il tuo tempo non è ancora giunto… Abbiamo bisogno di te… ritorna fra noi!”
“Che… che è successo?” si chiese, risvegliandosi. “Non ricordo nulla… dove sono? Cos’era quella voce?”
Si guardò in giro, ma vide solo terra e sassi.
“Accidenti a me, devo essere inciampato e aver battuto la testa… uff…” Accortosi improvvisamente della situazione di pericolo, subito dopo aggiunse: “Presto, al Santuario!”


***


Dalle
“Cronache del Santuario”
05/05/2011

Per la prima volta dall’inizio di quella che ormai è chiaro a tutti essere una guerra, questa notte non ci sono stati morti. Nonostante il sollievo provato da molti Cavalieri, Atena ha indetto una nuova riunione, sostenendo di avere importanti comunicazioni da dare.
“Miei Cavalieri, sono lieta di annunciarvi che questa notte il nemico non ha mietuto alcuna vittima!” Un boato di giubilo ha accolto la dichiarazione della dea. “Aspettate ad
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Ogni uomo è artefice del proprio destino.


Last edited by Lampo del Drago on Wed May 18, 2011 23:55 pm; edited 10 times in total
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Doa of Alrisha



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Location: Grande Tempio di Roma - dodicesima casa - L'ultima...

PostPosted: Tue Apr 19, 2011 20:07 pm    Post subject: Reply with quote

Lampo: Sfruttando i miei superpoteri da moderatore, mi impossesso del messaggio di Doa e lo rendo utile

Doa: ma quanto sei un bastardo            

Lampo: ti voglio bene anche io




QUARTO GIORNO

Come al solito i Cavalieri si sono dispersi e hanno cominciato a discutere. Tutti sembravano piuttosto soddisfatti del pericolo scampato, ma nessuno ha osato mettere in dubbio le parole di Atena: il nemico era ancora presente.

Verso metà pomeriggio Mur ha fatto visita a Toro.
“Caro amico, posso disturbarti?”
“Certo, compagno, tu non disturbi mai! Cosa ti preoccupa? Stai facendo il tuo dovere?” ha chiesto Toro al Cavaliere della Prima Casa.
“Sì, anche se con scarsi risultati, purtroppo. Non riesco ad anticipare le mosse del nemico, e dunque non sono capace di rallentare questo stillicidio.”
“Non crucciarti, Mur,” ha risposto Toro, dopo aver meditato qualche minuto. “sono sicuro che il tuo intervento prima o poi risulterà decisivo.”
“Lo spero, Toro, ma inizio a temere che il costo di questa guerra sarà molto alto. Abbiamo già perso alcuni compagni… non vorrei perdere anche te.”
“Mi stai forse dando del debole, Mur?” gli ha detto Toro, fintamente arrabbiato. “Sai che la mia forza e la mia difesa non sono inferiori alle tue!”
“Sì, certo. È solo che…”
“Aaah, stai tranquillo: ce la faremo. Piuttosto, Kiki come sta? È spaventato?”
“Kiki? Macché, ha una forza interiore che io e te ci sogniamo!” ha risposto Mur, rinfrancato dalle parole dell’amico. “Sa di essere in pericolo, ma vuole servire la causa del Grande Tempio… per non dare nell’occhio, è lui che gestisce le comunicazioni tra me e Libra.”
“Hahaha, che bravo discolo.”
“Ah, ecco che arriva il mio bambino”. Si era, infatti, avvicinato, il piccolo Kiki.
“Non sono ‘il tuo bambino’, vuoi capirlo o no? Sono tuo fratello minore, e non mi venderai come avete fatto con Yuya” lo ha rimproverato Kiki.
“Ha ragione, Mur:” è intervenuto Toro sorridendo. “un po’ di rispetto per il nostro piccolo eroe!”
“Ho capito, ho capito: vi siete coalizzati … ma non voglio farne io le spese! Vado a chiacchierare con qualcun altro. State attenti a non combinare danni… e parlo ad entrambi!” ha detto loro Mur, voltandosi e andando via.

Le votazioni preliminari hanno concentrato i sospetti su Antares, Dawnlight e Christian Virgo. Per l’ennesima volta persone apparentemente insospettabili venivano accusate di attentare alla vita di Atena e del Santuario tutto, e lo stupore si leggeva chiaramente negli occhi di Atena, che ascoltava la difesa dei tre seduta sul suo scranno.
Infine i votanti hanno fatto ricadere le colpe su Antares, che è stato accompagnato di fronte alla dea.
“Antares, tu?” gli ha detto incredula Atena. “Non ti riconosco più… Com’è possibile che proprio tu stia congiurando contro di me?” Il dolore di Atena era visibile.
“I Cavalieri hanno deciso di addossarmi le colpe degli altri, oltre alle mie, Atena: morirò per dimostrare la mia innocenza. Lieve peso è la caduta di un uomo se può portare alla vittoria finale.”
“Antares… io… sono molto combattuta. Da un lato sento di doverti ringraziare, dall’altra è come se qualcosa dentro di me si agitasse contro di te. Non so cosa fare… l’assemblea ha votato, ma io ho ancora qualche dubbio…” ha detto la dea, scuotendo la testa.
“Lasciate a me l’incombenza, Atena, se è grave fardello per il vostro candido braccio.” è intervenuto Capricorn.
“Capricorn? Che vorresti dire?”
“Noi Cavalieri d’oro siamo compagni, nella vita e nella morte. Quest’uomo è stato incolpato di aver attentato alla sua vita, e il nome dei difensori di Atena è macchiato. Se lei non se la sente, mi lasci l’onere di ristabilire l’onore perduto. In fondo è a me che ha donato la spada della giustizia, in quanto Cavaliere a lei più fedele.” Non vi era traccia di rimorso o tristezza nei suoi occhi, che sembravano piuttosto spenti, ma forse era un modo per nascondere il dolore.
“Ma…”
“Atena, lo lasci fare” ha detto Antares con un sorriso. “Se la mia caduta servirà a far aprire gli occhi al Santuario, è un prezzo che pago volentieri.”
“Non sembravi così tranquillo prima.” lo ha rimbrottato Capricorn. “La tua è la sicurezza della disperazione. Hai tradito il Santuario: devi pagare e sarò io a far applicare la legge!”
“Capricorn, non voglio che tu faccia alcunché.” lo ha fermato Atena. “Non voglio che queste responsabilità ricadano su di voi, non finché ci sarò io. Mio è il compito più ingrato. Ora fatti da parte.”
“Certo, Atena” ha detto il Cavaliere del Capricorno, spostandosi.
“Antares, sono profondamente turbata, ma devo applicare le disposizioni dell’assemblea dei Cavalieri. Addio!” ha concluso Atena, non riuscendo a nascondere i dubbi che ancora la tormentavano.
Un forte raggio di energia è partito dallo scettro di Atena e dopo pochi secondi Antares è scomparso, lasciando in terra solo la sua Armatura a pezzi.
Lo stupore per quanto era avvenuto pervadeva il Santuario.




QUINTA NOTTE

“Hai voluto agire da solo e hai fallito. Non possiamo permetterci altri errori per stupide motivazioni personali: da stanotte ti accompagnerò comunque, che tu lo voglia o no.”
“Zitta, Titis. Quello che è successo spiace più a me che a te, ovviamente. Non tutto è perduto, comunque, e ciò che non ho potuto fare io di nascosto, lo ha fatto il Santuario apertamente. Stolti…” concluse Kanon, sorridendo.
“Ciononostante un altro fallimento potrebbe esserci fatale, proprio ora che la vittoria è così vicina. Conosci la mia reale forza e sai che se volessimo adottare una tattica diversa da quella usata l’altra notte potremmo benissimo farlo. Abbiamo contro diversi Cavalieri d’oro, e numerosi guerrieri inferiori, ma molto agguerriti: agiamo insieme e non avremo rivali.”
“Conosco la tua forza, e tu conosci la mia, quindi bada a come parli. Ciononostante potrebbe essere utile agire in due, specie visto chi ho in mente di colpire.”
“Va bene. Dove andiamo?”
“Ai piani alti.”

***

“La situazione si sta facendo pericolosa, è ora che utilizzi tutte le mie potenzialità. Questa notte agiremo completamente indisturbati.”
I traditori vennero avvolti da un turbine di petali, e per quella notte nessuno li vide più.

***

Giunti alla dimora della vittima scelta, Kanon e Titis avanzarono tranquilli, certi di non essere scoperti.
“Vi stavo aspettando.” disse loro la voce di un Cavaliere. “Le vostre azioni non sono passate inosservate. Il male annidato nei vostri cuori è un oltraggio a questo posto: per mia mano morirete!”
Lesti i due invasori scattarono di lato, in direzioni opposte, evitando il colpo lanciato contro di loro.
“E così dici che avevi capito le nostre intenzioni? Allora ho fatto bene a venire da te…” gli disse Kanon. “La verità non uscirà da questa stanza!” aggiunse, lanciandogli contro un fascio di energia, che l’avversario schivò con un salto.
“Verità… tu e la tua compagna non siete neanche degni di pronunciare quella parola, date le vostre azioni!”
“Non sempre la verità è ciò che appare ad un primo sguardo.” commentò Titis. “Ad esempio io sembro docile e indifesa, e invece…” e in quel momento fece partire numerosi e potenti colpi alla volta dell’avversario, che li contrastò con uguale forza e quantità, destando sorpresa nel Cavaliere Sirena.
“Già, Titis, non sempre la verità è ciò che appare ad un primo sguardo… La forza di Toledo è nei miei colpi, e Atena è con me: sparite!” disse, lanciando nuovamente il suo colpo più forte e frantumando parte dell’edificio.
“Avversario non da poco è costui, Titis, grande forza vi è in questo Cavaliere…” disse Kanon alla compagna, che, tentando di evitare il colpo, gli si era avvicinata.
“Cosa proponi, Generale?”
“Continua a combatterlo frontalmente, ho un’idea.”
Il loro discorso venne interrotto dal nemico: “Allora, avete deciso di arrendervi? Chiedete pietà e forse sarete esauditi.”
“Giammai, Cavaliere. Ecco, prendi il colpo più forte che mi è proprio!” gli gridò Titis.
“L’ho già visto, è inutile!” rispose l’avversario. Questa volta, però, il colpo era più potente, ed egli dovette impegnarsi maggiormente per non venire sbattuto contro la parete alle sue spalle. Approfittando della massima concentrazione profusa dall’avversario, intervenne Kanon: “Ecco! Prendi! Demone dell’oscurità!”
La vittima, centrata dal colpo di Kanon, perse per un momento la concentrazione, esponendosi all’attacco di Titis e venendo scagliata a diversi metri di distanza.
“La tua mente mi appartiene!” gli gridò Kanon.
L’altro, però, non era ancora completamente sotto l’influsso del colpo malefico, e si rialzò pronto a combattere nuovamente.
“Perché non cedi? Resistere è inutile!” gli disse Titis.
“A… Atena…”
“Mpf… Atena. A breve non ci sarà nessuna Atena.” commentò sarcastico Kanon.
“Atena…” disse l’altro, cadendo in ginocchio.
“Suvvia, basta parlare di Atena… lei ormai non ti riguarda più, almeno finché non te lo dirò io… Anzi, visto che dici di saperla lunga , potresti consigliarmi tu stesso la nostra prossima vittima!” ghignò Kanon.
“Consiglio… in alto, al centro estremo…” rispose l’altro, boccheggiando. Cadde per un momento in avanti e si resse sulle mani.
Quando si rialzò, il suo sguardo non era più lo stesso.
“Che ha detto?” chiese Titis aggrottando le sopracciglia.
“Boh, lo sai che all’inizio impazziscono tutti. Comunque non importa, ormai è dei nostri. Andiamo via.” rispose Kanon, cominciando ad uscire.


***


Dalle
“Cronache del santuario”
06/05/2011

La dea Atena aveva visto giusto: quella di ieri notte era solo una tregua inaspettata. Stanotte, infatti, i nemici sono tornati alla carica, mietendo una nuova vittima: Flare.
Il cuore dei Cavalieri, in particolare dei Cavalieri di Bronzo, che meglio l’avevano conosciuta, era ricco di tristezza, e mestamente tutti si sono presentati alla riunione.
“Miei Cavalieri,” ha cominciato Atena “purtroppo nuovamente la morte è scesa tra noi questa notte. Le nostre fila si assottigliano sempre più, e pare che ciò che facciamo non riesca a contrastare gli attacchi dei nostri oppositori. Vi prego, chi ha qualcosa da dire lo faccia il prima possibile, in modo che si possa ragionare con la massima chiarezza. Discutete, anche animatamente, ma cercate di porre termine a questa ecatombe.”


(QUINTO GIORNO)

Durante il pomeriggio uno dei Cavalieri, dopo aver riesaminato gli avvenimenti delle notti passate, sembrava aver trovato una chiave per risolvere il mistero che ancora circondava i carnefici che agivano nell’oscurità. Sottoposte le sue idee ad alcuni Cavalieri d’Oro, ha ricevuto risposte contrastanti: gli abitanti dei primi Templi, tra cui Toro, sembravano abbastanza convinti, i residenti dei Templi centrali, tra cui Scorpio, erano titubanti, mentre gli occupanti dei Templi superiori, tra cui Capricorn, erano piuttosto scettici. Gli altri compagni, in generale, si sono fidati della sua intuizione, e le votazioni si sono svolte più rapidamente del solito, sebbene i risultati siano stati comunque sorprendenti. I membri del Santuario, d’altronde, erano sempre meno, e i colpevoli dovevano per forza trovarsi all’interno di questo ristretto gruppo.
Dopo le votazioni preliminari i sospetti si sono concentrati prevalentemente su Aiolos87 e Christian Virgo, che sembravano aver più di una cosa in comune. Il comportamento di diversi dei presenti al momento della votazione è risultato alquanto strano, ma in generale l’assemblea era convinta della colpevolezza, se non di entrambi gli imputati, quantomeno di uno. Anche questa votazione si è conclusa in fretta, e Aiolos87 è risultato il più votato dei due.

Il Cavaliere è stato portato in catene davanti alla dea, che gli ha parlato con duri termini: “Aiolos87, sei stato a lungo un fedele servitore di Atena, cosa ti ha spinto ad agire così? Perché ti sei ribellato? Il tuo tradimento è imperdonabile ai miei occhi!”
Aiolos87 è rimasto in silenzio, con il capo chino e le braccia giunte.
“Vedo che non hai nulla da dire. Addio, allora!”
Mentre l’energia cosmica di Atena circondava il corpo di Aiolos87, dalla sua bocca è uscita un’unica parola, il cui tono era, però, incomprensibile: “Fratello.”




SESTA NOTTE


“C’è ancora molto da fare, Cancer, e ancora nessun alleato si è fatto vivo: sei sicuro che Gemini dicesse la verità? E poi questa storia che le uccisioni siano compito nostro non mi attrae più di tanto.”
“A me sì, invece.” gli rispose Cancer sorridendo. “Che ci siano persone disponibili ad una ribellione è sicuro, sta a noi trovarle.”
“Sì, ma come? Sappiamo chi siano, dove risiedano… o dobbiamo andare a caso?”
“Tutto quello che mi ha detto Gemini è che sono importanti e insospettabili.”
“Mmmh… non è molto, ma è qualcosa, almeno sappiamo chi non uccidere.”
“Già… infatti per stanotte avevo pensato ad una certa persona che si sta rivelando piuttosto fastidiosa…”
“Fammi strada, ti seguo.”
Si avvolsero nei mantelli e si avviarono.

Dopo alcuni minuti, usciti dal nucleo del Grande Tempio, percorsero un dedalo di stradine fino ad arrivare alla casa della vittima.
“Ben complicato!” commentò Fish sottovoce.
“Sì, ma qui non daremo nell’occhio…” rispose Cancer. “Ci stanno col fiato sul collo, ogni passo falso potrebbe essere la fine.”
“E credi che questa sia la vittima migliore?”
“Lo spero. Entriamo, sarà questione di secondi.”
Fish sfondò la porta  e i due entrarono nella modesta casa, accolti da una voce poco sorpresa, proveniente da un’altra stanza: “Traci, sei tu? Sei in anticipo, l’appuntamento era per domani! Jean-Luis non è ancora arrivato!”
I due Traditori si guardarono obliquamente, interrogandosi su quelle parole, e Fish decise di stare al gioco. Rendendo appositamente acuta la propria voce rispose: “Sì, sono io! Posso entrare?” Cancer sembrava piuttosto divertito.
“Ma certo cara, trattamento completo, nail care  e hair dressing!” rispose l’altro, cominciando a muoversi. Giunto nell’altra stanza e vedendo Cancer esclamò sorpreso: “E lui chi è? Io volevo incontrarti da sola! Ma… tu non sei Traci!”
“Sei perspicace!” rispose Fish sorridendo.
“Chi siete? Cosa volete? Non ho nulla da nascondere e nulla da temere!”
“Dovresti invece!” rispose Cancer, gettando il mantello in aria.
“Tranquillo, Cancer:” gli disse Fish, togliendosi anch’egli il mantello. “possiamo sbrigarcela senza usare la violenza, credo.”
“Dei Cavalieri d’oro? A cosa devo l’onore?” chiese l’altro, consapevole della forza di chi gli si parava davanti.
“Oh, nulla, guarda.” rispose Fish. “Atena ci sta mandando in giro per tranquillizzare gli abitanti del Santuario.”
“Ah, una specie di ronda notturna? Che buona idea, la situazione sembra davvero pericolosa!”
“Esattamente.” gli disse Cancer, trattenendo a stento le risate. “Ecco, tieni queste rose, come segno del fatto che siamo venuti qua e ti abbiamo protetto.”
“Dei fiori? Per me? Ma che galanti!”
“Non preoccuparti, è un piacere. Mi raccomando, però, stai chiuso in casa e non aprire a nessuno. Spranga bene porte e finestre!”
“Certamente! Grazie ancora del pensiero e di quello che fate per noi!”
“Dovere di Cavaliere.” risposero i due, rimettendosi i mantelli e andando via.
Pochi minuti dopo qualcuno aveva smesso di respirare, mentre qualcun altro rideva a gran voce.



Dalle
“Cronache del Santuario”
07/05/2011
La mattina sembrava essere iniziata bene, dato che non erano giunte cattive notizie. I Cavalieri d’oro rimasti erano tutti presenti e Atena era di buon umore.
Solo verso mezzogiorno è arrivata la notizia della morte di Dawnlight, ritrovata casualmente nel suo appartamento senza alcun segno di violenza. Inizialmente si è pensato ad una morte per cause naturali, ma il soggetto sembrava essere in buona salute, anche più che in passato, e la posizione in cui è stato ritrovato, con le mani intorno al collo, lasciava qualche dubbio. Perplessa, Atena ha convocato nuovamente l’assemblea.

“Cari Cavalieri, anche oggi la morte è dentro il Santuario. Dawnlight è stata ritrovata senza vita, anche se non ci sono ferite o altri segni sul suo corpo. Credo che il nemico non sia ancora del tutto sconfitto, quindi vi invito a confrontarvi per l’ennesima volta. Appuntamento qui all’ora del tramonto.”


(SESTO GIORNO)

Le votazioni si sono protratte leggermente più a lungo del solito, ma non perché l’esito fosse incerto: la grande maggioranza dei partecipanti, infatti, si è espressa accusando Christian Virgo, e solo alla fine qualcuno ha posto qualche dubbio sulla sua colpevolezza, vedendo qualche ombra nelle azioni di Yati89.
Pian piano che il discorso si è ristretto ai due, però, diverse persone hanno cominciato a cambiare idea, e alla fine, dopo un testa a testa serrato, è risultato essere più votato Yati89 stesso.

Il risultato della votazione è stato comunicato alla dea, che ha commentato incredula: “Sono molto stupita dalla vostra decisione. Mi colpiscono sia i vostri sospetti su Yati89, sia il fatto che Christian Virgo sia da diversi giorni tra i più sospettati, ma in un modo o nell’altro riesca sempre a salvarsi. Non posso che esserne felice, chiaramente, ma fatico a seguire i vostri ragionamenti. Il nemico ci assassina dall’esterno e ci spinge ad ucciderci tra noi dall’interno? Aprite i vostri occhi, Cavalieri!”
La dura reprimenda di Atena ha colpito molti dei cuori dei presenti, anche se alcuni sembravano non curarsi troppo delle parole della dea, convinti di aver preso la decisione corretta. In ogni caso, le accuse su Yati89 sono state confermate, ed egli è stato portato davanti alla divinità, che si era alzata in piedi.
“Hai qualcosa da dire?” gli ha chiesto Atena.
“Muoio da Cavaliere.” sono state le parole del condannato, a cui è seguito qualche secondo di silenzio..
“Addio, Yati89!”
Un raggio di energia si è abbattuto su Yati89 e in pochi secondi di lui più nulla rimaneva.
Mentre dal fondo qualcuno versava lacrime, Atena si è riseduta sullo scranno, mormorando: “Se siamo giunti fino a questo, ho un pessimo presentimento…”




SETTIMA NOTTE

“È il momento di concludere la nostra missione, Titis. Finiremo ciò che abbiamo iniziato una settimana fa’ e ci toglieremo qualche soddisfazione.”
“Non vedo l’ora che il nostro dio trionfi. Chi è la vittima designata, stanotte?”
“Qualcuno per cui mi servirà il tuo aiuto. Seguimi.”
I due si avviarono lungo le strade che portavano al Grande Tempio, nascondendosi agli sguardi indiscreti e riuscendo ad arrivare alla meta indisturbati solo grazie alla conoscenza che ormai avevano maturato di quei luoghi  e alla distrazione di qualcun altro.
Entrarono nella buia stanza alla ricerca della vittima, riuscendo a distinguerla chiaramente nonostante l’oscurità.
“Avevi ragione:” sussurrò Titis “il suo cosmo è molto potente.”
“È per questo che ti ho portato.” le rispose Kanon “Ma non preoccuparti, stavolta sarò io a combattere.”
“Sei sicuro?”
“Ho già avuto a che fare con lui una volta, conosco le sue tecniche.”
Fece qualche passo avanti, lasciando Titis in disparte, e disse a voce alta: “Non ho bisogno di nascondermi al tuo sguardo, ti affronterò in campo aperto.”
“Kanon…” rispose l’altro “Così sei tu la mente dietro gli assassinii di queste notti! Non l’avrei mai pensato … E ora osi dunque presentarti qui?”
“Mi spiace contraddirti, ma non ho ucciso proprio nessuno… anche se per te potrei fare un’eccezione ! Prendi questo!” gli urlò, lanciandogli contro un fascio di energia.
Le difese dell’altro, però, erano ben solide, e quel colpo non gli provocò alcun danno. “Folle! Ampio è il tuo cosmo, ma forse non sai con chi hai a che fare!” disse, e ribatté con un colpo simile a quello appena ricevuto. “Per chi combatti? Quale malvagio ideale ti spinge ad uccidere i difensori della Giustizia?”
“Ideali?” commentò ironico Kanon, dopo aver parato il colpo “Ma quali ideali? Io combatto solo per me stesso e per instaurare dopo tanto tempo  un regno che porti il mio nome!”
I due fronteggiarono nuovamente i propri cosmi, notando che erano di natura simile, e di potenza quasi pari.
Lo scontro si protrasse a lungo, senza che alcuno dei due riuscisse a prevalere, e ormai il campo di battaglia era semidistrutto dai colpi dei due. Entrambi capirono che il successivo attacco avrebbe potuto essere l’ultimo e, caricati i propri cosmi, si lanciarono l’uno contro l’altro alla massima velocità. Kanon, però, non era intenzionato a colpire, e, all’ultimo istante schivò il colpo, evitando l’avversario. L’ultimo scambio di posizioni aveva portato il proprietario della dimora nella zona in cui ancora si nascondeva Titis, la quale comprese di aver trovato il momento giusto e saltò fuori dal nascondiglio, colpendo l’avversario con un pugno.
“Chi sei tu? Non ti ho mai visto prima!”
“Non è importante, sono un tuo avversario!” rispose Titis.
“Giusto. Prendi questo!” ma, mentre era già con le braccia protese  per scagliare il suo colpo, qualcosa lo centrò alla testa, facendogli perdere il casco dell’Armatura .
“Grazie, Titis, era proprio quello che avevo in mente.” le disse Kanon.
“Be’, ormai ho compreso il tuo animo guerriero, quindi agisco di conseguenza.”
Nel frattempo la vittima del Demone dell’Oscurità era caduta a terra, in preda a spasmi, indice di allucinazioni. Pronunciava sillabe incomprensibili alle orecchie di Kanon, parlava di cereali e di ciambelle, e nel frattempo rotolava inquieto.
Dopo qualche minuto sembrò essersi tranquillizzato.
“Bene, ora puoi entrare a far parte della nostra armata anche tu.” gli disse Kanon.
“Come desiderate.” gli rispose quello.
“Presto ci servirà il tuo aiuto, forse già domani. Tieniti pronto.”
Kanon e Titis uscirono, fuggendo nell’oscurità.

***

“Non possiamo più permetterci di colpire avversari deboli.” disse Fish al suo compagno.
“Già… non credo neanche che ce ne siano neanche più, oramai.” commentò Cancer. “È giunto il momento di puntare in alto”.
“Andiamo.”
Insieme attraversarono diverse Case, per giungere finalmente a quella del loro obiettivo. Una volta all’interno, nonostante la supposta superiorità numerica, si mossero cautamente, cercando di sfruttare le zone d’ombra offerte dalle colonne. Individuata la vittima, che sedeva tranquilla in disparte, si lanciarono all’attacco, riuscendo a scaraventarla contro un muro.
Il Cavaliere emerse dalle macerie sorpreso, come se non li avesse effettivamente sentiti arrivare.
“Vi siete presentati come nemici, e come nemici dovete morire!” urlò, scagliando diversi fasci di energia contro i due, ma riuscendo solo a frantumare parte dell’edificio. “Siete d’impiccio per la nostra vittoria !” gridò nuovamente, lanciando altri raggi energetici in più direzioni.
Cancer e Fish evitarono tutti i colpi e si lanciarono occhiate fugaci.
“Ha qualcosa di strano.” disse Cancer.
“Già, me lo ricordavo  ben diverso.” rispose Fish. “Ciononostante dobbiamo ucciderlo.”
La discussione venne interrotta dalle parole dell’altro Cavaliere: “È inutile che fuggiate, codardi! Pesanti sono le vostre colpe! Molti abitanti del Santuario sono morti per colpa vostra, dovete pagarla!”
Una pioggia di rose nere accompagnò queste ultime parole. “Molti sono morti e molti altri morranno,” rispose Fish “e tu sarai il prossimo!”
“Le vostre rose non potranno pungermi, traditori!” gridò l’altro, lanciando contro di loro un pesante oggetto metallico. “Le taglierò  una ad una, e poi vi ucciderò!”
“Prima dovrai resistere ai miei attacchi!” gli disse Cancer, preparandosi a lanciare il suo colpo segreto.
“No, sei tu che dovrai evitare il mio!” gli rispose quello, lanciandogli contro un piano di energia, che Cancer schivò con difficoltà.
Nuove rose, nel frattempo, erano state lanciate da Fish, ma nessuna riusciva a scalfire efficacemente l’Armatura dell’avversario.
“Ancora questi fiorellini? Non sono il tipo che li apprezza, grazie!” disse ghignando e lanciandosi contro il Cavaliere dei Pesci. A bloccare l’attacco intervenne Cancer, che si scagliò contro di lui con un calcio, facendolo cadere a terra. I due si affrontarono per qualche minuto in modo molto fisico, colpendosi a vicenda con pugni e calci.
Nel frattempo Fish continuava a lanciare rose contro l’avversario, che, improvvisamente, capì. “Queste rose… non volevi uccidermi, ma solo far sì che l’odore mi stordisse…” disse quello, iniziando a barcollare.
“Ebbene sì,” rispose Fish “ma l’hai capito troppo tardi, ormai il veleno è in circolo!”
“Argh… traditore…”
“Le tue parole sono un’offesa per la mia persona, è ora di chiuderti la bocca per sempre.” disse Fish avvicinandosi. All’improvviso prese il collo dell’avversario tra le mani e sollevò l’intera figura, stringendo con le dita intorno alla gola.
“Lasciami.. non respiro…”
“Sei sempre stato un tipo arguto…” commentò sarcastico Fish, mentre la presa si stringeva sul collo dell’altro sempre più stretta.
Fiaccato dagli attacchi dei due e indebolito dal veleno delle rose, dopo poco più di un minuto la vittima dei Traditori disse le sue ultime parole: “Non siete mai stati… su Marte…”. Poco dopo piegò il collo e si spense.
“Non ho mai visto nessuno uccidere un avversario così.” commentò Cancer, piuttosto ammirato.
“È perché non hai mai lavorato in un quotidiano dell’MSI.” rispose Fish. “Piuttosto, carino il tuo nuovo cappello rosso! Non mi piace molto la falda, ma credo che a te si adatti di più.”
“Sono lusingato, grazie. Ora andiamo via, prima che qualcuno ci scopra!”


***


Dalle
“Cronache del Santuario”
08/05/2011

Come le strane votazioni di ieri avevano lasciato presagire, i nemici erano ancora tra noi. Questa volta era caduto sotto i loro colpi addirittura il prode Libra, tra i più validi difensori del Santuario.
Scossa dal dolore, Atena ha convocato i pochi Cavalieri ormai superstiti a quello stillicidio.
“Cavalieri, a differenza delle mie lacrime, le mie parole stanno terminando. Ogni volta che crediamo di aver debellato il nemico, ecco che egli si ripresenta ancora più pericoloso. Come sapete anche Libra ci ha lasciato, privandoci del suo supporto. Ciononostante la giustizia deve trionfare, e l’onore di tanti Cavalieri caduti nella lotta deve essere vendicato. Evidenti segni di lotta sono sul suo corpo e in tutta la zona in cui è stato ritrovato il suo cadavere. Leggo nei vostri occhi la confusione, forse la stessa che voi vedete nei miei. I nemici sono ancora pericolosi e si nascondono tra di noi. Trovateli, prima che loro trovino noi!”


(SETTIMO GIORNO)

Fin da subito le votazioni si sono concentrate su due persone, Aledileo e Saga rules!!!, che raccoglievano buona parte del consenso intorno a loro. Il reciproco scambio di accuse, però, ha finito per focalizzare lo scontro proprio intorno ai due, che sono stati sospettati di essere colpevoli proprio in ragione dell’estremo vigore che utilizzavano negli attacchi e nelle difese. Entrambi, infatti, erano ricchi di energie e dotati di sostenitori.
La situazione è rimasta incerta a lungo, ma, alla fine, Saga rules!!! ha prevalso di un singolo voto, e Aledileo è stato ritenuto colpevole.

Il Cavaliere, accettato il suo destino, è stato portato innanzi alla dea, la quale era furibonda come mai si era visto.
“Tu! Aledileo, proprio tu! Tu che appartieni al Grande Tempio fin dall’inizio di questa avventura! Proprio tu mi tradisci?”
“No, Atena, non sono stato io! Vogliono incastrarmi!”
“Chi? Chi vuole incastrarti? La maggioranza dei Cavalieri, tra cui figurano anche i dorati custodi delle Dodici Case? E non solo loro, ma anche Cavalieri d’argento e Cavalieri di bronzo tuoi pari!”
“I Cavalieri d’oro sono contro di me!”
“Ebbene? Non è proprio di loro che devo fidarmi maggiormente? I più validi sostegni di Atena nella lotta contro il male?”
“Ma io…”
“Tu cosa? Tu hai osato levare la tua mano contro i tuoi compagni, accusandoli di tradimento. Già diversi sono morti per colpa tua, almeno a quanto mi dicono gli altri Cavalieri! È un comportamento che da te non mi aspettavo proprio…”
Aledileo è rimasto per qualche secondo in silenzio, col capo chino. Infine ha detto: “Non è sanza cagion l’andare al cupo: nelle tue mani consegno il mio spirito.”
“Addio, Cavaliere!” ha detto Atena, e un istante dopo un potente raggio di energia avvolgeva Aledileo in lacrime.
“Andate, Cavalieri, fate il vostro dovere.” ha infine detto la dea, prima di crollare, anch’ella in lacrime, sul suo scranno.
A cercare di rincuorarla e di convincerla che, in fondo, era stata la scelta migliore, vi era Libra, mentre Birnam, di lato, si mostrava poco convinto.



OTTAVA NOTTE

Nascosto in un punto periferico del Grande Tempio, Kanon sembrava immerso nei pensieri.
“Stanotte è la notte decisiva, Kanon: o la va o la spacca.” gli disse Titis, rapendolo dalle sue riflessioni. “Ieri siamo stati abili e fortunati a salvarci, ora è il momento del trionfo finale di Poseidone.”
“Sì, ma non siamo ancora abbastanza, Titis. Non abbiamo ancora le forze necessarie per sovvertire il Santuario, nonostante molti dei suoi difensori siano caduti o siano sotto il nostro controllo.” disse pensoso Kanon.
“Ma… di quanti altri membri ha bisogno il nostro esercito?”
“Non molti. Uno solo, probabilmente, ma dipenderà soprattutto dalle azioni degli assassini. Saranno loro ad aprirci la strada verso la vittoria… o a chiudercela definitivamente.”
“Intanto facciamo la nostra parte: plagiamo l’ultimo Cavaliere e marciamo contro il Santuario!”
“Dici bene, Titis, l’ultimo Cavaliere… spero di non sbagliare la scelta, è il momento più difficile da quando è cominciata questa missione.”
Kanon rimase in silenzio per alcuni, lunghi, secondi, poi Titis lo guardò in faccia e gli disse: “È il momento che riprenda il mio ruolo di guida. Andiamo, orsù. La nostra vittima ci attende in un luogo che ben conosco.”
Si avvolsero nei mantelli e iniziarono a correre.

Alcuni minuti dopo, Kanon stava ancora meditando: «Com’è lunga questa strada, dove porterà?»
Come leggendo nei suoi pensieri, Titis si volse verso di lui dicendogli: “Non temere, tra poco ti ritroverai. Stiamo percorrendo strade molto nascoste:  sono praticamente l’unica a conoscerle.”
“Ah, ora ho capito dove siamo.” disse Kanon dopo alcuni metri, riconoscendo la zona tra l’Arena dei Tornei e le Dodici Case.
“Eccoci, ci siamo quasi. Attento, Kanon, questo potrebbe essere il tuo avversario più difficile.”
“Sì, credo anche io.” commentò Kanon, riconoscendo il luogo in cui stavano per entrare.
“Chi siete voi, e dove volete andare?” chiese loro la voce del proprietario della dimora. “Non vi lascerò passare oltre: Atena conta sulla mia difesa, che è tra le più valide.”
“Questo lo vedremo!” gli urlò Kanon, lanciandogli contro una forte onda di energia e liberandosi del mantello per poter meglio combattere.
L’avversario parò il colpo senza problemi e si preparò a contrattaccare, accendendo il proprio cosmo: il raggio di energia che scaturì dalla sua mano scaraventò Kanon contro la parete alle sue spalle, aprendo un grosso cratere.
“Eppure dal suo aspetto non sembrava così pericoloso…” disse tra sé e sé Kanon. “Prendi questo, allora! Esplosione Galattica!” L’immensa potenza del colpo travolse l’avversario, che non aveva avuto il tempo di bloccare, e lo scaraventò, attraverso un muro, nella stanza accanto. In un batter d’occhio, però, egli fu di nuovo addosso a Kanon, colpendolo con ripetuti calci.
La lotta tra i due era molto serrata, fin quando, come già era successo nelle notti precedenti, intervenne Titis, la quale indossava ancora il mantello.
“Credo che tu debba arrenderti, Cavaliere.” gli disse.
“E chi saresti tu per impormi una scelta simile? Le mie azioni rispondono solo ad Atena!”
Titis si tolse il cappuccio e l’altro apparve molto sorpreso, allentando per alcuni secondi la concentrazione. Kanon capì che era il momento di agire: “Demone dell’oscurità!”
L’avversario levò le sue difese, ma esse erano inutili contro quel colpo, che lo centrò in piena fronte. Egli barcollò qualche secondo, muovendosi all’indietro con gli occhi sbarrati. “Io sono l’alfa e l’omega… i miei guantini…” disse, continuando a camminare con poco equilibrio.
“La solita scena.” disse Kanon. “Però devo dire che mi sto togliendo diverse soddisfazioni… Allora, sei pronto ad ubbidire ai miei ordini?”
“Sì… sì, signore.” rispose l’altro.
“Perfetto. È quasi ora, tra pochissimo il tuo intervento sarà richiesto: fatti trovare pronto, mi raccomando.”
“Al suo servizio.” disse l’altro, inginocchiandosi.

Rimessi i mantelli, Kanon e Titis uscirono dal palazzo e si diressero verso una zona più tranquilla.
D’improvviso, nei pressi dell’Arena dei Tornei, due figure sbarrarono loro il passo, anch’esse avvolte da scure vesti.
“E così ci ritroviamo.” disse una delle due.
“È giunta l’ora della resa dei conti.” proseguì l’altra, con una voce più acuta.
“Mpf,” sospirò Kanon. “credo abbiate ragione. È uno scontro inevitabile, e chi ne uscirà vincitore avrà il predominio sul Santuario. Mi spiace solo che vi manchi qualcuno, è uno scontro impari…”
Contemporaneamente, i quattro Cavalieri gettarono via i mantelli, rivelando lucide corazze.
“Fish, Cancer: senza mio fratello non potete nulla contro di noi!” disse Kanon.
“Non direi proprio:” rispose Cancer spavaldo “siamo due contro due… e la tua compagna certo non è forte quanto noi. È finita per te, Kanon!”
Fish lanciò diverse rose nere e Cancer evocò gli Strati di spirito: entrambi i colpi erano diretti verso Kanon, ma quest’ultimo si pose rapidamente alle spalle di Titis, la quale eresse una barriera difensiva che bloccò senza problemi i due attacchi, rimandandoli al mittente.
“Miei cari, credo che abbiate sbagliato qualche calcolo…” disse sorridendo Kanon. “Venite a me, miei servitori!”
Stupiti, Cancer e Fish percepirono diversi cosmi accendersi nelle Dodici Case e dopo pochi istanti Mur, Toro e Libra accorsero al richiamo.
“Compagni Cavalieri,” disse loro Fish “Costoro sono la causa degli ultimi avvenimenti strani avvenuti al Santuario! Le condanne di Pegasus e del tuo fratellino Kiki sono proprio opera loro!”
“Lo sappiamo, Fish, non temere.” lo tranquillizzò Mur.
“Siamo qui per porre fine a questo ciclo di morte.” continuò Toro.
“È ora che chi è nel giusto trionfi.” concluse Libra.
“Grazie, compagni, è ora di lottare uniti contro la minaccia maggiore!” disse Cancer, scagliando un fascio di energia verso Kanon.
Inaspettatamente, però, il fascio fu bloccato da uno degli scudi di Libra.
“Ma… Libra… cosa stai facendo?” chiese stupito Cancer.
“È ora che chi è nel giusto trionfi, ripeto. Sei tu forse un uomo giusto?”
“Che… che intendi?”
“Perché vuoi ucciderlo? Perché vuoi uccidere colui che ci libererà dal peccato?” gli chiese Toro.
“Siete… siete tutti impazziti?” chiese Fish con gli occhi spalancati. “Che vi succede?” I due cominciarono ad arretrare di qualche passo.
In quel momento dietro di loro giunse Birnam.
“Birnam! Proprio tu! Avevamo bisogno di un alleato in questo momento” gli disse sorridendo Cancer.
“Alleato… sì…” rispose Birnam. “Sono un alleato… ma non più vostro!” e in quel momento colpì alle spalle Fish, che non se l’aspettava e cadde in avanti riverso. Rialzatosi di scatto, bruciò il suo cosmo e tempestò gli avversari di rose nere, che però vennero neutralizzate dalle difese di Titis e Libra.
I due Traditori si ricongiunsero per cercare di elaborare una strategia.
“Cancer, la situazione è pessima.”
“Lo so, lo so… sono molti più di noi e sembrano aver smarrito il senno. Cosa possiamo fare?”
“Le rose più deboli non sono efficaci, e non posso lanciare tutte queste rose bianche contemporaneamente…”
Il fitto conciliabolo venne interrotto dalle urla di Kanon e dei suoi seguaci: “Addio, Traditori!” Diversi Cavalieri lanciarono contemporaneamente i loro colpi verso i due, creando un fascio di energia di potenza straordinaria. Sfruttando le difese scoperte per un attimo, Fish lanciò una rosa bianca nel mucchio e, utilizzando i suoi poteri, riuscì ad allontanare Cancer dalla traiettoria del colpo. “Addio, compagno; è stato difficile, ma siamo andati vicini al trionfo. Porta a compimento tu la nostra missione!”
Ancora intontito da quello che era successo, Cancer si girò verso Fish, avendo giusto il tempo di vedere l’esplosione dei colpi sulla sua figura; la potenza generata dai suoi avversari era tale che anche l’Armatura d’oro aveva subito parecchi danni: del corpo del Cavaliere non rimaneva che quella.
“Bastardi! Pagherete per quello che avete fatto!” urlò il Cavaliere del Cancro rivolto ai suoi nemici. La situazione era ancor più disperata di prima, ma era deciso a non andarsene da solo.
“Ha ha ha, nonostante la tua esperienza ormai è finita per te!” gli disse Titis, che non si era ancora accorta di essere stata colpita dalla rosa scagliata da Fish.
In quel momento Cancer prese la sua decisione: corse a tutta velocità verso di lei, evitando agilmente i colpi lanciati dagli altri Cavalieri, e all’ultimo momento, invece di colpirla con gli Strati di spirito, come lei si aspettava, spiccò un balzo e cinse la vita di lei con le sue gambe.
“Le tue difese sono valide contro colpi a distanza, ma nulla possono contro attacchi ravvicinati. Acubens!” gridò Cancer, chiudendo di scatto le gambe e tranciando il corpo del Cavaliere Sirena a metà.
Immediatamente l’ira di Kanon e Mur si scagliò su di lui, che fu bersaglio dei colpi più potenti dei due.
Boccheggiante a terra e con l’Armatura abbastanza danneggiata, Cancer mormorava da solo: “Fish, ho concluso ciò che avevi cominciato; mi spiace che le nostre somiglianze siano state offuscate dalla confusione. Le rose ci hanno unito in vita e nella morte: sto per raggiungerti.” Ciò detto si rimise in piedi e si scagliò disperatamente verso il mucchio, tentando un ultimo attacco. Fu Kanon ad intercettarlo e a scagliarlo lontano con un forte pugno sull’addome.
“È giusto che sia io a farlo. Addio Cancer, ci rivedremo dove sai!” gli disse il Generale, scaraventandogli contro il suo colpo più potente e annullando il poco di vita che ancora era dentro il corpo del Cavaliere.
“Titis… senza di te nulla avrei potuto. Questo trionfo è anche tuo, sappilo.” disse Kanon al cadavere della compagna. “D’altronde, finalmente sono da solo e non devo più rendere conto a nessuno. Cavalieri, tornate nelle vostre dimore. Domani sarà il grande giorno. Domani trionferò.”


***


Dalle
“Cronache del Santuario”
09/05/2011

Una strana aria aleggiava quella mattina nel Santuario. Erano stati ritrovati ben tre cadaveri, due appartenenti a Cavalieri molto potenti e il terzo ad una persona solo da poco al Grande Tempio: Er Pecora, Doa of Alrisha e Sion di Aries ci avevano lasciato. Vi erano segni di una intensa lotta sui tre cadaveri e su tutta la zona circostante, ed effettivamente durante la notte erano stati percepiti numerosi cosmi accendersi.
I Cavalieri rimasti erano ormai pochissimi, e la preoccupazione sul volto di Atena era evidente. “Micene, Pegasus, Mylock, Kiki… perché mi avete lasciata? Perché non siete al mio fianco ora? Chi mi rimane?” diceva la dea con il viso in lacrime tra le mani.
In quel momento si è avvicinato Phoenix. “Mia signora, ci sono ancora io al suo fianco, forse il meno degno, di certo il più inaspettato. Non credo ci sia da temere altro: sono quasi sicuro che i cadaveri appartengano proprio ai nemici che abbiamo a lungo cercato. Visto vicino il dominio, si sono scontrati tra loro, soccombendo nel tentativo di non dividere il trionfo.”
“Su che basi dici questo, Phoenix?”
“Tutto coincide se si accostano i nomi dei defunti dell’ultima notte alle informazioni che abbiamo raccolto precedentemente.”
“Capisco.” gli ha detto Atena. “Quindi credi che si siano uccisi tra loro?”
“Erano valenti guerrieri, è possibile che uno scontro tra loro sia terminato con una doppia sconfitta. Probabilmente il terzo cadavere appartiene a qualcuno che passava di lì per caso ed è stato coinvolto nello scontro.”
“Spero proprio tu abbia ragione, alato combattente.” ha concluso Atena, comunque pensierosa.

Per comunicare queste apparentemente liete notizie è stata indetta un’ennesima riunione con i pochi presenti.
L’atmosfera era piuttosto tesa, e Atena ha cominciato: “Miei Cavalieri, di tanti che eravamo, così pochi siamo rimasti. I nemici hanno flagellato le nostre schiere fino a ridurci a meno della metà di quanti fossimo, ma forse una speranza ancora l’abbiamo: c’è chi ipotizza che le vittime di stanotte siano proprio gli assassini che cercavamo, massacratisi a vicenda per non spartire il potere.”
Numerosi sorrisi hanno accolto questa notizia.
Atena ha poi continuato: “In ogni caso, vi chiedo di discutere ancora fra voi. Se qualcosa ci fosse sfuggito, questo sarebbe il momento giusto per dirlo!”
A quel punto si è alzato Asher e ha detto: “Atena, credo proprio che qualcosa ci sia sfuggito.”
“Cosa intendi, mio Cavaliere?”
“Intende dire che ci siamo concentrati sugli assassini, ma essi non erano i soli ad agire nel Santuario contro di noi!” ha spiegato Shura di Capricorn.
“Ben altri e più subdoli nemici erano pronti ad approfittare dei nostri errori.” ha continuato Shiryu.
“E qualcuno è caduto in ripetuti tranelli.” ha concluso Christian Virgo.
“Non… non capisco! Di cosa state parlando? Altri nemici all’interno del Santuario? E chi?”
“Io!” ha detto Saga rules!!!, alzandosi anch’egli in piedi. “Ed è ora di porre termine a tutto questo: miei fedeli, che giunga la fine!”
I quattro si sono diretti verso Atena, che è stata lanciata da parte da Canadian, ormai ultimo difensore del Santuario. “Dovrete passare sul mio cadavere, prima di toccare lei!” ha detto.
“Ti accontento subito.” ha risposto Christian Virgo, scagliando contro Canadian due potenti lampi di energia e facendolo crollare diversi metri più indietro.
“Non è ancora finita!” ha detto Canadian, risollevandosi. “Prendete il mio colpo più… argh!”
Prima ancora che potesse scagliare il suo attacco, Canadian è stato trafitto alle spalle da Shura di Capricorn. “Non… non è onorevole attaccare alle spalle…” gli ha detto Canadian, con le sue ultime forze.
“L’onore è ormai ripudiato, del trionfo mi accontento.” ha risposto quello.
“E ora muori, Canadian!” gli hanno urlato Shiryu e Asher, scagliandosi contro il Cavaliere ormai inerme e uccidendolo.
“Tutto ciò… è orribile…” ha commentato Atena, piangendo di disperazione.
“E tu sei la prossima.” le ha detto Shiryu cinico. “Insieme, compagni, è ora di concludere la missione! Colpo segreto del drago nascente!”
“Excalibur!”
“Unicorn Gallop!”
“Abbandono dell’oriente!”
Atena, shockata di fronte ad una ribellione interna del Santuario, non ha avuto la prontezza, o la forza, o la volontà di erigere alcuna difesa, ed è stata travolta dagli attacchi dei suoi ex difensori, atterrando, priva di vita, diversi metri più indietro.

Pochi istanti dopo, una strana sensazione si è impadronita dei quattro Cavalieri, come se si stessero risvegliando da un incubo.
“Che… che è successo?” si è chiesto Christian Virgo.
“Non capisco.” gli ha risposto Asher.
“Atena! Atena giace… morta!” osservò Shiryu
“Per Giove, cosa abbiamo fatto?” si chiese Shura di Capricorn, tra le lacrime. “Perché? Perché proprio noi?”
Tutti e quattro erano ormai in preda alla disperazione. Si erano chinati sul cadavere di Atena, cercando di percepire anche un minimo soffio vitale, ma ormai non vi era più nulla da fare.
“Inizio a ricordare:” ha detto dopo qualche minuto Christian Virgo “eravamo… posseduti!”
“Sì! Posseduti da Kanon!” ha detto Shura di Capricorn, ricordando improvvisamente tutto. “Che fine ha fatto quel farabutto?”
Ognuno si è guardato intorno, ma di Kanon non vi era più traccia in tutto il Santuario. Di lui solo una sadica e ormai lontana risata risuonava nell’aria.


EPILOGO


L’anima di Mylock, dopo aver attraversato la Bocca dell’Ade, era ormai giunta al cospetto di Minosse.
“Takumaru Tatsumi, più conosciuto come Mylock, detto anche ‘Er Boccia’, ‘Er Ginocchio’ ed ‘Er Pomodoro’.” lo ha additato il Giudice. “Leggo qui che le tue canzoni preferite sono ‘Spunta la luna dal monte’ e ‘Brunedda’, mentre odi Niccolò Fabi e Caparezza. Sei terzo dan di kendō e sei stato il personale servitore di Alman di Thule e della sua nipote Isabel.”
Mylock stava a capo chino, conscio di non poter far nulla.
Minosse continuò: “Tra i tuoi peccati spiccano la rabbia e l’uso della violenza contro i deboli; in un mondo migliore anche l’idiozia sarebbe peccato, ma per ora le nostre richieste non sono state accolte. Valutato tutto questo, il luogo più adatto a te è il settimo cerchio, primo girone, dove vengono puniti i violenti contro il prossimo, lungo la proda del bollor vermiglio, dove i bolliti facieno alte strida.”
La rassegnazione di Mylock era evidente sul suo viso: era riuscito a compiere la sua missione, ma questo non aveva salvato il suo corpo, né la sua anima. Chiuse gli occhi ed espirò profondamente, attendendo il suo destino. E quel conoscitor de li peccati, visto qual loco infero era da essa, cinsesi con la coda tante volte quantunque gradi volle essa giù messa.
“Fermati, Minosse!” intervenne una voce familiare ad entrambi.
“Lady Pandora, quale onore.” le disse Minosse, speranzoso di una piacevole pausa dal duro lavoro. “Cosa posso fare per lei?”
“Vorrei che tu non mandassi costui nel girone di cui parlavi: ho altri piani per lui.”
Sul viso di Mylock si dipinse improvvisamente un sorriso. «Ma allora… forse…»
“Come desiderate, lady Pandora. È solo un insulso essere umano. Fatene ciò che più vi aggrada.”
“Grazie Minosse.” concluse Pandora, con un sorriso malizioso che fece aggrottare le ciglia dell’ex servitore di casa Thule. “Saprò ricompensarti, vedrai.”
Grazie ai poteri di Pandora, i due scomparirono in un istante.

***

“Ma sei sicuro che siamo quasi arrivati?” chiese Shadir.
“Sì, sì, ci siamo quasi.” rispose Benam.
“Mah… te l’ho detto, dovevamo girare là. Guarda, sono sicuro!” commentò stizzito Lear, le mani sul volante.
“Ragazzi, magari di me non vi fidate, ma fatelo del navigatore. Secondo lui mancano 15 kilometri, guardate.”
“Sarà, ma sono otto giorni che viaggiamo… io non me la ricordavo così lontana la Grecia…”
“Cosa hai detto?” chiese Benam voltandosi di scatto.
“Eh? Ho detto che non me la ricordavo così lontana la Grecia. Cosa c’è di strano in ciò?”
“Ma… io avevo capito che andavamo ad Atene.”
“Atene È in Grecia, stupido.” commentò Shadir
“Sicuri?”
Shadir e Lear si guardarono in obliquo. “Certo che siamo sicuri! Ma scusa, per cosa hai programmato il navigatore?”
“Athens.” rispose Benam.
“Be’, dovrebbe essere giusto, è il nome inglese… fammi dare un po’ un’occhiata.”
Benam passò il navigatore a Shadir, che iniziò a navigare nei menù: “Luogo di partenza: Nuova Luxor, Giappone. Ok. Luogo di destinazione: Athens… Alabama?”
“Alabama??”chiese Benam, stupito.
“Alabama???” ri-chiese Lear, ri-stupito.
“BENAM, SEI UN IDIOTA! Hai impostato come destinazione una città degli Stati Uniti! Ecco perché siamo in giro da otto giorni!”
“Ed ecco perché nessuno parla greco… a parte il tizio delle pite di ieri.”
“Chissà cos’è successo nel frattempo! Forse abbiamo perso la grande occasione di dimostrare il nostro valore!”
“STUPIDO!”
“CRETINO!”
“ALTRO CHE SHINICHI!”
“NOBITA ERA UN GENIO IN CONFRONTO!”
“TE LE FACCIO INCONTRARE IO LE ACROBATE NEI CIRCHI!”
“MAZZATE? GOTTA CATCH’EM ALL!”
Benam rimase in silenzio, rosso dalla vergogna, subendo i giusti e fin troppo leggeri insulti dei compagni di viaggio, oltre a qualche ceffone. Solo dopo diversi minuti ebbe il coraggio di parlare: “Scusate… sono veramente desolato. Ma ora cosa facciamo?”
“Be’, c’è sempre il piano di scorta…” disse sconsolato Lear.
“Vuoi dire…”
“Sì. Abbiamo qualcuno da eliminare: non sarà la stessa cosa, ma faremo un favore all’umanità. Benam, imposta la destinazione a Milano, ITALIA. È il momento di porre fine a questo orrore.”
Un famoso riff di chitarra usciva dallo stereo mentre l’automobile deviava improvvisamente verso est.

***

“Pandora… grazie per avermi salvato dalle grinfie del Grifone!”
“Taci, Mylock. Non l’ho fatto per te, ma per me!”
“Cosa intendi?”
“È anche colpa tua se la mia missione si è conclusa ben prima del previsto… non ho neanche potuto testare il… il valore dei difensori di Atena!”
“Che vuoi farmi?” chiese Mylock, nuovamente intimorito.
“Qualcuno dovrà soddisfare la mia sete… di vendetta! Ma non temere, riprenderemo da dove abbiamo interrotto l’ultima volta. Vai nell’altra stanza, spogliati e attendimi.”
Tutto sommato soddisfatto dal castigo infero che gli si parava innanzi, Mylock si recò nella stanza di fianco e iniziò a denudarsi, rimanendo solo in boxer. Dopo qualche minuto giunse Pandora, interamente rivestita da un completo in latex nero che ne esaltava le forme e ne rendeva ancora più aggressivo il portamento.
“Qui siamo in casa mia e si gioca come dico io. Ti piace il sadomaso?”
“Mah, veramente…”
“Taci. Era una domanda retorica. Vieni qui!” gli urlò, con uno schiocco di frusta.
Ubbidiente, Mylock si avvicinò a Pandora, che stava ritta vicino una strana panca.
“Allunga le braccia.” Mylock eseguì l’ordine e Pandora fece scattare delle manette intorno ai suoi polsi, fissandolo a due sporgenze che si alzavano ai lati della panca, circa a 70 cm da terra.
“Be’, potrebbe anche essere interessante…”
“Oh, sì… lo sarà… intanto togliamo questi boxer! Carina la decorazione con panda dotati di shinai!”
“Grazie.” arrossì Mylock, mentre l’altra gli strappava con un colpo secco l’intimo.
“Ecco fatto, torno subito.” gli disse Pandora uscendo dalla stanza e tornando poche decine di secondi dopo.
“Rieccoti!” le disse Mylock. “Ma… cos’è quella strana cintura? E perché vedo qualcosa che sporge? Che intenzioni hai?” iniziò a chiedere Mylock, spalancando gli occhi. Improvvisamente non sorrideva più.
“Ma quanto parli… È uno strap-on. E questa è una ball gag: taci!”
Con la bocca ostruita dall’oggetto, Mylock riusciva a emettere solo mugolii, ma la consapevolezza e la nuova disperazione erano più che visibili sul suo viso.
“Non temere, presto ti ci abituerai… ho una vastissima gamma di oggetti da provare, di ogni forma e dimensione, ma… abbiamo tutto il tempo del mondo…”
Pochi istanti dopo, i nuovi, folti, capelli di Mylock cadevano al suolo, accompagnati da un lungo urlo del loro ex proprietario.







Doa: non c'ho capito un tubo              
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Last edited by Doa of Alrisha on Thu May 19, 2011 11:38 am; edited 1 time in total
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Tue Apr 19, 2011 21:51 pm    Post subject: Reply with quote

Pure il video su You Tube, hai fatto le cose in grande stile
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elisa



Joined: 20 Sep 2010
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Location: Isola di Andromeda

PostPosted: Wed Apr 20, 2011 15:01 pm    Post subject: Reply with quote

A me il trailer fa tantissimo piacere.  
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Sarà quel battito d'amore che ci dà la forza per affrontare i pericoli del cuore.

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Christian Virgo



Joined: 18 Feb 2010
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Location: Sesta casa napoletana

PostPosted: Wed Apr 20, 2011 17:51 pm    Post subject: Reply with quote

Non ho parole per il video  
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Guest



Joined: 03 Jun 2008
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PostPosted: Fri Apr 29, 2011 21:40 pm    Post subject: Reply with quote

Ricevuto  
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Canadian



Joined: 13 Mar 2008
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PostPosted: Fri Apr 29, 2011 21:59 pm    Post subject: Reply with quote

pm ricevuto
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Asher



Joined: 08 Jan 2009
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PostPosted: Fri Apr 29, 2011 23:00 pm    Post subject: Reply with quote

Ricevuto!
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Flare
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PostPosted: Fri Apr 29, 2011 23:25 pm    Post subject: Reply with quote

Ricevuto anch'io! ^^

Questo weekend non ci sarò, quindi se si può iniziare lunedì come da titolo del topic su OT per me è meglio
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Lampo del Drago
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PostPosted: Fri Apr 29, 2011 23:31 pm    Post subject: Reply with quote

sì sì, il 2 maggio (lunedì) posto il prologo e da martedì si comincia
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Ogni uomo è artefice del proprio destino.
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Phoenix no Ikki
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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 0:08 am    Post subject: Reply with quote

ricevuto
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Phoenix no Ikki
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Libra
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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 0:29 am    Post subject: Reply with quote

Ricevuto
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Christian Virgo



Joined: 18 Feb 2010
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Location: Sesta casa napoletana

PostPosted: Sat Apr 30, 2011 0:35 am    Post subject: Reply with quote

ricevuto!  
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Antares
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Location: Ancona - Ottava Casa

PostPosted: Sat Apr 30, 2011 5:16 am    Post subject: Reply with quote

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Chaos
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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 6:36 am    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto
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Set By Sion e Christian

    Un grazie a Dawnlight
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saintsaga1983
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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 9:36 am    Post subject: Reply with quote

ruolo ricevuto!!
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Aiolos87
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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 10:03 am    Post subject: Reply with quote

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Aldebaran



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PostPosted: Sat Apr 30, 2011 10:37 am    Post subject: Reply with quote

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