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Aledileo

Gara di creatività

GARA DI CREATIVITA' - PRIMA MANCHE

Lo scopo di questa prova era creare un Cavaliere di Atena, appartenente ad una costellazione a scelta tra Bussola, Lepre e Pittore. Presentarne un profilo e una sua collocazione spaziotemporale, a scelta tra tardo Impero Romano, guerra sacra del XVIII secolo e post-guerra sacra contro Ade.

Ecco i bei personaggi creati dai nostri concorrenti:

1)TOLOMEO DI PYXIS creato da SION DI ARIES

TRATTI PERSONALI
Nome: Tolomeo
Età: 13 anni
Altezza: 1,56 m
Capelli: Castano chiaro
Occhi: Verdi
Data di Nascita: 13 Aprile 180 d.c.
Luogo di Nascita: Egitto, in un accampamento nomade
[b]Gruppo Sanguigno: 0 Positivo
Sesso:[/b] Maschile
Abilità Speciali: Tolomeo non riuscirebbe a perdersi nemmeno se ci provasse!
Tecniche:
- Sens of Direction: [Il Cavaliere porta il braccio sinistro verso l’alto con l’indice che punta al cielo e il resto delle dita a pugno, Mentre il braccio destro verso il basso, con l’indice che punta a terra. Così crea la linea della costellazione di Pyxis, sottolineando con la punta delle dita e il viso le tre stelle principali di essa, Alpha(testa), Gamma(dito destro) e Beta(dito sinistro). Da quella posizione un’asta di luce inizia a girare e poi si stacca dal suo corpo per porsi sopra la testa del suo avversario con punta in Alpha. La linea gira e crea una distorsione della realtà tutta attorno al bersaglio del colpo, portandolo a perdere ogni senso dell’orientamento e capacità di focalizzare un punto preciso. Insomma l’avversario perde letteralmente la Bussola! ]
- T Explosion [Il cavaliere Apre le gambe e le braccia a x, come per l’uomo Vitruviano. Il suo corpo si illumina, di una luce potente, che prende la forza da T-Pyx, una delle stelle della costellazione. Come essa anche la luce che il cavaliere emana è instabile e esplode contro chiunque si trovi lui vicino devastando ogni cosa con il potere esplosivo della nova da cui nasce!]
- Argo Ship [Colpo possibile solo con l’unione dei quattro cavalieri delle costellazione di Pyxis, Vela, Puppis e Carina. Unendo i loro cosmi i cavalieri si posizionano come le parti che rappresentano della nave. La Carina si inserisce nella parte centrale della posizione, con le mani protese verso la Vela che si pone a destra della formazione a mani aperte come a formare una croce col suo corpo e la Pyxis che completamente rigido forma un palo col suo corpo nella parte sinistra della formazione, entrambi più avanti della Carina. Dietro a tutti e tre c’è la Puppis, il suo cavaliere è in ginocchio dietro al Carina. Non appena i loro cosmi entrano in eufonia, i cavalieri mutano nelle parti della nave, fino a far si che essa sia realmente davanti a chi ha la sfortuna di sfidarli tutti e quattro insieme. Poi un forte vento porta un’onda devastante, che muove la nave in un impeto distruttivo infermabile. Esso colpisce ogni malaugurato che si trova sulla sua strada!]

Storia:
Il Sangue sgorgava dal fianco, era una ferita profonda, ma non di certo mortale. Zoppicò per alcuni passi, accorgendosi che si era slogato la caviglia. Il dolore era terribile, ma il suo sorriso si aprì completamente, quando girandosi lo vide per la prima volta da quella posizione. Il Labirinto dei Tempi era dietro di lui. Per la prima volta non era davanti. Solo una persona poteva passare quel labirinto senza morire e lui era il designato. Si fece forza e strappandosi parte della veste nella parte bassa, si fasciò la ferita, guardando in lontananza il tempio circolare dove lo attendeva il suo maestro.
Abbassandosi, vide che il calzare era distrutto. Rimaneva solo miracolosamente attaccato al piede. Dentro di se Tolomeo ripensò ai primi giorni in cui era giunto in questi luoghi di Sicilia! Quando a soli tre anni fu preso come schiavo da una legione dell’imperatore. Era figlio di un piccolo gruppo di nomadi e non era stata gradita l’arroganza di suo padre. Fu la fine di tutti, tranne che la sua. Ma il generale, un soldato di origini greche lo volle per se e nessuno potè opporsi. L’uomo era Temitelo, un valente, ma anziano guerriero, che nascondeva in se l’onore della dea Atena.
A cinque anni arrivò ad Atene, dove venne indirizzato all’arte gladiatoria fino ai sette anni, quando Temitelo lo portò con se in Sicilia. Li scoprì di essere stato adottato dal generale e che assieme agli altri tre suoi figli avrebbe avuto la possibilità di essere un Saint di Atena.
Ed ora era li. Aveva passato la prova per l’armatura e davanti a una delle porte del tempio avrebbe trovato il suo maestro, lo scrigno e la gloria! Il suo animo era sempre stato forte, ma ora il dolore delle ferite non era niente, davanti al timore reverenziale per quello che sarebbe diventato. Diede un’altra occhiata dietro. Agli oscuri anfratti, celati da una semplice, e perfettamente tagliata, siepe. Li si nascondeva la perdizione, dove probabilmente Marcello era perito. Infatti nessuno che non fosse il designato poteva uscire vivo dal labirinto. Un velo di dolore lo portò a osservare un minuto di silenzio, in rispetto del fratellastro morto. Poi cancellò ogni esitazione e dolore e camminò fiero e deciso verso il tempio e il suo destino!
Non molto lontano vi era suo padre, l’uomo che era diventato per lui un maestro. Abbassò la testa in segno di rispetto, mentre i suoi occhi cadevano sullo scrigno d’argento, con una grossa nave incisa, in cui l’albero Maestro era in rilievo, davanti alla rosa dei venti. Era la sua armatura, quella che lo avrebbe reso Saint di Atena e lo avrebbe iniziato alla missione della rivelazione. “Tolomeo, sono fiero di te! Non posso negare che mi dispiace per Marcello, ma lui sapeva i rischi che avrebbe corso. Sapevo che in te il cosmo era potente e non mi sono sbagliato. La direzione della giustizia è stata imboccata un’altra volta, da un nuovo Cavaliere della somma dea Atena. Sappi che in questi tempi di Marte, la dea della retta coscienza non può far altro che confidare in coloro che indossano le sacre armature. Roma ha onorato di più le guerre sanguinarie che quelle Giuste e in noi vi è l’ultima speranza per far tornare la dea alla sua giusta importanza. Sappi che oltre quella porta non vi sarà altro ritorno che da vincitore o da sconfitto. In te confido perché tu possa dare alla quarta parte della somma nave Argo una direzione che conduca alla fine di questa terribile era. Ti saluto Tolomeo di Pyxis!” Detto questo, lo scrigno si illuminò e l’armatura ne uscì in un bagliore di luce un palo metallico, con una posizione di vedetta alla cima si scompose per vestire colui che aveva davanti! Un pettorale si pose a protezione di tutti il costato, sul cuore la rosa dei venti in rosso e blu. Le due parti, frontale e posteriore, erano fissate dai due spallacci semicircolari, che uniti avrebbero fatto il posto di vedetta del Totem. Niente proteggeva i bicipiti, mentre i bracciali erano a forma triangolare, come la punta di un’asta. I gambali, iniziati alle ginocchia, con una punta rivolta verso l’alto, attorcigliati come delle cime attorno alla gamba. Alla vita una protezione unicamente inguinale, dalle decorazioni semplici. Il colore argentato di tutta l’armatura era spezzato solo da quello della rosa dei venti del cuore e da dei bordi violacei in tutte le parti dell’armatura.
Indossate le vestigia, Tolomeo si sentì rinascere. Il potere che l’armatura dava era incredibile. Le ferite che prima lo facevano camminare in maniera impacciata ora sembravano non dargli più nemmeno fastidio. Era incredibile la potenza di questi artefatti. Appena superata l’ebbrezza della vestizione stinse il maestro in un abbraccio che non era mai riuscito a dare a quell’uomo austero e poi aprì la porta del tempio, per capire il suo destino.
Sembro tutto cambiare. Una dolce voce di donna disse:”Nessuna nave ha possibilità di navigare senza un albero e una direzione. Entri la quarta parte della nave Argo, il Malus!” Tolomeo entrò e davanti a lui, in una struttura priva di soffitto, fatta in pietra con solo quattro porte a spezzare il continuum di quel materiale. Davanti a ogni porta vi era un cavaliere d’argento, un guerriero che per effige ricordava le altre tre parti della nave Argo. “A voi, la prima delle missione. Che lo spirito di Giasone e degli Argonauti che è in voi vi permetta di trovare il primo tassello che ricreerà il mio ordine. A voi è chiesto di trovare la prima sacra Armatura, quella dell’Ariete dal vello d’oro. Miei cavalieri, lascio in voi le mie prime speranze!” Era Atena, Tolomeo ne era convinto. Questo era l’inizio della sua prima missione come Saint e pareva essere molto importante.

Note sulla creazione del personaggio:
La scelta del nome del personaggio è data dal fatto che fu Tolomeo il primo a identificare la costellazione, anche se la chiamò Malus e la inserì nell’enorme ammasso stellare chiamato Nave Argo!
I colpi ricordano i tre particolari della costellazione. La forma con tre stelle che la disegnano e la fanno la punta di una bussola. La nova all’interno dell’ammasso stellare che ha già dato più di otto esplosioni e la composizione di Argo come quattro parti di un’unica identità.
Il resto è di mia invenzione, ovviamene  è tutto ambientato nell’antica Roma. Vedendo Roma una città dominata da Marte/Ares, il nemico giurato di Atena, ho pensato che l’ordine fosse in pericolo o comunque stato decimato. In battaglia o altro lo scopriremo se darò un seguito a questa storia, ma è certo che le dodici armature d’oro sono andate perdute!
L’anno 180, porta alle dinastia ancora potenti dell’impero romano. Dopo quando arriva il Cristianesimo sarebbe stato più complicato inserire una mentalità Ares – Atena. Spero non sia troppo presto!

Psicologia del personaggio:
Si denota dalla storia, ma visto che era un parametro richiesto a parte lo semplifico qui. Eroico Cavaliere. Altruista e generoso. Non esita a cancellare la gioia per la sua riuscita con il dolore per il fratellastro morto. Non avventato o imprudente, preferisce curarsi e capire le sue condizioni prima di proseguire verso l’ultima prova. Capace di provare paura, ma di vincerla. Come quando davanti a se il suo futuro è incerto, quando metterà l’armatura lo spaventa tanto quanto lo affascina. Ragiona su ciò che può succedere e non è incapace di vincere le paure.


2) FIDIA della LEPRE, creato da KIARA

Nome : Fidia Cavaliere D'argento Di Lepre

Cognome: //

Luogo Di Nascita: Ancona

Luogo Di Addestramento: Caldera Di Askya (Islanda)

Caratterizzazione Spicofisica: Fidia 1.75 cm  65 kg  gentile buono aiutava tutti coloro che erano in difficoltà

Storia:
Fidia nacque ad Ancona da nobile famiglia romana.
In quel periodo l'Impero Romano era in grave difficoltà sia per le continue minacce che arrivavano dai barbari sia per il fatto di instabiltà all'interno dell'Impero Romano.
Questa stabiltà anche se durò poco si ebbe con l'incoronazione ad imperatore di Costantino che nel 313 d.c. con l'Editto di Milano dichiarò il Cristianesimo una delle tante religioni che i romani potevano professare.
Ma questa stabilità terminò con la morte di Costantino e la suddivisione dell'Impero Romano in due da una parte l'Impero Romano D'Occidente dall'altra l'Impero Romano D'Oriente.
L'impero Romano D'Occididente termino di esistere nel 476 d.c. a causa delle invasioni barbariche .
Fidia per non essere catturato ed ucciso come i suoi genitori fu mandato con alcuni servitori fidati nel luogo più lontano e conosciuto di quel periodo ovvero l'Islanda dove Fidia rimarrà finche non si fossero calmate le acque per poter poi tornare ad Ancona
Fidia come tutta la famiglia era devoto alla dea Atena alla quale si risolve sempre di più  per chiedere consiglio su cosa fare.
Durante il suo soggiorno in Islanda Fidia esplorò tutta l'Islanda ma fu attratto da una caldera ed incuriosito entrò e vidde un'armatura scintillante, di cui non riconobbe di che materiale fosse,  diversa dalle armature indossate dai soldati dell'Impero Romano.
Decise di rimanere vicino alla caldera per scoprire a chi appartenesse quell'armatura e durante la notte gli apparve in sogno Atena che gli rivelo che quell'arrmatura scintillante che aveva visto era un'armatura nata per difendere il mondo dal male.
Quindi Fidia rientrò il giorno dopo nella caldera e accade una prodigio inaspettato infatti l'armatura di color argenteo  andò a posizionarsi su di lui ma per l'eccesivo peso Fidia cadde a terra.
Quindi Fidia dedise di rimanere vicino alla caldera per fare un duro addestramento che gli avrebbe consentito sia di indossare l'armatura sia di saperla usare al meglio.
Dopo questo duro allenamento Fidia fu in grado di usare al meglio l'armatura che lo spinse a lasciare l'Islanda ormai la sua nuova patria e recarsi ad Atene.
Giunto ad Atene fu ricevuto dal Gran Sacerdote insieme a tutti coloro che erano riusciti a diventare cavalieri e gli svelò di essere cavalieri di atena come Fidia aveva già intuito e di protteggere Atena dalle forze del male.

Tecniche:
Fidia sa usare la neve intutti i modi sia per rendersi invisibile lasciando cadere sulla cloth della neve diventando con la neve un tuttuno rendendo il cavaliere invisibile per qualche minuto sia per creare un muro di ghiaccio difficile da distruggere.

Spada Di Ghiaccio Fidia espandendo il cosmo puo' creare uno spuntone di ghiaccio tagliente (stalattite) tipo una spada che se va a segno potrebbebero procurare all'versario ferite che impediscono di continuare il combattimento.

Snow Storm Fidia tramite le braccia  crea un violento vento gelido che rallenta i movimenti dell'aversario ghiacciando la choth

Valanga Di Neve Fidia tramite i pugni crea una serie di valanghe che scaraventa a terra l'avversario tra mille sofferenze.

Chicchi Di Grandine Fidia unendo le mani scaglia dei violenti colpi come chicchi di grandine che se raggiungono l'avversario  provocano dolori a tutto il corpo fino pian piano a farlo svenire

3) LUNA DELLA LEPRE, creato da MARINO DI SCYLLA

Nome: Luna
Cognome: Crystatos
Segno: Lepre, coniglio
Luogo di Nascita: Grecia, Atene
Sesso: Femminile
Età: 20 anni
Altezza: 1,68 cm
Peso: 50 kg
Capelli: neri molto lunghi e raccolti in una lunghissima treccia
Occhi: neri
Armatura: è molto semplice come un po’ tutte quelle delle altre sacerdotesse guerriero. L’ elmo, o meglio il cerchietto, con tanto di lunghe orecchie la fa un po’ sembrare coniglietta di playboy ma nessuno ha mai osato fare tale paragone! Le protezioni in metallo delle mani e dei piedi ricordano molto le zampe dell’ animale, facendone infatti poi parte nel totem. Il resto del corpo del totem forma quindi un formoso paraseno e una sorta di gonnellino proteggi bacino.

Tecniche segrete: i suoi colpi riflettono contemporaneamente la sua vita e la costellazione a cui è collegata. Dal fatto di essere stata suora ha preso il vezzo di chiamare i suoi colpi con i nomi dei sette peccati capitali e dal segno il fatto che simpatici ma micidiali coniglietti si trovino sempre all’ interno delle immagini illusorie da lei create e associate alle tecniche segrete. Fino ad ora è riuscita ad ottenere solo due colpi ma nei momenti di vaneggiamento continua a ripetere che deve trovare la soluzione a tutti e sette i vizi capitali, tutti, proprio tutti!
Il primo colpo è la LUSSURIA.
Al di là di ciò che esso rappresenti, questo vizio o peccato è particolarmente adatto a sposarsi con la proverbiale prolificità dei conigli o lepri che dir si voglia ed è anche quello a cui ricorre con più facilità.
Fondamentalmente è un colpo di tipo illusorio sul tipo di quello di Asterione che supera in numero di sagome illusorie ma non certo in validità offensiva.
Una miriade di conigli appare comunque a circondare il nemico un po’ ovunque e assumendo le più svariate posizioni (alcune anche del tutto stupide, come ad esempio conigli a testa in giù) sembrano immobilizzati ad osservarlo.
Se il nemico colpisce una delle immagini illusorie non fa altro che dividerla in due conigli del tutto autonomi fra loro e aumentando così a dismisura la confusione.
Vista la ‘particolare’ mentalità di Luna non è comunque difficile capire dietro quale illusione si nasconda in realtà lei…
Nonostante possa assumere anch’ essa posizioni del tutto stupide, è l’ unica in grado di muoversi realmente e spesso e volentieri, annoiata magari da un lungo scontro, lo fa sul serio!
Comunque si il colpo non si limita alle immagini e ogni coniglio sembra essere in grado di esplodere in un colpo cosmico.
Naturalmente l’ unico vero è il suo!
Il secondo colpo, basato sull’ IGNAVIA e da cui prende il nome, è molto più semplice.
Anch’ esso prende vita dalla simbologia dell’ animale ritenuto per antonomasia simbolo di timidezza e paura.
Luna è in grado di instillare nel nemico, in parte mentalmente e in parte agendo realmente con sostanze di tipo ormonale rilasciate nell’ aria (un po’ come succede in alcuni gruppi animali che ‘sentono’ la paura dai loro simili) una profonda e irrazionale paura.
Ciò può avere un duplice effetto: o disturbare l’ esecuzione di un qualunque colpo del nemico o indurlo ad abbassare troppo le difese!

Storia: Luna non ha praticamente ricordi dei suoi genitori. E’ stata trovata, insieme alla madre morta durante il parto, nascoste nella legnaia di un convento a Roma. Cresciuta dunque come orfana, è rimasta nella casa di accoglienza retta dalle stesse suore che l’ avevano trovata ancora in fasce e, non conoscendo nulla altro del mondo ha deciso di studiare per farsi suora lei stessa.  Proprio dopo questa sua decisione il suo carattere già schivo e riservato è sembrato esplodere in qualcosa che è parso sempre più riconducibile ad una patologia mentale sempre più seria.
Visto l’ ambiente non si è anche provata la ‘strada’ di una possibile possessione diabolica…, ma lei non prova alcuna avversione per il sacro, piuttosto parlava di dei greci ormai scomparsi dalla memoria di tutti se non fosse per i libri di mitologia e le mirabili opere architettoniche del periodo romano di cui la capitale italiana non poteva certo esserne priva!
L’ apice della sua malattia si ebbe nel periodo che precedette la misteriosa eclissi non preannunciata da alcun astronomo.
Ade, il Dio degli Inferi!
Quella era la figura che sembrava inorridire la povera fanciulla minuto dopo minuto, ora dopo ora…
Il dolore psicofisico divenne insopportabile e pronunciando un nome che mai era stato sentito da nessuna delle suore la ragazza sfuggì di notte scomparendo da Roma.
“Mitsumasa Kido…” chi mai era costui?
Cosa centrava un nome giapponese con gli incubi di stampo ‘mitologico’ che la riguardavano?
Luna riuscì a salire di nascosto su una nave diretta ad Atene e, non si sa come, riuscì a superare la barriera che avrebbe dovuto proteggere il Grande Tempio.
Fu ritrovata svenuta non distante da dove i saint uniti avevano protetto la sorella di Seiya dagli attacchi di Thanatos, svenuta anch’ essa come se avesse subito quei tremendi attacchi.
Il cosmo in lei sembrò essersi risvegliato proprio a partire da quella occasione e Ikki, che rivedeva in lei qualcosa di Esmeralda, le fu maestro anche se solo per breve tempo.
La validità delle sue illusioni deve comunque molto alle particolari attenzioni che le rivolse il bronze saint di Phoenix!

Caratterizzazione: la sua psiche è davvero al limite con la schizofrenia! Imprevedibile, con continui sbalzi di umore che possono andare da uno stato di berserker ad un altro in cui si immobilizza impaurita da un semplice svolazzante insetto, rimane tranquilla solo quando Ikki è nei paraggi!
Non è dunque particolarmente socievole e si trova molto a disagio a combattere al fianco di qualcuno.
Non ha ancora avuto il coraggio di indagare su chi fosse quell’ uomo il cui nome è stato l’ ultima parola pronunciato su territorio italiano…, ma non le importa…!
Nessuno  l’ ha mai vista combattere sul serio, ma sono bastate le parole del bronze saint di Phoenix perchè tutti la ritenessero senza remore una guerriera di tutto rispetto e perché tutti divenissero sicuri che sicuramente farà parlare di sé in futuro…!
Aledileo

4) Lucius di Lepus creato da CICCIO DI MICROSCOPIO

Nome completo: Lucius(Praenomen) Valerius(Nomen) Major(Cognomen)
Sesso: M
Età: 18
Data di Nascita: Nato in data sconosciuta, ma nel tardo Impero Romano, periodo di decadenza
Città Natale: Roma
Luogo di Addestramento: Grecia, Santuario
Maestro: Alvertos di Capricorno
Segno Zodiacale: Capricorno

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Caratteristiche fisiche:

Lucius ha un fisico agile ed esile, ma nel contempo possiede una grande forza.
E'alto 1,80 m e pesa 65 kg, la sua pelle è olivastra e glabra.
Il viso è curato, con una sottile barba che gli copre guancie e mento.
Ha capelli neri corti e mossi e occhi marroni.

Caratteristiche Psicologiche:

Lucius è un abile stratega, dotato di grande capacità intellettive e un buon sesto senso, molto razionale e freddo.
E'sua peculiarità la sicurezza, che sfocia in presunzione verso chi gli è inferiore.
A queste caratteristiche però gli si aggiungono quelle del "cittadino romano": sobrietà, lealtà, rispetto dei compiti presi, senso del dovere, moralità.
Questi suoi caratteri sono presenti pur essendo ostile verso lo stesso Impero Romano, per motivi che verranno scritti nella storia.
Nel combattimento è spesso il leader, riesce sempre a creare la strategia giusta per affrontare ogni minaccia.
Non è spietato e non si diverte a combattere ma, se gli veniene ordinato, è pronto ad uccidere e, in generale, fare quasi qualsiasi cosa.

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Storia:

Prima di parlare della storia di Lucius, è bene parlare della situazione del mondo allora conosciuto, dal punto di vista delle Divnità.

L'Impero romano era protetto dalle sue numerosissime divinità, capitanate da Iuppiter, divinità per forza e poteri pari a Zeus.
Questa protezione gli permise di regnare incontrastato per molto tempo, riuscendo a sottomettere mezzo mondo allora conosciuto, compresa la Grecia e le sue Divinità.
Esse non vennero distrutte ne sigillate, anzi: Iuppiter gli permise di continuare ad avere "giurisdizione"sul terreno di Grecia, in cambio della loro sottomissione.
Le divinità olimpiche non ebbero scelta, si arresero, ma avendo sempre in cuore il desiderio di libertà e vendetta.
E il momento della rivalsa arrivò: nella tarda età imperiale, quando le popolazioni barbariche, sostenute dalle divinità orientali, incominciarono ad attaccare l'Impero.
Le divinità greche non perdettero l'occasione e si allearono con quelle dei barbari.
Per difendersi, le divinità romane crearono una personale legione di guerrieri divini: i Gladiatores.
Chi erano i Gladiatores? Erano potentissimi guerrieri umani, le cui armature di Pietra Bianca erano ispirate ogniuna ad un sovrano romano.
I più potenti Gladiatores era quelli la cui veste sacra era dedicata a Romolo e Remo.
Nonostante questa vasta classe di guerrieri divini, Iuppiter, Neptunus, Pluto e tutte le altre divinità romane vennero schicciate dal numero di nemici.
Senza l'appoggio di quegli enti divini anche l'Impero cadde ,per i motivi che si possono studiare nei libri di storia.
Quindi i greci ripresero la propria libertà, proteggendo l'Impero Romano D'Oriente, solo ufficialmente Romano.

Bene, ora la storia di Lucius, per altro molto semplice, che si svolge proprio durante questa Guerra Santa.
Lucius era il figlio di un nobile romano, dai principi giusti e dalla grande moralità, caratteristiche ormai scomparse nella maggior parte della casta politica del tempo.
Questo "buonismo"si fece molti nemici, tanto che il nobile venne accusato ingiustamente di complottare contro l'Impero e messo in carcere, dove ufficialmente muore di stenti.
La famiglia venne esiliata invece in terra di Grecia, in una non nota isola vicino a Creta.
Qui nacque il risentimento di Lucius contro l'Impero e, quando Atena e il suo esercito si palesarono a lui, non ci pensò 2 volte a cominciare l'addestramento.
Salutò la madre e i fratelli e si incamminò verso il segreto Santuario di Atena, dove c'era ad aspettarlo Alvertos, cavaliere d'oro del Capricorno.
Il gold Saint era all'inzio silenzioso e riservato, freddo e distaccatto, molto simile a Lucius dunque.
Questa loro somiglianza all'inzio non giovò al loro rapporto...erano troppo simili.
Ma col passare degli anni l'uno si affezzionò all'altro e si racconatoro le loro travagliate vite (anche Alvertos ebbe una vita dura) : la moglie morì dando alla luce suo figlio.
Questo figlio inoltre morì pochi mesi dopo,durante un'attacco di banditi...il cavaliere dorato era in missione e non potè nulla
Tra i due nacque così uno strano rapporto...Alvertos divenne come un padre per Lucius, mentre il romano fu il figlio che il saint d'oro perse insieme a sua moglie...
Lucius divenne presto cavaliere di bronzo della Lepre e incominciò quindi a combattere per la libertà di Atena e delle altre divinità.
Primo Gladiatore che sconfisse fu quello di Caracalla, cosmicamente pari a lui,in cui mise in mostra le sue capacità strategiche.
Sconfisse qualche settimana dopo un manipolo di guerrieri romani, aiutato da un amico: Lakenvelder del Gallo, Pseystes di Ermes.
In seguito riuscì a sconfiggere da solo ben 2 Gladiatores, con cosmi di livello di silver saints: il Gladiatores di Traiano e il Gladiatores di Pompeo.
La guerra continuo, e grazie ai guerrieri divini di tutti gli dei greci quasi tutti i Gladiatores vennero sconfitti.
Dopo poche settimane, aiutato inoltre dal Silver Saint di Orione e dalla Silver Saint della Mosca, riuscì a sconfiggere anche l'ultimo e il più forte dei Gladiatores: quello di Romolo, il cui cosmo era simile a quello di un medio cavaliere d'oro.
Per sconfiggerlo, oltre al sacrificio dei due silver, dovettere raggiungere il 7ò senso, grazie alla volontà di salvare il suo maestro, catturato dalle divinità romane.
Fu una battaglia estenuante, in cui in suo aiutò arrivò la Gold cloth di Capricorno, che potenziò ancora di più il suo cosmo, disponendosi temporaneamente su di lui.
Finito lo scontro rimanevano solo le divinità Romane da battere.
Le forze di Atena si riorganizzarono e si misero in cammino verso Roma, ma i loro avversari li stavano aspettando in un gigantesco tempio, creato col loro divino cosmo, sulle coste dell'Adriatico.
Qui vennero ingaggiate varie lotte, tra cui quella di Lucius e Alvertos, appena liberato.
Allievo e maestro lottarono contro ben tre divinità romane, più deboli cosmicamente ma come tutte le altre immortali: Concordia (divinità dell'armonia), Epona (divinità degli Equini) e Volturnus (divintà dello Scirocco).
Morirono entrambi nel combattimento, non potendo fare nulla contro il "Pacificus Sopor"di Concordia.
Si spensero in pace, seranamente; ma non tanto per l'attacco della divinità(quello era il suo effetto), ma perchè avevano fiducia in tutti i loro alleati, che avrebbero ridato la libertà alle divinità venerate e a tantissimi uomini.
Infatti alla fine tutte le divinità romane vennero sconfitte...ma questa è un'altra storia.

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Armatura: Bronze Cloth della Lepre

Totem e Vestizione:
Il totem dell'armatura rappresenta una lepre in posizione seduta, i pezzi sono di colore bianco con contorni marroni.
La testa della Lepre si divide: il muso si stacca per formare il diadema della cintura, mentre il resto della testa (comprese le orecchie) diventa la protezione per la testa,a forma di coroncina.
Le zampe anteriori formano i copri avambraccibraccia e i gli schinieri,che coprono però solo la parte frontale della gamba e quella laterale dell'avambraccio.
Il corpo si smonta per formare il pettorale, composto da due ovali che coprono la parte sinistra del torace e della schiena.
Queste due protezioni sono connesse da una "cintura" metallica che cinge la gabbia toracica a sinistra passando sotto l'ascella e a destra passando sulla spalla.
Nel totem questa cintura è ripegata negli ovali stessi, che formano sono disposti verticalmente e parallelamente, a formare il torace e l'addome del coniglio.
Le cosce delle zampe posteriori formano i coprispalla (simili a quelli della V3 del Cigno), in particolare quello sinistro è montato sopra la cintura di cui si parlava prima.
Infine il resto delle zampe posteriori si dividono in pezzi più piccoli e si riagganciano a formare la cintura, insieme al muso della Lepre.

Poteri/Abilità:

Senso del Tatto e dell'Udito molto sviluppati:
Questo è il potere peculiare che dona la cloth, ovvero un potenziamento, grazie al cosmo del'oggetto stesso, dei sensi del possessore.
Per quanto riguarda l'udito, esso percepisce una banda di suoni molto superiori, e in più diventa così fino che permette di sentire gli spostamenti degli oggetti tramite i suoni che provocano, capendone velocità e traiettoria.
Per quanto riguarda il tatto, esso diventa acutissimo, capace di sentire gli spostamenti d'aria con grande precisione, così d'avere una percezione blanda degli spostamenti che avvengono attorno al saint.

Cosmos Repello(Cosmo Respingente):
Potere misterioso di cui è in possesso Lucius, il cui funzionamento era ignoto a quel tempo.
In pratica, il cosmo permette di creare tra le molecole delle forze di repulsione simili a quelle elettriche tra 2 corpi della stessa carica.
La forza di queste repulsioni può essere controllata e incanalata, permettendo grandi accelerazioni e svariati tipi di attacchi fisici.
Essa, a parità di energia, è molto più potente della repulsione di tipo elettromagnetico.



Tecniche:

-Magnus Saltus(Grande Salto): tecnica base del saint della Lepre.
Concentrando il cosmo nelle gambe, il saint salta per schivare un attacco.
Si può aggiungere al colpo inoltre una fase offensiva, in cui il saint attacca con un calcio cadendo in picchiata dopo il salto.
Il colpo è potenziato da Lucius adoperando il suo cosmo respingente sulla pianta dei piedi e sulla superficie su cui salta: la repulsione che si crea gli dona una più alta accelerazione.

-Repello Manus(Mano Respingente): Lucius concentra il suo cosmo respingente nelle mani, nella quale si creano 2 sfere di energia.
Quindi Lucius si porta vicino all'avversario e lo colpisce con le sfere: il cosmo respingente respige con forza l'avversario, sbalzandolo via.

-Cursus Leporis(Corsa della Lepre): Lucius salta usando come base una superficie verticale, aiutato dal cosmo respingente ad alto livello.
La grande spinta lo trasforma in una specie di proiettile, e a questa alta velocità Lucius colpisce l'avversario con una spallata, con un pugno con un singolo Repello Manus.

-Oppugnatio Leporis(Presa della Lepre): Lucius scatta verso l'avversario e si aggrappa a lui cingendo il suo corpo con le gambe, a livello del diaframma.
Mentre è aggrappato al nemico, Lucius concentra il suo cosmo respingente nelle mani, che porta alla testa del malcapitato (in particolare, la parte inferiore, al livello dell'attaccatura del collo).
Questo porta ad una violenta e improvvisa forza che respinge la testa verso l'alto ma, essendo attaccata al collo, questo può portare più o meno gravi danni all'interno del corpo.  

-Fuga ab Orion (Fuga da Orione): Lucius comincia a correre molto velocemente,
L'alta velocità crea delle immagini residue che restano impresse nella retina dell'avversario e danno l'illusione di vedere dei multipli del saint.
Il colpo si ispira al mito della costellazione della Lepre, che venne trasformata in costellazione venendo posizionata proprio sotto Orione, il cacciatore.  

-Auris Leporis Gladius(Spada dell'Orecchio di Lepre): Lucius crea una spada di cosmo, la cui forma ricorda l'orecchio di una lepre.
Il saint sà usare egregiamente la spada, grazie all'insegnamento del maestro Gold Saint Di Capricorno.
E' un colpo che usa solo in caso di emergienza, con cui emula i poteri grandissimi del maestro, capace di creare folate di cosmo tagliente.

-Saltum Lapis(Pietra Saltante): mossa difensiva e di contrattacco ereditata dal maestro.
Essa è una versione più semplice, con cui Lucius sfrutta la forza di un'attacco fisico dell'avversario per respingerlo e farlo cadere a terra, con una mossa che ricorda la futura disciplina dello Judo.

-Fabella Leporis(Favola ella Lepre): Colpo massimo dei saints della Lepre, che rimanda alla legenda di come l'animale divenne Costellazione.
La mitologia vuole che un uomo portò sull'isola Laro, un leprotto, con l'intento di avviare sull'isola stessa l'allevamento di questo animale.
La lepre, però, iniziò a riprodursi in tempi brevissimi portando in poco tempo ad una diffusione in tutta l'isola, devastando i raccolti e provocando carestie.
Gli abitanti riuscirono ad uccidere tutte le lepri ma a monito dell'errore compiuto l'animale fu messo in cielo proprio sotto i piedi di Orione.
L'attacco riprende proprio l'inaspettata potenza di quelle Lepri: Lucius assorbe in sè una grande quantità di cosmo, per poi rilasciarla in una grande vamapata distruttrice o in uno sciame di emanazioni cosmiche a forma di lepri.

5) PIXIS creato da NIRTI

Nome: Pyxis
Cognome: Sconosciuto, Xu Shung?
Sesso: M
Età: 18 anni
Gruppo Sanguigno : 0
Peso:59kg
Altezza: 163cm
Nato in: Xi'an, Cina
Addestrato in: Grecia ,Grande Tempio
Maestro: Sconosciuto
Armatura: Bussola
Ordine : Cavaliere di Bronzo della Bussola
Segno zodiacale: Gemelli
Tecniche:  

DEVILISH DIMENSION - Pyxis crea uno spazio distorto intorno al nemico che risucchia  lentamente il cosmo e le forze del nemico indebolendolo sia riguardo la forza fisica che  quella cosmica,la distorsione però non ha durata illimitata e consuma una grande  quantità di energie che il cavaliere della Bussola  deve usare per mantenerla il più a lungo attiva.

ZODIAC FIST - Pyxis  carica  nel pugno l'intero cosmo della bussola  mentre alle sue  spalle compare l'immagine di una nave fantasma. Il pugno sprigiona un'energia del colore del cosmo di Pyxis e può viaggiare  ad una velocità  di poco superiore al suono. Tecnica  che solitamente Pyxis usa solo dopo aver indebolito notevolmente il proprio nemico ma che diventa inefficace contro un nemico ancora al pieno delle sue forze.

Storia: La storia di Pyxis inizia il 27 Maggio in un piccolo villaggio di nome Lintong vicino alla grande città cinese di Xi'an. Di umili origini, sappiamo ben poco dell'infanzia di Pyxis.
Terzo figlio di una giovane coppia ,lavorò nei suoi primi anni di vita come  aiutante del padre nei
dintorni del monte Li aiutandolo nel lavoro dei campi per i grandi latifondisti. La vita del ragazzo sarebbe stata quella di un classico suddito dell'Imperatore cinese se non fosse stato un avvenimento che  avrebbe cambiato la sua vita. In data sconosciuta ma antecedente alla guerra contro Hades, al villaggio arrivò un cavaliere di Atena che viste le umili condizioni di vita della popolazione li aiutò in alcune richieste presso la burocrazia del luogo.
In questo frangente Pyxis conobbe il cavaliere d'oro e venne da lui condotto al grande tempio dove
venne addestrato. Non si hanno altre notizie di Pyxis, muorì probabilmente durante la guerra sacra.
Il suo corpo venne risepolto nel grande cimitero del Grande Tempio.

Caratterizzazione psicofisica: Pyxis è un ragazzo di media statura , carnagione chiara come il latte
con occhi e lunghi capelli neri raccolti in una crocchia posta sopra la testa come di uso in Cina fino
alla caduta dell'impero. Una lunga cicatrice riportata sulla guancia lo contraddistingue presso i suoi commilitoni e cavalieri di Atena.

6) Lucius di Pictor creato da DAUKO DI LIBRA

Età : 14 anni
Altezza : 1, 65 m
Peso : 51 kg
Occhi : neri
Capelli : neri
Data di nascita : 13 Agosto
Luogo di nascita : Roma
Gruppo sanguigno : sconosciuto
Segni particolari : nessuno
Parenti conosciuti : Quinto Aurelio Simmaco (zio).
Costellazione / Simbolo : il Pittore, la costellazione dell’emisfero australe.
Armatura /Armi : Armatura di bronzo del Pittore. Ha la resistenza delle comuni armature di bronzo, e non possiede caratteristiche o poteri particolari Il totem raffigura il cavalletto di un pittore con la sua tavolozza : i gambali formano il sostegno del cavalletto, la cintura (sulla quale poggia l’elmo a diadema) costituisce la base e i bracciali diventano gli elementi verticali, mentre la corazza e i coprispalla compongono la tavolozza. La corazza viene danneggiata abbastanza seriamente nello scontro che porterà alla morte di Lucius, e verrà in seguito riparata, anche se non è noto in quali circostanze, dagli alchimisti di Mu.
Stirpe : Cavaliere di bronzo di Atene.


Colpi segreti / Poteri : il colpo segreto di Lucius è detto Turbine dei Sette Arcobaleni. Si presenta sotto forma di fasci di luce, ed è basato sui sette colori dell’arcobaleno. Lucius può scegliere quale colore utilizzare per l’attacco, poiché ognuno di essi ha proprietà differenti : il rosso colpisce il nemico ; l’arancione provoca ustioni ; il giallo rallenta i movimenti e può perfino costringere all’immobilità ; il verde toglie le forze, provocando un intorpidimento in tutto il corpo ; l’azzurro colpisce il senso dell’equilibrio, causando nausea e stordimento ; l’indaco è in grado di danneggiare un’armatura, ma è inefficace contro corazze di resistenza superiore al bronzo (potrebbe però incrinare una Surplice di medio-basso livello) ; il violetto conduce alla morte immediata, disperdendo le energie cosmiche e vitali residue. Essendo questa la tecnica finale di Lucius, per eseguirla è necessario che il cavaliere bruci il suo cosmo al massimo grado, cosa possibile solo dopo aver usato gli altri sei colori. Inoltre sarebbe del tutto inefficace contro un avversario ancora fresco di forze, e perché abbia effetto è necessario che il nemico sia già stato indebolito dai precedenti attacchi. Lucius può usare i vari colori in qualsiasi ordine, pur essendo obbligato a tenere il violetto per ultimo : tuttavia il suo colpo ha maggiore efficacia se la successione dei colori riproduce quella dell’arcobaleno, ovvero la sequenza rosso – arancione – giallo – verde – blu – indaco – violetto.
Per il resto Lucius ha i normali poteri di un cavaliere di bronzo, può frantumare la roccia con un pugno e compiere grandi salti. In aggiunta a ciò, possiede notevoli abilità oratorie, ereditate dallo zio Quinto Aurelio Simmaco.
Storia   Rimasto orfano in tenerissima età, Lucius fu affidato alle cure dello zio Quinto Aurelio Simmaco, l’ultimo grande intellettuale pagano dell’antica Roma.
  Nell’anno 384 d.C. , all’età di 8 anni, Lucius incontrò Arione, il Cavaliere d’Oro del Sagittario, che stava svolgendo una missione segreta per conto del Grande Sacerdote. Essendo stato testimone del manifestarsi del cosmo in Lucius, Arione decise di portarlo con sé al Santuario per farlo diventare Saint : il ragazzo era dispiaciuto di dover lasciare lo zio, al quale era molto legato, ma Simmaco si disse felice di saperlo in un luogo dove ancora si rispettavano le antiche tradizioni, ormai cancellate dall’avvento del Cristianesimo che proprio in quegli anni era divenuto la religione ufficiale dell’Impero Romano.
Lucius venne addestrato da Arione in persona, insieme ad un ragazzo suo coetaneo di nome Tolomeo, e dopo sei anni divenne Bronze Saint del Pittore, mentre Tolomeo conquistò l’armatura d’argento del Triangolo.
Orgoglioso per aver ottenuto l’investitura, Lucius tornò per un breve periodo a casa, desiderando rivedere lo zio : appena in tempo, poiché Simmaco stava morendo.
  Lucius aveva ereditato da Simmaco grandi doti oratorie, e fu per questo che, pur essendo un semplice Bronze Saint, venne nominato ambasciatore del Santuario ed inviato ad Asgard.
Infatti all’epoca Odino nutriva ancora ambizioni di dominio, e intendeva sfruttare le invasioni barbariche che stavano mettendo in ginocchio l’Impero Romano per imporsi sulle calde e fertili terre dell’Europa.
In quel tempo i cavalieri di Asgard erano ancora dei barbari sanguinari. Lucius venne attaccato a tradimento, mentre lasciava il palazzo di Asgard, dal cavaliere della stella Delta, appartenente al casato dei Megres, e nonostante lottasse con tutte le sue forze venne sconfitto ed ucciso, imprigionato in una teca di ametista.
  L’uccisione di Lucius, e la minaccia che Odino e i cavalieri di Asgard rappresentavano per il mondo, indussero Arione a chiedere al Grande Sacerdote di dichiarare una Guerra Sacra, e così fu.
La vittoria arrise ai cavalieri di Athena, nonostante la morte dello stesso Arione, caduto in combattimento contro il cavaliere della stella Alfa, appartenente alla casata di Orion.
Odino e tutto il popolo di Asgard furono costretti a ritirarsi nell’estremo nord, affinché non costituissero più una minaccia per il mondo, e con il tempo abbandonarono ogni desiderio di conquista, divenendo invece sinceri protettori degli uomini.
In circostanze sconosciute il corpo di Lucius venne recuperato dalla teca di ametista e sepolto nel cimitero del Santuario, mentre la sua armatura fu riparata dagli alchimisti di Mu.
Aledileo

Ed ecco i risultati ufficiali delle votazioni dei 4 giudici (Last, Aledileo, Sagittarius Sisyhpus e Shura di Capricorn), che vedono vincitore di questa prima manche del nostro gioco SION DI ARIES!

Per ogni commento o chiarimento, vi rimando al topic generale sul gioco! Non rispondete qua per cortesia, lasciamo questo topic soltanto come archivio, dove si possono ammirare tutte le belle creazioni dei nostri creatori!



Aledileo

Invito infine gli altri giudici, se vogliono, a lasciare un commento generale sui personaggi che hanno avuto il piacere di valutare.

Inizio con il mio commento generico:
Prima di tutto COMPLIMENTI A TUTTI!  Applauso Avete lavorato sodo e avete sfornato dei personaggi davvero molto interessanti, tutti con qualcosa di particolare, che fosse la storia, l'originalità dei suoi poteri o il bel modo di raccontare! E' stato molto piacevole leggere i vostri elaborati, e nient'affatto facile esprimere una valutazione! Credo che tutti siano dei bei personaggi: su qualcuno, ammetto, c'è da lavorare ancora un pò, perchè trovo che manchi qualcosa, quel qualcosa in più per cui si possa considerare il personaggio finito. Altri invece sono molto completi.

I personaggi che ho preferito sono stati quei personaggi che sono usciti dallo schermo, che li ho sentiti quasi come fossero vivi. Questo lo considero un requisito molto importante, indipendentemente se inserito o meno in qualsiasi tabella di valutazione, credo che un personaggio funzioni se in qualche modo riesce a trasmettere qualcosa al lettore, se riesce a trasmettere delle emozioni, un suo perchè, se riesce a comunicare. Alcuni, al riguardo, per quanto ben presentati e inquadrati, li ho trovati invece freddi, quasi prodotti da laboratorio, generati come esercizio stilistico ma privi di quel qualcosa in più, di quella passione, di quell'emozione che un personaggio per colpire, secondo me, dovrebbe avere. E' un'opinione personale ovviamente, e vuole essere una critica costruttiva da parte di qualcuno che legge per il piacere di leggere, e che ama personaggi che riescano a comunicare qualcosa, nel bene o nel male.  
Concludendo, come prima manche direi che è stata molto istruttiva, e la partecipazione e la passione da voi dimostrata mi ha, e credo anche agli altri giudici, fatto molto piacere. Spero che anche voi vi siate divertiti in questo processo di creazione e che siate pronti per continuare l'avventura!

Ancora tanti, meritatissimi, complimenti a tutti!
Last

Speghietion!

Allora commento anche io. Prenderò uno ad uno i personaggi e dirò cosa ne penso. Cercherò di essere più pbbiettivo possibile

Lucius di Lepus creato da CICCIO DI MICROSCOPIO
Personaggio un poco originale, anche se ben descritto. La storia non mi ha convinto personalmente, soprattutto perchè le divinità Greche e Romane sono praticamente le stesse, quindi non vedo plausibile una lotta tra loro, però è raccontata abbastanza bene, ed il Gold Saint del Capricorno mi è piaciuto. Bella la descrizione del Cloth, non me la aspettavo. Le tecniche sonomolte ed interessanti, però ho abbassato il voto, perchè sono troppe per un semplice bronze, la prossima volta contieniti

PIXIS creato da NIRTI
Scheda breve, ma eusariente. Le tecniche mi sono piaciute, sono adatte ad un silver, e sono interessanti. Storia originale, ma poco approfondita.

Lucius di Pictor creato da DAUKO DI LIBRA
Anche qui ho abbassato il volto per le troppe tecniche, anche se qui erano in qualche modo collegate, peròl sette poteri per un bronze è troppo. Ben scritta la storia, forse troppo lunga, ma l'introduzione di una nuova guerra sacra mi è piaciuta

Dopo i rimanenti.
Last

Speghietion 2!!

TOLOMEO DI PYXIS creato da SION DI ARIES
Allora mi sono piaciute tantissimole mosse, l'idea dell'unione dei quattro cavalieri è molto bella, anche se ti ho un pò abbassato il voto della coerenza, perchè Atena non lascerebbe usare un colpo del genere.
Anche la fanfics è carina, soprattutto diversa dalle altre, non racconti tutta la storia ma solo un particolare importante, e lo hai fatto bene

FIDIA della LEPRE, creato da KIARA
La storia è interessante ma ti prego, la prossima volta ricorda la punteggiatura! Non pretendo un poema alla Omero, però un minimodi correttezza grammaticale è gradita. Per quanto riguarda le tecniche non mi è piaciuto tanto l'accostamento Lepre/poteri glaciali, anche se nella storia è spiegato. Ti ho tolto un pò d'originalità per l'allenamento nella caldera, che ricorda troppo Artax, e la spada che ricorda un pò Megres.

LUNA DELLA LEPRE, creato da MARINO DI SCYLLA
Questo è il personaggio che mi ha spiazzato di più. Una suora pazza non si vede tutti i giorni, quindi ho dato un el voto per l'originalità, mentre la coerenza alla storia ne ha perso, è un personaggio troppo lontano da quelli classici. I colpo sono empre innovativi, ma poco credibili. Infine non mi piace molto il modo in cui ha scoperto la sua natura, sognando Hades e scappando al Grande Tempio urlando Mitsumasa Kido.
Shura di Capricorn

Complimenti a tutti e grazie per aver partecipato a questa prima manches.
Speriamo che vi siate divertiti a creare i personaggi e che continuerete a farlo in futuro.

Stasera il tempo mi è tiranno, però voglio spendere qualche parola sul vincitore, Sion di Aries, e sul personaggio Tolomeo di Pyxis. Ho apprezzato tantissimo la storia del personaggio, presentata in modo narrativo molto efficace, quasi personale e sentita; ciò contribuisce secondo me, a rendere il personaggio più vivo. Oltre a questo la storia era coerente con il periodo storico scelto.
Pure le tecniche di Tolomeo sono a mio dire molto originali e interessanti, così pure come il suo essere in relazione con altri tre cavalieri.

Ed è solo l'inizio!
Chissà cosa saprete inventare cammin facendo.
Shura di Capricorn

Eccomi finalmente agli altri.

Lucius di Pictor: storia e caratterizzazione molto interessanti. Il colpo dei sette colori mi è piaciuto molto come idea. Coerente e ben fatto l'inquadramento storico nella tarda età dell'impero di Roma. Apprezzabile l'aver fatto riferimento ad Asgard.

Interessanti i poteri legati al ghiaccio di Fidia di Lepre, che tra l'altro risulta coevo con il cavaliere precedentemente nominato. L'armatura trovata in Islanda rende avventurosa la vita di questo personaggio che valica i confini del mondo conosciuto a quell'epoca.

Lucius di Lepre possiede tante tecniche, pure troppe per un bronze e ciò lo rende poco verosimile; peccato perchè alcune erano davvero originali. Non mi ha convinto affatto la contrapposizione tra dei greci e romani: dopotutto sono gli stessi! E poi i saint con i nomi degli imperatori, snaturano troppo la storia romana, che io adoro e quindi non posso soprassedere.

Abbiamo anche un fanciulla, Luna. Bellissimi l'idea dei colpi legati ai 7 vizi capitali, peccato che siano sviluppati in modo poco incisivo; l'attacco con le illusioni dei conigli mi lascia qualche perplessità! E' forse il personaggio che ha la psicologia più complessa, ma il quadro che se ne fornisce dà un'idea di incompletezza.

Chiudiamo con Pyxis: un profilo equilibrato con molti punti forti, che paga però l'essere un po' troppo sintetico. L'idea del colpo dello spazio distorto è stata una di quelle che mi è piaciuta di più.
nirti



Come promesso
Davide Aldè

Eccomi qui^^.Ottimo lavoro Nirti,una bella interpretazione del personaggio di Sion,un'applauso ad entrambi.
Ciccio di Microscopio

Davide, se ti và di disegnare anche tu, fai pure^^
non mi convince molto il totem, ma il resto è perfetto
Aledileo

SECONDA MANCHE della GARA DI CREATIVITA':

Dunque, stavolta dovevate creare un personaggio ispirandovi a un simbolo a scelta della mitologia e del folcore africano.

I simboli erano:
- il Coccodrillo Bianco
- il serpente dell'Arcobaleno, Aido Hwedo
- i Sangoma (figure di sciamani nella credenza di alcuni popoli africani)

E ovviamente dovevate presentare un collegamento con i Cavalieri di Atena (Perchè con i Cavalieri di Atena? Mi sembra ovvio, dato che la serie "I Cavalieri dello Zodiaco" è incentrata sui Cavalieri di Atena.. )

Ecco i vostri elaborati:

Marino di Scylla: TAFARI DI AIDO HWEDO

Sion di Aries: DEMANE DI SANGOMA

Dauko di Libra: Cetshwa del Coccodrillo Bianco

Nirti: MIZILIKAZI DI SANGOMA

Kiara: Livingstone JR

Ciccio: Miriam La Sangoma

(ora incollo i vostri personaggi)
Aledileo

1) Miriam La Sangoma, di CICCIO DI MICROSCOPIO

Sesso: F
Età: 32
Data di Nascita: 24 Febbraio 1947
Luogo di Nascita: Zambia, Villaggio Ngoni
 "   "  Addestramento: Zambia, Altipiani
Maestro: Bakili, precedente Sangoma.
Segno Zodiacale: Pesci

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Caratteristiche Fisiche:
Miriam è una donna slanciata, alta e magra.
La sua pelle è di colore nero pece, come i suoi capelli lisci, e i suoi profondi occhi sono marrone scuro.
Il viso ha lineamenti gentili e morbidi.

Caratteristiche Psicologiche:
Miriam è una ragazza molto insicura di sè, spesso declina la propria volontà in favore di quella delle altre persone.
Sin da quando fu "chiamata" dagli spiriti si sentì non adatta al ruolo di Sangoma ma, per paura della sventura che avrebbe portato il rifiuto, accettò.
Durante il suo addestramento Bakili gli inculcò nella mente il rispetto della tradizione, della volontà degli antenati e l'ostilità verso la "gente bianca".
Essa comunque è rimasta di animo gentile e buono, desiderosa di ricevere e donare amore.
Da quando diventò Sangoma, Miriam adempì a tutti i suoi compiti, ma spesso fu la volontà della sua tribù a farla agire, timorosa delle loro reazioni.
Quando arriva ad una decisione difficile, spesso entra in crisi.

Storia:

[°...° pensiero, "...." parlato]

°Dove...dove sono?°
Miriam si era svegliata.
Lei era distesa a terra, poggiata sul marrone terriccio e sul'erba giallognola della savana.
Cercò di alzarsi, facendo leva com le braccia.
Davanti a lei, un gigantesco essere, dalla pelle nera e squamosa.
Neanche il tempo di ricordare che faceva lì, neanche il tempo di vedere il volto della creatura, che una figura verde con uno scatto si frappose tra le 2.
"Miiiiiiiiiiiiiiiiiiriam" urlò lo sconosciuto.
Fu solo un momento, la figura che aveva davanti cangiò: da quel verde oliva, il colore divenne grigio come la pietra; da un corpo umano, divenne una statua.
Miriam in questi ultimi attimi si era rialzata, pur non capendo cosa accadesse.
Neanche il tempo di comprendere a pieno cosa fosse accaduto, che una gigantesca coda spazzò l'aria, colpedo l'ormai morto uomo.
La Sangoma saltò giusto in tempo, con la velocità che superava quella del suono, per evitare il colpo, ma la statua venne presa in pieno, sgretolandosi.
Per evitare di venire colpita da altri attacchi, e per guadagnare tempo, la donna incominciò ad allontanarsi, correndo attorno all'immensa creatura.
Mentre stava correndo in circolo, potè vedere la totalità della creatura: un gigantesco essere nero, squamato, con delle grandi ali, con il torace da donna, la cui testa era coperta da grandi spuntoni di roccia.
Miriam stava incominciando a ricordare...poi vide durante il suo cammino i resti di altre tre persone...resti di statue raffiguranti uomini in armatura.
"Si,ora ricordo...."
La Sangoma aveva superato il momentaneo shock, e tutto quello che successe negli ultimi giorni riaffiorò nella sua mente, in un attimo.

***********************************

Rimembrò l'arrivo di 4 uomini in armatura, una verde, una azzurra, una rosa e una blu scuro.
Erano stati catturati dai guerrieri della sua tribù, quando li videro avvicinarsi al villaggio.
Non avevano fatto niente, la loro unica colpa era il colore della loro pelle: bianca.
Si, perchè quella tribù Ngoni non ebbe mai dimenticato quello che i bianchi fecero durante i secoli di colonizzazione dell'Africa: i loro antenati vennero trucidati per qualche pezzo di terra e per una manciata di metalli preziosi.
Il popolo avrebbe voluto uccidere i 4 stranieri, e spinta dalla volontà del popolo Miriam stava per ordinarne l'esecuzione.
Il bianco dall'armatura verde, però, riuscì a convincere Miriam a non ucciderli, almeno non subito; si presentò.
I 4 arrivati erano guerrieri di un posto sconosciuto, la "Grecia", servitori della Giustizia e di una divinità chiamata "Atena".
Erano arrivati in quello sperduto luogo per avvertirli di una grande creatura malvagia che era comparsa in quelle terre, e per aiutarli a difendersi.
Miriam non sapeva come lei e il guerriero dall'armatura verde riuscivano a comprendersi, pur parlando lingue diverse.
Tipagora, questo era il nome dell'uomo, spiegò che era grazie al "cosmo" che riuscivano a capirsi...cosa che non riuscivano a fare gli altri membri della tribù.
Con esitazione e difficoltà, Miriam ordinò di rinchiudere gli altri 3 cavalieri nella tenda/prigione, mentre Tipagora sarebbe andato con Miriam nella sua Ndumba per essere interrogato dalla Sangoma.
Quella fu una sera strana: divisa dal resto della tribù, i 2 poterono parlare normalmente...ci fu subito una strana attrazione fra i 2...
Miriam decise di parlare con i maggiori componenti della tribù in loro favore...e la notte si concluse con un bacio tra la Sangoma ed il guerriero greco.
Cattivo fu il fato...un guerriero Ngoni li aveva spiati tutti il tempo, e al gesto d'amore dei 2, urlò il sacrilegio, il tradimento.
Gli anziani della tribù decisero di rinchiudere tutti e 5, per sacrificarli il giorno dopo, per riparare al sacrilegio della sacerdotessa.
La situazione peggiorò poco dopo, quando un esploratore della tribù tornò urlando al villaggio: c'era un gigantesco mostro poco lontano, nella savana, che aveva pietrificato e distrutto i suoi compagni.
Gli anziani pensarono subito che quel mostrò fu inviato lì dagli antenati, per punire il popolo della Sangoma.
Quasi inutili furono le spiegazioni di Miriam, che cercò di convincere il suo popolo che quel mostro non era altro che la creatura di cui parlavano i guerrieri greci.
Ma gli anziani decisero di mandare i 5 dalla creatura...se era veramente il mostro di cui parlavano i greci, allora l'avrebbero sconfitto...ma se fosse una creatura inviata dagli antenati, essa avrebbe ucciso i bianchi e la Sangoma, forse placando l'ira degli spiriti.

Quindi i 5 vennero portati vicino al luogo dove era comparsa la creatura, scortati da un manipolo di guerrieri.
Tanta era la paura degli Ngoni, che subito se ne andarono dopo averli lasciati, mentre i prodi guerrieri continuavano il tragitto fino alla creatura, guidati dalla grandezza del suo cosmo.

"Finalmente possiamo combattere" disse a gran voce il cavaliere in azzurro, Magellano.
"Volendo avremmo potuto liberarci sin dall'inizio dei guerrieri della tua tribù, ma non volevamo sembrare ostili..." disse il robusto guerriero in armatura blu, Kitel.
"E poi facevano solo il loro dovere." disse il guerriero in armatura rosa, Hasse, dando un'occhiataccia a Kitel.
"Si..." disse a bassa voce Miriam.
"Hai paura, Miriam?"gli chiese Tipagora.
"No...e che è successo tutto così in fretta...io ero la connessione tra le mie genti e gli antenati...e io li ho delusi!
Anche se sono sicura che stanno sbagliando, ora loro sono adirati con me! Se fossi stata più accorta!"disse Miriam, in mezzo ai singhiozzi.
"No, non hai colpa...è stata tutta un'incredibile incomprensione...uccidiamo questo mostro è ritornerà tutto come prima!
Non preoccuparti, ne io, ne Atena ne le anime dei tuoi antenati ti farebbero soffrire inutilmente!"
Miriam non rispose, ma annuì silenziosamente...i 2 erano rimasti indietro.

Non ebbero difficoltà a capire dov'era il luogo in cui avrebbero combattuto: da centinaia di metri si notava la mastodontica creatura che avrebbero dovuto combattere.
Altissima, con la metà del corpo superiore alla vita da donna, e con la metà sotto da serpente, comperta da squame nere, con un paio di ali dorate.
Il viso era orrendo: al posto dei capelli aveva spuntoni di roccia, e aveva gigantesci denti da cinghiale.
"Ecco Steno, la Gorgone Violenta...Miriam, Magellano, Kitel, Hasse, fate attenzione...oltre ad un immensa forza, la creatura ha la possibilità di pietrificare con lo sguardo, secondo i nosttri soldati mandati in avanscoperta." disse il cavaliere in armatura verde.
Si volto verso Miriam, che pur non facendolo vedere, era terrorizzata.
"Andrà tutto bene"e strinse la mano alla Sangoma.
"Ragazzi, come stratega della squadra consiglio di diverci e di colpirla da più punti...abbiamo il vantaggio di avere una vasta area in cui muoverci...e non sembra molto veloce. Andiamo! Per Atena!"disse Hasse.
°E per il mio popolo!° pensò Miriam.
Neanche il tempo di attaccare la Gorgone, che Steno si accorse di loro.
Un fulmineo sguardo, e il povero Kitel si tramutò in pietra.
"Kiteeeel!" urlò Magellano.
°Forse posso fare qualcosa...i miei poteri curativi forse possono salvarlo!° pensò Miriam, ma non ebbe il tempo di scattare che un gigantesco spuntone di pietra colpi la terra ai suoi piedi, sbalzandola a terra e facendola sbattere con la testa su una pietra...

******************************

E ora era lì...sola con quel mostro.
Si, tutti e 4 i compagni erano morti...ultimo tra tutti Tipagora, per salvarla...
"MALEDETTA!!!"disse, tra la rabbia e la disperazione.
°Sono alle sue spalle, ci metterà un pò per girarsi e attaccarmi...°pensò Miriam, prendendo con ambo le mani il suo bastone.
Doveva fare attenzione, in quel momento non possedeva il suo talismano/armatura...un sigolo colpo di quell'essere mostruoso e poteva ritenersi morta.
Concentro la sua aura nel bastone, e davanti a lei si creo un tornado di vento e fiamme.
"FURIA DEL CLAN!!!"urlò, e il tornado andò verso la Gorgone, ancora parzialmente di spalle...sarà per la mole, ma era abbastanza lenta.
Ma il colpo fece poco e niente...le ali d'oro funsero da buona protezione.
La Sangome era disperata: cadde in ginocchio a terra, non sapendo che fare, piangendo.
"NON POSSO FARE NIENTE! PERCHE'? SONO UNA DELUSIONE PER IL MIO CLAN!"
"Non dire così" disse una voce familiare.
A questa voce Miriam trasalì, giusto in tempo per accorgersi di una codata della Gorgone, che intanto si era girata del tutto.
Un salto all'indietro per schivare un'affondo della coda...ma per questo salto incrociò lo sguardo della creatura.
°NO! L'ho guardata! Mi pietrificherò!°
Ma non successe.
"Non preoccuparti...non potrà più pietrificarti con lo sguardo"disse una secondo voce
"Fa solo attenzione alle braccia e alla coda"disse una terza
"Dai,puoi farcela!"disse infine una quartà.
"Ma chi parla?"chiese Miriam, mentre stava schivando vari pugni della gorgone.
"Noi santi di Atena!"dissero, e accanto a Miriam comparirono con un lampo di luce 4 figure, tipo fantasmi.
"Magellano! Hasse! Kitel! Tipagora! Siete vivi?"
"No" disse Tipagora "Siamo ormai morti...ma tu sbaglio o puoi chiamare a raccolta gli spiriti? Ed eccoci qua!" disse con energia, facendo comparire un trasparente sorriso.
"Attacca pure"disse Kitel
"Per il resto ci pensiamo noi"disse Hasse
"E non preoccuparti degli occhi...ormai i poteri pietrificanti sono sigillati grazie a Tipagora!" disse Magellano.
"Si...essere allenato da Noesis del Triangolo non è cosa da poco...ora Miriam, colpisci con la tua aura...fidati di noi..."
"V-và bene" disse Miriam, schivando un ultimo colpo con un salto.
Quindi creò una sfera di cosmo nelle mani, e la lancìò contro Steno.
Ma da una sfera, il cosmo si divise a formare dei fili...un reticolo!
"Fil de plasma!" disse con tranquillità Hasse, e il cosmo a rete di Miriam intrappolo la creatura.
"Un'altra!" gli disse Tipagora.
La Sangoma ne creò un'altra,e la lanciò di nuovo.
Questa volta il cosmo si divise in due correnti, che colpirolo la creatura in pieno petto.
"Nuoto del Dorado"disse Magellano.
"Pferd galoppieren" disse Kitel.
"Bene, l'ultimo colpo! Forza Miriam!" gli disse un'altra volta Tipagora.
"Va bene!"disse questa volta sicura Miriam, creando una terza sfera di cosmo, più grande delle precedenti, diretta verso la testa della Gorgone.
"σφραγίδα της γωνίας!" urlò Tipagora, e il cosmo si traformò in un sigillo a forma di triangolo rettangolo.
"Bene, la Gorgone è a posto!"urlò Miriam, vedendo la testa fumare, per l'impatto del sigillo cosmico.
"Non ancora, tocca a te...a te soltanto!"disse Tipagora"Ora dobbiamo andare, ma ci sono tanti spiriti pronti ad aiutarti...i tuoi antenati, che hanno fiducia in te e nel tuo popolo."
Miriam sorrire "Grazie..."disse,rivolgensodi ai 4, che si dissolsero.
"Richiamo delle Anime Coraggiose!"disse, e una cinquantina di fantasmi azzurrini comparve attorno a lei.
"Attaccate, miei vecchi amici!"ordinò ai fantasmi, e tutti si buttarono contro il gigantesco mostro, armati di lancie.
Ma la Gorgone era più forte, e con una vampata di cosmo dissolese tutti i fantasmi.
"Via, vattene via bestia infernale!" urlò poi la Sangoma, concentrando tra le sue mani ancora più cosmo, e liberandolo sotto forma di una gigantesca folata a velocità luce.
Una folata che poi si riconcentro in un raggio che perforò da parte a parte Steno.
La gorgone emise un urlò aghiacciante, per poi cadere a terra e disolversi in una nera nuvola.
"Ho v-vinto...o-ora potrò tornare dal mio popolo senza paura..."disse, prima di cadere a terra, esausta.


Armatura e Armi: Miriam, divenuta Sangoma, ricevette un oggetto prezioso, tramandato da Sangoma in Sangoma: un grande talismano, per le grandezze più simile ad un totem.
Quando in se compare l'"aura", l'amuleto si smonta, per rimontarsi sul corpo della ragazza.
Quest'armatura comprende delle protezioni per le gambe, pittosto complete, una protezione per il basso ventre a forma di gonnellino, un piccolo busto che protegge la gabbia toracica ed una coroncina.
Oltre all'armatura, Miriam possiede un bastone, tramandato da Sangoma in Sangoma, con il quale "catalizza" la propria aura.

Poteri/ Colpi Segreti: Miriam possiede poteri straordinari e variegati.
Questi poteri posso essere riuniti in tre "gruppi": divinazione, magia e guarigione.

Per quanto riguarda la guarigione, ella è capace con la sua aura, ausiliata da complessi sigilli ed erbe curative, di lenire il dolore e guarire ferite di media gravità.
Questi suoi poteri permettono di ricostituire sangue, cellule di tessuto connettivo(ossa, tendini, cartilagine ed altro),muscolare ed epiteliare.
Questo suo potere può essere concentrato in un unica tecnica, denominata Mano degli Antenati.

Per quanto riguarda la magia, essa è capace di manipolare con disceta abilità il vento e il fuoco.
Questa sua peculiarità si esprime nella sua tecnica Furia del Clan, con il quale crea un piccolo tornado di vento e fiamme, che può essere usato a scopo difensivo(creandolo attorno a sè), o offensivo(lanciandolo contro l'avversario).

Ma i suoi poteri più forti riguardano la divinazione, con cui riesce a percepire a grandi linee cosa succederà nel futuro, tramite il richiamo degli spiriti degli antenati.
E sono proprio gli spiriti degli antenati la sua arma finale: tramite il Richiamo delle Anime Coraggiose, essa richiama alla realtà un numero variabile di anime di antichi guerrieri Ngoni, potenti e armati, che aiutano Miriam in battaglia.

Note: Il mostro combattuto da Miriam e dai bronze saints è la Gorgone Steno(la Violenta), i bronze saints sono i cavalieri visti nel flashback di Ioria dell'episodio 37.
Le armature assegnate ai quattro ricalcano le scelte fatte nella gallery del sito di Shyriu(Cavallino, Squadra, Reticolo e Dorado).
Il combattimento contro la Gorgone è più o meno contemporaneo al combattimento di Retsu con la Gorgone Euriale.
"Aura"è il nome dato dal clan Ngoni al cosmo.
I poteri di magia, guarigione e divinazione attribuiti ai Sangoma sono attribuiti dalla Wikipedia.
Ndumba: tenda del Sangoma

2) MIZILIKAZI DI SANGOMA, di NIRTI

Nome: Mzilikazi
Cognome: sconosciuto
Sesso: Maschile
Età: 18 anni
Gruppo Sanguigno : B
Peso: 74kg
Altezza: 198cm
Nato in: Zimbawe
Addestrato in: Kilimanjaro,Tanzania
Maestro: Samaki del Pesce
Armatura: Sangoma
Ordine : Usiku di Olokun
Capacità: Guarigione e preveggenza attraverso la divinazione.
Segno zodiacale: Leone

Tecniche:

ELFU HUANZIA MOJA - Mizilikazi richiama sulla terra le anime degli antenati in una danza degli spiriti che fiacca il cosmo del nemico e  lo fà sprofondare in un sonno senza sogni .
Se la danza è fatta in maniera corretta, ha la capacità di uccidere il nemico semplicemente facendolo addormentare.
Le anime a fine danza tornano nel mondo dell'aldilà.

ELIMU NI  MAISHA, SI VITABU - Tecnica che  avvolge il nemico in una danza frenetica di spiriti di antenati e di animali tutti orribilmente decomposti che con grande enfasi generano nel cervello del nemico un senso di angoscia  che si tramuta ben presto in pazzia .In casi più gravi il nemico si uccide soggiogato dal balletto intorno ad esso.

AJUAYE MENGI, HASEMI MENGI - La natura è fonte di energia spirituale e Mizilikazi  ne utilizza le proprietà per  curare o avvelenare il nemico.Essa appare come una nebbia emanata dalle piante di color bianco  candido.

L'armatura e composizione
.

Sette pezzi  compongono la corazza del Sagoma ovvero:
Un elmo a maschera integrale rappresentante il viso di uno spirito di un'antenato completamente dipinto di bianco con occhi piccoli e forma del viso allungata
Un grande coprispalla  a forma circolare  quasi  fosse una gorgiera che copre anche parte del collo dai colori sgargianti  tra cui il rosso , il bianco ed il giallo.
Due corti bracciali nei  quali sono inserite piume di uccelli della savana e brandelli di animali. e dove compaiono due teste di gallo mozzate.
Una cintura  che copre parte  del ventre e  si allunga a frange di cuoio rinforzato di color scuro con striature bianche fino al ginocchio.
Per finire i gambali iniziano dalle ginocchia e  fasciano le gambe, essi sono di color ocra con toni neri bianchi e schizzi di color rosso.
Un bastone puramente decorativo è impugnato sia dal cavaliere che dall'armatura  quando è assemblata a Sangoma.
Inoltre l'armatura una volta riassemblata in totem rappresenta un'uomo che  tiene nella mano sinistra un bastone riccamente istoriato e la destra  aperta e piegata in  fuori.


La storia di Mizilikazi inizia in una  notte stranamente tempestosa per il rigido e umido clima africano della regione denominata Zimbawe.In una capanna di rozzo legno accatastato e unito con terra ed altri leganti naturali, una donna seguita da due ancelle tesa sotto lo sforzo del parto e  mandida del sudore che regnava a causa dell'umidità elevata, si preparava a partorire il suo secondo figlio.
Le ore passavano ma il dolore per le contrazioni non accennava a calare anzi era sempre più intenso.
Finalmente il piccolo nacque portando però via con sè l'anima della madre che non conobbe mai.
Mizilikazi venne cresciuto dalla seconda moglie del padre nella  stessa casa dove era morta la madre non ricevendo dalla madre un minimo segno di affetto.
Dopo la sua nascita altri fratelli si aggiunsero alla famiglia che  cominciò a contare una decina di individui in pochissimo tempo.Fratelli che non avevano nulla a che fare  con il giovane Mizilikazi più propenso alla vita contemplativa .

Allontanandosi un giorno dal villaggio dove risiedeva vide qualcosa che attrasse la sua attenzione, in lontananza qualcosa luccicava di un'intenso bagliore dorato o quello gli parve di vedere.Velocemente si avvicinò alla fonte della luce e vi scorse la figura di un'uomo avvolto da  quello che il ragazzo credette essere fiamme di unarancio acceso.
I suoi occhi rimasero in contemplazione di quella luce finchè come la fiammella di una candela non si estinse  gradatamente.
La figura ora era ben visibile.
Un'uomo dalla carnagione scura  come la sua vestito di una semplice tunica stava chino su un corpo di giovane ragazzo dalla pelle così chiara  che Mizilikazi non nè aveva mai  visto uno.
Un rametto secco  si spezzò sotto i suoi piedi tradendolo.
l'uomo alzò la testa. Corti capelli ispidi nero così come i suoi occhi e la pelle.
Un sorriso si disegnò sul volto dell'uomo quando il ragazzo a terra riaprì gli occhi lentamente.
Mizilaki rimase affascinato e dopo  aver salutato l'uomo tornò al suo  villaggio.

Al villaggio raccontò  quanto visto al padre che a sua  volta lo portò dall'anziano del villaggio nonchè noto guaritore della tribù. Difronte a  quelle parole il vecchio saggio disse che probabilmente si trattava di un Sangoma e che sicuramente era al servizio di Olokun una delle divinità dell'Africa sua terra così come di Mizilikazi.
Il ragazzo sotto consiglio del capo villaggio venne portato dal padrepresso il tempio di Olokun situato molto lontano dalla loro casa attraverso vaste savane  , giugle e corsi d'acqua dove i pericoli abbondavano.
Finalmente giunti al santuario di Olokun il ragazzo venne giudicato idoneo proprio dall'uomo che vide  quel giorno e che lo prese con sè per allenarlo.
Nel corso dei sei anni di addestramento presso il Kilimangiaro conobbe quel ragazzo che  quel giorno vide sdraiato a terra svenuto.
Si chiamava Ban ed era uno deiragazzi mandati a conquistare un'armatura sacra.
L'addestramento a cui venne sottoposto era comunque  diverso  da quello di Ban tanto che lo stesso Mizilikazi non crebbe in forza ma acquisì piena padronanza del suo cosmo già nel quarto anno di addestramento.
Il giorno in cui l'addestramentò terminò apparve magicamente l'armatura del Sangoma che come ultima prova andò a posarsi dinanzi a Mizilikazi e lò sfidò.Dopo un'arduo duello di natura spirituale l'armatura si scompose e si ricompose sul corpo del ragazzo.
Qualche settimana successiva anche Ban conquistò l'armatura del leone minore e fece ritorno nel suo paese natio senza però dimenticare l'affetto provato verso il compagno di addestramento e verso il proprio mentore.

Attualmente Mizilikazi è residente nel tempio di Olokun come cavaliere guaritore.

Aspetto psicologico e somatico e varie:
Mizilikazi è un bel ragazzo di 198 cm, di carnagione scurissima  così come gli occhi ed i capelli radi ed ispidi,non presenta cicatrici o segni particolari.
Psicologicamente Mizilikazi  è un ragazzo che nel corso del tempo è diventato sempre più riservato nonostante l'amicizia con il futuro cavaliere del leone minore e all'affettoa lui dimostrato dal maestro cavaliere del Pesce(Samaki significa pesce).
Il suo livello di preparazione è comparabile a  quello di un Silver saint del calibro di Orfeo ed inoltre possiede grandi capacità curative e di divinazione.
Aledileo

3) ALASDAIR LIVINGSTONE JR, di KIARA

NOME :Alasdair (Alessandro)
COGNOME : Livingstone JR

LUOGO DI NASCITA :Edinburgo

LUOGO DI ADESTRAMENTO Rive Del Fiume Fundudzi (Sudafrica)

CARATTERIZZAZIONE SPICOFISICA Alasdair 1.80 cm 75 kg età 20 gentile buono con tutti aiuta chiunque è in difficoltà non si tira mai indietro anche se sa di partire sconfitto in partenza pur di aiutare gli indifesi l'unico suo difetto è restarsene la maggior parte del tempo in disparte da solo pur avendo molti amici e pur nascondelo è molto rissoso alla prima scintilla è il primo che inizia a far botte anche per un nonnulla

CLOTH : Venda cloth in oro ricoperta di diamanti biachi che ricopre tutto il corpo non lasciando nessunsa parte del corpo scoperta.
La coda diventa poi una potente corda indossa anche un mantello di color rosso porpora che però non viene usato in combattimento.

TECNICHE : Livingstone JR sa mimetizzarsi con qualsiasi ambiente ciò è dovuto al colore bianco della cloth..
Sa usare la corda in tutti i modi.
Crushing Livingstone JR tramite la corda riesce a stritolare l'avversario che sviene perchè pian piano non riesce piu' a respirare.
Tear Blood Cocodrile  Livingstone JR lancia velocemente dei pugni (come se fosse un pugile) che sembrano morsi di un coccodrillo che riescono a penetrare la cloth facendo piccole crepe fino ad  arrivare a rompere le ossa dell'avversario che per il dolore sviene.

STORIA : Alasdair detto solo Livingstone JR  nacque ad Edimburgo  da una famiglia di esploratori.
Livivigstone JR era discente del famoso esploratore David Livingstone che per primo scoprì le cascate a cui diede il nome di Cascate Vittoria.
Livingstone JR decise di intraprendere un viaggio ripercorrendo tutte le mete piu' importanti dei viaggi fatti dal suo illustre antenato in Africa.
Quindi partì da Edinburgo fino ad arrivare a Città Del Capo ma non sapeva i pericoli che lo aspettavano.
Per prima cosa attraversò il deserto del Kalahari che lo fece piu' volte svenire per via del caldo con la paura di non poter continuare il suo viaggio.
Attraversò tra mille difficoltà l'Angola lo Zambia e il Monzambico fu piu' volte in queste nazioni catturato e rilasciato immediatamente ma non si dette per vinto il suo scopo era quello di terminare il viaggio iniziato.
Poi attraversò con una zattera di fortuna il lago Malawi ma mentre attraversava con  la stessa zattera il lago Tanganica andò a sbattere contro delle roccie e dovette proseguire a nuoto con la paura di essere attacco dai feroci coccodrilli che abitano il lago cosa che però non sucedette.
Poi attraversò prima a piedi costeggiando le impervie rive del fiume Zambesi poi a nuotando fino ad arrivare alle cascate Vittoria meta del suo viaggio
Qui andò a visitare la statua erette in onore del suo antenato David Livingstone.
Si accampò sulle rive del fuime Zambesi dove poteva vedere le meravigliose cascate Vittoria e durante la notte venne a sapere dagli abitanti del luogo di un lago ancora sconosciuto che si trovava in Sudafrica si trattava del lago Foundudzi dove le leggende narrano fosse vissuto fin dalla nascita della terra il terribile coccodrillo bianco.
Livingstone JR allora incurisito piu' che dalla scoperta del lago Foundudzi dalla leggenda che lo circordava partì immediatamente ed arrivò al lago Foundudzi una lago dove vi era sempre una fitta nebbia .
Si accampò sulla spiaggia che dava sul lago Foundudzi per vedere di scoprire se la leggenda era vera ma scopri soltanto che in quel lago aveva vissuto un coccodrillo albino ormai però istinto.
Durante il suo soggiorno sul lago Foundudzi apparve un prodigio la nebbia scomparve e per un secondo le acque del lago si abassarono facendo intravedere uno scrigno luccicante che poco dopo scomparve sotto le acque del lago .
Livingstone JR decise a tutti i costi di recuperare quello scrigno quindi si tuffo nelle acque del lago e con molta fatica riuscì a recuperare lo scrigno ma non riusciva ad aprirlo.
Di notte gli comparve in sogno una donna affermando di essere la sacerdotessa del popolo dei Vahvenda che fin dalla nascita del modo il luogo era stato stato tenuto nascosto dalla fitta nebbia e che lui per il suo coraggio dimostrato era stato scelto come guardiano del lago Foundudzi ora che la nebbia era sparita per sempre .
Livingstone JR accettò di diventare il guardiano del lago e  lo scrigno che il giorno prima non riusciva ad aprire per magià si aprì facendo apparire l'armatura che ricordava il coccodrillo bianco della leggenda che andò a posizionarsi sul giovane  che lo riconobbe come il prescelto ad indossare l'armatura che fino ad allora nessuno era riuscito ad indossare.
Quindi Livingstone JR decise di rimanere per sempre a difesa del lago o spostarsi solo per  aiuatare chi è in difficoltà.
La prima cosa  che Livingstone JR fece fu cercare la donna che gli era apparsa in sogno.
Arrivò ad un villaggio dove c'era solo morte e distruzione .
Vide per terra il corpo dei soldati morti  arrivò ad una capanna circondata da un fuoco sacro che non poteva essere attraversato se non da una divinità dove vide una fanciulla che appena visto gli disse di essere la sacerdotessa del popolo Vahvenda e che era stata  lei in sogno spinta dal suo coraggio a dornargli l'armatura e gli chiese di partire per la Grecia e di avvertire Atena sua amica l'unica in grado di attraversare il fuoco sacro.
Gli rivelò di essere stata inprigionata dai cavalieri devoti al dio Egizio Aphofis e che l'unica in grado di sconfiggerlo e di liberarla era Atena con sui i suoi cavalieri ma per fare ciò doveva prima avertire Atena e i suoi cavalieri  e poi recarsi in Egitto dove si trovava Aphofis con loro  per sconfiggere lui e i suoi cavalieri solo dopo averlo sconfitto Atena è in grado di attaversare il fuoco sacro.

4) TAFARI DI AIDO HWEDO, di MARINO DI SCYLLA

Nome: Tafari
Cognome: Nazzarawi
Segno: Aido Hwedo
Luogo di nascita: Dahomey, Africa
Data di Nascita: 01/01
Età: 26 anni
Capelli: calvo
Occhi: viola
Altezza : 210 cm
Peso: 104 kg
Segni particolari: una cicatrice gli attraversa per tutta la lunghezza l’ orecchio destra e parte della guancia. Quando è privo di armatura porta un lungo saio di tela e un bastone molto nodoso con punta biforcuta

Colpi (visto che la lingua ufficiale del Dahomey è il francese…):
- VOYAGE ENTRE CIEL ET TERRE (Viaggio tra cielo e terra) [Intrecciando le dita e ponendo le mani parallele al suolo, Tafari tiene uniti i polsi e apre lentamente le dita simulando la bocca di un gigantesco serpente. Le fauci di un gigantesco ofide sembrano infatti chiudersi sull’ avversario trascinandolo in un’ altra dimensione. Questa presenta di solito immagini opposte allo schieramento del nemico. Se infatti si tratta di persona fondamentalmente buona, viene precipitato in luogo infernale o comunque simile ad un incubo; se invece la persona è malvagia finisce in luogo paradisiaco ma sottoposto ad atroci sofferenze da parte di creature simil divine. Il colpo è basato sul viaggio che Aido Hwedo compiva tutti i giorni, durante la creazione, portando nella sua bocca il Dio Nana-Buluku dal Cielo alla Terra e viceversa]
-SOUTENIR LE POIDS (Sostenere il peso) [Attraverso strani movimenti delle braccia, Tafari simula lo strisciare di un serpente. In effetti da esse si irradia il suo cosmo che pare avvolgere l’ avversario come vere e proprie spire e l’ immagine di un gigantesco rettile appare sul nemico stritolandolo fra atroci sofferenze. Questo colpo si basa sul fatto che Aido Hwedo dovette circondare con le sue spira la Terra dopo la sua creazione perché il peso di tutto ciò che su essa era stato creato, era divenuto insostenibile]
- NOURRITURE LE SINGE ROUGE (Mangiare la scimmia rossa) [Allungando il braccio destro con il pugno chiuso compie un movimento circolare disegnando un serpente che si morde la coda, come l’ uroburo della simbologia alchemica. Improvvisamente il corpo del suo avversario diventa di color rosso e aprendo di colpo la sua mano, Tafari scatena la furia ferina del rettile che afferra tra atroci dolori il corpo del nemico con le sue fauci. E’ questo un colpo molto accurato, rivolto contro precisi bersagli del corpo del nemico. Nel mito il colpo deriva dal fatto che le scimmie rosse che vivevano nell’ oceano cosmico dovevano nutrire (anche se in realtà non così direttamente) Aido Hwedo per non rischiare che mangiasse la sua stessa coda facendo collassare la Terra]

Armatura:
La sua armatura è molto decorata e brillantemente colorata.
Su braccia e gambe pare abbia davvero avvolti dei grossi corpi di serpenti costrittori.
Le spire per ogni arto sono sette ed ognuna ha uno dei diversi colori dell’ arcobaleno.
Il pettorale e le protezioni dell’ addome, di color ocra, sono così finemente cesellate da apparire fatte di vere e proprie scaglie.
Sia sul petto che sulla schiena presenta la decorazione del serpente che si morde la coda ma, mentre davanti è in rilevo e i colori dell’ arcobaleno sono creati con vere e proprie gemme preziose, dietro è semplicemente incisa e colorata.
L’ elmo è un vero e proprio teschio di un grosso serpente, un pitone probabilmente, e viene indossato come se la testa di Tafari si trovasse all’ interno della bocca del rettile.
Il totem raffigura in grande le decorazioni che già si sono viste sul petto e sulla schiena, un serpente che si morde la coda formando un grosso cerchio.
Le parti che riproducono l’ arcobaleno e costituiscono le protezioni degli arti, si trovano nella parte terminale della coda, mentre tutte le restanti parti formano il corpo del gigantesco rettile e l’ elmo ne diventa la testa.
Le decorazioni non sono visibili nel totem finendo con il formare una sorta di basamento per lo stesso

Background:
Nel suo villaggio nascere il primo giorno dell’ anno era sinonimo di sventura, ma alla sua famiglia non interessavano molto le sciocche superstizioni degli altri abitanti…
Erano abituati a vivere al di fuori del villaggio, a starci lontani per lunghi periodi, cosa mai avrebbero potuto far loro? Scacciarli?
Non gli conveniva…
Provare  a levar loro il bambino?
Tanto meno…
Erano infatti cacciatori di serpenti, anche se sarebbe stato meglio definirli ‘scacciatori’!
Un lavoro troppo utile perché in una zona infestata da molti, troppi pericoli, un villaggio se ne privasse per credenze di cui nessuno aveva la certezza rappresentassero il vero!
Comunque sia il piccolo Tafari non potè certo crescere trascorrendo felicemente la sua fanciullezza in compagnia dei coetanei ma, come usanza anche di alcune tribù della Foresta Amazzonica, crebbe con una particolare bay-sitter…, una femmina di pitone reticolato!
La sua affinità con i serpenti apparve comunque chiara fin dalla più tenera età e spesso i genitori se lo ritrovarono giocare con serpenti molto velenosi senza che essi l’ avessero mai morso!
L’ orgoglio dunque della famiglia, sicura di aver un degno erede nella propria importante attività, crebbe piuttosto solo ma senza mai risentire della mancanza di alcunché.
Raggiunta l’ età matura, che per i canoni del suo villaggio, corrispondeva a 14 anni, dovette affrontare la prova di isolamento nella foresta, dove avrebbe dovuto resistervi per 7 giorni senza aiuto di alcun attrezzo o arma.
Fu questa l’ ‘avventura’ che cambiò per sempre la sua vita…
Il primo giorno non accadde praticamente nulla fino a notte inoltrata quando, diverse volte nel corso della notte, avvertì le ‘voci della foresta’ tacere di colpo come se qualcosa di molto pericoloso si muovesse in essa ma, dall’ alto del riparo su cui si era rifugiato, non fu mai in grado di distinguere nulla con certezza assoluta.
La notte proseguì dunque piuttosto agitata finchè non crollò esausto.
La cosa terribile fu invece il risveglio del Secondo Giorno.
Era ancora sì su un albero, ma all’ interno di un’ immensa radura che sicuramente il giorno prima non esisteva!
In essa un’ abitazione ed uno strano vecchio che lo fissava sulla soglia della porta.
Costui si rivelò come una sorta di stregone esperto dei segreti che la natura nascondeva e si improvvisò come una sorta di tutore per Tafari insegnandogli più cose di quante lui avesse mai pensato di poter ricordare.
I giorni, le settimane, i mesi, gli anni sembravano passare inesorabili senza che lui volesse abbandonare la complicità che si era formata con quello strano individuo e che sembrasse ricordare che aveva abbandonato così come se nulla fosse una vita intera al di fuori di quella zona che sembrava al di fuori del tempo.
Il vecchio sembrava stranamente invecchiare ogni volta che il giovane si soffermasse a guardarne il volto e
Tafari non poteva neppure immaginare quanti anni avesse né si era mai arrischiato a chiederglielo…
Molte erano le strane cose che aveva imparato ad esercitare ma era strano…, era come se quei ‘poteri’ fossero sempre stati in lui e il vecchio gli avesse solo insegnato ad esternarli!
Riusciva ad attraversare strane ‘porte’ che lo conducevano per spaventosi luoghi di dannazione e per altri talmente soavi da rendere difficile il non perdersi in essi.
Il suo corpo si era irrobustito enormemente e con la sola forza di braccia e gambe riusciva ad abbattere grossi alberi e dissodare terreni con maggiore facilità di quanto avesse potuto fare con ascia e aratro.
Aveva irrobustito le dita a tal punto da paragonare la loro forza a quella del morso di un pitone e riusciva a percepire i pensieri istintivi di ogni creatura vivente, anche se, misteriosamente, le scimmie parevano tutte aver una tremenda e irrazionale paura nei suoi confronti.
Capiva di aver in qualche modo a che fare con i rettili e anche nei suoi sogni spesso e volentieri lui stesso si trasformava in grosso serpente o serpenti uscivano come fasci luminosi dalle sue dita e dalle sue braccia…
La mattina dopo una notte di luna nuova venne a sapere, con grande tristezza, che ormai il suo anziano compagno gli aveva insegnato tutto e che non restava che un' ultima prova prima che quest’ ultimo potesse raggiungere il dio Nana-Buluku e ammirare al suo fianco la bellezza del suo operato…, e Tafari sarebbe stato solo in quel momento libero da ogni impegno nei suoi confronti!
Raggiunto il luogo dove avrebbe dovuto superare questa misteriosa prova, Tafari rimase lì per parecchie ore senza che nulla, neppure la più stupida delle cose, fosse  accaduta e fu sul punto di andarsene, timoroso di aver magari sbagliato qualche cosa, quando si accorse di stare esattamente al centro di una sorta di cerchio disegnato dalle spire di un enorme serpente.
Proprio i quell’ istante il rettile sembrò essersi accorto di lui e lo attaccò senza pietà.
Il primo morso gli staccò quasi metà faccia, ma poi qualcosa in Tafari si scosse e trovò dentro di sé la forza di ostacolare quella immensa creatura.
La lotta fu particolarmente cruenta e Tafari, armato di nulla altro che le sue mani, i suoi piedi e i suoi denti riuscì miracolosamente ad uccidere la tremenda bestia.
Stranamente qualcosa in lui non lo fece però gioire della vittoria…
Una sorta di presentimento…
Il serpente sembrò lentamente regredire fino a che, all’ altezza della testa, trovò ritto in piedi il vecchio ‘maestro’ con le braccia completamente ridotte a brandelli.
Uno strano vestito, come un’ armatura da guerriero di foggia e qualità che Tafari non avrebbe mai potuto neppure immaginare lo ricopriva quasi interamente.
Il giovane fece per accorrere a sorreggerlo, ma l’ anziano cadde a terra.
“Non dire nulla…, non ho più molto tempo…, coff, coff! Tu sarai il mio successore e, come rappresentante di Aido Hwedo dovrai difendere le nostre terre dai giochi di potere di entità assai al di là delle mere umane esistenze…, coff, coff! Il resto lo capirai tu da solo…, con il tempo…, sfrutta quello che già conosci e rendilo sempre migliore…, coff, coff! Un ultima cosa…, perdonami per averti strappato dai tuoi car...”
Le ultime parole si spensero in un gorgoglio di sangue.
Tafari non riuscì a dir nulla, le lacrime scendevano copiose sul suo volto, mescolandosi nei sentimenti di aver perduto quell’ uomo e di essersi fino a quel momento dimenticato di sua madre e suo padre…, come poteva essere stato tanto insensibile…, perché a lui un simile destino…, perchè…?
Improvvisamente la sorta di armatura che rivestiva il corpo del vecchio si staccò ricomponendosi perfettamente sul suo copro, nonostante le differenze di corporatura.
Tutto in quel momento, come se una sorta di entità convivesse in quelle mirabili protezioni, divenne chiaro…, era come se una voce gli parlasse senza produrre suono, dando risposte a tutte le sue domande, anche a quelle che non aveva ancora posto!
Tornato all’ esterno della frsta non più come ragazzo, ma come uomo, scoprì di essere rimasto ormai orfano e non trovò quindi altra soluzione che quella di trascorrere ancora qualche tempo nella foresta alla ricerca di ciò che ancora gli mancava all’ interno del proprio io…

Non passò però molto tempo che avvertì una potente forza provenire da lontane terre a nord-est.
Era come se qualcosa di estremamente potente e severo si fosse risvegliato da un sonno eterno…
Era per questo che lui era diventato servitore del Dio Creatore?
Il viaggio fu lungo e per nulla agevole ma dopo circa un mese arrivò nelle terre che più di ogni altra avevano rappresentato la storia dell’ intero continente, terre di aridi deserti ma mirabolanti costruzioni di imperitura memoria!
Quasi distratto dalla non comune magnificenza di quei luoghi, Tafari ritornò di colpo in sé avvertendo un fortissimo potere scatenarsi a poca distanza.
Accorso sul luogo dell’ emanazione quasi perse il fiato di fronte allo scenario che si stava scatenando di fronte a sé.
Un vero e proprio esercito di soldati armati di lucenti e lunghi pugnali (Tafari non aveva mai visto una spada…) stava convogliando un tremendo calore verso un individuo dalla armatura dorata provvista di splendide e luccicanti ali.
Non ci fu neppure un tremolio nei muscoli di Tafari, avvertiva che il bene stava dalla parte di quell’ unico individuo, e non c’ era bisogno di aiutarlo…, di questo era certo!
Infatti una moltitudine di frecce apparve da quel guerriero andando a trafiggere tutti gli avversari che avevano osato affrontarlo.
Era dunque costui, in qualche modo, ricollegabile a ciò che era diventato lui?
Appena dopo quel mirabile scontro, il silenzio attraversò le sabbie tutte intorno agli unici due esseri viventi rimasti in quei luoghi.
Tafari sapeva che quel valente guerriero aveva avvertito la sua presenza, non c’ era bisogno che si voltasse, per esserne certi…
Il guerriero dorato avanzò dunque dritto verso la sua prossima meta, mentre Tafari si voltò allontanandosi per la direzione opposta.

Dopo qualche giorno a sud di Assan, nella regione della Nubia, una ragazza stava fremendo perché colui che stava aspettando ritardava all’ appuntamento.
Ma un tizio con turbante e abiti prettamente egiziani comparve quasi all’ improvviso facendola trasalire e dicendole di essere colui che lei aspettava, la sua guida.
“Il mio nome è Rius, sono colui che stavi aspettando! Ma sei sola…? Non è cosa salutare d queste parti…”
“No, non sono sola, lui è con me!” disse la ragazza giapponese
Un gigantesco africano comparve come dal nulla dall’ ombra di alcune vicine rovine.
Sembrava più una sorta di sciamano che un portatore o similare, agli occhi di Aiolos…
“Lui è Tafari, parla solo francese, lo sai parlare…?” disse la ragazza facendo cenno al compagno di avvicinarsi.
Ai due bastò un cenno di intesa, sapevano di essersi già incontrati…
Aledileo

5)DEMANE DI SANGOMA, di SION DI ARIES

TRATTI PERSONALI
Nome: Demane
Età: 32 anni
Altezza: 1,77 m
Capelli: Bianchi lunghi
Occhi: Azzurri
Data di Nascita: 8/12
Luogo di Nascita: In una zona sperduta della regione di Natal in sud Africa
Gruppo Sanguigno: B negativo
Sesso: Maschile
Abilità Speciali: Capace di vivere nei sogni altrui
Divinità: Unkulunkulu
Tecniche:
- Ossa della comprensione: [Il Cavaliere apre le mani e tanti piccoli pezzi di ossa animali si spargono attorno a lui e rimangono sospesi nell’aria. Questi generano una difesa impraticabile, poiché comprendono in anticipo i punti in cui il loro cavaliere verrà attaccato e  quindi lo difendono.]
- Imphepho Smoke’s: [Fiori gialli si creano attorno al cavaliere e in un lampo iniziano a bruciare. Il fumo così ottenuto si catalizza verso l’avversario circondandolo. Il profumo è sedativo e inizia a intorpidire i sensi della vittima, rendendolo sempre più stanco, debole e imbelle.]
- Trance: [Un suono mistico di tamburi riecheggia nell’aria. Nello stesso momento il cavaliere si paralizza un istante e poi apre gli occhi che erano chiusi. Rimasti completamente bianchi danno di lui un aspetto terribile. In lui ora c’è lo spirito di un antico guerriero, che gli permette di utilizzare un’energia possente e distruttiva. Il colpo viene sempre usato dopo l’Imphepho Smoke’s, come colpo finale. Infatti la sua lentezza è pericolosa per il cavaliere in altre circostanze e consuma molta energia!]

Storia:
Prima Parte:
Erano giunti da tutti i villaggi, ma nessuno si aspettava cosa volesse l’antico sciamano. Il Sangoma cercava il miglior guerriero, il più devoto religioso e la più nobile delle amanti. Dei loro figli aveva bisogno per il sommo dio, il sacro Unkulunkulu. Una vita prospera avrebbe caratterizzato coloro i quali figli avessero risposto ai requisiti che il dio necessitava. La giovane, in età da marito fu la prima  e la sua amante. Dopo soli nove mesi ebbero un figlio, un essere divino e reincarnazione del sommo dio. Tre anni dopo trovarono il guerriero e quattro dopo il devoto religioso. Mentre la donna era ormai solo la nutrice del dio e in lei non si cercava altro che quello, i due bambini di soli 7 e 5 anni furono divisi e allevati senza che nemmeno si conoscessero. Il guerriero, il più vecchio avrebbe presto difeso il dio in ogni momento, mentre il più giovane, colui che sarebbe diventato il più sommo degli Sangoma. In lui si riponeva il futuro della terra e delle tribù dell’Africa.
Il giovane crebbe e in lui il cosmo era possente. Non ci volle molto perché Unkulunkulu lo volle a se. Avrebbe dato lui qualcosa.
A soli 13 anni, Demane, questo il nome del giovane, si vide davanti un bambino di 12, un viso quanto mai femminile e un corpo molto aggraziato. In lui vi erano i pregi di entrambi i sessi, ma niente di innaturale sembrava caratterizzarlo. “Benvenuto davanti a noi, Demane!” Il dio parlava con voce doppia, una femminile e una maschile. Cosa strana in un bambino in ogni caso! “Tu sai che un giorno sarai la salvezza di questo mondo vero? Me ne compiaccio, non sarebbe stato facile portarti alla consapevolezza meglio di così! Sai che il nostro sagoma è morto. Ora è a te il compito di venerare gli dei. Ci rivedremo quando sarà opportuno.
Passarono sette anni. Ormai più che adulto Demane tornò al cospetto del suo dio. Al fianco di quella creatura androgina, che irradiava fascino ora c’era un alone di saggezza. Come se ci si trovasse al cospetto di un vecchio dall’aspetto di un giovane da poco cresciuto. Al fianco del dio, c’era un uomo, con indosso un’armatura strana, di color rosso intenso e una maschera rituale sul viso. Aveva una lancia di metallo in mano  incuteva uno strano timore. “Questo è Mukala, mio sciamano! Lui come te mi è fedele e in tutto ha passato le prove. Anche tu ora hai diritto a sapere tutto. Ecco a te il mio sacro bastone. Prendilo e pensa con tutta la devozione che hai per me. Se sarai degno avrai ciò che ti serve per completare la tua missione e saper cosa essa è.” Demane prese il bastone e si concentrò. Un possente cosmo si espanse e, in simbiosi al suo, quello del guerriero pulsò! Poi ci fu un terribile botto un’esplosione e Demane si trovò vestito di un abito di cuoio, tagliato in maniera strana, che ricopriva il suo corpo nudo nell’avambraccio, sotto il ginocchio, attorno alla vita e sullo sterno fin sopra le spalle. In viso aveva una maschera rituale che ricordava una capra! Come in trance Demane si tolse la maschera e i suoi occhi erano bianchi. “Fra dodici anni, mio signore io sarò li!” Poi svenne e si risvegliò nel suo giaciglio privo di forze.

Seconda Parte(dodici anni dopo):
“Dove siamo?” “Non lo so Hyoga!” Shun si guardava intorno spaesato. Ikki lo guardava come se non gli interessasse più di tanto, ma in realtà Shun gli leggeva nel cuore e capiva la verità. “Seiya, tu, ma tu… Sei vivo!” Shiryu corse verso l’amico non molto distante da lui e lo abbracciò senza pensare. Seiya, come se non capisse divenne rosso e imbarazzato, “Shiryu, ma che ti prende!” Ma non servì anche Shun e Hyoga erano attorno a lui molto felici di quello che vedevano, senza che il Saint di Pegasus capisse! “Lieto di rincontrarti Seiya, sei proprio peggio della gramigna!” Ikki spiritoso? Ma cosa diamine stava accadendo! Seiya era sempre più confuso. Poi dove si trovavano? Sembrava una giungla o in qualcosa di simile. Attorno a loro c’erano cinque capanne o tende non erano molto accoglienti certo a vedersi! Perché i suoi amici erano così? Lui non ricordava niente!
“Benvenuti in questi luoghi Saint di Atena, sommi guerrieri della giustizia e difensori della razza umana!” I cinque si irrigidirono e si girarono verso chi stava parlando. Un uomo, un cavaliere con un’armatura simile al cuoio e una strana maschera sul viso! “Prima che parliate, vorrei che sappiate che qui sarete al sicuro e avrete la possibilità di riavere tra voi il vostro amico per sempre. Non avrete altre possibilità. Quindi rispondete alla mia domanda…” non finì. Seiya si era districato dalla stretta ormai inerte di Shiryu e si mise faccia a faccia con il cavaliere sconosciuto. “Senti un po’, tu, io non ho ben capito quello che dici, dove siamo e chi è morto, ma non ti sembra che tu debba prima almeno presentarti!” Come se non avesse parlato, il misterioso uomo continuò: “Se volete sapere e volete che lui viva, rispondete alle mie domande. Poi avrete tutte le risposte che volete!” Stava indicando Seiya, che era impallidito, lui morto? Quando? “Senti un po’…” “Basta Seiya, ascoltiamolo, capisci che è importante! Te ne prego!” Shun stava piangendo,ne era certo stava piangendo per lui, Seiya non capiva e incominciava a sentirsi molto a disagio! “Bene allora. Saint di Atena, ecco la prima domanda. Sareste disposti a dare la vita per Seiya? Bene ne ero certo. La seconda è anche l’ultima. Lascereste la vostra vita nelle mani di Seiya? Perfetto, allora possiamo iniziare!” Il visitatore aveva lasciato solo che monosillabi uscissero dai quattro Saint, mentre Seiya era sempre meno veemente e sempre più confuso. “Io non sono morto, come farei a essere qui!” “Seiya, davvero non ricordi? Shiryu, ti prego, io non ci riesco!” “Ci penso io, Shun! Seiya, non ti ricordi della lotta con Hades, poche ore fa, abbiamo battuto il dio dei morti, ma tu… Non ci riesco!” “Sei morto Seiya. Hai dato il tuo corpo come scudo alla nostra dea. Sei stato trapassato da parte a parte da una spada divina! Come fai a non ricordarlo!” “Ma, io, veramente… Hyoga non dire scemenze! Ikki perché annuisci! Non ci credo, non è possibile!” Invece era vero. La sua mente stava ricordando. Non era possibile, ma era vero! Poi il corpo di Seiya iniziò a rinchiudersi in una teca di Cristallo! I quattro amici corsero verso di lui, ma l’amico si spostò nella tenda alla punta di quello che sembrava un pentacolo. “Ora sta a voi. Dovrete dimostrarmi di volere la vita del vostro amico. Io sono Demane di Sangoma! Sono qui per vedere se Seiya è degno della sua missione. Voi sarete degni della vostra? Se volete salva la vita del Pegaso, dovete entrare in quelle capanne e passare una prova, se sarete degni ne uscirete vivi e passate tutte e quattro libererete l’anima di Seiya dalla morte!” Senza dire altro i quattro si mossero verso le capanne e vi entrarono.
Seiya assistette a tutte le prove. A quella di Amicizia di Shiryu e pianse! A quella di devozione di Hyoga e si sentì fiero di essere Saint. A quella di sensibilità di Shun e non riuscì a non sentirsi appagato. Poi ci fu quella di coraggio di Ikki e finalmente Seiya capì l’amicizia che li legava. Passate tutte e quattro le prove essi uscirono e davanti a loro Seiya era libero, vicino a un guerriero con un’armatura rossa. “Bene, voi avete finito. Avete rischiato al vita per il vostro amico e lui ora è salvo. Ora prenderò una scintilla della vostra anima come garanzia e vi rimanderò nei vostri corpi! Ma se Seiya non passerà la prova voi morirete con lui. Siete ancora disposti a rischiare?” I quattro annuirono e fieri rimasero a guardare Demane. “Bene, per voi il sogno è finito!” Seiya vide i suoi compagni svanire e poi il guerriero straniero avvicinarsi a lui. “Bene, Mukala, lasciaci, grazie!” Il rosso combattente dal temibile cosmo si allontanò senza proferire parola.  Seiya si ritrovò davanti a quello strano guerriero che tutto sembrava tranne che temibile. “Ora dovrai battermi Seiya di Pegasus, solo così vivrai e vivranno i tuoi amici! Sei pronto?” “Certo che lo sono, cosa credi. Non mi sottovalutare Demana! PEGASUS RYUSEKEN!!!!!” I colpi del Saint colpirono veloci e andarono diritti verso il corpo dell’avversario. “Ossa della comprensione!” Senza urlare, con semplicità, Demane lanciò degli ossicini nell’aria, come se potessero fermare… Cosa? Seiya non riusciva a capire. I suoi pugni si erano bloccati davanti a piccoli pezzi d’ossa, che si sarebbero sbriciolati al contatto del dito di un bambino! “Mi deludi Seiya, speravo in qualcosa di più. Sarai degno di essere colui che salverà la terra dagli dei?” “Cosa! Maledetto! PEGASUS RYUSEKEN!” Ancora più veloce, ancora più forte, ma… “Ossa della comprensione” Ancora? “Come puoi tu essere il prescelto? Come posso io averti aspettato 27 anni? Non sei in grado di imparare dai tuoi errori, come è possibile che tu possa essere colui che ci salverà?” “Cosa stai dicendo, non capisco… almeno che! Ma certo ora capisco! ARRIVO!!” Ancora una volta gli ossicini ma questa volta, Seiya saltò! Era in alto, molto in alto! “PEGASUS SYUSEKEN!!!” il calcio del cavaliere convogliò i possenti colpi in un’enorme cometa che si infranse contro le piccole ossa e poi contro i bracciali di Demane frantumandoli assieme alla maschera rituale!
Si, è lui, ha capito, si è ricordato di Misty e di Baian! Ha ricordato due momenti difficili delle sue battaglie. Si Unkulunkulu, non ho buttato via la mia vita! Ora devo solo portarlo alla fine!
Demane era concentrato e affannato. Seiya lo guardava soddisfatto, ma non era messo meglio. “Bene cavaliere! Dimostrami di essere forte come dovresti! IMPHEPHO SMOKE’S!!!” Fiori dal bellissimo colore giallastro spuntarono vicino a Demane. Seiya si preparò a colpire con il suo Ryuseken, ma non fece in tempo a lanciarlo, che i fiori iniziarono a bruciare sorprendendolo. Il guerriero Sangoma sorrise e poi mosse le mani verso il suo avversario. I fumi raggiunsero il Saint prima che capisse cosa stesse accadendo. E come al Grande Tempio, Seiya si sentì privo di ogni senso e motivazione! “Ebbene sarà la vostra fine Seiya!” No, non ditemi che ho fallito. Non è lui? Non ha reagito e ora è perso. Unkulunkulu come può finire così! Demane era sconvolto e tormentato. La sua missione stava fallendo con la sua vittoria. Ma non poteva tirarsi indietro. Chiamando a se gli spiriti dei più grandi guerrieri lasciò che il suo corpo venisse posseduto. Anche se in un mondo onirico come quello del sogno dei cinque la possessione funzionava ugualmente. Mentre i suoi occhi sbiancavano, il Guerriero sciamano vide il suo essere muoversi verso Pegasus e colpirlo con forza e violenza e poi li senti. La voce di una donna e di quattro ragazzi, quei quattro ragazzi, che chiamavano Seiya, con amore, amicizia, devozione, coraggio e sensibilità. Ecco il vero segreto. Seiya si era mosso, aveva preso Demane e lo aveva portato in altro all’urlo di “PEGASUS ROLLING CRASK!!” Demane, lontano dalle sue percezioni si vide sconfitto e poi tutto svanì. Seiya aveva passato la prova! Lui aveva assolto il suo compito.

Seiya si riprese su una carrozzina, il suo corpo intorpidito e delle lance attorno a lui. La terra era in pericolo, ma stavolta sapeva che lui doveva salvarla e solo lui! Il resto è Tenkai Hen!

Parte terza(Conclusione):
Demane si ritrovò in forze davanti al suo dio. Era bellissimo! “Perché piangi Demane! Non ti ho dimenticato. Presto i Saint avranno ancora bisogno d’aiuto e questa volta combatterete fianco a fianco. Tu e Mukala rappresenterete me nel mondo dei Sacri Guerrieri! Gli dei di grecia vogliono il dominio sulla terra e io non posso permetterglielo. Solo Atena li può fermare voi fra non molto dovrete aiutarla ancora” Demane si inginocchiò  e non trattenne più i singhiozzi, anche se piangeva di felicità era la prima volta che si faceva trasportare dai sentimenti, la prima volta che si sentiva davvero vivo. Grazie a Seiya e agli altri aveva imparato cos’era l’amicizia!

Note sulla creazione del personaggio: Il nome deriva da una favole Africana, mentre quello di Mukala è preso dai 5 Samurai. Il personaggio antagonista del secondo film . In più il personaggio è preso dai guerrieri rossi delle tribù africane.
Lo Imphepho è una pianta rituale con capacità di sedativo quando bruciata! Le capanne o tende di legno sono le Ndumba, luoghi dove i Sangoma ritrovano gli antenati. Unkulunkulu è un dio Androgino o con due raffigurazioni dei due sessi, io ho scelto la prima. Poiché è detto il vecchissimo gli ho dato un’aura di saggezza e venerabilità anche da piccolo! Il bastone è quello da dove è nato il dio! La regione di nascita è una di quelle dove sono originari gli Zulu, tribù che ha il culto dello Sangoma! La forma di capra nella maschera evoca un animale importante per i riti dello sciamano. Mentre gli ossicini sono quelli con cui fa divinazione. I Sangoma vanno in Trance e mi piaceva come idea per la mossa!
Ho omesso le prove dei quattro, altrimenti non sarebbe stata solo una pagina in più di Tolomeo. Ho omesso anche molto del risveglio dei cinque, poiché poi è un ricongiungersi a Tenkai Hen!
Alla fine cambio di proposito il protagonista della storia per far capire i due punti di vista nei momenti più importanti! Chi l’avrebbe mai detto che facevo protagonista Seiya

Psicologia del personaggio: Ormai uomo adulto è stato cresciuto e tenuto in vita per un unico scopo. L’unica parola che conosce pienamente è devozione, quella per il suo dio. Sa quello che potrebbe accadere se fallirà, ma allo stesso tempo teme il momento della sua missione. Infatti non ha fatto altro per tutta la vita e se avesse successo sarebbe tutto finito, cosa ne sarebbe di lui? Non lo palesa mai, poiché la disciplina che lo regola è imponente e lo caratterizza in tutte le sue azioni. Nessuno può essere più saggio di lui, ma nessuno può essere meno ignorante sulla vita normale di questo possente cavaliere! In più è vergine, poiché ha dato tutto se stesso a Unkulunkulu!

6) Cetshwa del Coccodrillo Bianco, protettore del popolo Zulu, di DAUKO DI LIBRA

Età : 20 anni (nel 1879)
Altezza : 2, 05 m
Peso : 100 kg
Occhi : azzurri
Capelli : bianchi

Segni particolari : Cetshwa è nato albino, per cui pur avendo i tratti somatici tipici della razza negra la sua pelle è completamente bianca, così come i suoi capelli.

Località di addestramento : lago Fundudzi, Sudafrica.

Colpi segreti / Poteri : il colpo segreto di Cetshwa è detto Ancestors Stones. Invocando la protezione dei suoi antenati, Cetshwa usa il proprio cosmo per generare una miriade di pietre bianche, che può plasmare a suo piacimento ed utilizzare sia per difendersi che per attaccare. Nel primo caso l’ammasso di pietre assume la forma di un vero muro, capace di resistere a colpi anche di media intensità. Il punto debole di questa tecnica è che dura per un tempo limitato, in quanto mantenerlo a lungo costa a Cetshwa un grande sforzo di concentrazione. Nel secondo caso Cetshwa scaglia le pietre contro l’avversario, infondendo in ciascuna di esse una parte del suo cosmo, che le rende dure come diamanti e altrettanto appuntite. La potenza del colpo è tale da poter distruggere una normale armatura di bronzo e di danneggiare persino un’armatura d’argento. Sempre tramite il cosmo Cetshwa è inoltre in grado di plasmare le pietre dando loro la forma di esseri mostruosi, come draghi o animali giganteschi : è questa una tecnica volta semplicemente a disorientare l’avversario, facendogli sprecare energie preziose per difendersi da quelle che in realtà sono poco più che semplici illusioni.
Per il resto Cethswa è in grado di sradicare a mani nude grossi alberi e sollevare e frantumare grandi rocce. E’ abilissimo nel combattimento corpo a corpo e negli agguati, è capace di mimetizzarsi perfettamente con l’ambiente circostante ed è uno straordinario nuotatore.

Armatura : Cethswa indossa l’armatura del Coccodrillo Bianco, fatta interamente con le scaglie dell’animale, dall’abbagliante colore candido. La corazza ricopre per intero il suo corpo ed è abbastanza resistente, al livello delle migliori armature di bronzo. Il totem raffigura un coccodrillo. Dopo l’incontro di Cetshwa con Sion l’armatura muta completamente la sua forma.

Simbolo : il Coccodrillo Bianco, guardiano del lago Fundudzi, in Sudafrica, animale sacro del popolo dei VhaVenda, un’etnia degli Zulu.

La sua storia   Nato da genitori mortali, Cetshwa fu presto riconosciuto come inviato degli Dei per le sue singolari caratteristiche fisiche. All’età di 20 anni indossò l’armatura del Coccodrillo Bianco, e mise i suoi poteri al servizio del popolo Zulu, che in quell’epoca era oppresso dagli Inglesi.
Nel 1879 infatti l’Impero Britannico comprendeva ormai anche il Sudafrica, ma grazie alla presenza di Cethswa gli Zulu inflissero agli Inglesi una grave sconfitta nella battaglia di Isandlwana.
Informata dei fatti, la regina Vittoria comprese che la sconfitta non era dovuta a normali cause umane, e chiese l’intervento del Santuario, suscitando lo stupore del suo Primo Ministro Benjamin Disraeli, sconcertato nell’apprendere che esisteva un potere superiore a quello della Regina d’Inghilterra.
A quell’epoca era Sion a ricoprire la carica di Grande Sacerdote. Normalmente la politica del Santuario era di non intervenire negli affari degli Stati del mondo, ma la presenza di un guerriero dotato di cosmo richiedeva comunque un’indagine.
Non essendo ancora stato ricostituito l’ordine dei Saints, Sion andò di persona in Sudafrica, e convinse Cetshwa a deporre le armi, per evitare inutili sofferenze agli uomini, Zulu o Inglesi che fossero.
Comprendendo che Cetshwa aveva comunque il dovere di proteggere il suo popolo, Sion gli propose di entrare a far parte dei Saints di Athena. Cetshwa accettò, e divenne il Bronze Saint di Mensa, la costellazione che ricordava proprio una montagna del Sudafrica : usando le sue arti e qualche goccia del sangue di Cetshwa, Sion ne modificò l’armatura, che da quel giorno divenne una delle 88 Cloth di Athena.
Aledileo

Ed eccoci al momento dei voti!

Qua trovate il riepilogo dei VOTI per la Seconda Manche:

Ovviamente le voci sono le solite:

Originalità              
Abilità tecniche/poteri              
Storia              
Coerenza nella trama generale                
Realismo              
(L'ultima voce è la Media voti)





La quale seconda manche si conclude, come vedete, con la vittoria del buon MARINO DI SCYLLA, che realizza un bel personaggio serpentoso! [/img]
Aledileo

Inserisco anche la Classifica aggiornata, dopo due manche di gara:

1) SION DI ARIES, 15,2125
2) MARINO DI SCYLLA, 14,75
3) NIRTI, 14,5255
4) DAUKO DI LIBRA, 14,2505
5) CICCIO, 14,138
6) KIARA, 13,775

Come vedete siete praticamente tutti lì, nel giro di un punto e mezzo. Quindi la sfida è ancora apertissima e dipenderà dall'ultima manche!
Shura di Capricorn

Marino, con il suo Tafari di Aido Hwedo, ha creato a mio avviso un personaggio molto interessante e intrigante, che si armonizzava bene con il mito cui si ispirava. Ho trovato molto suggestive e appropiate le tecniche di questo cavaliere, e azzeccati i loro nomi in francese. Pure il cloth mi ha dato l'idea di essere più che mai adatto al cavaliere in questione a al contesto africano. La storia del protagonista è poi intrigante, ben strutturata e dà il giusto spazio ai vari momenti narrativi; mi è piacuto in particolare l'inizio, con la storia dei cacciatori di serpenti e l'incontro finale con Ailos, abbozzato ma d'effetto. In generale credo di poter dire che si percepivano tanto il presonaggio quanto il suo contesto africano.
Shura di Capricorn

Ecco gli altri personaggi.

Non mi ha convinto molto la vicenda di Alasdair Livingstone JR, la sua storia ha dei buoni momenti ma mi pare un po' inconcludente. Nutro qualche perplessità sulle tecniche di combattimento.

L'alto coccodrillo, Cetshwa del Coccodrillo Bianco, ha un cloth che mi ispira parecchio non così però i suoi colpi d'attacco. La caratterizzazione del personaggio e il contesto storico mi sembrano un po' stiracchiati, a volte forzati. E poi Sion in Africa non ce lo vedo.

Miriam La Sangoma è originale perchè è l'unica donna, ma la sua vicenda è poco verosimile; che ci fa una Gorgone gigante in Africa? I quattro saint sembrano lì tanto per far da comparsa. Interessante il potere della divinazione, gli altri due mi paiono fuori contesto.

Verosimile il rapporto di amicizia di Mizilikazi di Sangoma con Ban, la sua storia ha un buon grado di coerenza ed è ben costruita anche se semplice. Il personaggio paga un po' riguardo al realismo, in particolare se consideriamo le tecniche in suo possesso.

Demane di Sangoma è un personaggio caratterizzato in modo completo, buoni gli spunti riguardo il cloth e i colpi d'attacco. La storia è ben costruita nella prima parte e ha un buon grado di approfondimento, ma secondo me è un po' troppo forzata quando entrano in gioco i 5 bronze. Il finale è comunque più che apprezzabile.
Aledileo

COMMENTI di ALE:

L'altra settimana avevo dato solo un commento generale. Questa volta, per cambiare, scriverò qualcosa su tutti i personaggi, sperando di poter dare consigli o spunti ai vari creatori.

Inizio dicendo che, personalmente, mi sono piaciuti di più (a parte il personaggio di Marino) i personaggi della prima manche. Ma essenzialmente perchè la mitologia greca la preferisco.

TAFARI (creato da MARINO): Mi è piaciuto molto, appena ho iniziato a leggere. La sua storia è ben costruita e il suo rapporto con i serpenti (inquietante!) è ben spiegato e molto coinvolgente. C'è un rapporto quasi carnale tra lui e il simbolo.
(La scena in cui Tafari e il serpente lottano compare, non uguale ovviamente, ma simile, in uno dei primi capitoli del mio "Il Maestro di Ombre").
Ben studiata l'idea dei colpo in francese, colpi particolari, tra l'altro. Ma soprattutto mi è piaciuta la calma tranquilla con cui ci hai condotto al finale, e al raccordo con Episode G. Bravo.

DEMANE (creato da SION): Un bel personaggio anche questo, con dei poteri e colpi segreti singolari. Ben costruito anche il rapporto con la continuity ufficiale, e Pegasus è fantastico come sempre . L'unica pecca, a mio parere, stavolta l'ho trovata nel seguire la storia, a tratti un pò confusa (specie nei dialoghi). E lo stesso personaggio di Demane mi ha convinto meno d Tolomeo.

MIZILIKAZI (di NIRTI): Personaggio semplice, essenziale, pratico. Interessante il nome e bei nomi dei colpi segreti. Carino è stato anche recuperare Ban, personaggio solitamente sfruttato poco.

MIRIAM (di CICCIO): Personaggio potenzialmente interessante, ma, ammetto, ho avuto difficoltà a seguirla nella storia. Carino recuperare quei Cavalieri "dimenticati", ma il loro ruolo nella storia è stato minimo (magari ne bastava uno, di Cavalieri, ma caratterizzato bene). Alcune cose secondo me stonano un pò nella storia, come il bacio, lo vedo forzato e poco in linea con il ruolo guida della sacerdotessa. Intriganti i colpi segreti.

CETSWA (di DAUKO): Personaggio, come Miriam, con buone potenzialità, penalizzato però dalla trama, a tratti lacunosa (come diventa "cavaliere"? come conquista l'armatura? manca proprio questa parte..) e inverosimile (il fatto che Sion, il Grande Sacerdote in persona, incaricato da Atena di riorganizzare il suo esercito, vada di persona in Africa mi sembra un pò azzardato.. e se moriva? Avrei, al posto suo, inviato un Cavaliere d'Argento, o eventualmente di Bronzo, anche se d'Argento lo vedo meglio per il ruolo). E anche l'armatura che diventa della Mensa cozza un pò col fatto che le 88 Armature furono create all'epoca della prima guerra sacra contro Nettuno.
Bello però il contesto storico, ben studiato, mi piace l'atmosfera coloniale che si respira.

ALASDAIR LIVINGSTONE JR, di KIARA: Idea carina quella del discendente di Livingstone. E anche i poteri sono interessanti. Sulla trama della storia c'è da lavorarci un pò, perchè a tratti è dispersiva. In alcuni punti mi sembrava una relazione del National Geografic. Carino però il riferimento al Dio Apopi e il collegamento con Episodio G, ben inserito.
Last

S-votazioni!

Perdonate il ritardo, comunque posto anche io i miei commenti!
In generale quoto Ale, la sua ottima analisi mi pare dica tutto. ma andiamo nel dettaglio!

TAFARI: Interessanti e ben ricercate le tecniche, la chicca del francese denota che hai controllato bene la provenienza del personaggio. Ben fatta la spiegazione del Cloth. Bella la stori, anche se poco credibile in alcuni passi, soprattutto il modo in cui incontra il maestro, ma molto più credibile della prima manche Un pochino forzato l'incontro con Aiolos, ma abbastanza credibile.

Mzilikazi: Ho già fatto i complimenti per il nome, anche qui si nota una certa conoscenza dell'argomento.
Molto belle le tecniche, mentre le leggevo mi immaginavo le anime che svolazzavano in cielo, mi ricordava un pò l'esercito di morti in LOTR. Poco chiara la descrizione del Cloth. Anche qui poco credibile il modo in cui è iniziato l'allenamento, però mi è piaciuto l'inserimento di Ban.

Miriam: Faccio notare che non apprezzo particolarmente lo specchietto sulla psicologia dei personaggi (ma non è un problema solo di Ciccio.) IMO il personaggio si dovrebbe caraterizzare con la storia. Carine le tecniche, anche se unire poteri così diversi pare un pò forzato. La storia non era male, certo i tre personaggi sono parecchio sprecati, si poteva utilizzare solo Tipagora. Non mi è piaciuto molto il fatto che proprio un allievo di Noesis abbia affrontato Steno, mentre il maestro affrontava Euriale. Carino il combattimento, mi è piaciuta la crescita psicologica della protagonista.

Demane: Belle le tecniche, soprattutto quelle con le ossa. Poco chiara invece la Trance. Carina la storia, poco chiara però, soprattutto la parte con i 4 bronze. Bello come sei riuscito a far incastrare la tua storia nella continuity della storia classica. Bello il combattimento di Seiya, però se non volevi far vedere le prove degli amici IMO era meglio non farli proprio intervenire, magari chiamando in causa Saori.
PS: Dove hai trovato il nome Unkulunkulu? Io l'ho sempre sentito chiamare Nkulu Nkulu.

Cetshwa: Scheda paradossalmente all'opposto della precedente. Le tecniche qui sono poco fantasiose, ma sempli e dirette, il che può anche andare bene. Nota dolente per la storia, troppo corta e poco caratterizzata, se non fosse scritto che è in Africa potrebbe essere ambientata pure a Torino. Mi è piaciuto l'inserimento della lotta trà Zulù ed Inglesi, con la scelta finale del personaggio.

ALASDAIR LIVINGSTONE JR: Tecniche poco fantasiose ma realistiche, abbastanza in linea con la serie classica. La cloth non ho ben capito come sia fatta, venda cloth non so cosa voglia dire...
La storia la vedo un pò forzata, anche se l'inserire un personaggio storico mi è piaciuto, non mi è piaciuto che non ci siano accenni ad un eventuale allenamento o ad un'investitura divina, non si capisce come possa combattere 'sto ragazzo.
nirti

Avevo fatto uno schizzo della corazza, in effetti era un misto tra l'immagine di uno sciamano, di un guerriero masai e di un guerriero zulù
Per questo speravo di perdere perchè se avessi vinto mi sarebbe preso male per farla in disegno
Aledileo

Eccoci alla TERZA GARA DI CREATIVITA'

Lo scopo era creare una storia che motivasse perchè gli 8 Cavalieri che Atena inviò contro Nettuno divennero poi i Blue Warriors, concentrandosi principalmente su uno di loro.

Ecco i vostri elaborati:

TEMISTOCLES DI XIPHIAS creato da SION DI ARIES

- La leggenda dei Blue Grado -[/b]

[b]TRATTI PERSONALI

Nome: Temistocles
Età: 14 anni (All’inizio della battaglia)
Altezza: 1,46 m
Capelli: Neri
Occhi: Castani
Data di Nascita: 7 Aprile
Luogo di Nascita: Atene, Grecia
Gruppo Sanguigno: Ignoto
Sesso: Maschile
Abilità Speciali: Grande nuotatore in grado di trattenere il fiato sette volte di più dell’attuale record mondiale
Tecniche:
- Diamond Sword: [Il Cavaliere alza il braccio e dietro di lui appare la sagoma luminosa di un pesce spada. Forti energie fredde si concentrano sulla sua mano chiusa e generano una lama di ghiaccio possente e distruttiva che, permeata di cosmo, è in grado di fendere le carni nemiche. Il colpo ha una variabile data dal potere dell’armatura. Infatti la spada del totem del simbolo è nel bracciale destro. Solo col consenso di Atena essa si pone come punta dell’arma e la rende tanto potente da fendere anche le armature dei generali degli abissi. Questa è la prima lama donata da Atena, quella che con la perdita di questa armatura divenne la possente Excalibur!]
- Diamond Net: [In posizione rilassata il cavaliere espande il suo cosmo, portando la mano sinistra davanti a se. Movendo poi le dita con una velocità incredibile, inizia a tessere il ghiaccio come un ragno. Richiamando il potere della nebulosa della Tarantola, il Cavaliere crea una rete simile a quella dei pescatori, ma fatta di ghiaccio e ingrado di obbedire ai comandi del suo creatore. Infatti con un’abilità innata la scaglia contro il suo avversario e lo imprigiona in questa rete di ghiaccio che piano piano assorbe il calore del corpo del suo prigioniero!]
- Freezing Blood: [Colpo di pura malvagità, che il cavaliere stesso odia usare. Lo impara nel corso della battaglia con un Generale degli abissi. Il colpo consiste nel congelamento totale del sangue dell’avversario. Oltre a togliere ogni sussistenza al corpo, il gonfiarsi del sangue porta alla distruzione delle vene del corpo e alla creazione sullo stesso dell’avversario di strane lesioni che giungono dall’interno. Morire in questo modo è terribile e nessun Saint sarebbe fiero di usarlo. Infatti lo usa un’unica volta!]

Storia:
Parte Prima: La scelta degli otto Saint.
Atena era senza dei veri cavalieri e stava soffrendo per la loro perdita. I generali degli abissi erano riusciti a sconfiggere i suoi guerrieri grazie alle armature dategli da Poseidon. Ora c'era solo un modo per fermarli. La dea soffriva per una scelta del genere, ma non poteva fare altro. Convogliando il suo potere e quello dell'isola di Mu, Atena creò 88 armature di fatture differenti. Esse sarebbero state date ai giovani e inesperti allievi dei suoi seguaci. Si accorse subito che 12 delle armature non erano oltre le capacità dei ragazzi sopravvissuti e che esse non li avrebbero riconosciuti come loro possessori. Decise quindi di finire di elaborare alcune delle armature che aveva fatto. Una la convertì in modo che fosse alla pari con quelle dei generali e pose nel suo elmo a forma di corona, un frammento del tridente di Poseidon, ottenuto in un precedente, ma meno sanguinario scontro con lo zio. questa era l'armatura del Piscis Austrinus. A un'altra donò una spada dalla resistenza e dalla potenza divina, in grado di fendere ogni cosa, ma usabile solo da chi le era fedele. Era la spada dell'armatura del Xiphias. A un'altra donò la resistenza atta a permettere a una donna di affrontare un uomo come pari e una maschera che ne sarebbe stato emblema. Era il Tucana. Un'altra sarebbe stata un faro guida per gli abissi. Un'armatura più forte vicino alle acque che nella terra ferma. Era il Delphinus.
Date le quattro armature, la prima speciale e le altre d'argento, la dea lasciò che queste e le restanti 72 scegliessero il loro proprietario.
La battaglia ebbe un risvolto tragico per molti dei sacri guerrieri da poco investiti e nessuna della armature dorate non trovarono un possessore, come Atena temeva. I sette Marine erano esperti delle loro vestigia e dei poteri che li insignivano e non ebbero difficoltà a distruggere molti dei loro avversari. Ma avanzando trovarono più ostacoli e quelli che resero più ardua la scalata furono quattro cavalieri di Bronzo, La Vulpecola, L’Apus, la Colomba e il Volans. Essi da soli bloccarono due Generali ferendone gravemente uno. Iniziando a perdere posizione il Marine del Dragone del mare decise di riorganizzarsi, ma si trovò il passo sbarrato da Fomalhaut di Piscis Austinus. il frammento del tridente nella sua armatura, amplificava i suoi colpi freddi contro gli abitanti del mare e i servi di Poseidone. Questo gli permise di uccidere la guida dei Generali e obbligarli a scappare nel regno atlantideo, dove il loro dio viveva.
Ma la guerra non era finita e Atena non poteva privarsi dei suoi seguaci. Quindi decise che sarebbero stati solo in 8 a giungere nella terra del suo rivale. Dopo tutto un Marine era morto e uno ferito gravemente. I prescelti erano coloro con le armature da lei create per la lotta e i quattro Bronze che avevano dimostrato un'ottima coordinazione in battaglia. Quindi li mandò ad Atlantide e gli lasciò la sua fiducia nella lotta!
Parte seconda: Tre anni dopo, il Polo
Era una sera come tante, da quando avevano finito la guerra contro Poseidon e Atena lo aveva vincolato e rinchiuso nel Polo nord. Era nel fantastico palazzo che la dea aveva costruito come loro dimora e base operativa. Per la prima volta dopo anni, era nervoso. domani sarebbe cambiato qualcosa nella sua vita, domani sarebbe stato sposato. Temistocles stava passeggiando avanti e indietro per al sua camera, cercando di non pensare alla cerimonia, quando bussarono alla porta. L'aprì con incertezza, chi mai poteva essere, a quell'ora poi? "Ciao Temistocles, allora come ti senti?" Era Percles. Erano ormai diventati dei veri amici. Sin dalla prima battaglia il giovane cavaliere di Apus si era rivelato un simpatico e leale compagno. Ormai erano come confidenti e per ogni problema si incontravano per parlare. Questa volta non era riuscito a esternare nemmeno a lui i dubbi che aveva in se, perché Temistocles li sapeva infondati. Amava Esmeralda di Tucana più di ogni altra cosa e questo portava il giovane a non voler credere alle paure che, specialmente in quella notte, lo attanagliavano.
"Tu non mi sembri felice, malgrado la bella cosa che sta per succederti, non può ingannare me, lo sai! Cosa ti turba?"
Percles incalzava, voleva aprire il suo amico, per non portarlo a rovinare il giorno di domani, ma Temistocles era recidivo.
"Senti, Percles, sono solo un po’ nervoso, penso sia normale. Tutto è stato così veloce, non so come dirtelo!"
"Veloce? Sono tre ani che vi corteggiate, sono tre anni che lei non ha occhi che per te e che tu mi confidi, amori e passioni. Che mi racconti delle belle serate a guardare la luna e della luce del suo sorriso! Non dire cose che non hanno senso per favore!"
Temistocles abbassò il capo e annuì.
"non posso nasconderti niente vero? lo so che tu mi capisci, ma questa volta non riesco a capirmi nemmeno io."
Percles mise la mano sulla spalla dell'amico.
"tu hai paura del vostro destino. Coloro che nasceranno dal nostro amore saranno probabilmente i nostri successori nella missione che Atena ci ha dato. Essi lo saranno ancora di più se nati da due Saint e tu temi per il destino dei tuoi figli, per il vincolo che Atena ci ha imposto, per la loro libertà mentre noi l'abbiamo scelto dando la nostra vita alla dea!"
Temistocles tossì, fu vago nei movimenti e poi annuì.
"Ricordi quel giorno che ci ha chiesto di stare qui? Ricordi cosa ha detto? ‘Nessuno sarà obbligato a farlo, ne voi ne coloro che vi succederanno, ma dovranno accettarlo. ma se saranno dei veri Saint, come voi, non ho dubbi che lo faranno, di loro scelta e con felicità.’ Noi non siamo felici qui?"
Non c'era niente da dissentire, Percles aveva ragione. Erano tutti felici. Lui aveva Esmeralda. Percles si era innamorato di una donna del villaggio che si trovava nei pressi del castello. gli altri stavano facendosi una vita e Fomalhaut e Ansis erano stati uniti dalla stessa dea Atena, i primi due Saint a unirsi in un vincolo divino! Eppure tutto era vago. Poi ritornò a quei giorni, quando combatterono contro Poseidon, all'ingresso dell'isola.
Erano appena arrivati alle porte della mastodontica fortezza del dio. Davanti alle mura si trovava un esercito di guerrieri con un'armatura azzurra, simile in fattura a quella del Generale di cavallo del mare. Erano il primo ostacolo. Esmeralda si mosse davanti a tutti e sorridendo.
"Questi sono miei! TURBA ARANEARUM!!!"
Poggiando una mano a terra, essa generò un ragno di energia e poi esso si divise in tanti altri ragni di cosmo. Come un nugolo di cavallette si mossero veloci contro i soldati di Poseidon. Essi cercarono di evitarli, ma non ci riuscirono. I ragni si insinuarono sul corpo dei malcapitati e non appena erano nel giusto numero espandendo la loro energia sprigionarono un forte calore che venne riassunto in fiamme. I Guerrieri fuggirono in più direzioni e alcuni di essi caddero morti. Poi fu semplice sfondare quella difesa, ormai priva di un'organizzazione. Esmeralda era ferma li ancora con la mano a terra e respirava affannosamente. Fu Temistocles a sollevarla e a riportarla alla realtà. Lo sforzo era strato molto, anche se deboli erano in molti, ma lei non aveva esitato. Fu li che la amò per la prima volta e mai pensò di non volerla con se.
Percles stava ancora parlando, lodava bellezza e dolcezza della donna, ma Temistocles si era perso nei ricordi e prese le spalle dell'amico.
"Grazie, mi ero dimenticato di una cosa, ma le tue parole mi hanno fatto capire. Ora va a dormire, perché sei tu il testimone e non voglio vederti con le occhiaie alla mia cerimonia!"
Percles lo osservò, all'inizio stupito, poi sollevato. Era davvero riuscito a riportare un po’ di pace nel cuore dell'amico. Si voltò sorridendogli e lo lasciò da solo. Temistocles si svestì per dormire e poi si distese sul letto. Ora forse avrebbe riposato.
Si addormentò in un attimo, ma non poté dire di dormire bene. I ricordi di tre anni fa si erano risvegliati in lui e sognò il terribile scontro che aveva avuto col cavaliere di Krisna!
Erano già stati sconfitti i suoi luogotenenti e semplici soldati. stavano avanzando in cinque, gli altri tre erano rimasti indietro, bloccati da due Generali e da una donna che faceva parte delle Sirene del Generale di Siren, ma era forte come un Saint di medio alto rango. Esmeralda era affaticata. Il suo colpo aracnideo era davvero utile contro gli eserciti, ma aveva indebolito di molto le sue difese. Ansis di Vulpecola era rimasta indietro contro la sirena e ora era Percles che la sorreggeva. Temistocles era pronto alla lotta. Sentiva un cosmo vicino, un avversario terribile, che era adatto a lui. Davanti a loro vi era ora un Generale degli abissi che poco aveva preso parte alla battaglia precedente contro Atena. Aveva una lancia bellissima e la pelle scura. Avanzava deciso verso di loro e sembrava aver puntato Percles e Esmeralda. Fomalhaut e Sualocin di Delphinus si mossero veloci per fermarlo, ma lui lo fu di più. Concentrando il suo cosmo creò la spada di ghiaccio chiamata Diamond sword. Con essa intercettò il colpo di lancia  e lo deviò facendo si che il suo avversario si trovasse lui di fronte e non potesse fare altro che affrontarlo. gli altri non ebbero bisogno di nessuna parola e proseguirono senza esitazione. Il Generale non accennò a fermarli. Iniziò lo scontro. Spada e lancia si incrociarono in un silenzio assoluto. uno scontro di abilità tra due guerrieri, che sembravano alla pari nella lotta con le armi. Poi il colpo finale e le prime parole.
"l'abilità non ti manca Saint, ma la mia arma è un dono di Poseidon, non puoi con quel pezzo di ghiaccio opporti al potere divino!"
Un colpo di taglio possente si abbatté sulla lama della spada e la recise in due senza alcun problema. il cosmo del lanciere bruciava in maniera terribile e Temistocles arretrò spaventato. Era così potente il loro nemico?
"Arrenditi invasore e lascia queste terre. Sii ambasciatore del nostro potere di fronte alla tua dea! Dille che deve arrendersi anche lei!
" il cavaliere non sembrava ne scherzare ne volerlo deridere era motivato e convinto di quello che stava dicendo.
"Mai mi arrenderò a un assassino! Per colpa vostra ho perso il mio maestro e molti amici. uomini degni di massimo rispetto e dignità. Voi li avete uccisi usurpando le terre della pace che Atena aveva faticato a creare. Davvero non riuscite a capire?"
L'avversario di Temistocles non parlò, non volle rispondere e sprofondò nuovamente nel silenzio, mentre il suo cosmo circondava la sua arma. ritornò ad affondare la lama, veloce e inesorabile, contro l'avversario ormai disarmato. Temistocles evitò alcuni colpi e fu ferito leggermente da altri e poi riuscì a sfuggire  da quella prigione di lame. Ansimando per la fatica decise di contrattaccare, così appena il suo avversario iniziò nuovamente ad avanzare con la sua mano creò una trappola mortale.
"DIAMOND NET!!"
Una rete di ghiaccio si generò e avvolse l'avversario, che imprecò per la svista e la semplicità con cui era stato preso in trappola. Il suo  corpo iniziò a diventare sempre più freddo e il calore che sfuggiva portava con se anche parte della vita.
"Maledetto, ti ho sottovalutato, ma non accadrà due volte! LANCIA DI POSEIDON SFONDA QUESTA RETE!"
Uurlando alla sua arma la sua devozione al dio, il Generale riuscì a scindere il ghiaccio a e a liberarsi. i suoi primi movimenti furono molto lenti, ma non era certo un bersaglio facile. Temistocles decise che solo un colpo poteva portarlo alla vittoria a questo punto. Sollevò il braccio e lasciò che la lama del pesce spada si liberasse dall'armatura. Poi generò attorno a lei la spada di diamante che già aveva usato.
"Ora vedremo quale dio è più abile nel generare armi! PER ATENA!!!"
All'urlo del nome della sua dea Temistocles si sentì rinascere. La spada di ghiaccio emanava calore nella sua mano, era la prima volta che la usava, ma la sentiva come un'amica di sempre. Anche il suo avversario invocò il suo dio, ma il Saint di Atena ormai non ascoltava più nient’altro che l'armonia che la lama sprigionava. L'incrocio con la lancia gli fece capire cosa volesse dire il potere di Atena. L'asta indistruttibile creata da Poseidon, fu recisa in due parti con lo stupore totale del suo Generale. Temistocles ne approfittò e colpì nuovamente, distruggendo l'elmo dell'avversario che uscì dal torpore appena in tempo per non essere decapitato. Krisna evocò una difesa magica, una sorta di meditazione, ma come se la spada parlasse, Temistocles intuì come sconfiggerla. Per la linea verticale dei Chakra tagliò in due il suo avversario. Il potere della spada di Atena era davvero incredibile. In più Temistocles era certo che l'arma imparasse dalle sue azioni e che un giorno avrebbe potuto trasmetter al suo nuovo possessore il segreto per battere questo possente Generale degli Abissi.
si risvegliò di soprassalto era completamente sudato e nervoso. fuori dalla finestra si capiva che era ancora notte, ma non era certo che sarebbe riuscito a riprendere sonno!

L'indomani mattina Temistocles aveva dormito davvero poco. Percles non era ancora arrivato a bussare per farlo alzare, che lui era già vestito. Era nervoso e stanco, ma felice. Ora era certo delle sue azioni e del suo amore per Esmeralda. A unirli sarebbe stato suo fratello. e compagno di addestramento. Fomalhaut, insignito da Atena come suo rappresentante in queste terre lontane. La cerimonia sarebbe avvenuta nella piazza della città di Blue Grado, dove la gente li aveva eletti difensori del paese e per questo come uomini dai maggiori privilegi. Era un momento magico.
Assieme a Percles giunse nella pizza principale, dove gli abitanti già si erano ammassati. Sualocin e Agesilao di Columba, stavano scortando Fomalhaut verso il posto d'onore del celebrante, mentre Ansis stava accompagnando Esmeralda sulla pedana. La tradizione richiedeva che fosse l'uomo l'ultimo ad entrare. Mentre Menles di Volans stava di guardia a controllare la folla, lui e Percles ammirarono l'entrata di Esmeralda. Era vestita di verde. Con decorazioni semplici, ma eleganti. un velo azzurrò sulla faccia sostituiva la normale maschera e il lungo mantello marrone celava la veste non appena la sposa prendeva posto davanti al celebrante. La sua bellezza, il suo volto e il suo corpo erano ora proprietà del legittimo consorte e solo lui avrebbe potuto liberarlo nuovamente dopo l'atto dell'unione! Non appena, Magellanmo fu di fronte a suo fratello, il mondo ebbe un sussulto e un dubbio lo attanagliò nuovamente, si ricordò della sua ultima battaglia e del terribile momento in cui uccise con quell’orribile colpo.
Erano alla fine del percorso. Fomalhaut era già arrivato davanti al palazzo di Poseidon, ma aveva avuto un problema. Temistocles e Menles erano davanti alle sirene. I più potenti tra i soldati non cavaliere di Poseidon. Pareva che avessero un accenno di cosmo, che le rendeva più forti. ora capivano perché una di loro era stata nell'avanguardia della prima parte della battaglia. Il Saltus Piscis di Menles era utile contro le masse, un colpo che portava una forte onda dal basso verso l'alto e sospingeva i nemici in una caduta di morte. Ma le Sirene erano compatte. Malgrado le sue ret,  i fendenti della spada e i colpi d'acqua del suo amico. Le avversarie li avevano rallentati troppo. Menles era stanco e aveva ridotto la sua corsa alla fine dello scontro, ma Temistocles non poteva aspettare. Sentiva che suo fratello era in pericolo.
Appena arrivato davanti alle porte trovò uno spettacolo orribile. Poseidon, su una torre comandava al suo cavaliere di Siren di uccidere Fomalhaut. Atena non aveva previsto una cosa. L'armatura era immune a tutto ciò che aveva a che fare con il mare o con il dio. ma il melodioso suono del flauto di Siren sembrava essere oltre questa distinzione. Fomalhaut preso alla sprovvista era caduto vittima di quel colpo e ora rischiava la vita. Lui era troppo lontano per un fendente di spada o un lancio della sua rete e quindi concentrò se stesso per fermare immediatamente quel suono. Senza accorgersene pensò al sangue caldo del suo avversario e iniziò a pensarlo congelato. Dopo poco sentì inveire il dio dei mari, mentre strazianti urla di dolore si interruppero sul nascere dalla bocca di Siren. Il corpo del Generale, iniziò a gonfiarsi e presto al carne fu lacerata da spuntoni di ghiaccio che deformarono il corpo del bellissimo Marine. Temistocles rimase tanto turbato da quella scena, che non notò nemmeno suo fratello colpire col God Bless Impulse il dio dei mari. Il colpo voluto da Atena, simile a una tempesta di neve era potenziato dal frammento del tridente dell'armatura e investì e congelò per qualche istante il dio, il tempo sufficiente perché la voce di Atena lo bandisse e vincolasse. La sconfitta del dio iniziò il lento e inesorabile inabissarsi dell'isola, ma Temistocles pietrificato dovette farsi portare a braccio da Menles e Percles, perché il dolore per il colpo imparato e usato lo aveva completamente annullato.
Non si era nemmeno accorto di aver detto “si” e non capiva se era stata la sua devozione alla dea o l'amore per la donna al suo fianco a portarlo a quella scelta, mentre la sua mente riviveva il momento più brutto della sua vita. Poi una frase, la conclusiva del rito, lo portò a capire che non poteva opporsi al suo destino.
"Possa l'amore di queste due persone non trovare ostacoli e essere da monito a chiunque non sia d’accordo che questo sentimento debba dominare su tutta la terra nel nome di Atena!" In quel momento, mentre liberava dal mantello e scopriva il velo di Esmeralda, Temistocles capì che Atena chiedeva ai suoi cavalieri molti sacrifici, ma lei per prima si sacrificava per gli uomini e soffriva lottando contro coloro che le erano parenti, per salvare esseri a lei inferiori. Atena, dea della Giustizia era anche dea dell'amore, almeno quell'amore altruista che non chiede niente in cambio. In quel momento capì che se suo figlio fosse diventato un Saint sarebbe stata la sorte migliore che gli avrebbe potuto augurare. Ora lui ed Esmeralda erano ufficialmente congiunti nel nome di Atena!
Parte Terza: Molti anni nel futuro
I signori di Blue Grado stavano andando a cavallo verso lo spiazzo della rivelazione. Andrei, il capostipite, stava portandovi i suoi tre maschi e la sua figlia femmina nel luogo dove giacevano le armature ormai senza un padrone da molti anni. La gente che dimorava nel villaggio, da molto tempo si era convertita al Cristianesimo e per questo il culto di Atena e la loro fedeltà verso la dea era stato tenuto nascosto. solo coloro che nella famiglia o nel villaggio fossero stati degni di essere investiti a cavaliere avrebbero saputo la verità e tramandato il segreto e la missione. Ma quel giorno qualcosa accadde. Mentre i cinque si muovevano verso il luogo segreto, un suono melodioso li bloccò e li fece scendere da cavallo. Andrei si mosse veloce, percependo un cosmo solo vagamente famigliare. Sapeva che il pericolo era vicino e lui aveva ormai sessant'anni. Davanti ai cinque venne un cavaliere con una bellissima armatura dalle sfumature dorate.
"Sono Sendra di Siren, Il mio compito è permettere la rinascita di un dio!"
Andrei capì e ebbe paura. Intimò ai suoi figli di andare dove stavano le armature e di indossarle, lui avrebbe sconfitto quel cavaliere. I figli preoccupati corsero fiduciosi del padre, ma anche con la voglia di essere pronti per aiutarlo. ma quando tornarono. Andrei era morto. Dalle sue orecchie usciva sangue a rivoli. Sendra sorrideva con ancora il flauto in mano davanti a quei quattro giovani e inesperti cavalieri. uno per di più senza armatura. Anatoil, il primogenito non era stato riconosciuto da nessuna delle sette rimaste, quindi deluso era corso indietro. Visto il padre morto urlò dalla rabbia e si scagliò contro il Generale degli abissi urlando"BLUE IMPULSE!!!!" L'armatura di Piscis Austrinus si staccò dal padre per vestire il figlio. Il potere del frammento del tridente enfatizzò il colpo contro lo sgherro di Poseidon e lo travolse uccidendolo.
I quattro figli tornarono in armatura con le spoglie del padre. Lo seppellirono secondo i riti cristiani e proclamarono il lutto cittadino. Nessuno ebbe più sentore di Atena nella città di blue Grado, poiché l'ultimo dei suoi veri cavalieri era morto prima di dire la verità ai suoi figli. L'unico suo ultimo successo fu che grazie ad Anatoil, Siren non poté preparare il risveglio di Poseidon in quel periodo!
Atena vide sulla colonna la lama di luce e capì subito cos'era successo. La fede in lei era stata persa nel Polo nord. La spada lucente era simbolo del suo potere nell'armatura del nord. Se essa era tornata uscendo dal frammento di lama in cui era stata per secoli, voleva dire che qualcosa di grave era accaduto nel suo palazzo al Polo. Era turbata e non sapeva che fare, quando qualcuno entrò annunciato dalla sua scorta.
"Artur di Capricorn desidera parlare con lei Mia dea. Riguarda le guerre in Inghilterra!"
Il loro discorso durò delle ore e il fedele Gold Saint, mandato per proteggere la gente dai soprusi in quei luoghi, era molto preoccupato.
"Non temere Artur, io ti aiuterò. Continua la tua battaglia con questa lama di luce, che da ora in poi risiederà nel tuo braccio e sarà tramandata ai cavalieri a me più devoti. di questi tempi alle armi si da un nome, chiamala Excalubur e portala con onore!”
Quando il suo Saint uscì Atena rimase a pensare, i tempi della pace forzata con Poseidon avrebbero potuto interrompersi da un momento all'altro!

Note sulla creazione del personaggio:
Temistocles è un adolescente come dice l’Ipermito. Si sposa con la Sacerdotessa del Tucana perché in entrambi c’è una Nebula Tarantola che ispira il colpo dei ragni della donna. Il fratello è il possessore dell’armatura che vedremo nel Manga indosso al Blue Grado. Poseidon si reincarna ogni 250 anni, ma l’Ipermito non nomina altre battaglie con lui mentre lo fa con Hades. Gli altri cavalieri della storia sono: Esmeralda di Tucana, Menles di  Volans, Ansis di Vulpecola, Fomalhaut di Piscis Austrinus, Percles di Apus, Sualocin di Delphinus, Agesilao di Colomba. La scelta di queste costellazioni è data dalla loro assenza nelle varie nomine di Kurumada in tutte le opere finora uscite. Il delfino potrebbe essere il seguace di Morgana, ma non è certo! La Costellazione di Temistocles è quella del Dorado nel suo altro nome che significa pesce spada!

L’armatura:
L’armatura è di colore azzurro e giallo. L’elmo i gambali e i bracciali sono azzurri, come i copri spalle, mentre il pettorale è giallo. I gambali sono ciò che forma il corpo del pesce spada. Infatti sono come scagliati e hanno delle sporgenze verso il basso che salgono verso il corpo e sarebbero le due pinne laterali. La coda è fatta dai due Bracciali, che non hanno copri bicipite. Essi hanno i due frammenti della coda, vicino al gomito. Nel bracciale destro è ovviamente poggiata la lama della spada! L’elmo è un diadema allargato ai lati che forma gli occhi della creatura. I copri spalla sono due leggere curve che chiudono il muso sulla spada. Non vi è gonnellino o protezione alla vita. Il pettorale è giallo chiaro, con sfumature bianche e leggere striature. Esso disegna la parte inferiore(quella più chiara) del corpo del pesce. Parte poco sopra lo sterno e si chiude sui copri spalla e al collo con una leggera gorgogliera!

Colpi apparsi nella storia:
- Turba Aranearum(Moltitudine di Ragni): [Appartiene alla sacerdotessa del Tucano e Richiama la Nebula Tarantola minore. La Sacerdotessa appoggia la mano aperta a terra. Sulla sua forma nasce un ragno di energia, che a una velocità incredibile si riproduce in un  nugolo di aracnidi di cosmo. Essi si lanciano sui nemici della sacerdotessa e si insinuano sul suo corpo. Il contatto genera delle vampate di fuoco in grado di bruciare una persona se il numero di ragni è sufficiente]
- God Bless Impulse: [ è la versione primordiale del Blue Impulse. Si tratta di un colpo devastante simile all’aurora del Nord. Appartiene al cavaliere del Piscis Austrinus. Se lanciato contro un Mariner o lo stesso Nettuno ha un potere quasi divino, grazie al frammento nell’elmo del tridente del dio Nettuno! ]
- Saltus Piscis [Un’onda di grande potenza colpisce dal basso verso l’alto gli avversari e li scaglia in aria, facendoli poi cadere in un impatto devastante.]
Aledileo

2) MARINO DI SCILLA:
Dagli Archivi Segreti del Grande Tempio di Atene…

Dalle ricerche da me condotte sulle precedenti  generazioni di saint, non ho trovato notizie certe, ma alcune di esse, riguardanti la prima Guerra Sacra combattuta tra Poseidone e Athena, sono comunque sconvolgenti, e non riesco a spiegarmi, visti i tempi che corrono, perché non abbia trovato il coraggio di bruciare tutto ciò che ho trovato…
Ma forse è giusto che si sappia…, che si possa nutrire il dubbio…, che non si debba seguire nessun ideale con i paraocchi, ma si valuti di volta in volta ciò che è giusto…
Quanto segue è comunque da ritenersi assolutamente confidenziale e altri, tranne il Grande Sacerdote di ogni epoca, non è autorizzati a proseguire!
Chiunque altro venga colto con in mano quanto segue non può incontrare altra pena che la morte!

Per Athena
Il Grande Sacerdote
Sion di Aries

***

Le stelle…
Sicurezza per coloro che intraprendono avventurosi viaggi verso l’ ignoto…
Sfogo per tutti coloro che vedono in esse l’ eterna rappresentazione dei cari defunti…
Svago per la mente di coloro che sono in grado di perdersi nell’ infinità delle loro luci…
E proprio grazie a coloro che, sin dai tempi antichi, spaziavano in esse con la loro fantasia, nacquero le costellazioni, dove si dava perpetua memoria  a coloro che la morte non era degna di abbracciare…, a coloro che in vita avevano dimostrato a quali poteri, il mero uomo potesse giungere, a quali meriti auspicare…, a coloro, insomma, che erano chiamati eroi!
Col tempo le figure nascoste negli astri sono state modificate, risistemate, riorganizzate, secondo il cammino della scienza che venne inesorabilmente a prendere il posto del mito e, quella che segue è una triste storia, dove si narra la sparizione di 8 costellazioni e degli eroi che esse rappresentavano…, mai e poi mai avrei creduto di essere io a narrarla ai posteri…
Tutto ebbe inizio con la venuta di Poseidone sulla Terra nel corpo di un giovane e nobile navigatore.
Athena, già reincarnata nel corpo di una fanciulla da 18 anni e in pieno possesso delle sue facoltà divine, avvertì subito la presenza del Dio dei Mari che rese chiaro anche il senso della sua rinascita in quella precisa epoca…
Poseidone aveva ottenuto da Zeus il controllo delle acque che circondavano le terre emerse e le creature insite in esse ma, nonostante il Dio dei Mari avesse insomma ricevuto la ‘fetta’ più grande in termini di vastità territoriale, non controllava che un limitato numero di seguaci, evoluzionisticamente di origine parallela a quella umana, ma da essa separata geograficamente, culturalmente e socialmente in una remota isola destinata ad entrare nel mito, Atlantide!
Per quanto possa valere un dio, la sua potenza è dettata anche dal numero di credenti che nutrono la fede in ciò che esso rappresenta…, e quindi resta facile intuire quali potessero essere le mire del Dio del Mare…
Non appena la sua venuta fu certa agli occhi a cui nulla si poteva celare della Dea della Saggezza, fu lei a prendere l’ iniziativa organizzando un attacco senza precedenti alla città in cui avrebbe dovuto risiedere il rappresentante della ricca famiglia Solo, il prescelto per ospitare l’ entità di Poseidone!
Da tempo Athena aveva raccolto intorno a sé un notevole numero di guerrieri altamente addestrati, dando vita ad una sorta di nuova Sparta, dove gli uomini erano addestrati una vita intera per nulla altro che il combattimento.
Contraria all’ uso delle armi, per il fatto che una simile manifestazione di potere avrebbe probabilmente scatenato le mire divine anche di Ares, la dea instillò nei suoi guerrieri la capacità di sfruttare la Divina Volontà presente in ogni cosa sin dall’ origine dell’ universo, ciò che è ancora chiamato cosmo!
Con le sole mani o i soli piedi erano, comunque, costoro in grado di compiere imprese sovrumane come frantumare la roccia o e compiere miracoli, che in molte culture erano paragonabili alla magia, era per loro cosa di tutti i giorni!
Un elevato numero dei suoi guerrieri attaccò dunque la città portuale in cui aveva sede l’ azienda della famiglia Solo, protetta da nulla altro che semplici soldati e mercenari, e non fu nulla altro che una carneficina.
Ma la fretta di Athena (ma perdonatemi …, e/o di chiunque avesse condotto l’ assalto…) portò ad un imperdonabile errore tattico!
Lei, l’ unica che avrebbe potuto riconoscere il dio non ancora pienamente manifesto,  non aveva rischiato di essere presente all’ attacco e non potè sincerarsi dell’ assenza del dio, impegnato nel viaggio che gli avrebbe permesso di giungere, per la prima volta nel suo regno, la segreta Atlantide!
La casa della famiglia Solo venne comunque rasa al suolo, senza lasciare alcun supersite…, una delle tante azioni di guerra definite come necessarie…
Come se un mare per troppo tempo immobile si risvegliasse all’ improvviso con tutta la sua forza dirompente, così fu il risveglio di Poseidone e la furia si abbattè su tutte le terre emerse, naturalmente Grecia in primis!
Ma non fu tutto…
Dalla tecnologia e dai materiali di Atlantide e per mano di Poseidone, nacquero dunque le prime sacre armature con le quali rivestì sette suoi guerrieri nominandoli generali del suo esercito.
Il contrattacco ai luoghi sacri governati dalla Dea della Giustizia fu tremendo e inarrestabile e in poco tempo l’ esercito della dea venne messo a dura prova e praticamente sbaragliato.
La dea fu costretta a ricorrere alle nuove leve, ma imparò la lezione assegnando anch’ essa ai suoi guerrieri protezioni di origine divina da lei create basandosi sulle costellazioni celesti da cui avrebbero dovuto prendere il potere necessario per le loro battaglie.
L’ esito della guerra, dettato anche dal numero notevolmente superiore dei guerrieri fedeli ad Athena, sembrò cambiare e , anche se con la perdita di quasi tutto lo schieramento della Dea della Giustizia, i sette generali vennero sconfitti e Poseidone costretto alla ritirata in Atlantide.
Ancora una volta la Dea sembrò lasciarsi trascinare dalla sua parte guerriera e inseguì personalmente il Dio dei Mari con ciò che era rimasto del suo esercito.
La battaglia fu la più cruenta dell’ intera guerra e, ancora una volta, comunque, (sempre se veritiero…) il comportamento di Athena fu deprecabile, avendo portato alla cancellazione dell’ intera isola, abitata per lo più da normali cittadini e non da abili guerrieri…!
Entrambe le divinità erano rimaste ferite piuttosto seriamente ma la Dea della Giustizia riuscì a far ripiegare il Dio del Mare verso il Polo Nord, mandandogli dietro 8 saint che aveva ritenuto particolarmente adatti a sigillare per sempre tra i ghiacci il suo avversario.
Seppur anche fra essi serpeggiasse il malcontento per la condotta di una guerra che non reputavano loro ma solo facente parte di un gioco divino, si avviarono a svolgere il loro compito, decisi in un modo o nell’ altro di porre fine a tutto ciò.
Tra essi le prime due donne ad essere annoverate tra i guerrieri di Athena, Vespa e Apis australe (i nomi venivano persi con l’ investitura), in grado di scagliare sottilissimi raggi di luce che potevano avvelenare il nemico agendo a livello cellulare. Se per la prima essi erano più soporiferi che mortali, gli ‘aghi’ della seconda erano abbastanza potenti da uccidere in pochi istanti grossi animali.
Testudo (Tartaruga) che della difesa faceva il suo vanto ma che utilizzava anche la sua stessa armatura per condannare i nemici ad eterno patimento.
Provindemiator (Vendemmiatore) in grado di annebbiare i sensi dei nemici con gli effluvi e gli effetti del vino
Antinous (Antinoo) nonostante l’ aspetto effeminato, un’ implacabile arciere
E quindi un gruppo di guerrieri in grado di rallentare gli elettroni degli atomi generando potenti correnti gelide in grado di congelare tutto ciò che incontrano sul loro cammino: Rangifer (Renna); Triangulus Antarcticus e Polophilax (guardiano del Polo)
La strategia ultima di Athena era stata precisa…
Nel freddo clima dell’ estremo nord, l’ acqua, allo stato solido, non sarebbe stata da Poseidone controllata con l’ impetuosità che gli era consentita altrove e se qualcuno riusciva poi a congelare quella che lui stesso avrebbe richiamato, tanto meglio, sarebbe diventata anch’ esso ghiaccio aumentando il vantaggio per i guerrieri del suo schieramento…!
Ormai protetto solo da un inutile seguito di tritoni, il Dio dei Mari fu costretto ad affrontare da solo il gruppo dei guerrieri di Athena.
Indebolito già dai precedenti scontri e ferito gravemente dalla diretta avversaria durante l’ assalto ad Atlantide, e forse ormai privo di qualcosa per cui valesse davvero combattere, Poseidone non parve, fin dall’ inizio, per nulla al massimo della potenza!
Certo, bastava quella che gli rimaneva, nonostante le ipotesi d Athena, per spezzare quelle vite una ad una…
Ma l’ inaspettato accadde!
Per la prima volta gli otto combatterono realmente uniti e non come entità separate!
I mirabili colpi che ognuno possedeva si univano con quelli degli altri generando una potenza tale da poter competere con quella di un dio!
Ma come superarla? Qui non si accettavano pareggi…!
Quando la fragilità umana sembrò soccombere all’ infinita potenza divina, accadde l’ insperato!
Fu Polophilax, stranamente il meno convinto su ciò che avevano fatto e che stavano ancora facendo, a trovare la motivazione dentro di sé necessaria a rinunciare alla sua stessa vita convogliando su di sé tutta la potenza generata dai compagni.
Il suo CYCLIC LIFE GLACIATION riuscì a penetrare le insormontabili difese di Poseidone ed unì il suo corpo a quello del dio in un eterno ciclo in cui la vita veniva ogni volta congelata sul nascere.
Mai il suo colpo era stato così potente e mai aveva incontrato una così grande fonte di potere che continuasse a rigenerarlo!
Esso, infatti, anche se appariva come un normale colpo di natura criocinetica, era in realtà molto subdolo…
Coreograficamente sembrava solo che le sue mani si riempissero di ghiaccio, facendo in modo che dalle dita si allungassero a dismisura cristalli di ghiaccio a diametro sempre più basso sino a divenire così sottili da non essere distinguibili ad occhio umano, ma rimanendo ancora estremamente appuntiti.
Tali appendici erano in grado di penetrare dunque: attraverso la protezione a maglie più strette… attraverso le più piccole fessure della pelle…, formando un vincolo indissolubile tra esecutore della tecnica e vittima.
Il ghiaccio avrebbe presto ricoperto entrambi alimentato per giunta dai cosmi di entrambi i ‘poli’.
Se l’ essere mortale avrebbe presto trovato la morte, lo stesso non sarebbe stato per la divinità, chiusa per sempre in quella prigione vivente, priva di un corpo, essendo esso invece destinato alla naturale degradazione!
In un ultimo spasmo il dio Poseidone tornò ad essere, per un istante, l’ uomo Rafael Solo.
”Ora potrò raggiungerli…”
Certo la vittoria era costata la vita del loro compagno, ma qualcosa, in quel gesto di divina umanità, aveva fatto rompere qualcosa nei guerrieri che vi assistettero.
Le domande si affollarono nel cervello come aghi roventi…
Era davvero giusta la condotta tenuta dall’ ordine di Athena in quella guerra?
Davvero non esistevano alternative a ciò che era stato compiuto?
Il dubbio inzio a  serpeggiare nei sette guerrieri rimasti, peggiore dell’ effetto di qualunque colpo i nemici avessero mai potuto scaraventare loro contro.
La voglia di abbandonare tutto esisteva, ma l’ ultimo ordine loro dato era quello di rimanere a perpetua difesa del ‘sigillo’ di Poseidone e quindi la permanenza in quei difficili luoghi poteva essere considerata una giusta pena…
Ma anche in Grecia la situazione non appariva molto diversa…
Due ‘partiti’ si erano praticamente formati: uno aveva accettato e accettava incondizionatamente il volere della Dea, mentre l’altro non riusciva a dimenticare e a non condannare l’ operato dell’ ordine nella guerra appena passata.
Qui la memoria scritta diventa per me piuttosto confusa e posso immaginarne il motivo…
Non si sa neppure che fine abbia fatto Athena dopo quegli eventi…
Se fosse tornata in Olimpo, magari punita da Zeus stesso per i suoi gesti troppo decisi e sprovveduti, o se semplicemente abbia vagato nel buio del peso della propria coscienza…
Comunque sia il partito a lei favorevole, prese pieno potere giungendo, forse a soppiantare del tutto quello avverso con metodi anche non proprio ortodossi ma forse necessari …
Gli anni passarono e forse l’ esistenza, seppur in terre lontane, di un gruppo di sacri guerrieri che conoscesse a tal punto come erano andate le cose non poteva che costituire un problema per Atene…
Senza aver certezza sul mandante, appare evidente come un’ altro guerriero fedele alla Dea si fosse recato nelle gelide lande del nord per risolvere la questione una volta per tutte.
Medusa Caput (Testa di Medusa) si recò dunque là dove i sette guerrieri rimasti avevano creato un piccolo regno che viveva in armonia nonostante le avverse condizioni climatiche.
I poteri del guerriero erano davvero prodigiosi, essendo in grado, gli occhi del suo elmo, di tramutare qualunque essere vivente in pietra!
Vespa e Apis australis furono le prime a divenire statue viventi, tentando di fermarne l’ avanzata, ma non fu possibile per il nuovo arrivato tramutare anche gli altri…
Triangulus Antarcticus riuscì infatti a creare una sorta di specchio di cristalli di ghiaccio, in grado di riflettere tale tremendo potere e ripagò quindi il guerriero con la sua stessa moneta!
Eliminata dunque la principale minaccia, il seguito divenne leggenda più che storia…
Altri ci provarono, ma il risultato non cambiò finchè tutto cessò sotto la minaccia di liberare nuovamente Poseidone.
Di loro con il tempo non restò neppure il ricordo e viceversa loro smisero di essere saint…
Questa è dunque la storia di come alcune costellazioni si spensero…, o meglio vennero cancellate, dando vita ad altre!

Dalle mie ricerche, le uniche informazioni con un minimo di fondatezza che ho trovato su quegli otto riguardano uno solo di loro…

POLOPHILAX
Nome: sconosciuto
Data di nascita: 1/1
Luogo di nascita: Siberia
Età: aveva 15 anni al momento della guerra contro Poseidone
Aspetto: alto 168 cm, pesava 80kg
Armatura: rappresentava una complessa struttura cristallina e intarsi delle strutture varie dei fiocchi di neve comparivano un po’ ovunque su di essa. Potrebbe ricordare vagamente quella attuale di Corona Borealis, ma l’ elmo pareva essere molto più coprente nascondendo alla vista quasi tutto il viso del guerriero.

Colpi:
- CYCLIC LIFE GLACIATION [Dalle dita del guerriero si sprigionano I suoi poteri cariocinetici sottoforma di cristalli appuntiti ma talmente sottili da divenire praticamente invisibili. Una volta che questi ultimi penetrano nel corpo dell’ avversario, rallentano gli atomi di tutte le sue cellule portando quindi il suo corpo al congelamento. Le modifiche sul moto degli elettroni agiscono a però catena in entrambe le direzioni con il duplice effetto  di ridurre al congelamento anche l’ esecutore e di autoalimentarsi dal cosmo di entrambi, come fossero due rallentatori di particelle. L’ effetto è quindi quello del suicidio del cavaliere di Polophilax per consentire l’ eterna prigionia dell’ avversario]
- ICE SUBTERRANEAN PEAKS [Il cavaliere è in grado di congelare porzioni sotterranee del terreno e di farle emergere come affilati spuntoni di varia forma e dimensione]
- MAGNETIC NORTH [Una particolare attrazione magnetica tenta di far deviare i colpi del nemico verso nord]

Background:
Dal fisico non proprio scultoreo, fin da bambino si era sempre fatto notare per la sua forza fisica e per la resistenza alle gelide temperature del suo luogo natio.
Figlio dei proprietari di un circo itinerante non ebbe comunque mai una vera e propria dimora se non le i carrozzoni della troupe, le gabbie con gli animali e  il tendone degli spettacoli.
Nonostante la giovane età faceva spettacoli tipo ‘il bambino più forte del Mondo’ o sfidava chiunque, uomini e animali, avessero avuto l’ ardire di mettergli davanti.
Non perse mai un incontro, nonostante ne avesse finiti molti seriamente ferito, almeno fin quando arrivarono nella lontana Grecia e incontrò quello strano uomo, molto più magro di lui, che non esitò a sfidarlo.
Il ragazzo non riuscì neppure a toccarlo, a prenderlo, a colpirlo…
Era davvero troppo veloce per lui…
E quale potenza!
Bastò un solo colpo per mettere fine per sempre alla sua imbattibilità!
Era come se un macigno gli fosse caduto improvvisamente alla bocca dello stomaco da una notevole altezza!
Bastarono solo molti soldi, troppi per potervi rinunciare, ai genitori e poche parole a lui rivolte per farne diventare un saint…
”Vuoi conoscere davvero il potere dentro di te…?”
Non furono tanto le parole a colpire il ragazzo, ma qualcosa negli occhi di quell’ uomo e la luce che vide chiaramente comparire attorno a costui per poi concentrarsi nelle sue mani.
La sacca che conteneva i soldi che avevano ricevuto i suoi genitori aveva cominciato a congelarsi a partire dalla fune grazie alla quale l’ uomo la reggeva in mano!

3) KIARAX:

NOME Felix
LUOGO DI NASCITA Mykonos
LUOGO DI ADDESTRAMENTO  Parco Monte-Olimpo
CLOTH Cloth D'Argento Capra color bianco
TECNICHE
1 FANGO MORTALE Felix tramite le braccia riesce a richiamare un fiume di fango che riesce a bloccare l'avversario rallentandone i movimenti
2 SCOSSA SISMICA Felix tramite le mani lancia delle scosse sismiche che se raggungono l'avversario diventa sempre più debole fino a svenire

NOME Boris
LUOGO DI NASCITA Santorini
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Vulcano Etna
CLOTH Cloth D'Argento Volpe color marrone
TECNICHE
1 CENERE DI FUOCO Boris tramite le mani e aumentando il cosmo riesce a trasformare il fuoco in cenere che lancia contro l'avversario che gli impedisce di vedere come se fosse cieco
2 PIOGGIA DI FUOCO Boris tramite le mani lancia velocemente delle palle di fuoco che se raggiungono l'avversario creano bruciature che potrebbero impedire di continuare il combattimento

NOME Lapis
LUOGO DI NASCITA Paros
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Bonifacio
CLOTH  Cloth D'argento Tartaruga color verde
TECNICHE
Il guscio della cloth di tartaruga diventa uno scudo potente
1 VORTICE DI VENTO Lapis lanciando lo scudo riesce a creare un forte vento che rende inutilizzabile la cloth dell'aversario
2 URAGANO Lapis tramite una serie di pugni molto veloci riesce a lanciare tanti uragani che se raggiungono l'avversario possono scaraventarlo a terra tra mille sofferenze

NOME Ago
LUOGO DI NASCITA Atene
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Pireo
CLOTH Cloth D'Argento Renna color bianco grigio
TECNICHE
1 ONDA ANOMALA Ago tramite le braccia lancia una serie di onde anomale  che potrebbero travolgere l'avversario
2 BOMBA D'ACQUA Ago tramite le mani lancia dei gettiti d'acqua che a contatto con la cloth esplodono provocando forti dolori all'avversario

NOME Camel
LUOGO DI NASCITA Naxos
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Sahara
CLOTH Cloth D'Argento Cammello color sabbia
TECNICHE
1 FIUME DI SABBIA Camel tramite le braccia riesce a richiamare una grande quantità di sabbia che scaglia contro l'avversario che non è in grado di muoversi perchè immobilizzato
2 TEMPESTA DI SABBIA Camel tramite le mani riesce a lanciare una tempesta di sabbia che se ragguongono l'avversario provocano ferite che portano pian piano allo svenimento

NOME Loris
LUOGO DI NASCITA Ios
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Gran Sasso
CLOTH Cloth D'Argento Orso Bianco color neve
TECNICHE
1 UNGHIE DI GHIACCIO Loris riesce a ghiacciare le unghie della cloth rendendole dure come il ghiaccio che anno la capacità se raggiungono l'avversario di congelarlo lentamente
2 FUOCO FREDDO Loris tramite la mani riesce a lanciare un mix di fuoco e ghiaccio  che sbalsa via l'avversario come se fosse un geyser

NOME Aurora
LUOGO DI NASCITA Milo
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Monte Egaleo
CLOTH Cloth D'Argento Gatto color marrone e grigio.Possiede una maschera che gli copre la parte superiore del viso
TECNICHE
1 PIOGGIA DI FULMINI Aurora tramite le mani riesce a lanciare velocemente una serie di fulminiche fanno pedere l'equilibrio tra mille sofferenze
2 SCARICHE ELETTIRCHE Aurora tramite le unghie della cloth lancia scariche elettriche che se raggiungono l'avversario provocano ustioni che fanno svenire per il dolore

NOME Maxinus
LUOGO DI NASCITA Creta
LUOGO DI ADDESTRAMENTO Atene
CLOTH Cloth D'Argento Gallo color verde e bianco
CARATTERIZZAZIONE PSICOFISICA Maximus possiede su entrambi gli occhi delle cicatrici è duro e severo con gli altri quando serve ed è un lider eccezionale che non si lascia mai prendere dal panico in nessuna occasione
TECNICHE
1 BECCO DEL GALLO Maximus usando le mani come se fosse il becco di un gallo riesce a fare delle crepe alla cloth dell'avversario
2 ARTIGLI INSANGUINATI Maximus tramite gli artigli della cloth riesce a lacerare parte della pelle dell'avversario dalla quale esce del sangue che rende l'avvesario frastornato dal dolore
STORIA
Maximus nasce come soldato adetto alla protezione della città di Atene.
Maximus pian pian fece sempre piu' strada fino a diventare capo delle guardie adette alla protezione della città di Atene.
Nel frattendo il dio Nettuno stava organizzando il suo esercito per dichiarare guerra ad Atena e riunì tutte le truppe ad Atlandide(identificata forse oggi con l'isola di Malta).
Atena per paura che Nettuno potesse diventare un serio pericolo creò delle armature dotate di particolari poteri.
Chiamò per costuire tali armature  il popolo Mu che era stato assistente del piu' grande costruttore di quel tempo ovvero il dio Efesto e creano delle armature ispirandosi alle costellazione e agli elementi presenti in natura ovvero oro argento e bronzo
Ma quando Nettuno dichiarò guerra ad Atena solo otto armature d'argento erano pronte ora bisognava cercare solo gli otto prescelti.
Atena individuò in Maximus ed i suoi soldati come prescelti ad indossare le armature create dal popolo Mu.
Quindi Atena in sogno disse a Maxinus di scegliere oltre a lui 7 cavalieri che non dovevano essere i migliori ma coloro che avevano bontà e determinazione d'animo e gli spiegò che avrebbero ricevuto in dono delle armature particolari che gli avrebbero permesso di sconfiggere Nettuno ed i suoi soldati.
Una volta sveglio Maximus ripensò e ripensò alle parole che Atena gli aveva detto non doveva scegliere i soldati basandosi sulla forza ma su altri criteri.
Per tutta la giornata Maximus non fece altro che pensare alle parole di Atena e chi dovesse seguirlo in questo compito che la dea gli aveva affidato.
Non sapeva chi scegliere ma sul finire della giornata gli vennero in mente i primi tre nomi due fratelli e per quel periodo un pò strano una donna
I primi due erano due fratelli Loris e Boris che  pur non essendo dei validi soldati erano coloro che aiutavano chiunque fosse in difficoltà
La terza persona scelta fu una donna Aurora una ex amazzone abile in battaglia ma scelta non per questo ma per per il fatto che durante le battaglie andava sempre a dare manforte  a chi era nei guai anche se questo avesse voluto significare quel giorno morire alla donna non sarebbe importato nulla .
Poi fu scelto Felix non un gran combattente ma colui che si fermava anche durante la battaglia a soccorrere chi era ferito e ne aveva bisogno.
Fu scelto anche Camel soprattuto per l'amore che aveva ne confronti degli animali.
Infatti si assicurava sempre che gli animali non fossero mai maltrattati un'altra dote che Maximus ritenne importante nel delicato compito che Atena gli aveva affidato.
Per ultimi ma non meno importanti furono scelti Lapis ed Ago grandi amici di Maximus e di una bontà d'animo che erano adatti nel difficile compito rischiestogli dalla dea.
Tutti i cavalieri prescelti  furono imformati da Maximus che la dea Atena li aveva scelti per conbattere i soldati nemici sotto la giuda di Nettuno.
Bisognava scegliere un capo e nessuno esitò a dire che Maximus era il più adatto per svolgere quel delicato compito.
Quindi Maximus mando tutti i cavalieri nei luoghi dove si trovavano le armature speciali donate dalla dea Atena
Tutti i cavalieri compreso Maxinus riuscirono a conquistare le armature speciali ovvero le sacre vestigia d'argento solo dopo aver superato degli ostacoli che gli avrebbero anche permesso poi di usare al meglio le sacre vestigia d'argento.
Quindi tutti i cavalieri una volta conquistate le armature d'argento fecero ritorno ad Atene aspettando il momento che Nettuno dichiarasse guerra ad Atena.
Nel frattenpo anche la dea Atena si rincarnò in un essere umano pronta allo scontro contro Nettuno.
E arrivo' il momento in cui Nettuno signore dei mari dichiarò guerra ad Atena ma la dea prima che Nettuno potesse creare distruzione nel mondo mandò i suoi cavaliri a sconfiggere Nettuno ed i suoi cavalieri.
Ma prima di partire Atena affidò a Maximus l'anfora in cui rinchidere l'anima di Nettuno e alla sacerdotessa Aurora diede i sigilli con cui ricoprire l'anfora cosi' che Nettuno ne rimanesse intrappolato per sempre.
I sigilli furono dati ad Aurora e non a Maximus perchè potevano essere usati solo da sacerdoti o sacerdottesse e non da altre persone .
Quindi i cavalieri si recarono ad Atlandite per combattere contro i cavalieri
Appena giunti ad Atlantide i cavalieri viddero dei templi enormi e si spaventarono ma Maxinus li rassicurò dicendo di proseguire perchè il loro scopo era quello di sconfiggere Nettuno ed i suoi cavalieri.
Entrarono nel primo tempio ad aspettarli c'era il genarale Cavallo Del Mare
Maximus cavaliere d'argento del gallo  invitò gli altri a proseguire avrebbe affrontato lui il cavaliere
Maximus aumenta il cosmo solo con lo scopo di far passare i suoi amici sa benissimo che lo scontro sarà difficile e che potrebbe morire.
Quindi i cavalieri passano sperando che anche Maximus possa raggiungerli
Qundi Maximus lancia contro il generale il suo colpo il Becco Del Gallo che non riesce a sortire nessun effetto contro il generale.
Infatti il generale usando solo il cosmo riesce a schivare il colpo e a scaraventare Maximus a terra.
Ma Maximus non a tempo da perdere e pensando ai suoi amici che lo aspettano lancia con inaudita potenza gli Artigli Insanguinati che il generale non resce a schivare e muore sotto i colpi di Maximus che pur stanco per il pur se breve combattimento va avanti.
Intamto i cavalieri giungono al sencondo tempio quello di Scilla
Entrando vedono dei disegni strani di un mostro che mangiava le persone.
Boris dice agli altri che durante il suo addestramento in Sicilia era venuto a conoscensa del leggendario mostro che nel tratto di mare tra la Sicilia e la Calabria ci fosse un mostro che attaccava tutte le navi distruggendole e scaraventando in mare l'equipaggio così da poterlo mangiare.
Quindi si para loro contro il genarale Scilla dicendo che tutto ciò che il cavaliere ha detto è vero
I cavalieri cercano di passare ma Scilla gli ferma e i cavalieri cadono a terra svenuti.
La prima a rialsari e la sacerdotessa  Aurora cavaliere d'argento del gatto che dice al genearale di non sottovalutarla solo perchè è una donna e come avvertimento gli lancia la Pioggia Di Fulmini che il cavaliere riesce a rimandare contro di lei con la sacerdotessa che cade a terra tra le risate del generale che afferma che una donna non deve combattere.
Quindi Aurora scossa dalle parole del generale e per far vedere che le donne sanno combattere lancia contro il generale il Fulmine Felino che in un primo momento sembrano essere stato schivato dal genrale ma che poco dopo cade a terra per le ustioni riporate.
In quel momento anche gli altri cavalieri si alsano e vedono il generale sconfitto.
Aurora dice ai suoi amici di proseguire e di non preoccuparsi di lei che dopo essersi ripresa un pò' li avrebbe raggiunti quindi i cavalieri partono e  giungono al terzo tempio di Kaisa
Appena entrano vedono un tempio le cui pareti sono ricoperte del sangue delle persone uccise.
Quindi si fa avanti il generale Kaisa che dice loro di andarsene se non vogliono essere anche loro pittura per il suo tempio.
Qui i cavalieri vendendo che non anno più tempo da perdere decidono di separarsi e di rivedersi da Nettuno.
Quindi Loris cavaliere d'argento di orso polare per far passare i suoi amici decide di combattere lui  dando il tempo ai suoi amici di scappare.
Quindi lancia contro il generale Unghie Di Ghiaccio che riescono solo momentaneamente a congelare l'avversario che sferra un colpo che fa pedere del sangue all'avversario.
Il Generale dice che quel sangue gli servirà per continuare ad abbellire le sue pareti ma Boris dice che sarà lui ad essere sconfitto e lancia contro il generale il Fuoco Freddo che non da scampo all'avversario sbalzandolo via con il sangue che esce dal suo corpo come punizione per aver fatto ciò a dei deboli ed indifesi.
Intanto vediamo Camel cavaliere d'argento del cammello raggiungere il tempio di  Dragone Del Mare
Qui gli si fa subito incontro incontro il generale Dragone Del Mare che non perde tempo e scaglia un pugno contro il cavaliere che è stato colto di sorpresa.
Quindi il cavaliere scaglia contro il generale Fiume Di Sabbia che lo immobilzza per poi finirlo con Tempesta Di Sabbia che in un primo momento non senbra aver sortito nessun effetto contro il generale .
Solo in un secondo momento il generale si accorge di avere numerose ferite in tutto il corpo e sviene ma prima di svenire il cavaliere gli dice che il suo colpo puo' avere effetti anche in segiuto.
Quindi Loris parte alla volta di Nettuno.
Vediamo Ago cavaliere d'argento di renna giungere al tempio di Sirena
Qui lo accoglie il generale di Sirena suonando il flauto
Ago scaglia contro il genearle Onda Anomale che viene fermata dal flauto che il geneale usa anche come arma
Ago quindi nel tentativo di distruggere quel micidiale flauto usa Bomba D'Acqua che oltre a distruggere il flauto riesce anche a far cadere a terra il generale che non puo' piu' rialsarsi quindi Ago aproffitando di ciò si allontana dal Tempio alla volta di Nettuno
Nel frattempo Lapis ragiunge il tempio di Krisma che piu' che un tempio sembra un giardino in fiore.
Qui gli appare il generale di Krisma dicendo di andarsene per non essere costretto a distruggere il suo bellissimo giardino ma Lapis gli dice che se vuole sconfiggerlo dovrà distruggere il giardino a cui tiene molto.
Quindi Lapis lancia Vortice Di Vento che viene fermato da una barriera di fiori
Quindi il generale scaglia contro il cavaliere una serie di rose che però non riescono a colpirlo riuscendosi a coprire con il suo scudo
Quindi il cavaliere a un'idea distruggere il giardino ed il geneale insieme cosi' da lasciare in caso' il genearale sensa difese.
Lapis lancia Uragano che spazza via sia il giardino che il generale che cade a terra privo di vita.
Intanto Boris cavaliere d'argento di volpe giunge al tempio di Kraken
Qui lo aspetta il generale di Kraken che a un'idea visto che ancora un cavaliere deve passare di qua vuole usare il cavaliere d'argento di volpe come trappola
Boris inizia lo scontro contro contro il generale ma usando anche i suoi colpi migliori Cenere Di Fuoco e Pioggia Di Fuoco non a scampo e viene battuto dal generale
Nel frattempo Felix cavaliere d'argento di capra stava raggiungendo il tempio quando gli si fa davanti il generale con  accanto imprigionato in una bara di ghiaccio il suo amico e disse che l'unico modo per liberarlo era sconfiggerlo
Quindi Felix per non perdere tempo uso prima Fango  Mortale per inpriggionarlo e poi Scossa Sismica per finirlo
Ma il generale era riuscito a liberarsi stava per sferrare ormai il colpo mortale contro Felix quando gli effetti del secondo colpo si fecero sentire fino a far cadere a terra il generale e liberando così il suo amico Boris
Quindi tutti i cavalieri giunsero ai piedi del trono di Nettuno che dopo molte difficoltà riuscirono a sconfiggere aumentando i loro cosni e donandoli a Maximus il quale lanciò il colpo che fece cadere a terra Nettuno il tempo giusto che serviva a Maximus ad aprire vaso ed imprigionare l'anima di Nettuno e ad Aurora di siggillarlo per non farlo piu' uscire.
I cavalieri tornarono da Atena ma non ebbero il tempo di festeggiare perchè furono mandati al Polo Nord con il compito di sorvegliare l'entrata del regno di Nettuno nel caso dovesse liberarsi dal vaso.
Ma poco a poco quei cavalieri  confinati in quel luogo freddo e desolato si iniziarono a scordare di Atena dimenticandosi chi fosse iniziando a compiere angherie verso chiunque facendosi da ora in poi chiamare Blue Worriors.
Aledileo

Questi sono i voti che i giudici hanno dato, decretando che la TERZA MANCHE DELLA GARA DI CREATIVITA'sia vinta da SION DI ARIES!

Complimenti a Sion, e ovviamente a Kiara e Marino!

Aledileo

COMMENTI SU questa TERZA MANCHE:

Personalmente ero ben consapevole della difficoltà che i vari concorrenti avrebbero trovato, dato che era un argomento ampio, e su cui ci sono pochi dati certi. Quindi c'era la possibilità di spaziare, potendo ognuno puntare l'accento su ciò che avrebbe preferito. Secondo me avete fatto dei bei lavori e spero che Nirti e Ciccio postino in seguito i loro, perchè sono curioso di leggerli, se hanno voglia ovviamente.

Passando a commenti singoli:

KIARA: Si è concentrata più che altro sullo scontro tra i Cavalieri e i Generali, che, perchè non venisse lunghissimo, a tratti è frettoloso e non molto convincente. Nota di merito è l'aver dato vita a tutti gli 8 Cavalieri, realizzando piccole, ma complete, schede su tutti loro.

MARINO: Originale l'idea di far raccontare la storia dal Grande Sacerdote. Mi ha subito colpito, in positivo. E ben strutturato l'abbandono di Atena da parte di quelli che diverranno i Blue Warriors, con il loro continuo interrogarsi sulle azioni della Dea.

SION: Storia costruita molto bene. Trovo un pò surreale l'idea dei matrimoni, lontana dagli standard classici, ma l'atmosfera che si respira trascina comunque nella lettura. Bel personaggio Temistocle, belli i suoi colpi segreti soprattutto quello che congela il sangue, l'ho apprezzato molto (un potere simile lo ha Nesso del Pesce Soldato in "Il tramonto degli Eroi", sebbene lui faccia aumentare il liquido nel corpo dell'avversario, ma il risultato è simile ) come ho apprezzato il fatto che sia restio ad usarlo. Interessante ovviamente il riferimento a Excalibur.
Aledileo

Infine, posto la CLASSIFICA GENERALE di questa GARA DI CREATIVITA':

(Ho aggiunto anche gli altri tre concorrenti per completezza, ma è ovvio che il confronto è inutile, non avendo partecipato all'ultima manche)

6) Ciccio di Microscopio, 14,1375

5) Dauko di Libra, 14,25

4) Nirti, 14,525

3) Kiara, 20,65

2) Marino di Scylla, 22,05

1) SION DI ARIES: 22,73

A nome di tutti e quattro i giudici, nomino quindi SION DI ARIES vincitore di questa prima GARA DI CREATIVITA'!!!

Complimenti vivissimi!!! Party

E complimenti, e grazie, a tutti coloro che hanno partecipato, dando vita, in queste settimane, a letture piacevoli e voli di fantasia, sempre ben apprezzati!
Last

Votazione finale!

Bravo Sion!!! Party  Applauso E complimenti anche agli altri partecipanti!

Passiamo ai commenti!

Kiarax06: In tutto il racconto si denota una certo velocità, dettata forse dal fatto che hai descritto tutti gli scontri, anche se a volte essi sono troppo veloci, avrei preferito ne descrivessi solo alcuni ma in modo più dettagliato. Non mi è piaciuto come hai reso Krisaore che con i fiori non aveva nulla a che vedere nella serie classica, mentre ho apprezzato Lemuri che è diverso ma non eccessivamente. Carine le 8 schede tecniche

Marino di Scylla: Bella l'idea del resoconto di Sion, la storia è ben strutturata e le tecniche sono interessanti, anche se il Cyclic Life Glaciation è poco chiaro. Bello il rendere Atena in modo negativo, un pò come nel manga all'inizio

Sion di Aries:Mi è piaciuto come hai affrontato la sfida, facendo ricordare la storia al protagonista, anche se i matrimoni nella serie non sono certo all'ordine del giorno, nell'antichitàpotevano essere comuni. Gli scontri sono ben descritti e la tecnica Freezing Blood è molto interessante, soprattutto per il suo non volerla usare. Bello il riferimento ad Excalibur
Shura di Capricorn

Re: Votazione finale!

Ecco i commenti

Marino di Scylla: ,i è piaciuta molto l'idea del racconto fatto da Sion, crea suspence. La storia tuttavia non mi ha convinto fino in fondo. Interessanati i dubbi sul comportamento della dea per rendere Atena in modo negativo, manca però un chiaro scioglimento finale.

Kiarax06: hai descritto tutti gli scontri, e ci può stare, però viene un po' sacrificata la parte cruciale, cioè la conversione degli 8. Buone le schede tecniche con i protagonisti che provengono da diversi angoli della Grecia e dalla cicladi in particolare.

Sion di Aries: la storia del matrimonio non mi ha convinto più di tanto; buona l'idea di saltare tra piani narrativi diversi. Gli scontri sono realistici. Il riferimento ad Excalibur mi è piaciuto molto.
nirti

SADACHBIA DI ACQUARIUS


NOME :  Sadachbia
ALTEZZA : 181 cm
PESO : 73kg
GRUPPO SANGUIGNO : AB
NATO IN : Tunisia
SEGNO ZODIACALE : Acquario
ADDESTRATO IN : Mar Nero
MAESTRO : Sconosciuto
ALLIEVO : Nikolaos
MATRICE ENERGETICA : Acqua
ARMATURA : Acquario
CLASSE DI CAVALIERE : Cavaliere  d’oro
APPARTENENZA : Cavaliere di Atena
TECNICHE :

GOLDEN AMPHORA – Sadachbia rivolge contro il nemico le  sacre  acque  sotto  forma  di pioggia  dorata  finissima  che agisce  come una pioggia di aghi infuocati e altamente penetranti.


NIKOLAOS DI POLOPHILAX

NOME : Nikolaos
ALTEZZA : 176 cm
PESO : 60kg
GRUPPO SANGUIGNO : B
NATO IN :
SEGNO ZODIACALE : Ariete
ADDESTRATO IN : Mar Nero
MAESTRO : Sadachbia di Acquarius
MATRICE ENERGETICA : Acqua
ARMATURA : Polophilax (Guardiano del Polo Nord)
CLASSE DI CAVALIERE : Silver Saint ?
APPARTENENZA : Cavaliere di Atena
TECNICHE :

OCEAN PRESSURE – Nikolaos genera intorno al nemico una  bolla  d’acqua nella  quale la pressione tende  ad aumentare gradualmente  fino a schiacciare il nemico ed  ad  ucciderlo se non riesce a uscire  fuori dalla sfera.
Questo colpo non ha praticamente  quasi effetto sulle armature d’oro ma può sbriciolare facilmente armature di bronzo e  d’argento e persino le  Surplici dei tre  giudici dell’Ade.

GREATEST MAELSTROOM –Nikolaos crea un gigantesco vortice  d’acqua nel quale il nemico subisce una fortissima pressione capace  di uccidere facilmente  il malcapitato semplicemente  annegandolo tra i flutti che non tendono a fermarsi  finchè il nemico non è morto o è riuscito a fermare la fortissima corrente.

BLUE BOMB –Nikolaos lancia  contro il nemico una serie  di sfere che  creano sull’armatura del nemico incrostazioni in grado di rallentare i movimenti.

DESCRIZIONE DELLA CORAZZA

La  corazza del guardiano del Polo  o Polophilax è composta 9 pezzi ovvero:  un ‘elmo a  diadema  rappresentante  al suo centro un cristallo di ghiaccio stilizzato. Un pettorale nel  quale  sono fissati due copri spalla che nella forma a segno fanno parte  della copertura  della testa a  forma  di cono. Il pettorale è di forma piatta e ovoidale con decorazioni varie.
Le braccia sono  coperte  fino ai  gomiti da un doppio bracciale mentre dalla cintura  scendono due  lunghe stole fino a meta  del polpaccio anch’esse  facenti parti della corazza.
Infine due schinieri coprono la gamba fino alla coscia senza particolari decorazioni.
Il colore della corazza è bianca con aggiunte di viola e blu più scuro.
L’armatura  assemblata in segno rappresenta un ‘uomo che indica con un dito l’alto.
Menzione particolare è  dovuta ad una  strana  aureola posta dietro il capo del totem che scende disponendosi sul braccio sinistro quasi  fosse uno scudo.
STORIA DI UN RITROVAMENTO

I fatti  che  qua descriviamo provengono da  antichi documenti che emersero dodici giorni orsono durante un fatto che ha scosso la popolazione del Grande Tempio. In seguito ad un’infiltrazione di tombaroli nell’area  sacra del cimitero dei cavalieri, sono emersi  durante la ricomposizione di
un  sepolcro  i resti di un cavaliere la  cui costellazione ha  destato curiosità e perplessità.
Dalle analisi preliminari, il nome  dell ’occupate sebbene quasi completamente cancellato ,sarebbe APATE e su di  esso sono stati  trovati ancora  stretti nelle mani, i documenti che  narrano la  storia  dell’inabissamento del regno di Atlantide moltissime  generazioni prima dell’era  attuale.
Di  questo Apate non abbiamo che  scarne notizie,  si dice  sia  stato uno dei primi cavalieri di Atena ad  essere investito di una sacra  armatura che però non è stata identificata allo stato attuale.
Le ossa  presentano gravi segni di lotta indice  che il cavaliere ha combattuto contro più avversari che probabilmente lo hanno infine ucciso.
Il documenti  recuperati come  detto sopra  rendono più chiari i fatti avvenuti durante la Guerra tra Nettuno signore  di Atlantide e Atena  signora degli uomini e protettrice  del Grande Tempio.
Sappiamo  già da diverse  fonti e prove  che la Dea  Atena fino allo scoppio della  guerra  contro Nettuno non possedeva  un esercito ,ma basava il suo potere sulla legge  che faceva  rispettare in quanto divinità infliggendo lei stessa la pena ai condannati.
A  quel tempo esistevano due  correnti entrambi fedeli ad Atena ma  che si distinguevano per la visione di come  amministrare la giustizia  e  di come  la  stessa Atena  avrebbe  dovuto confrontarsi nei  riguardo degli uomini e delle guerre  che sarebbero comunque  scoppiate  appena le divine incarnazioni delle varie  divinità avessero ripreso forma  concreta.
In questo clima di tensioni interne  al primo nucleo del Grande  Tempio , Nettuno re  dei mari e  zio della stessa Atena mosse guerra conquistando velocemente molte  terre emerse e  costringendo  Atena a reagire. Ella pur attaccando lo zio ,non era particolarmente interessata alla sorte  degli uomini  se non per quella  di un solo ragazzo che stranamente prendeva  in grande considerazione al contrario degli altri.
Costui  era un guerriero assai  giovane, dalla folta  chioma colore del sole il cui simbolo era il cavallo alato.
Atena  aveva  occhi solo per lui che  circondato da un gruppo di sostenitori, poteva  dichiararsi il guerriero più potente  del Grande tempio superando addirittura in forze persino lo steso Zeus o  qualche  altra divinità.
Durante  gli scontri che  insaguinarono  quei giorni , Enif mostrò grande  sprezzo guidando un reparto di valenti guerrieri contro le schiere guidate  da un generale  di Nettuno il cui  simbolo era un gigantesco animale ormai estinto da  tempo.
La battaglia non andò bene e Enif  fù l’unico a  salvarsi accusando  poi Nikolaos di codardia per  non essere intervenuto durante la battaglia. Lo scontro tra i due cavalieri  non avvenne  solo perché la stessa Atena interruppe la  disputa accusando  lei  stessa il suo guerriero di codardia sotto gli occhi esterrefatti del cavaliere  del Guardiano del Polo Nord.
Egli rappresentava l’altra fazione avversa a  quella di Enif e questa disputa aumentò il malcontento che già serpeggiava tra le schiere di Atena.
Il guerriero del Pegaso chiese per arroganza di poter tornare a  combattere  immediatamente ma  in ogni scontro il guerrieri di Atena  venivano sconfitti e fatti arretrare sempre più vicini ad Atene. La  dea non potendo accettare  queste  continue  sconfitte fece  chiamare Nikolaos e  gli affidò il compito di scoprire il segreto della nuova  forza di Nettuno dato che  ora  anche Enif giaceva quasi privo di vita  nelle stanze  dell’infermeria  del Grande Tempio.
Il guerriero venne inviato tra le schiere di Nettuno in incognito  come  spia  dove  scoprì che il Dio dei Mari aveva  creato delle protezioni per i suoi Generali chiamate  scale o scaglie  e  cosa  ancora peggiore  che  esse  erano in gran parte  d’oro rendendole quasi inattaccabili o indistruttibili agli attacchi ad  esse portati.
Nella loro creazione Nikolaos vide le immagini di creature mitologiche  quali il Kraken in versione  di una  grossa razza o la salamandra  che portava i navigatori a perdersi a  detta dei discorsi  di uno dei fabbri che la  stava  forgiando in quelle ore.
Scoprì  questo segreto e  quello che mai avrebbe mai  dovuto vedere ,  due fabbri erano  gli  stessi che  avevano contattato la sua Dea  qualche  giorno prima  recando un materiale da  forgiare in metallo per protezioni.
Al contrario di Atena , Nettuno non aveva  peccato di superiorità e aveva  armato in maniera migliore i suoi soldati facendogli vincere  sempre  più battaglie.
Il papiro in questa  sezione della storia purtroppo è gravemente danneggiato ma da  quello che  si può leggere e  che  Atena alle parole del suo guerriero  rispose  ancora  più dispoticamente non prendendo in considerazione  quanto sentito  fino a  quel momento.
Il conflitto dicono le  carte  peggiorò e  solo un piccolo gruppetto di guerrieri  rimase a protezione di Atena  e  del Grande Tempio.
La Dea sentendosi in pericolo ,decise  di venire meno  alla sua  decisione e  chiamò  al suo  cospetto l’unico  dei  fabbri che non ancora  aveva  offerto i suoi servigi a  Nettuno.
Egli veniva da Mu e in comune  accordo  con Atena  forgiò dodici  corazze  completamente doro  decisamente  superiori alle scaglie  d’oro dei generali come i dodici  segni posti sull’eclittica solare.
Dodici  dei trentasei   rimasti vennero investiti  dalle  corazze d’oro in base  alla propria  configurazione  cosmica.
Nikolaos vide  così che il proprio maestro divenisse il primo cavaliere  d’oro di Acquarius undicesimo segno nello zodiaco e  custode  delle acque del creato.
Questo fatto  inasprì la contesa  tra le due  fazioni.
Credendo nella propria  superiorità Enif  chiese  che l’armatura  dell’Acquario venisse  tolta a Sadachbia e  data  a lui il cui cosmo era così  vicino a  quello della  stessa Atena.
Lo scontro avvenne  dinanzi agli occhi dei presenti alla cerimonia e  vide  la sconfitta  clamorosa  del guerriero di Pegaso. L’amato di Atena, il preferito era  stato sconfitto miseramente. L’onta  sarebbe  stata pagata con il sangue  dice il papiro.
Intanto  Nettuno giunto alle Porte  del Grande  Tempio venne  fermato proprio da un gruppo di guerrieri che disperati cercavano di  rallentare la presa inevitabile  del Grande Tempio.
La  guerra  infuriava  intorno a  loro finchè un bagliore  dorati non apparve all’orizzonte e una pioggia  di energia non colpì i soldati nemici annientandoli per la prima  volta.
Nikolaos  vide il suo maestro seguito da  sei cavalieri le  cui vestigia  al contrario di quelle  di Sadachbia non  risplendevano di dorati bagliori saltare verso di lui ormai  solo intorno ad una moltitudine  di nemici.
I  corpi dei nemici vennero distrutti  e  dinanzi  a loro apparve  un generale  degli abissi vestito delle sue  scaglie dorate.
In mano teneva l’elmo di un cavaliere che Nikolaos riconobbe subito.
In questa  sezione il papiro  si è sbriciolato e non ci è dato di  sapere  come  andò lo scontro ,ma  sappiamo che nessuno dei cavalieri rimasti  rimase  ucciso.
Sembra  che Atena in persona  sia  comparsa sul campo di battaglia  e che  sia  stata scortata all’interno della città di Atlantide dove attaccò Nettuno.
Lo scontro nella città fù senza precedenti e il cosmo di Atena  combinato con quello di Nettuno fece  sprofondare l’intero continente e la città del Dio dei mari.
Anche  quà il papiro  è rovinato ma da quelle poche parole ancora leggibili sappiamo che una famiglia venne sterminata ad eccezione di un bambino che scomparve prima  del massacro ad opera  dei cavalieri di Atena.
Tornati ad Atene le due  fazioni si scontrarono per l’ultima  volta e la stessa Atena decise  dicercare l’ultimo erede della famiglia  Kedives per evitare  che Nettuno potesse un  giorno reincarnarsi.
Enif venne mandato insieme a sette cavalieri a  garanzia  del successo della missione.
Il papiro dice  che l’erede non venne mai trovato e  che Enif incolpò  di questo  Nikolaos.
Al Grande Tempio  intanto la fazione  cappeggiata  da Nikolaos  venne eliminata grazie  ad un colpo di mano del cavaliere d’oro della vergine  che impose  con la forza  le ragioni della sua  fazione.
Nikolaos  rientrato in seguito al Grande  tempio venne incarcerato a Capo Sounion per il suo fallimento  e un sicario venne mandato nelle regioni vicine  al polo nord  dove  stavano in quel momento gli altri cavalieri.
Il sicario uccise cinque dei  cavalieri  presenti ma non trovò il sesto.
L’identità  di  questo assassino è molto probabilmente  quello di Apate , lo stesso Apate   sepolto in questa  tomba.
Il papiro non dice  molto  altro.
Atena  inviò un altro sicario ma scomparve, si pensa che  esso sia  stato scoperto ed  eliminato da Nikolaos  che nel frattempo era  riuscito  miracolosamente a  fuggire dalla prigione di Capo Suinon.
In seguito a  questi  fatti la Dea bandì moltissime  costellazioni eleggendone  altre  a  suo favore.
Non si hanno più notizie in merito ma  si pensa  che l’ultimo ordine dato da Atena a quei cavalieri sia di tenere lo spirito di Nettuno sigillato per evitare  una  nuova  e sanguinosa  guerra sacra.


Devo ammettere  che  questo  è  quello che io Sion di Ariete  Grande  Sacerdote ho potuto leggere  mi ha  decisamente scosso nelle mie convizioni,  come  può  Atena  che tanto si è prodigata  nell’ultimo conflitto, essere una divinità così infantile?

Ho copiato personalmente  questi scritti perché la verità venga tramandata ora  che  finalmente l’abbiamo appresa.
Il sepolcro di Apate  è stato richiuso soltanto ieri.
Un dubbio si è insinuato nella mia mente e nel mio cuore.
Spero solo di sbagliarmi…
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