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GiT XXXI - Psychosanctuary

Personaggi e fazioni

L'ATENA CORPORATION

Arlessandro Sacerdote: L'attuale presidente dell'Atena Corporation è uno psicopatico ipocondriaco dotato di doppia personalità e perennemente afflitto da emicrania, che riesce a limitare solo facendo uso di ingenti quantità di Aulin, oltre ad usarlo per tenere a bada la sua personalità buona. La sua personalità buona si chiama Puccio ed è iperglicemicamente pucciosa. Essendo per la maggior parte del tempo in preda al suo lato cattivo, fa di tutto per impedire ad Atena di riconquistare la sua multinazionale.
Poteri: è l'unico tra i giocatori che può uccidere Atena di notte, tramite il suo pugnale. Una volta a partita potrà tentare di ucciderla.
Inoltre, sempre per una sola volta, può soggiogare Leo e costringerlo, superando la sua innata fifa, ad affrontare e bloccare un giocatore.
Immunità: è immune ai kanon, ai gemini e al rogo fintanto che Pesci è in vita.

Pesci: devoto fan e fanatico di Arles, tanto da essersi strusciato sul suo accappatoio, dona la sua vita per salvarlo. La sua passione sono le adorate rose e gli abiti fashion.
Poteri: finché è in vita, Arles è immune ai Kanon, ai Gemini e al rogo.

Aquarius: incerto padre biologico di un ragazzo debosciato e un po' (molto) deficiente di nome Crystal, è di origine russa e gelido come la Siberia da cui proviene. È in perenne litigio con Capricorn per via di uno sgarbo che il cavaliere del capricorno gli ha fatto in passato.
Poteri: Ogni notte difende un giocatore o sé stesso proteggendolo/si con la bara di ghiaccio (in cui rinchiude la vittima designata) o congelando l'avversario, a scelta.
Siccome odia il figlio, la protezione su Crystal non funziona.
Immunità: Capricorn si sacrifica per lui (attacco di gemini o kanon) se perde la scommessa notturna (vedi Capricorn). Capricorn non è tenuto a sacrificarsi se Aquarius si auto-protegge.

Capricorn: il businessman milanese e milanista. Banfone di enorme portata, è il più veloce dei cavalieri. Si spaccia per sciupafemmine pieno di soldi, ma in realtà è povero in canna e va sempre in bianco.
Poteri: ogni notte scommette con Aquarius su chi i Gemini o i Kanon vogliano colpire.
Se ci prende, non deve sacrificarsi al posto di Aquarius nel caso questi venga attaccato la notte successiva. Se non ci prende e Aquarius dovesse venire attaccato la notte successiva, si sacrifica e lo difende con l'Excalibur da braccio.
Avendo una questione di preminenza maschile da regolare con Toro, una volta a partita cerca Bianghina, la pecora preferita di Toro e, se la trova, la squarta con l'Excalibur asimmetrica. Se la trova prima di Toro, non si dovrà più sacrificare al posto di Aquarius per il resto della partita, anche se non lo verrà a sapere e continuerà a scommettere. Se la trova dopo Toro, Bianghina morirà lo stesso ma Capricorn non acquisirà l’immunità.

Scorpio: il devoto compagno della compagna responsabile di Asgard, Hilda, non le fa mai mancare una bella scorta di crema & gusto.
Poteri: è l'indagatore e ogni notte, dopo aver dato il caffé a Hilda, può torturare un giocatore con la cuspide potenziata e fargli dire se è o meno un giocatore dell'Atena Corporation.

Don Virgo: mafioso paddrino di origine siciliana, pone l'onore e la coppola al di sopra di tutto. Dopo aver scoperto che Phoenix ha disonorato la sorella Maria Catena, lo ha costretto a sposarla.
Poteri: tramite il suo picciotto Cancer controlla l'ingresso posteriore dell'Ade, dove chi muore transita per l'aldilà. Grazie al potente colpo “Giudizio dei Corleone”, ogni turno può chiedere se chi è morto era un giocatore dell'Atena Corporation o meno.

Leo: fifone di prima categoria, si distingue per codardia e odio verso i comunisti. Leggendaria la sua unghia spezzata che gli impedisce di combattere.
Poteri: se viene colpito dai malvagi poteri comunisti di Arlessandro, questi lo trasformano in un comunista purosangue dall'odore caratteristico e lo costringono a bloccare chi gli viene indicato.

Cancer: il picciotto fedele di Don Virgo, controlla i traffici illegali di quest'ultimo facendo la guardia all'ingresso posteriore di Ade. Sa chi è Don Virgo.

Toro: l'enorme cavaliere di origine africana e grande amico di Mur, di cui apprezza le doti e soprattutto le pecure.
Poteri: una volta a partita prova a trovare Bianghina, la più bella begora di Mur.
Immunità: se trova Bianghina prima di Capricorn, rimane in salvo per il resto della partita.

Mur: di origine spiccatamente sarda, amico di Toro, nonostante i ripetuti raid del bestione nei suoi recinti delle pecure.
Poteri: due volte a partita può curare un ferito o sé stesso grazie alla lavanda gastrica di sua invenzione, a base di Cannonau, pecorino, post-vitamina ZRP 44,5 e altri ingredienti speciali.

L'Atena Corporation vince se muoiono i gemini (Andromeda non conta) e i kanon. Se il Santuario vince, vincono anche i suoi morti andati nel Paradiso dei Cavalieri.

I GEMINI

Pegasus: prima guardia del corpo di Atena, romano e romanista fin nelle ossa.
È convinto che uccidendo Arlessandro otterrà il suo agognato stipendio da fame. Ogni notte cerca così di uccidere i difensori dell'Atena Corporation per arrivare finalmente ad Arles.
Immunità: essendo ignorante e burino, ha una fortuna sfacciata per cui, la prima volta che viene attaccato dai Kanon, Sirio lo difende con il suo scudo Made in China.

Sirio: la seconda guardia del corpo di Lady Isabel. Nonostante il suo quoziente di intelligenza sia inferiore a quello di una mangusta, è la mente del gruppo (immaginatevi gli altri...), anche se ha dei periodici e ciclici cali di vista per cause ignote. È inoltre l'unico del gruppo ad avere una fidanzata, anche se pare non gli piaccia parlarne...
Il suo motto è “dove passa il dragone non cresce il terrone”.
Appoggia Pegasus in tutto e per tutto, sperando di farsi pagare da Atena, sempre in natura.
Poteri: la prima volta che Pegasus viene attaccato dai Kanon, lo difende con il suo scudo Made in China.
Se mandato al rogo impazzisce e, scambiando colui che incontra (sceglie) per terrone, lo porta con sé con la pienezza del dragone.

Crystal: terza guardia del corpo, il suo quoziente di intelligenza rilevato è inferiore allo zero (assoluto), anche se non ci si poteva aspettare molto altro da un amante delle Barbie (quelle vere, non quella della sesta casa!). Mammone patentato, è convinto di essere stato concepito per intercessione divina. Sua madre è la donna più conosciuta di tutte le terre emerse, sommerse, desertiche, ghiacciate...insomma, proprio tutte tutte! Combatte più che altro per mettere a tacere il complotto che vede coinvolta la sua santa mamma. Può uccidere anche se rimane da solo, in un attimo di lucidità.

I gemini, per vincere, devono essere in numero pari ai buoni. Vincono anche i morti.

I KANON

Atena: legittima proprietaria dell'Atena Corporation, ha assunto cinque guardie del corpo per aiutarla a sconfiggere Arles. Tirchia in tutti i sensi, si inventa scuse di tutti i tipi per non pagare le sue guardie del corpo, tipo soffrire di certe sindromi dagli effetti eterni.
Ogni notte cerca di far firmare un contratto fasullo ad un giocatore, ferendolo.
Immunità: È immune ai gemini e può essere uccisa solo dal pugnale di Arles o dal rogo.

Phoenix: è il ritardatario del gruppo, essendosi fermato su un'isoletta a...riposarsi con una bella ragazza. Con suo sommo rammarico scoprirà che per queste sue azioni dovrà sposare la ragazza in questione per ordine di Don Virgo; così chiede aiuto ad Atena per annullare il matrimonio.
Se Atena muore ne prende il posto ma non le immunità, continuando a ferire.

I Kanon vincono se  almeno uno di essi è ancora vivo alla morte dei Gemini e di Arles. Nel caso, vince anche il kanon morto.

PERSONAGGIO SPECIALE

Bianghina: la più bella pecora di Mur, nonché la favorita di Toro. Gioca per l'Atena Corporation e vince con la sua fazione, a patto che sia ancora viva alla fine della partita. Sa chi è Mur.
Non essendo un cavaliere, non vince se muore.
Immunità: essendo una pecora speciale, può venire uccisa solo dal rogo o da Capricorn.

PARTECIPANTI

1. Aiolos87  
2. Aldebaran
3. Aledileo
4. Antares
5. Asher
6. Canadian
7. Chaos
8. Christian
9. Elisa
10. Lampo
11. Libra
12. Minosse
13. Phoenix no Ikki
14. Sagarules
15. Saintsaga1983
16. Shura di Capricorn

F.A.Q. (Frequently Asked Questions, non la parolaccia...)

Aquarius e Capricorn si conoscono? No, non si conoscono tra loro, quindi non è possibile che Capricorn scommetta sempre su Aquarius per salvarsi la pellaccia nel caso in cui venisse attaccato. Capricorn scriverà al master chi secondo lui sarà una vittima di quella notte, indipendentemente dal fatto che sia una vittima dei kanon o dei gemini. Capricorn godrà della sua eventuale immunità temporanea a partire dalla notte seguente a quella in cui ha scommesso.
Il meccanismo delle scommesse di Capricorn è il seguente.
Dalla seconda notte, inizia ad agire (quindi in questa notte non potrà usufruire della sua eventuale immunità, a meno che non trovi subito Bianghina), scommettendo su un giocatore presumendo che verrà attaccato dai kanon o dai gemini. Se Capricorn trova Bianghina prima di Toro, in qualsiasi notte la trovi, gli effetti della sua immunità saranno istantanei.

Seconda notte: Capricorn scommette che Tizio verrà attaccato (dai gemini o dai kanon non importa).

Durante la seconda notte Tizio viene attaccato (anche se difeso o immune per ruolo)   la terza notte, Capricorn non dovrà sacrificarsi al posto di Aquarius perché ha vinto la scommessa

Durante la seconda notte Tizio non viene attaccato    la terza notte, se Aquarius venisse attaccato, Capricorn dovrà sacrificarsi al suo posto

Durante la seconda notte viene attaccato sia Tizio che Aquarius    Capricorn si sacrificherà al posto di Aquarius perché la scommessa vinta esplica i suoi effetti dalla notte successiva

Durante la seconda notte Capricorn individua Bianghina e la uccide    a partire da questa stessa notte non dovrà più sacrificarsi al posto di Aquarius, se questi dovesse venire attaccato

La scommessa della terza notte esplicherà i suoi effetti a partire dalla quarta notte e così via.

Arles deve prima individuare chi interpreta Leo per poterlo soggiogare? No, Arles scriverà semplicemente al master che vuole soggiogare Leo, indicando chi vuole che blocchi.
I bloccaggi e gli uccisi/feriti verrano sempre indicati chiaramente? No, la master si riserva la facoltà di fare un po' di confusione .
Phoenix sa chi è Atena? Ovviamente sì, perché deve appoggiarla in tutto e per tutto, anche se resterà in disparte fino alla sua dipartita.
Nel caso Atena venisse bloccata/imprigionata, al suo posto agirà Phoenix? Certo, se no sarebbe troppo facile  
Don Virgo sa chi è Cancer? No, se qualcuno conosce qualcun altro viene indicato chiaramente nella descrizione dei personaggi.
Gli indizi saranno sulla parodia? E per chi non la conosce? No, gli indizi saranno sulla serie originale e sullo scibile umano, saranno solo i personaggi a comportarsi come nella parodia.
Se Sirio, andando al rogo, indica il giocatore che interpreta Arles come sua vittima e Pesci è ancora in vita, Arles muore con Sirio? No, Arles è immune anche al potere di Sirio fintanto che Pesci è in vita.
Bianghina rientra nel computo dei buoni per la vittoria dei gemini? No, Bianghina non è un cavaliere e in teoria non può difendere "fisicamente" il Grande Tempio. Quindi, se rimangono due gemini più due cavalieri e Bianghina, i gemini hanno comunque vinto.
Se Aquarius protegge Capricorn e quella notte venisse attaccato Aquarius, Capricorn rimane protetto?
No, perché non è stato Capricorn ad essere stato attaccato ma Aquarius, quindi Capricorn si sacrifica al posto di Aquarius e subisce normalmente il colpo che gli viene dato.
Se Aquarius viene attaccato e Capricorn si sacrifica, Capricorn muore anche in caso di attacco dei kanon?
No, Capricorn riceve lo stesso tipo di ferita che riceverebbe Aquarius. Quindi ferita a morte nel caso di attacco dei gemini e ferita grave ma curabile nel caso dei kanon.


Se avete altre domande potete postarle in topic o mandare un PM a Doa, che soddisferà tutte le vostre richieste (sì, proprio tutte tutte!   ).
Anche le mosse dovranno essere mandate esclusivamente a Doa, così io mi risparmio la fatica
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PROLOGO

La sala della presidenza dell’Atena Corporation era un’enorme stanza vuota, con un tappeto rosso che dall’ingresso della sala portava ai piedi di un dorato e alto trono, dove in quel momento stava assiso il presidente dell’Atena Corporation, Arles Sacerdote.
L’uomo indossava una maschera non come simbolo del suo rango ma per non farsi riconoscere dai nemici. No, non stiamo parlando degli scagnozzi di Atena. Stiamo parlando dell’intero popolo greco che a causa di Arles aveva visto fallire il suo Stato. Era per colpa sua, infatti, che le spese del servizio sanitario erano salite in modo vertiginoso, tanto da far andare in bancarotta l’intera nazione. Erano talmente tanti i medicinali di fascia A consumati da Arles che non bastava il bilancio di tutta la Grecia per coprirne i costi.
Dietro il trono stava il tavolo da conferenza, dove si riunivano le guardie del corpo dell’Atena Corporation, per decidere le strategie di emergenza. Il tavolo, utilizzato un tempo per le riunioni, era ingombro di scatole e scatolette di medicinali, dall’Aulin per l’emicrania al Vivin C per il raffreddore.
E proprio Vivin C era la deliziosa bevanda che Arles stava sorseggiando da un calice d’oro quando un messo entrò portando brutte notizie.
“Atena è ad Atene”, disse.
“Cos’è, un gioco di parole? Come ha fatto ad arrivare fin qui? I miei poteri non sono forse stati sufficienti per tenerle nascosto il Grande Tempio?”
“Pare che sia stato trovato da un ragazzo cieco...”
“Siamo proprio alla frutta! – disse Arles, sentendo la sua gastrite riacutizzarsi–  Vado a preparare la riunione di gabinetto, tu intanto convoca le guardie del corpo” disse il grande Sacerdote, dirigendosi a natiche strette verso una porticina nascosta nella tappezzeria della sala.

                                             
Poco prima, un aereo privato atterrò all’aeroporto di Atene, trasportando tre soli passeggeri più il pilota.
La prima persona a metter piede sul suolo greco fu una donna dai lunghi capelli viola che le scendevano sciolti sulle spalle.
A seguire sbarcarono due individui, vestiti pressoché alla stessa maniera, che non dimostravano più di quindici anni, fisicamente. Non più di tre, invece, mentalmente. Pegasus e Crystal, questi i nomi, erano convinti di star per iniziare una bellissima vacanza spesati di tutto dalla generosissima Atena.
I due poveracci non avevano ancora idea di cosa li aspettasse.
La donna si rivolse ai due, con fare stranamente gentile, come per indorare la pillola e trasformarla in supposta: “Siamo arrivati, ragazzi. Ora dobbiamo occuparci di un piccolo intoppo burocratico e poi potremo iniziare la nostra splendida vacanza.”
I due, che ancora non avevano lavorato un giorno, non si erano minimamente insospettiti alla proposta di quel premio di produzione.
Pegasus si stiracchiò e si avviò dietro la donna, così da poterla guardare dalla prospettiva giusta, mentre Crystal seguiva osservandosi intorno, infastidito dal caldo che gli faceva scongelare le ascelle, bagnandole.
Una volta giunti ai piedi dell’Acropoli, ai due ragazzi venne in mente qualche dubbio, ma solo in forma embrionale, come i loro neuroni.
“Ahò, so’ du’ ore che camminamo e ancora nun abbiamo trovato st’ufficio!”disse Pegasus, ansimando per la fatica.
“Sì, belandi, e io sono sicuro di averne visti almeno tre o quattro lungo la strada...”, gli fece eco Crystal.
Atena, che era la donna con loro, si girò guardandoli severamente.
“Cosa volete che siano due passi con questo bel tempo? –  riferendosi al sole bruciante e ai trenta gradi all’ombra –  Non dobbiamo cercare un ufficio, dobbiamo aspettare che qualcuno venga ad accoglierci.”
Nel frattempo il gruppetto proseguì, raggiungendo finalmente l’Acropoli.
Be-belandi! – esclamò Crystal, stupefatto- ma è meraviglioso!”
“Eh, ve l’ho detto che sarebbe stato un bel posto!” disse Atena, ravviandosi i lunghi capelli.
“Mo sì, mo lo so che sono un bel coso!” esclamò Sirio, sbucando da dietro una colonna.
“Ahoooo!!! Nun fa così che me spaventi!” disse Pegasus, non riconoscendo l’amico.
“Andiamo bene...” pensò invece Atena.
“Mo come, mo non mi riconosci, Pegasus? E sì che tu ci vedi!”
“Aggià, è vero che te sei sempre ciecato, Sirio! Cos’è successo stavolta?”
“Mo lasciamo stare! Andiamo avanti che è meglio, non voglio nemmeno pensare al mio passato”, raccontò, riferendosi alle tristi vicende che avevano coinvolto la sua fidanzata storica.
“Hai per caso visto qualcuno, Sirio?”, gli chiese Atena.
“Mo come faccio ad aver visto qualcuno? Comunque ho per caso trovato un posto strano, pieno di colonne come quelle su cui si stampa sempre Pegasus ma che sembra avvolto da una maledizione...”
Sirio si riferiva al Grande Tempio, in quel momento coperto dalla nuvoletta di Fantozzi  che oscurava il complesso di edifici alla vista dei turisti e degli abitanti di Atene. Ma nulla poteva il nembo carico di malumore contro il deficit visivo e mentale del cavaliere di bronzo.

                                               
I cavalieri d’oro erano riuniti attorno al tavolo da conferenza, opportunamente sgomberato dalle scatole di medicinali, e attendevano solamente l’inizio della riunione.
Il segretario di Arles, a disagio per il ritardo del presidente, cercò di giustificarlo.
“Ehm, sta preparando la riunione di gabinetto, sicuramente sta predisponendo i documenti pe-“
“Qualcuno mi porti della carta igienica!!! L’ho finita!” urlò una voce isterica da dietro una parete.
Il segretario, imbarazzato, corse a fornire la carta per i documenti al grande Sacerdote. Grande perché era il maggiore di due gemelli nati pochi secondi l’uno dall’altro. Ma questa è un’altra storia.
In testa al nutrito gruppo di cavalieri stava Pesci, ardente sostenitore di Arles e suo fedele servitore nella causa per la proprietà dell’Atena Corporation.
Arles, uscendo dalla porticina nascosta nel muro, si soffermò a osservare il gruppo delle sue guardie e, disperato, pensò di suicidarsi con il sonnifero che prendeva di solito.
Pesci si stava rinfrescando il make-up, mentre Capricorn faceva finta di parlare con il suo inesistente agente di cambio e Cancer e Don Virgo indossavano la coppola al posto dell’elmo. Per non parlare di Mur, che stava tenendo una seria conversazione politica con una pecora ancora non tosata nonostante il caldo.
Arles sospirò, ma dette a tutti dei compiti, ad alcuni più gravosi che ad altri.
“Aquarius – disse, rivolgendosi al custode dell’undicesima casa – tu sarai incaricato della protezione dei tuoi compagni. Dovrai vigilare e fermare in tempo gli assalitori che verranno nei prossimi giorni.”
“Ah-ah-ah – rise Capricorn, sfottendo il compagno – così dovVai salvaVci la pelle, tVaaaa!!!”
“Dha – rispose Aquarius – ma se iuo muoio, chi difenderà i miei cuompagni?”
“Ho pensato anche a questo – disse, con un ghigno invisibile ai cavalieri – e infatti ho deciso che sarai protetto a tua volta da Capricorn, che ti seguirà e ti coprirà le spalle.”
“Cooosa???” si stupì Capricorn, sbiancando all’improvviso.
“Se ne accorge suolo ora che ho bisogno di qualcuno che mi copra le spalle?”, disse il gelido cavaliere, lanciando un’occhiataccia a Pesci, che cercava sempre una scusa per invitare Aquarius a casa sua.
“Ma non è finita qui. Don Virgo e Scorpio indagheranno su chi entra ed esce dal Santuario. Scorpio indagherà su chi vi entra verticale e Don Virgo indagherà su chi ne esce  orizzontale.”
“E vabbene” rispose Don Virgo, scocciato dal dover prendere ordini dal suo vecchio nemico. Ma fece buon viso a cattivo gioco e  voltò le spalle all’assemblea andandosene, seguito dal suo fedele picciotto Cancer.
“Boia faus presidente, ma io non ho tempo, lo sa che con la mia compagna abbiamo molti...affari...da svolgere neh”
“Non me ne frega niente dei tuoi affari, vai a fare il tuo dovere! Prima il dovere e poi il piacere!”
“Uhm...cosa mi piace di più? Dare il caffè a Hilda o torturare la gente? Questo è il dilemma” e così pensando uscì dalla sala.
“Mur, tu avrai il compito di curare i feriti. Ma siccome non ho intenzione di spendere soldi per questi quattro buoni a nulla, li curerai con i medicinali che ti avanzano”
“Aiò, ma solo due ne posso curare così!”
“E due ne curerai! Bisogna fare economia, che la mutua non ci passa più niente”, così proferì l’uomo più ricco del mondo.
“Vabbè...aiò Bianchina!”il cavaliere si era infatti portato appresso la sua più bella pecora, per difenderla dalle aggressioni del suo vicino, Toro, che si offrì di fare la strada con loro.
Quasi tutti i cavalieri erano andati via, ma uno era rimasto, un po’ stizzito.
“E a me? A me nessun incarico, cucciolotto?”
“Pesci! Chiamami ancora cucciolotto e non basterà la scientifica per recuperare le tue briciole! In ogni caso se vuoi puoi anche crepare, per quel che me ne fa...”
“Siiiii!!! – esclamò entusiasta l’occupante della 12 – donerei anche la mia vita per te!”
“Speriamo succeda presto” pensò il grande Sacerdote, ritirandosi nelle sue stanze con una pulsante emicrania.


PRIMA NOTTE

Al Grande Tempio l’attività era fervente. Tutti si stavano preparando a difendersi dall’assalto.
Pesci fissava la foto con autografo in cui era abbracciato ad Arles, che si era fatto stampare in formato poster. Bei tempi quelli, prima che il grande Sacerdote cambiasse...
Aquarius e Capricorn avevano messo da parte le loro beghe , prendendo un accordo che forse avrebbe portato dei vantaggi ad entrambi.
Scorpio stava sgranocchiando uno snack: uova, prosciutto , patatine fritte, formaggio, crepes alla nutella, bigné e per finire il caffé che avrebbe dato anche a Hilda. Il tutto innaffiato da abbondanti dosi di Barolo. Doveva tenersi leggero per il suo delicato compito.
Qualcuno lucidava le armature, qualcuno le pillole e qualcun altro le pecore.
Tra questi, Mur stava approntando il suo apparato di difesa per prevenire le intrusioni di Toro, che ogni notte irrompeva nei suoi recinti facendo strage di pecore.
La sua più bella pecora, a detta di Toro, era la più protetta. Il bestione era talmente innamorato di Bianghina che le aveva regalato anche una stola di pelliccia bianca che l’ovino portava orgogliosamente intorno al collo.

I bronzini erano stanchi e affamati. Atena aveva concesso loro solo una cena leggera a base di cetrioli, sperando fossero quelli contaminati. Alla fine avevano ceduto al sonno.
“Pegasus...Pegasus! – disse Atena – vieni qui...”
Pegasus si trovava in un posto familiare e Atena stava davanti a lui, vestita con una cortissima minigonna e un top bianco. Il bronzino sbavava copiosamente di fronte a tanto ben di Zeus .
“Ahò, mo te...”, ma il suo ardore fu presto spento da un destro che gli fece ballare i denti.
Pegasus si svegliò di colpo, mentre Atena urlava disgustata. Era vestita normalmente, con il suo antiquato vestito bianco lungo fino ai piedi e con le maniche a sbuffo. Di scollatura nemmeno l’ombra.  Almeno il colore l’aveva azzeccato.
“Brutto porco schifoso! Metti via quelle mani!”
“Ahò me scusi, io stavo sognando...”
Sirio e Crystal, svegliati dalle urla di Atena, si avvicinarono ai due.
“Mo non ti vergogni  Pegasus?”, lo rimproverò subito l’amico, mentre Crystal sembrava nutrire un po’ d’invidia nei confronti del compagno.
“Ma che voi? Ho detto che stavo sognando! C’aveva pure 'a minigonna e er toppino striminzito...che figo che era ragà!”
“E giusto in sogno puoi sperare che io mi vesta così!”
“Io ho una barbie uguale – disse Crystal – ma la mia preferita è sempre la prima che mi ha portato Babbo Natale”
Atena si rialzò e si allontanò preoccupata per l’improvvisa aggressione  di Pegasus, anche se in fondo aveva dei sospetti. Sapeva che era un deficiente, ma non pensava fosse pericoloso.
Poco dopo un urlo giunse dalla direzione in cui Atena si era allontanata e i tre bronzini accorsero. Con orrore videro che Atena era stata trafitta e una macchia di sangue si allargava sul suo petto.
L’autore del misfatto stava eretto sopra la sua vittima, sorridendo.
Il primo ad accorgersi della dinamica dei fatti, stranamente, fu Pegasus, che subito si scagliò contro lo sconosciuto, riempiendolo di pugni.
Lo sconosciuto li schivò tutti e compiendo un balzo e una capriola in aria si portò dietro il bronzino, cercando di strangolarlo con una corda di pianoforte.
Pegasus annaspava cercando l’aria, quando lo sconosciuto mollò improvvisamente la presa, crollando a terra. Sirio, alle spalle, l’aveva colpito a morte.
“Belandi, ma non si fa così, Sirio! Non si attaccano i nemici alle spalle !”
“Mo io che ne so se era di spalle o meno! Ho solo sentito il suo cuore terone battere e lì l’ho colpito ”
“Ahò, grazie Sirio! Ma come fai a sapere che era un terrone?”
“Ricordati che Sirio il Dragone fiuta sempre il terone. E ora che l’ho messo k.o. , andiamo a vedere cos’è successo ad Atena”
Atena stava riversa a terra, come prima, ma aprì gli occhi con uno sforzo e disse alle sue guardie del corpo: “Ragazzi...la morte  è vicina ormai...mi resta poco...dovete portarmi le medicazioni di Arles il più presto possibile...solo così sopravvivrò. La mia vita è nelle vostre mani.”
E la speranza, che era l’ultima a morire, stavolta morì per prima.
“Scusi sa, ma...se lei muore...poi ce li lascia i suoi soldi in eredità?”, chiese Pegasus.
“Col ca...”, gli rispose Atena, “no, i miei soldi sono tutti vincolati. Però se riuscite a salvarmi vi verrà pagato lo stipendio per intero. E ora marsch, al lavoro!”
“Come al lavoro? Ma non siamo in vacanza?”, chiese Crystal.
“Secondo il contratto a tempo pieno che avete firmato in Burundi, dovete lavorare 18 ore al giorno senza pause e avete un giorno di ferie all’anno. Il giorno di ferie è quasi finito perché siamo partiti ieri sera, quindi muovetevi!”
“Io me refiuto! Nun esiste che lavoramo come schiavi!”
“Belandi, ma è disumano!”
“Mo sì, mo questa ci sfrutta come dannati !”
“E vi ricordo che, sempre secondo il contratto,  se mancate agli impegni presi dovrete pagare una penale corrispondente alla castrazione."
Pegasus inorridì a quella prospettiva, Sirio quasi recuperò la vista per il raccapriccio, mentre Crystal non capì il significato di quelle parole e rimase tranquillo.
Alla fine i tre andarono via, diretti verso le case del Grande Tempio.
Fu allora che Atena, non vedendoli nelle vicinanze, si alzò da terra pulendosi il vestito.
“Gigi...Gigi! Svegliati, se ne sono andati”, disse Atena, apparentemente illesa.
"Marò che male! Ma dovevano menarmi così forte? Se non avessi avuto un mio CD incastrato nel vestito quello mi faceva fuori!”
“Era per fare le cose più realistiche, non si sono nemmeno accorti che il sangue era succo di pomodoro”
“Vabbuò, allora se mi da i soldi io andrei che tengo un concerto a Milano”
“Soldi? Tu osi chiedere soldi a me? Hai recitato malissimo e...ma ti pare l’ora di arrivare? Ti faccio causa, altro che pagarti...”
“Ma chiuda il becco! Lei non sa chi sono io! Sono un protetto della potentissima SIAE! E quelli quando gli gira...”
“Gigi...ti devo chiedere una cosa...”
“Eh mi dica, mi dica...”
“Mi faresti l’autografo?”
“Eh...magari possiamo fare uno scambio...”
“Hmm...del tipo?”, chiese Atena, avvicinandosi al misterioso uomo e facendo gli occhi dolci.
“Eh...del tipo che io le faccio l’autografo e lei mi ritrova la madre del biondino, Natasha mi pare si chiamasse...gran bel-“ ma non ebbe il tempo di terminare la frase che Atena, ferita nel suo orgoglio di donna, gli tirò una ginocchiata alle parti basse.
“Ti devo dire un’altra cosa, Gigi... fai veramente schifo, mi urti i timpani quando ti sento e secondo me i CD te li comprano solo i parenti! E poi...hai qui me e pensi a quella lì che ha più traffico di un'autostrada?”, disse la dea, con un singulto.
Ma Gigi già non la sentiva. Il colpo era stato talmente violento che il cuore dell’uomo si era fermato per lo shock.
Gigi cadde a terra, stavolta veramente esanime, e Atena si avviò ancheggiando verso le dodici case, pronta a riprendersi la sua multinazionale ma soprattutto decisa a non pagare niente alle sue guardie del corpo. Anzi, a nessuno.
“Ho bisogno di un esorcista”, disse.


Gigi D'Alessio è morto

PRIMO GIORNO

Quel pomeriggio tutto il Grande Tempio dormiva sonni beati. Alla diffusione della notizia della morte di Gigi D’Alessio tutti si erano lasciati andare a urla di giubilo, bevute, musica, canti e balli.
Lo stesso Arles aveva dormito bene, visto che era stata eliminata una causa delle sue frequenti emicranie. Peccato permanessero le altre 129899 concause.
Mentre il Grande Tempio dormiva, degli sconosciuti avevano eretto, nella terrazza dietro la sala della presidenza dell’Atena Corporation, una gigantesca statua, con tanto di dedica: “Alla nostra benefattrice. Il mondo intero.”
In realtà la vittima sembrava morta per cause naturali, ma un’attenta analisi dell’anatomopatologo aveva escluso tale evenienza.
“Da due a zero in un nanosecondo, praticamente”, fu il suo referto tecnico.

Arles, la sera, si decise a convocare l’assemblea per trovare gli assassini.
“Signori – disse Arles alle guardie del corpo riunite – sono consapevole che la morte del primo nella lista dei più pericolosi ricercati dall’Amplifon non ci riempia certo di dolore, ma dobbiamo fare giustizia. I suoi assassini vanno assicurati alla mannaia del boia. Tanto più che sicuramente sono stati gli scagnozzi di Atena. Dobbiamo trovarli e giustiziarli.”
Le guardie del corpo erano turbate e infastidite, di malumore, soprattutto per la sbronza della notte appena passata.
La discussione si svolse con toni abbastanza civili, nessuno aveva voglia di condannare qualcuno per aver fatto un favore all’umanità intera.
Alla fine, con riluttanza, i sospetti si concentrarono sue tre persone.
Aldebaran, Asher ed Elisa vennero nominati.
Elisa quasi non si difese, sicura di essere innocente, anche se forse avrebbe voluto essere al posto di coloro che avevano ucciso il povero Gigi.
Asher invece quasi inveì contro gli altri cavalieri, che secondo lui stavano prendendo un grosso abbaglio e, spostatosi di lato, fece spazio ad Aldebaran che non sapeva proprio cosa dire, tanto gli sembravano assurde le accuse.
Alla fine la colpa ricadde su Elisa ed Asher, ma i cavalieri non si decidevano a scegliere uno dei due.
Arles contò i voti, ma ne mancava uno. Si guardò intorno con sguardo interrogativo, quando una pecora si fece avanti.
“Meeeee...mmmmeeeeee!”
E la votazione si concluse. Elisa era stata condannata.
La ragazza guardò i cavalieri, stupita, poi guardò Arles, arrabbiata. “Come può farmi questo?”, disse, e si voltò scuotendo la testa. Non c’erano più certezze a quel mondo.
Proprio quando Elisa stava per essere condannata a morte, Arles si prese la testa tra le mani, sofferente. Gli cambiarono i capelli , mentre una vocina dolce e pucciosa proferiva le seguenti parole: “Centite, cavalieri. Perché per questa notte non teniamo Elisa in cella anziché ammazzarla? In fondo mi sembra una brava puccia. Diamogli una possibilità.”
Le guardie del corpo annuirono, sollevate. Non gradivano che chi li aveva liberati da tale calamità venisse giustiziato.
“Rinchiudetela nelle sue stanze, stanotte veglieremo su di le-“, ma Puccio non fece in tempo a ufficializzare la sentenza che Arles riprese il controllo della sua mente e disse: “Col cavolo che la imprigioniamo! A morte! A morte!”
“Mi dispiace signor Sacerdote, ho già scritto sul verbale che la pena sarà l’incarcerazione...”, si scusò il suo segretario.
“Maledizione! E va bene. Ma verrà mandata nelle segrete di Cape Sunion, e verrà legata con le catene di cui si fregia! Se domani mattina sarà ancora viva significherà che è innocente...altrimenti...", lasciando così intendere le nefaste conseguenze.

Quando Arles rimase finalmente solo, si sentì bussare alla porta della sala.
Arles disse di avanzare, ma nessuno si fece vivo. Curioso, si avvicinò alla porta e l’aprì. Sulla soglia stava un pacchetto con dentro una boccetta di Pino Silvestre e un bigliettino con su scritto: “Posso lavarti la schiena?”.
“PESCI!!!!!!!!”, urlò Arles, preso da un nuovo attacco di emicrania.
La sua voce stentorea, il cui fragore fece rimbombare tutto il Grande Tempio, suonò più come un monito che come una minaccia.


Elisa è stata imprigionata

SECONDA NOTTE

Il Grande Tempio era in fermento. Le guardie del corpo, che Arles aveva deciso di chiamare cavalieri, erano tutte sveglie e attente.
Aquarius e Capricorn erano insieme anche quella notte, anche se avevano litigato per l’ennesima volta su chi dei due dovesse andare a casa dell’altro.
“Sali tu!”, diceva Aquarius, mentre Capricorn gli rispondeva di scendere lui, perché era meno faticoso.
Scorpio, allacciandosi il cinturino dopo aver dato il caffè a Hilda, si apprestava a torturare la vittima che aveva catturato e imprigionato quella sera. Ma fece un buco nell’acqua e andò a farsi un giro prima di tornare da Hilda, liberando la sua vittima che era quasi morta dallo schifo quando aveva scoperto cos'era la cuspide potenziata. Questi erano i famosi e valorosi cavalieri dalle armature d’oro.

Arrivato a nuoto al Pireo, schivando eliche di panfili abusivi e masse di cozze al botulino, Phoenix emerse dall'acqua in tutta la sua bellezza. Appena fece due passi però inciampò e cadde, sbattendo il grugno su uno scoglio che gli lasciò una brutta ferita sul naso.
Imprecando per il dolore, cauterizzò la ferita con un battito d'ali e proseguì il suo cammino fino al Grande Tempio. Doveva trovare Atena e convincerla ad unirsi alla sua causa. Chissà se gli avrebbe creduto...

Nel frattempo Pegasus, Sirio e Crystal entrarono in azione. Avevano individuato la loro prima vittima, ma Pegasus si fermò all’improvviso.
“Ahò ragà, sto troppo male! Quella robba che c’ha dato Atena doveva esse’ avvelenata!”
“Bah, l’ho mangiata anche io eppure sto benissimo”, gli disse Crystal.
Sirio fece spallucce, ignorando le sofferenze di Pegasus, e proseguì.
“Ahò, ma te voi fermà? Sto male t’ho detto!”
“Belandi Sirio, stai qui a fargli compagnia, vado avanti io”
“Mo come no, e così ti prendi tutto il divertimento! Mo vengo anche io!”
“Nun m’abbandonà, te prego!”, disse Pegasus, schiantandosi a terra come se l’avesse colpito qualcosa allo stomaco.
“Mo va bene va...va’ tu Crystal, e se hai bisogno di aiuto...arrangiati!”
Crystal si voltò e, fatti pochi passi, si trovò di fronte alla dimora del suo nemico.
“C’è nessuno?”, chiese il cavaliere. E nessuno gli rispose.
“Che fortuna, stasera non si batte chiodo!”, disse, usando un’espressione cara a sua madre Natasha.
“Uhmmm...questa l’ho già sentita – gli rispose qualcuno, sbucando da dietro un angolo – però quando lo diceva non era esattamente contenta...”, proferì Antares.
“Non toccare la mia mammina, bastardo! Polvere di diamanti!”
Ma il colpo venne annullato dalla mano di qualcuno che si era posto a difesa di Antares.
“Ma che diavolo...”
La figura si palesò alla vista di Crystal.
“Ma allora è un incubo! È come se fossi tornato indietro nel tempo!”, disse il biondino, riconoscendo suo padre/Babbo Natale/lo Spirito Santo Aquarius.
“Suono muolto contento. Posso suonartele altra vuolta! E in più Crapicuorn ha perso scommessa!”
“Papinooo!”
“Brutto debosciato di un figlio, hai smesso di rompermi le palle anche al lavoro! Sei sempre in mezzo, qualsiasi cosa succeda!”
“Non puoi niente contro di me, conosco le tue tecniche!”
“Sì, ma non le hai mai imparate a dovere perché sei un minus habens! Prendi questo e crepa!”
Così Aquarius puntò la mano contro Crystal e lo rinchiuse nella bara di ghiaccio per la terza volta.
"Che vita di m...", furono le ultime parole del biondino.
Aquarius si voltò e se ne andò, senza degnare di uno sguardo Antares.
Il giovane si girò a guardare la bara di ghiaccio in cui era rinchiuso Crystal, chiedendosi se poteva ancora nuocergli.
Ma i suoi timori erano inutili, Crystal non era più in grado di fare del male ad alcuno per quella notte. E mentre Pegasus e Sirio erano alle prese con l’avvelenamento, qualcun altro urlò di un lacerante dolore, quella notte.

Atena si mosse sicura, arrivando finalmente alla casa della sua vittima.
Si era cambiata d'abito, mettendo quello che aveva indossato durante il torneo, molto più sexy e scollato.
Christian Virgo se ne stava seduto ad un tavolo disegnando qualche bel pingucavaliere quando la donna fece il suo ingresso, non preoccupandosi di nascondere il rumore dei suoi passi.
Christian Virgo alzò lo sguardo e disse “Bona!!!” poi si guardò in giro e sussurrò: “ti ho già vista da qualche parte?”
“Sì – disse Atena – è per quello che non ci vado più.” Poi socchiuse gli occhi, osservandolo meglio.
“Ah! Tu sei quello che si crede pari a un dio! Vedrai come ti farò rimangiare tutto!”
E così dicendo si scagliò contro Christian Virgo che, con sua grande sorpresa, respinse l’attacco con facilità e senza fare una piega.
“Se questa è la tua potenza, ti conviene iniziare a inginocchiarti, perché non sarò nuovamente clemente con te”
Atena sbuffò inviperita e provò un nuovo attacco, cercando di colpirlo al braccio. Ma Christian Virgo respinse anche quel tentativo e, senza por tempo in mezzo, contrattaccò.
Atena non era da meno dell’avversario e bloccò senza problemi il contrattacco.
“A quanto pare conosci i miei colpi. Sì, ora ricordo dove ti ho già visto – disse Christian Virgo – allora potevo avere la meglio su di te, se il dubbio non mi avesse colto”
Atena si rese conto che era inutile continuare ad attaccare, Christian Virgo sembrava conoscere il modo di fermare i suoi attacchi. Allora passò all’arte che le era propria, giocare d’astuzia.
“Complimenti! Hai superato brillantemente la prova! Lode a te!”
“Ehhh? – disse Christian, stupito – di che diavolo stai parlando?”
“Era solo una prova a cui ti ho sottoposto per valutare le tue reali capacità. Mi avevano parlato molto bene di te, ma dovevo avere dei riscontri chiari. Vuoi diventare la mia guardia del corpo?”, chiese la dea, tirando fuori un foglietto e una penna.
“La tua che? E quanto paghi?”, chiese Christian.
“La mia guardia del corpo – disse la dea, ammiccando sfrontatamente – lo stipendio è buono, ma soprattutto...ci sono ottime gratifiche...”,  terminò, chinandosi sul tavolo da disegno.
Christian Virgo deglutì rumorosamente, ammirando quel panorama.
“Allora, se metti una firmetta qui concludiamo...”
“Posso...posso avere un anticipo?”, chiese Christian.
“Ma certo. Appena avrai firmato", gli disse la dea, con voce sensuale.
Christian si chinò sul tavolo a firmare, con la mano che gli tremava per l’emozione. Christian stava per firmare quando si accorse che il contratto in realtà era una vecchia prenotazione navale.
“Cosa...”, ma non ebbe il tempo di riaversi dalla sorpresa che Atena lo trafisse all’addome.
“Ti sbagli, caro il mio Christian. La prova non è superata. E pulisci, dopo, che una volta ripreso ciò che mi spetta non ho nessuna intenzione di pagare le pulizie per casa tua!”
Christian così crollava a terra, basito, mentre qualcuno osservava nell’ombra.
“Arles – disse Christian – ti farà...il...” e gli si spense la voce in gola.
Atena riprese il suo scettro e uscì, pensierosa.
“Forse un esorcista non basta”, disse alla notte.


Christian Virgo è stato ferito

SECONDO GIORNO

Quella mattina Arles si era svegliato con un gran cerchio alla testa, che gliela faceva oltremodo dolere. Il suo segretario subito gli portò le notizie: Christian Virgo era stato ferito da quella che lui aveva identificato come Atena in persona, fatto straordinario perché era risaputo che il cavaliere portava dei prosciutti interi davanti agli occhi, che tra l’altro erano costantemente chiusi.
Il mal di testa subito peggiorò e Arles dispose l’immediata evacuazione di tutti i civili dal Grande Tempio, nonostante le veementi proteste di Don Virgo che vedeva ridursi la sua schiera di picciotti al solo Cancer.
Dovevano rimanere solo coloro che erano in grado di combattere.

Arles guardava il sole al tramonto, quando i cavalieri fecero il loro ingresso nella sala della presidenza.
Arles esordì subito: “Cavalieri, siamo in guerra. Portate qui il primo eroe che si è sacrificato per la causa.”
Christian Virgo venne quindi portato a braccia dai suoi compagni, perché la ferita era tale da impedirgli di camminare e muoversi. La fasciatura momentanea era macchiata di sangue e il cavaliere respirava a stento, fiaccato dal sangue perso e dal dolore lancinante.
Arles gli chiese se aveva riconosciuto il suo aggressore ed egli disse di essere ancora in grado di riconoscere una bella gnocca. Quindi indicò Lampo, dicendo con sicurezza che era lui l’aggressore.
Arles guardò Lampo e aggrottò la fronte sotto la maschera. Non era esattamente la sua concezione di bella gnocca. “De gustibus...”, disse, preferendo non indagare oltre.
Altri cavalieri si fecero avanti, dubitando della capacità di discernimento di Christian. Qualcuno indicò Sagarules, il sospettato numero uno per tutti i misfatti accaduti fin dalla preistoria in tutto il mondo, qualcun altro indicò Minosse, che era un estraneo e dunque passibile di sospetto.
“Aquarius, tu cosa hai da dire in merito all’agguato che hai sventato?”
Aquarius fece un passo avanti. “Un idiota, sommo Arles. Cosa da poco. Mi è bastata una mano per metterlo fuori combattimento. Cosa che farò ogni notte con chiunque osi attaccare il nostro Grande Tempio.”
Arles capì che non avrebbe scucito altro ad Aquarius, tronfio per aver sventato il primo attacco della notte.

Dopo un’accesa discussione, i cavalieri decisero che la dinamica dei fatti inchiodava Lampo. Secondo i cavalieri, era lui il feritore di Christian.
Lampo protestò con tutte le sue forze, indicando qualcun altro.
Qualcuno avanzò dei dubbi su Sagarules che, con le mani ancora lorde del sangue delle sue vittime passate, si offese a quell’accusa. D’altra parte aveva provato sia il paradiso che l’inferno dei cavalieri, e in diverse posizioni, quindi non voleva proprio ripetere l’esperienza.
“E allora uccidetemi – disse Sagarules – e che il diavolo vi porti”, fissando qualcuno in particolare tra i cavalieri riuniti.
Alla fine, però, nonostante i dubbi di alcuni prima certi delle loro ragioni, Lampo fu indicato come il colpevole. Sagarules sghignazzò, affatto preoccupato per le sorti di Lampo.
Allora il cavaliere del Dragone si fece avanti, inginocchiandosi di fronte ad Arles, convinto che Puccio presto si sarebbe manifestato comminandogli la prigione.
Ma quella sera Puccio non si fece avanti: Arles aveva preso una buona dose di Aulin.
Lampo si agitò quando Arles lo condannò a morte. Lampo sapeva che non poteva finire così e prese la risoluzione di combattere.
“E così combattete per la giustizia? Così dimostrate di essere degni delle vostre armature?”, disse Lampo ai suoi accusatori.
I cavalieri parvero turbati da quell’accusa, poi pensarono che il giorno di paga era di lì a breve e si rincuorarono.
Lampo strinse i pugni, quasi alle lacrime dalla rabbia.
“Tristi giorni aspettano il Grande Tempio se i suoi migliori cavalieri non sanno distinguere il bene dal male!”
Poi si girò verso Arles e, raccogliendo le forze, si preparò ad attaccarlo.
“Non finisce così! Non morirò senza prima aver provato che io sono nel giusto! C-“
Ma quando vide l’arma con cui Arles stava per colpirlo, capì di non avere scampo. Quell’arma era capace di trapassare anche un dio. La voce gli morì in gola mentre ad Arles tremò la mano. Neanche tutto l’Aulin del mondo avrebbe potuto mettere a tacere il dolore che provava dentro di sé in realtà. Puccio premeva con tutte le sue forze per fermare la mano di Arles, ma alla fine il lato malvagio ebbe la meglio, trafiggendo Lampo al cuore, superando ogni sua difesa. Lampo guardò la maschera di Arles e per un momento gli parve di poterci vedere attraverso. No, non poteva essere lui, si disse. Ma ormai era tardi, e la sua vita si spense, lasciando il cielo nell’oscurità.
Nessuno pianse per lui, anche se il dubbio aleggiava nel cuore di molti.

“Bene, ora possiamo liberare Elisa e curare Christian. Questo qui non ci darà più fastidio.”
Ma proprio in quel momento fece ingresso Elisa, liberatasi delle catene che la imprigionavano.
“Cosa ci fai qui? – tuonò Arles – come hai fatto a liberarti?”
“Liberarmi dalle mie catene? Un gioco da ragazzi, se sai come fare.”
Mur si fece avanti e, tenendo sollevata la testa di Christian Virgo, gli somministrò la sua famosa lavanda gastrica che pareva funzionare per tutti i malanni: ferite, ulcera e persino l’impotenza. Christian lo lasciò fare, cosa che non avrebbe mai fatto se avesse saputo qual’era il componente principale, un estratto dalle proprietà miracolose.
“Uhm...che buon sapore...certo, il cannonau mi sembra un po’ acetoso... “
“E cosa volevi, il vino buono? Quello me lo bevo io, se permetti!”
Come per magia, la ferita di Christian si rimarginò completamente. Nessuno capì come potesse una ferita guarire per via di una lavanda gastrica, ma d’altronde lì era pieno di gente capace di provocare big bang con un rutto e uccidere lentamente qualcuno con un po’ di smalto rosso.
“Perfetto – disse Arles – ora ti prendi dieci secondi di convalescenza e torni al lavoro. I nemici da sconfiggere sono ancora tanti.”
E la riunione si concluse.


Lampo è stato giustiziato
Elisa è stata liberata
Christian Virgo è stato curato


TERZA NOTTE

Il sole era ormai calato da tempo e il fresco finalmente rinfrancava le stanche membra dei cavalieri.
Ma le stelle non splendevano quella notte, quasi fossero in lutto.
Tutti i cavalieri, compresi Pegasus, Sirio, Crystal e Phoenix guardavano il cielo buio.
Un terribile presagio di sventura si stendeva su loro tutti.
Lo stesso Arles era stranamente inquieto, mentre sfruttava il regalo di Pesci e si faceva un buon bagno caldo con Pino Silvestre, che rendeva la sua pelle dannatamente morbida e pucciosa.
Gli altri cavalieri erano invece tutti incupiti e stavano in silenzio, aspettando che il fato rivelasse la loro sorte.
Don Virgo attendeva notizie da Cancer e, quando questi si presentò, gli chiese del morto della notte scorsa. Cancer tentennò, poi alla fine proferì “Non è passato per l’entrata posteriore di Ade, amato Padrino.”  Don Virgo rimase sorpreso a quella notizia, non riuscendo a capirne il significato. “Che Lampo fosse proprio...?”, pensò.

“Sirio, ma che succede stanotte? Me pare che ce sia quarcosa de diverso...”
“Sì Pegasus, l’ho notato anche io. Manca qualcosa nel cielo. E la notte è stranamente fredda.”

Benché tremante dal freddo e dal dolore, qualcuno al Grande Tempio dovette prendere in mano le redini del suo destino. Finalmente si decise ad uscire allo scoperto.
“Oh Atena – pregò – guida i miei passi e illumina la mia strada in questa notte avvolta dall’oscurità. Donami la forza affinché io compia la missione che mi è stata imposta.”
Così dicendo, si avviò dove pensava si trovasse la sua vittima, stando a distanza  dalle case dei cavalieri.
Quella notte non ci sarebbe stato da ridere.

Ma qualcuno era già arrivato dalla sua vittima.
“Ahò ragà, me sento morto mejo! Quella st... di Atena m’aveva avvelenato!”
“Mo se ti è bastato vomitare e sei guarito! Comunque adesso non ci darà più fastidio mi sa...”
“Belandi, e i nostri stipendi? Dovevo rubarle il portafoglio finché facevo in tempo!”
“Soccia, stanotte entro in azione io! L’altra volta non ho potuto fare niente per colpa di Pegasus, ma ora nessuno mi impedirà di menare le mani”
“Ahò Sirio, chi hai puntato?”
“Qualcuno con cui ho un conto in sospeso”

Elisa stava distesa per terra, osservando il cielo buio. Dacché era viva non ricordava un cielo così, nemmeno nei tempi peggiori.
All’improvviso i suoi sensi si acuirono e notò dei cosmi in lontananza.
Non riusciva a capire chi fossero, anche se era sicura di averli già sentiti in passato. Poi, quando furono più vicini, li riconobbe.
Un sorriso apparì sul suo volto, contenta che finalmente qualcuno si fosse accorto della sua presenza.  
Guardò davanti a se, aspettando che arrivasse qualcuno.
“Sono qui, Elisa.”
Elisa si voltò, venendo però colpita proprio mentre le sue difese erano abbassate.
“Tu...non...come hai potuto? Io...sono...”
“So chi sei, Elisa – disse Sirio – e non ti servirà a niente cercare di fermarmi.”
Elisa dispose la sua catena a difesa, per terra, ma Sirio la attraversò senza nessun problema.
“È troppo tardi, mia cara. Sei stata causa di grandi problemi per me, anche se la colpa in realtà è di tuo fratello. Se non ci fosse stato lui, tu non saresti sopravvissuta un’ora di più”
“Mio fratello...lui aveva capito tutto, era l’unico in grado di opporsi a te!”
“Non l’unico, a quanto pare. Perfino i miei stessi sottoposti mi si sono rivoltati contro.”
E così dicendo, colpì per un’ultima volta Elisa, scaraventandola lontano e straziandola nonostante l’armatura.
Alla fine Elisa si lasciò andare, affrontando la realtà, troppo debole per affrontare quell’uomo che aveva fatto scorrere tanto sangue. Nel suo ultimo istante di vita, il pensiero delle due persone più amate la accompagnò nel passaggio.
Sirio si avvicinò a lei, per finirla, ma vide che ormai l’anima abbandonava il suo corpo e, notando qualcosa che portava legato al polso, lo distrusse. “Volevi essermi d’impiccio anche da morta eh? Ma ora non lo sarai più.”
Sirio rimase soddisfatto del lavoro compiuto e tornò dai compagni, sentendo in lontananza un grido di dolore. La morte di Elisa non era passata inosservata.

Un uomo nell’ombra assistette alla scena, con un sorriso sadico sul viso. Gli avevano risparmiato la fatica.


Elisa è morta

TERZO GIORNO

Il sorgere dell’alba non portava affatto buone notizie al Grande Tempio.
La prima luce del giorno già scaldava oltremodo l’enclave ateniese, in netta contrapposizione con il freddo della notte.
Arles provava sensazioni contrastanti. La morte di Elisa lo aveva fatto tremare, per un attimo, ma non riusciva ad essere totalmente affranto per quella perdita.
Anche gli altri cavalieri erano preda di sensazioni contrastanti, mentre qualcuno appariva decisamente abbattuto, nonostante tutto.
I cavalieri discussero a lungo su chi poteva essere l’assassino, perché pareva che Elisa fosse stata uccisa da un uomo solo. Rimasero straniti dal fatto che non ci fossero feriti quella notte, mentre qualcuno se ne stava in disparte, ostracizzato per non aver difeso chi aveva più bisogno.
Solo tre nomi vennero pronunciati dai cavalieri, e questi erano Chaos, Saintsaga e Sagarules.
Sagarules rimase indifferente a quelle accuse, sicuro di aver già convinto i cavalieri della sua utilità e innocenza, prendendosela con qualcuno reo, a suo dire, di averlo incastrato. Saintsaga e Chaos invece si accusarono a vicenda, perché entrambi potevano avere un movente per volere la morte di Elisa.
La scelta tra uno dei tre si presentò difficile, perché sia il divino cavaliere di Phoenix sia il divino cavaliere di Andromeda potevano essere ricondotti ad un certo movente, ma più di tutti si sospettava di Chaos, incarnazione del dio degli Inferi, ancora piccato per lo scherzetto che i cavalieri di Atena gli avevano giocato. L’elemento che più li spinse ad accusare Chaos però fu un oggetto che Elisa portava legato al polso. Non erano riusciti a stabilire cosa fosse esattamente, ma la maggior parte dei cavalieri lo riteneva essere un braccialetto.
Solo due dei cavalieri lo riconobbero per quello che effettivamente era, e spalancarono la bocca dallo stupore. Come poteva quell’oggetto essere ancora lì tra le mani di Elisa? Non era andato distrutto?
Fu lo stesso Arles a sbilanciarsi, indicando Chaos come il colpevole. Quell’uomo, espressione di un dio, non aveva mai portato nulla di buono con sé.

Alla fine l’assemblea decise che Chaos era l’autore di quel delitto.
Chaos non fece una piega, né ammonì i cavalieri. Aprì solo i suoi bellissimi occhi da epatoleso e guardò Arles dritto negli occhi. “Se questa è la vostra decisione, sta bene. Tornerò da dove sono venuto.” E così dicendo si diresse verso l’uscita della sala, ma Arles lo fermò dall’alto della sua autorità. “Fermati! Non crederai di cavartela così, vero? La sentenza è la morte, e devi sottostare alla decisione!”
Chaos si girò, guardando dritto in faccia Arles, come potesse leggergli nell’animo.
“Cosa mai potresti farmi, Arles? In me sono ben quattro dei. Il primordiale Caos, il divino Ade e i gemelli del Sonno e della Morte. Tu, insulso mortale, cavaliere di bassa lega confronto ai miei Generali vorresti uccidermi? Non hai armi per fare ciò. E non ti basterà quel gingillo che hai usato per uccidere Lampo. Sono troppo potente, lo capisci? Ma siccome hai osato sfidarmi, me ne andrò portando con me un’altra vittima.”
Fu allora che Chaos, più veloce della luce, strinse un braccio al collo di Sagarules, che pur scalciando senza sosta e strillando le sue accuse, non riuscì a liberarsi.
“Dillo, Sagarules – lo incitò Chaos – strilla la verità che per tanti anni hai nascosto! Stai morendo, è ora che tu sia sincero con tutti e con te stesso.”
Sagarules tentò di resistere, ma quell’essere aveva una forza sovrannaturale che non riusciva neanche a smorzare. Fu così che il suo cuore parlò per lui: “Shaka...lui...è lui...il più...forte...Saga je fa na pippa!”.
E, allibito da quel che lui stesso aveva proferito, cadde a terra in stato comatoso, schiumando dalla bocca.
Chaos sparì, portando con sé quel che restava del fiero Sagarules. Chissà in che girone sarebbe finito quell’uomo...
“Lune...senti un po’, ti sto portando un tizio...c’è posto nel girone dei sodomiti? No, no, non quello che facciamo vedere ai turisti...quello vero...”


Chaos e Sagarules sono morti.

QUARTA NOTTE – Sovraffollamento alla seconda casa

Un’altra stella si era spenta in cielo. La notte calò ancor più cupa della precedente sul Grande Tempio. I cavalieri rimasti presagirono che anche quella notte non sarebbe stata avara di tragedie.

Arles aveva la febbre, era colto da tremori e da atroci dolori articolari. La sua scorta di medicinali si stava assottigliando velocemente e le farmacie si rifiutavano di passargli i costosi psicofarmaci. La nazione era in ginocchio e gli sprechi erano vietati.
Arles aveva dovuto razionare anche l’Aulin, di cui gli rimanevano scorte solo per due giorni, vale a dire poche centinaia di compresse.
Aveva dovuto ripiegare sui volgari farmaci da banco ma, siccome era in preda alla confusione mentale dovuta all’astinenza, li confondeva sempre. Così beveva ettolitri di Tantum Rosa e si faceva il bidet con il Tantum Verde.
“Puah! – esclamò – questa roba va bene giusto per le paturnie femminili!”
Arles si alzò barcollando dal suo trono, scosso dagli ultimi eventi, e si diresse verso il bagno.
Una volta arrivato nella stanza con vasca da 10 mq e diversi ettolitri di capienza, la sua crisi d’astinenza giunse al culmine, tanto che i suoi capelli cambiarono.
“Oh, finalmente ciono libero!” – disse Puccio, la parte pucciosa di Arles – così posso andare a salvare quella bella puccia di Atena.”
Puccio si immerse per la prima volta nell’immensa vasca, lavandosi e profumandosi per il tanto atteso incontro.
La sua mano, involontariamente, andò però a pescare una manciata di Aulin nascosta sotto un tapettino e, sempre involontariamente, la cacciò in bocca a Puccio.
La trasformazione fu istantanea, e Arles riprese possesso del suo corpo.
“Non ci sarà una prossima volta, Puccio. Ucciderò Atena.”, si risolse infine.
Così risoluto, uscì dalla vasca e, ancora nudo, si diresse verso la sala della presidenza, in cui stava nascosto il pugnale con cui già una volta aveva cercato di uccidere Atena ancora in fasce.

Una figura solitaria intanto si struggeva, consapevole che l’esorcismo non era affatto compiuto.
“Non ce la faccio più! – pianse la figura – voglio tornare il bellissimo (???) e virilissimo (!!!) uomo che ero un tempo! Sigh sob! Non sopporto più questi tanga che mi martoriano l’appendix! Per non parlare delle autoreggenti che tra poco mi faranno venire la cellulite! Io, testosterone per antonomasia!” E così piangendo si soffiò delicatamente il naso in un fazzolettino di finissima seta bianca, che alla fine venne fatto a pezzi in un attimo d’isteria tipicamente femminile in un periodo delicato del mese.

Alla seconda casa, Toro era intento a godersi la sua amata Bianghina. Nonostante tutte le precauzioni di Mur e la ritrosia della stessa pecora, alla fine l’aveva trovata e da allora non se ne era più separato. Mur non lo aveva comunicato a nessuno per non fare brutta figura, ma Bianghina in fondo era contenta. Quello lì lo manipolava come gli pareva e piaceva, e si faceva comprare l’insalata più cara che c’era al mercato.
Ma l’idillio amoroso venne bruscamente interrotto dall’ingresso di una donna e Bianghina subito scappò coprendosi le vergogne.
“Nooo Bianghina! Dorna gua!”, urlò Toro, cercando di riprendere la begora della sua vita, ma questa scappò lontano.
“Uvva! Non avevo angora finido! Erano zolo gingue ore!”
“Smettila con queste schifezze disgustose, Toro! E sì che pensavo che certe cose non potessi più farle!”, lo apostrofò la donna.
“Uhhh, io vaggio guello e aldro! Biuddosdo...lo za ghe guel vesdido biango le zda benissimo?”
“Ah sì grazie, lo so...senti, non è che ti andrebbe di firmare un bel contrattino di lavoro ben pagato e senza pericoli?”
“Non lo zo, dovrei leggerlo addendamende...non vorrei gi fosse gualghe clausola vessatoria scritta in minuscolo...”
“Ma no, ma figurati! Io sono onestissima! Firma qui...”, disse la donna, porgendo un foglio.
Toro prese una sedia e si mise a leggere il contratto. Nel frattempo la donna lo attaccò al fianco, cercando di ferirlo con un oggetto dalla strana forma.
“Uh? Gualgosa mi ha bundo! Dev’essere stata una zanzara”
“Ma...cosa... – disse la donna – ma vuoi crepare sì o no?”
Solo allora Toro si accorse che in realtà il foglio non riguardava un rapporto di lavoro a titolo oneroso, bensì un rapporto di lavoro a titolo gratuito.
“Brudda baldragga! Mi volevi fregare eh? Ora mi rifonderai dell’ora bersa con Bianghina!”
La donna indietreggiò, visibilmente scossa, ma non fece in tempo a sottrarsi al cavaliere del Toro, che se la portò in camera da letto. Com’era bianga e morbida...
Un’ora dopo, mentre la donna cercava di uscire dalla casa a gambe vistosamente larghe, un altro individuo si fece avanti, fermandola.
“Dunque eri tu”, disse lo sconosciuto.
“Oh no, ti prego guarda, vattene che ora non è proprio il momento, ti ringrazierò un’altra volta ok?”
“Ok un corno! Tu devi morire! Voglio dire, grazie per averci liberato di quello strillone, però Christianuccio non lo dovevi toccare, ecco!”
E così dicendo colpì la donna al petto, trafiggendola con un pugnale.
La donna cadde a terra, ferita a morte, ma l’uomo non aveva finito e disse: “Però...sei cresciuta bene...quasi quasi...”
Ma mentre l’uomo stava per palpeggiarla, l’esorcismo finalmente avvenne e il fato fece uscire da quel virilissimo (???) e maschio(???) corpo l’essenza malvagia ed estremamente femminile che l’aveva posseduto. Purtroppo per l’essenza bovina non ci fu niente da fare e rimase lì dov’era.
“Che schifo! – disse l’uomo – certo che Christian ha veramente dei gusti orrendi in fatto di donne!”
E proprio mentre si girava per tornare alla sua residenza, un poderoso pugno lo colpì in faccia, facendolo traballare e cadere per terra.
“Ouch! Questo me lo sono meritato per aver sbavato sopra quella specie di trans...”
“Ahò, abbello! Hai appena ucciso ‘a donna dei miei sogni, erotici e non! Te apro en due!” disse un burino dall’accento marcatamente romano.
L’uomo si alzò, niente affatto impressionato.
“Il giorno in cui riuscirai a stendermi con quelle tue ridicole tecniche, Pegasus, gli asini voleranno!”
“Abbestia! Nun offende er mi somaro che c’ho n’armatura troppo figa!”
E tirò un’altra scarica  di pugni all’uomo, che però non fece una sola grinza e li respinse tutti.
“Piccolo moccioso insolente! Non so se mi da fastidio più la tua tracotanza nel volermi colpire o il tuo alito! Ma cosa mangi, cetrioli contaminati?”
“Ahò, ma allora ‘o sai anche te che quella bastarda de Atena m’ha avvelenato!”
“Ma cosa diavolo stai dicendo? Togliti subito dalla mia strada, sono un uomo serio io!”
“E che io no? Guarda un po’, Atena! Je stanno ricrescendo ‘e tette!”, gli rispose Pegasus.
“Dove, dove?”, subito l’uomo si girò a guardare, ma in quel mentre Pegasus sfoderò la sua tecnica più potente. Che era sempre la stessa, ma doveva essere lanciata almeno 6-7 volte prima di essere efficace, perché le prime volte era inutile.
“Furmine de Peggasus!!!”
L’uomo venne preso alle spalle e non poté evitare la tremenda potenza del colpo più potente del somar, ehm, del ronzino volante.
Infatti si girò senza nemmeno un graffio e gli tirò un ceffone sul grugno.
“Ahooo! M’hai fatto male!”, disse Pegasus, strofinandosi il viso dove l’uomo lo aveva colpito.
“Bel cavaliere sei, mi è bastato un ceffone per metterti ko”
“Ma anche no! Mo te faccio vedè io! FURMINE...DE PEGGASUS!!!”, ripeté il ronzino volante, quasi urlando.
L’uomo non si fece intimidire, ma questa volta il colpo parve più forte, tanto che lo colpì allo stomaco facendolo indietreggiare. Purtroppo sfortuna volle che inciampasse e cadesse a terra.
Pegasus gli fu subito addosso, tirando per l’ennesima volta il suo colpo, che a distanza ravvicinata distrusse la gabbia toracica all’uomo.
“Anvedi che potenza er Peggasus!”
L’uomo steso a terra non rispose, il suo corpo sembrava ormai senza vita. Fu solo allora che Pegasus lo riconobbe. “Ahò...ma tu...tu sei...”, disse, quasi spaventato .
Fu Crystal a battere sulla spalla del compagno e convincerlo ad andare via, dato che qualcuno si stava già avvicinando da quelle parti.
Così Pegasus e Crystal scomparvero nella notte, mentre Capricorn esultava per aver azzeccato la scommessa. La prossima notte non si sarebbe sacrificato al posto di Aquarius.


Aiolos87 è morto
Shura di Capricorn è morto


QUARTO GIORNO

I cavalieri riuniti nella sala della Presidenza dell’Atena Corporation guardavano i due feretri che avevano davanti. Al loro interno giacevano Shura di Capricorn e Aiolos87, due splendidi esemplari di cavalieri d’oro, due amici finalmente riuniti nella morte. Accanto ai loro feretri risplendevano le armature d’oro di Sagitter e di Capricorn. Secondo le indiscrezioni trapelate, pareva che uno dei due fosse Atena. Christian Virgo e Toro guardarono allibiti i due cadaveri, non riuscendo a capacitarsi che la bella gnocca che avevano veduto e, il secondo,  toccato con mano fosse uno di quei due.
Toro continuava a dire che Shura di Capricorn era sicuramente Atena, ma non riusciva a credere nemmeno lui che quella pianura desolata fosse la stessa che aveva ospitato le due scoscese colline della notte. Lo stesso Christian Virgo non riusciva a capacitarsi della piattezza e, femminilmente parlando, della bruttezza dei due. Peggio di Lampo, si disse.
I compagni spostarono lo sguardo da Aiolos a Shura e da Shura ad Aiolos. Non riuscivano a vedere niente di particolarmente indicativo, finché uno dei cavalieri, non indicò le due armature. “Un centauro e un caprone. Secondo voi, chi è più virile?”
Se Pesci fosse stato ancora vivo non avrebbe avuto dubbi in merito, visto che lui di stalloni se ne intendeva, ma purtroppo era passato a miglior vita e nessuno dei presenti aveva esperienza in quel campo. E chi ne aveva, non voleva certo farlo capire agli altri.

I cavalieri di un’unica cosa erano sicuri: la colpevolezza di Aledileo.
Il suo dorato scrigno del Leone non valse a giustificare la sua somiglianza, nell’aspetto e nelle mosse, a quel somaro di Pegasus.
Il dorato felide si offese profondamente, non potendo credere che lui, così acculturato, potesse essere messo a confronto con quel burino, ignorante e debosciato di Pegasus.
Ma soprattutto non riusciva a credere che lo accusassero di aver ucciso un suo compagno o addirittura suo fratello.
“La vostra è follia allo stato puro! Mi sarei tagliato un braccio piuttosto che alzare la mano su mio fratello o su Shura, uno dei pochi cavalieri miei pari!”, disse.
In effetti era difficile accostare quello che veniva chiamato il “bibleone” a quel minorato di Pegasus, ma quasi tutti i cavalieri sembravano concordi.
Solo pochi di loro fecero altri due nomi, ma uno non si curò nemmeno di difendersi e l’altro rincarò la dose a carico di Aledileo.
Alla fine fu decretata la condanna a morte del bibliotecario ufficiale del forum, ma permaneva un problema: chi si sarebbe incaricato di ucciderlo, in assenza di Arles?
I cavalieri discussero un po’ e alla fine decisero che nessuno di loro avrebbe potuto ucciderlo facilmente.
La situazione venne presa in mano da Leo stesso, addolorato per la perdita del suo omonimo, ma sperando che in fondo in fondo forse uno sporco comunista. La mano gli tremava di paura mentre si impossessava di un’arma che qualcuno gli porgeva, e la situazione parve essere in fase di stallo.
Fu allora un altro dei cavalieri a colpire Aledileo con un colpo dal quale non c’era pressoché scampo e, quando questi cominciò a cantare “Bandiera rossa” a squarciagola, Leo non ebbe più esitazioni e lo finì, liberando quella mente martoriata dall’aliena volontà che l’aveva soggiogata.

Ma le sorprese quel giorno non erano finite. Una luce accecante all’improvviso illuminò la sala, mentre un lampo squarciava il cielo e il tetto della sala.
Una gnocca D.O.C.G., mica come quella farlocca che avevano visto i due invasati, e un filetto di vero salmone norvegese fecero il loro ingresso e si sedettero sul trono che, grazie ai loro divini poteri, era diventato a due posti.
I cavalieri rimasero sbigottiti di fronte a quell’apparizione divina e subito si prostrarono ai piedi dei numi.
La prima a parlare fu la gnocca D.O.C.G., che chiamò due cavalieri al suo cospetto.
“Aldebaran e Saintsaga si facciano avanti”, disse, con tono severo.
I due cavalieri si fecero avanti, inginocchiandosi nuovamente al cospetto delle divine presenze.
Il divino salmone norvegese si rivolse a loro con dure e aspre parole.
“Cavalieri, ma che dico, voi siete indegni di tale nome! Esseri, che qui davanti a noi vi prostrate, sappiate che le vostre empie parole sono state udite da noi immortali onnipotenti e che tali parole verranno duramente punite. E voi – disse, rivolgendosi agli altri cavalieri – che questo vi sia di monito per il futuro!”
Così dicendo si alzò e, tra una sghignazzata e l’altra della gnocca D.O.C.G., alzò le mani, concentrando il suo potere in due potentissime sfere che lanciò contro Aldebaran e Saintsaga.
“PER IL SACRO GUTTALAX!!!”
I due sciagurati sentirono subito un atroce dolore nelle viscere e corsero immediatamente verso la porticina nascosta nella parete che tanto cara fu ad Arles. Purtroppo di WC ce n’era uno solo e uno dei due dovette andare in giardino, prontamente sfottuto dagli altri cavalieri.
Leo, spaventato, esclamò “Cribbio, c’è puzza di comunisti!”
Come la loro vendetta fu compiuta, i due divi sparirono, lasciando la sala nella luce tenue del tramonto, e il trono tornò alle sue normali dimensioni.


Aledileo è morto
Aldebaran e Saintsaga sono stati purgati


QUINTA NOTTE

Il buio che imperava non dava fastidio ai gemini che tornarono sul luogo del delitto per finire quello che avevano cominciato. E a finirlo fu eletto proprio colui che aveva colpito per primo, ovvero Crystal.
“Stavolta non ci sarà la mia brutta copia a fermarmi”, si disse.
Antares se ne stava seduto a controllare la situazione intorno a lui, quando percepì finalmente lo stesso cosmo di tre notti prima. “Bene...così ci rincontriamo – disse, accogliendo lo sgradito ospite – ma stavolta sarà diverso, e te le suonerò nuovamente, biondino del...”
“E quando mai me le hai suonate? Stavolta non avrò pietà né di te né di nessun altro!”
“Lo stesso vale anche per me. Ormai non ho più debiti con nessuno. Che la mia casa possa essere anche la tua tomba!” e così dicendo si produsse nel suo colpo atto a immobilizzare l’avversario, ma Crystal respinse quella tecnica.
“Se speri di fermarmi con quella sciocchezza sei davvero messo male! Ho affrontato ben altre costrizioni, e le ho vinte!”
Il cigno allora si produsse nel suo solito balletto degno di un’etoile, prima di scagliare il suo colpo contro Antares, che ne venne investito in pieno, non riuscendo a evitarlo.
Antares si sfracellò a terra, evidentemente indebolito, mentre Crystal gli si avvicinava per finirlo.
“Questo colpo di grazia lo dedico alla mia mammina, che tu hai offeso!”
Ma Antares parve sparire alla sua vista, con un briciolo di forza residua riuscì a evitare il colpo che lasciò un cratere lì dove giaceva poco prima.
“Antares, perché cerchi di procrastinare il destino che ti aspetta? Lasciati andare...andrai in un posto migliore di questo”, terminò Crystal, guardandosi intorno.
Antares tentò di rialzarsi, reggendosi a stento in piedi.
“No, biondino...non mi arrenderò certo di mia spontanea volontà! Il mio corpo è martoriato, ma la mia mente ancora è capace di concentrarsi, e ora te lo dimostrerò!”
Quello che stava per essere uno scontro fra titani ebbe un brusco termine, quando Crystal lasciò che il suo colpo scaturisse dalla sua mano e annientasse i residui di forza del cavaliere d’oro .
Ormai sconfitto, Antares si lasciò andare per raggiungere i suoi antenati in un mondo forse migliore.

Ma la notte era ancora foriera di sventure e Asher non era preparato ad affrontarle.
Quando Phoenix gli si presentò davanti, il cavaliere non mostrò nessuna paura, anzi, affrontò l’intruso a muso duro.
“Finalmente sei arrivato, ti stavo aspettando. Sapevo che saresti venuto a prendermi, dopo che ti ho smascherato!”
“Pota! Cos’è questa tragedia? Voglio solo farmi firmare l’annullamento del matrimonio da Arles!”
“Arrivi tardi, illuso, Arles è morto! Il suo corpo giace in un feretro nella sala della Presidenza! La sua anima ha già attraversato l’Acheronte!”
“Pota, scommetto anche che si sarà fatto prestare i soldi per pagarsi il traghetto!”
“Osi scherzare su una tragedia come questa? Ora te la farò pagare!”
Dall’elmo di Asher fuoriuscirono delle onde atte ad elettrizzare l’avversario, ma Phoenix parve proprio non curarsene.
“Sei proprio scarso! Comunque qualcuno deve firmarmi l’annullamento! Se non Arles, almeno Don Virgo! Lo costringerò a furia di botte! Ora levati!”
Il vento infuocato del colpo del cavaliere investì in pieno il povero Asher che, abituato com’era a combattere con degli sfigati, non riuscì nemmeno a contrastarne la potenza, venendo schiantato a terra.
“Pota, confronto a te Maria Catena era un avversario temibile! Lei sì che mi ha sfiancato. Uhm...e se le presentassi Toro? Magari mi lascerebbe in pace...”
“La...nostra...organizzazione...ti...fermerà...” disse Asher, prima di svenire, gravemente ferito.
Phoenix se ne andò fischiettando, diretto verso un altro luogo.

La notte era quasi terminata e la luce dell’aurora già cominciava a dardeggiare il Grande Tempio con i suoi raggi implacabili.
Vittima di questi ardenti raggi della gioventù fu un cavaliere che finora non si era visto al Grande Tempio, se non per comminare qualche punizione.
Doa of Alrisha stava intrattenendosi con una delle sacerdotesse rimaste per soddisfare i desideri perversi del grande Sacerdote e, visto che ormai era schiattato, toccava a lui soddisfarle.
Purtroppo per lui, una maledizione calò dall’alto, dalla Diva che aveva tradito ignobilmente osando arrivare in ritardo ad un appuntamento di lavoro.
“Doa! Che tu possa essere maledetto e che il pesce che rappresenti rimanga sempre molle come una spigola che ha già fatto il trigesimo, come quelle che vendono all’Auchan!”
Detto questo, con grande terrore e imbarazzo di Doa, la sacerdotessa prese a ridere, sfottendolo.
“Anvedi ahò! Peggio der cucchiaio de Totti! Forza Lazio!!!”
E fu questo indelicato commento della sacerdotessa che dette il colpo di grazia al cavaliere, facendolo accasciare a terra in preda ad una crisi di mezza età, anche se aveva meno anni di Gesù.


Antares è morto
Asher è stato ferito
Doa of Alrisha è impotente
Guest

QUINTO GIORNO

I cavalieri si erano nuovamente riuniti nella sala della presidenza, alla presenza dei due Divi Doa of Alrisha e Dawnlight, vestiti in pompa magna per l’occasione.
Quella che stava per svolgersi era l’ultima assemblea sotto quella gestione, rimasta ormai senza Presidente per via della sua prematura ma non inaspettata dipartita.
Anche i cavalieri erano vestiti con le armature tirate a lucido e i mantelli opportunamente sbiancati e puliti.
Tutti, anche Don Virgo e Cancer, indossavano il loro elmo d’ordinanza.
Davanti al divino trono a due posti si inginocchiarono, in ordine, Toro, Cancer, Leo, Don Virgo, Capricorn, Saintsaga, Phoenix no Ikki e una pecora.
I feretri degli ultimi trapassati (prossimi) erano ancora in quella sala, pronti a ricevere l’ultimo saluto o l’attesa resurrezione.
Il primo a prendere la parola, per anzianità, fu Toro che, liberandosi delle sue sembianze taurine riprese quelle prugnine.
“Miei adolati divi, siamo oggi qui liuniti pel decretale il destino dell’Atena Colpolation. Dopo la dipaltita di Alles che, anche se schizoflenico, ela un blavo funzionalio. Non ci ha mai fatto mancale nulla: né l’insalata né gli scalti di macellelia. Anche i nostli vestiti venivano amolevolmente lavati ogni sei mesi, pelché Alles era un amante dell’igiene personale, come lui stesso testimoniava facendosi lunghi e frequenti bagni con Pino Silvestre.
Adesso è giunto il momento di decretare chi sarà il suo successore. Io propongo me stesso, perché sono un gran figo e mi tlombo una giovane lagazza di nome Fiole di Luna, che ha plefelito la qualità alla quantità. Cavalieri, ora spetta a voi prendere la decisione ultima ed eliminale la minaccia che incombe sull’Atena Corporation.”

I cavalieri erano dubbiosi e incerti, anche se due nomi subito presero il sopravvento: i cavalieri decisero che Saintsaga e Phoenix no Ikki rappresentavano la minaccia più immediata per il Santuario.

Decidere chi dei due condannare a morte fu arduo, e il voto rimase in bilico per molto tempo, finché il cavaliere di Cancer, ferito gravemente, non si fece avanti con le sue ultime forze.
“Minghia, condanniamo quel fetuso di Phoenix no Ikki ah! Iddo mi ferì! Lo rriconosco!”
La voce di Cancer parve far pendere il giudizio a sfavore del cavaliere della fenice infuocata, e così venne decretata la sua condanna a morte.
I Divi seduti sui troni stavano già per alzarsi per comminare la condanna quando, sorprendentemente, Phoenix no Ikki avanzò verso i cavalieri d’oro e strinse la mano a Don Virgo.
“Complimenti, Don Virgo, avete vinto. Ve lo siete meritato.”
Ma Don Virgo non parve gradire e si infuriò.
“Miii iggh’e bottana! Ma come ti pemmetti ah? Non bastò disonorare mia sorella, ti pemmettesti anche di accusarmi di essere un nemico! Sei un connuto! Adesso, pe’ punizione, sarò io stesso a fatti fuori!”
“Ma...Don Virgo...io credevo che...voi...voi foste me! Io non sono Phoenix!”
“Miii la tua insolenza ha superato ogni limite! Già finimmo in parità una volta, ma adesso ho in serbo per te un colpo che conosci bene e sai anche quanto è potente!”
Così dicendo, Don Virgo portò le mani congiunte sopra la testa, pronto a lanciare il suo colpo segreto.
Quando Phoenix vide ciò che apparve alle spalle di Don Virgo tremò di terrore. Aveva sbagliato tutto ed era rimasto incastrato.
“PER IL SACRO AQUARIUS, MINGHIAAA!!!”
E così Phoenix venne travolto dalla terribile potenza del suo stesso colpo, ma con un’intensità che non aveva mai provato nemmeno all’undicesima casa, quando si era scontrato con Aquarius. D’altronde, lui era solo una copia...
Phoenix cadde a terra, seguito poco dopo da Asher, la cui ferita era ormai troppo infetta per essere curata con la tremenda lavanda di Mur, che tra l’altro era deceduto.
Ma Phoenix non parve voler morire, e infatti qualcuno si introdusse nella sala urlando “Sciscinoooooo!!!”
Era costui Andromeda, il cavaliere di bronzo che mancava all’appello perché ostracizzato dai compagni, ma che li aveva seguiti per approfittare di un’occasione solo con Crystal.
E quell’occasione si presentò proprio in quel momento, con Crystal che giaceva a terra congelato.
“Sciscinoo mio...finalmente ti ho ritrovato...non vedevo l’ora di poter stare nuovamente mezz’oretta insieme a te...come l’altra volta alla settima ‘asa...maremma come sei bello...”
Solo in quel momento Phoenix si accorse di quel che stava per succede, e peggio della morte.
Senza che nessuno protestasse, Andromeda si portò via il suo sciscino, pronto ad approfittarne per l’eternità. O finché avesse retto. Se i geni di Natasha erano davvero in lui, sarebbe stata una cosa estremamente lunga.
“Beh, allora, chi ha vinto?”, chiese Leo, impaziente.
Una risata allora si udì uscire da uno dei feretri.
“Ahahahahahaha! Siete troppo stupidi per capire! Ho vinto io!” Shura di Capricorn era riemerso dal suo feretro come i peggiori vampiri dei B-movie di serie Z, indossando prontamente la sua armatura d’oro.
“E ora, se permettete, mi riprendo la mia multinazionale!”
Shura di Capricorn si voltò verso i Divi seduti sul trono che si alzarono e gli fecero posto in un trono a tre.
Shura si accomodò tra i due Divi, chiamando al suo cospetto il suo fedele compagno di lotte.
“Vieni Saintsaga, gioisci con me! Tu da oggi sei l’amministratore delegato dell’Atena Corporation! E voi – disse, guardando i cavalieri rimasti e la pecora – e voi...cassa integrazione guadagni”, terminò con una sadica risata.


Phoenix no Ikki morirà presto per emorragia intestinale
Asher è morto per via delle ferite
Christian Virgo

ruolo ricevuto
Spoiler:

 

Doa of Alrisha

Christian Virgo wrote:
ruolo ricevuto
Spoiler:

 



sei contento di essere bianghina?        

         

per il momento chiudo il topic, appena inviamo i ruoli lo riapro
Christian Virgo

Ottimo  
Aldebaran

Bene, comincia  a partire lo Psychogit
Guest

Ed eccovi l'antipasto promesso, che fa da prologo...

La sala della presidenza dell’Atena Corporation era un’enorme stanza vuota, con un tappeto rosso che dall’ingresso della sala portava ai piedi di un dorato e alto trono, dove in quel momento stava assiso il presidente dell’Atena Corporation, Arles Sacerdote.
L’uomo indossava una maschera non come simbolo del suo rango ma per non farsi riconoscere dai nemici. No, non stiamo parlando degli scagnozzi di Atena. Stiamo parlando dell’intero popolo greco che a causa di Arles aveva visto fallire il suo Stato. Era per colpa sua, infatti, che le spese del servizio sanitario erano salite in modo vertiginoso, tanto da far andare in bancarotta l’intera nazione. Erano talmente tanti i medicinali di fascia A consumati da Arles che non bastava il bilancio di tutta la Grecia per coprirne i costi.
Dietro il trono stava il tavolo da conferenza, dove si riunivano le guardie del corpo dell’Atena Corporation, per decidere le strategie di emergenza. Il tavolo, utilizzato un tempo per le riunioni, era ingombro di scatole e scatolette di medicinali, dall’Aulin per l’emicrania al Vivin C per il raffreddore.
E proprio Vivin C era la deliziosa bevanda che Arles stava sorseggiando da un calice d’oro quando un messo entrò portando brutte notizie.
“Atena è ad Atene”, disse.
“Cos’è, un gioco di parole? Come ha fatto ad arrivare fin qui? I miei poteri non sono forse stati sufficienti per tenerle nascosto il Grande Tempio?”
“Pare che sia stato trovato da un ragazzo cieco...”
“Siamo proprio alla frutta! – disse Arles, sentendo la sua gastrite riacutizzarsi–  Vado a preparare la riunione di gabinetto, tu intanto convoca le guardie del corpo” disse il grande Sacerdote, dirigendosi a natiche strette verso una porticina nascosta nella tappezzeria della sala.

                                             
Poco prima, un aereo privato atterrò all’aeroporto di Atene, trasportando tre soli passeggeri più il pilota.
La prima persona a metter piede sul suolo greco fu una donna dai lunghi capelli viola che le scendevano sciolti sulle spalle.
A seguire sbarcarono due individui, vestiti pressoché alla stessa maniera, che non dimostravano più di quindici anni, fisicamente. Non più di tre, invece, mentalmente. Pegasus e Crystal, questi i nomi, erano convinti di star per iniziare una bellissima vacanza spesati di tutto dalla generosissima Atena.
I due poveracci non avevano ancora idea di cosa li aspettasse.
La donna si rivolse ai due, con fare stranamente gentile, come per indorare la pillola e trasformarla in supposta: “Siamo arrivati, ragazzi. Ora dobbiamo occuparci di un piccolo intoppo burocratico e poi potremo iniziare la nostra splendida vacanza.”
I due, che ancora non avevano lavorato un giorno, non si erano minimamente insospettiti alla proposta di quel premio di produzione.
Pegasus si stiracchiò e si avviò dietro la donna, così da poterla guardare dalla prospettiva giusta, mentre Crystal seguiva osservandosi intorno, infastidito dal caldo che gli faceva scongelare le ascelle, bagnandole.
Una volta giunti ai piedi dell’Acropoli, ai due ragazzi venne in mente qualche dubbio, ma solo in forma embrionale, come i loro neuroni.
“Ahò, so’ du’ ore che camminamo e ancora nun abbiamo trovato st’ufficio!”disse Pegasus, ansimando per la fatica.
“Sì, belandi, e io sono sicuro di averne visti almeno tre o quattro lungo la strada...”, gli fece eco Crystal.
Atena, che era la donna con loro, si girò guardandoli severamente.
“Cosa volete che siano due passi con questo bel tempo? –  riferendosi al sole bruciante e ai trenta gradi all’ombra –  Non dobbiamo cercare un ufficio, dobbiamo aspettare che qualcuno venga ad accoglierci.”
Nel frattempo il gruppetto proseguì, raggiungendo finalmente l’Acropoli.
Be-belandi! – esclamò Crystal, stupefatto- ma è meraviglioso!”
“Eh, ve l’ho detto che sarebbe stato un bel posto!” disse Atena, ravviandosi i lunghi capelli.
“Mo sì, mo lo so che sono un bel coso!” esclamò Sirio, sbucando da dietro una colonna.
“Ahoooo!!! Nun fa così che me spaventi!” disse Pegasus, non riconoscendo l’amico.
“Andiamo bene...” pensò invece Atena.
“Mo come, mo non mi riconosci, Pegasus? E sì che tu ci vedi!”
“Aggià, è vero che te sei sempre ciecato, Sirio! Cos’è successo stavolta?”
“Mo lasciamo stare! Andiamo avanti che è meglio, non voglio nemmeno pensare al mio passato”, raccontò, riferendosi alle tristi vicende che avevano coinvolto la sua fidanzata storica.
“Hai per caso visto qualcuno, Sirio?”, gli chiese Atena.
“Mo come faccio ad aver visto qualcuno? Comunque ho per caso trovato un posto strano, pieno di colonne come quelle su cui si stampa sempre Pegasus ma che sembra avvolto da una maledizione...”
Sirio si riferiva al Grande Tempio, in quel momento coperto dalla nuvoletta di Fantozzi  che oscurava il complesso di edifici alla vista dei turisti e degli abitanti di Atene. Ma nulla poteva il nembo carico di malumore contro il deficit visivo e mentale del cavaliere di bronzo.

                                               
I cavalieri d’oro erano riuniti attorno al tavolo da conferenza, opportunamente sgomberato dalle scatole di medicinali, e attendevano solamente l’inizio della riunione.
Il segretario di Arles, a disagio per il ritardo del presidente, cercò di giustificarlo.
“Ehm, sta preparando la riunione di gabinetto, sicuramente sta predisponendo i documenti pe-“
“Qualcuno mi porti della carta igienica!!! L’ho finita!” urlò una voce isterica da dietro una parete.
Il segretario, imbarazzato, corse a fornire la carta per i documenti al grande Sacerdote. Grande perché era il maggiore di due gemelli nati pochi secondi l’uno dall’altro. Ma questa è un’altra storia.
In testa al nutrito gruppo di cavalieri stava Pesci, ardente sostenitore di Arles e suo fedele servitore nella causa per la proprietà dell’Atena Corporation.
Arles, uscendo dalla porticina nascosta nel muro, si soffermò a osservare il gruppo delle sue guardie e, disperato, pensò di suicidarsi con il sonnifero che prendeva di solito.
Pesci si stava rinfrescando il make-up, mentre Capricorn faceva finta di parlare con il suo inesistente agente di cambio e Cancer e Don Virgo indossavano la coppola al posto dell’elmo. Per non parlare di Mur, che stava tenendo una seria conversazione politica con una pecora ancora non tosata nonostante il caldo.
Arles sospirò, ma dette a tutti dei compiti, ad alcuni più gravosi che ad altri.
“Aquarius – disse, rivolgendosi al custode dell’undicesima casa – tu sarai incaricato della protezione dei tuoi compagni. Dovrai vigilare e fermare in tempo gli assalitori che verranno nei prossimi giorni.”
“Ah-ah-ah – rise Capricorn, sfottendo il compagno – così dovVai salvaVci la pelle, tVaaaa!!!”
“Dha – rispose Aquarius – ma se iuo muoio, chi difenderà i miei cuompagni?”
“Ho pensato anche a questo – disse, con un ghigno invisibile ai cavalieri – e infatti ho deciso che sarai protetto a tua volta da Capricorn, che ti seguirà e ti coprirà le spalle.”
“Cooosa???” si stupì Capricorn, sbiancando all’improvviso.
“Se ne accorge suolo ora che ho bisogno di qualcuno che mi copra le spalle?”, disse il gelido cavaliere, lanciando un’occhiataccia a Pesci, che cercava sempre una scusa per invitare Aquarius a casa sua.
“Ma non è finita qui. Don Virgo e Scorpio indagheranno su chi entra ed esce dal Santuario. Scorpio indagherà su chi vi entra verticale e Don Virgo indagherà su chi ne esce  orizzontale.”
“E vabbene” rispose Don Virgo, scocciato dal dover prendere ordini dal suo vecchio nemico. Ma fece buon viso a cattivo gioco e  voltò le spalle all’assemblea andandosene, seguito dal suo fedele picciotto Cancer.
“Boia faus presidente, ma io non ho tempo, lo sa che con la mia compagna abbiamo molti...affari...da svolgere neh”
“Non me ne frega niente dei tuoi affari, vai a fare il tuo dovere! Prima il dovere e poi il piacere!”
“Uhm...cosa mi piace di più? Dare il caffè a Hilda o torturare la gente? Questo è il dilemma” e così pensando uscì dalla sala.
“Mur, tu avrai il compito di curare i feriti. Ma siccome non ho intenzione di spendere soldi per questi quattro buoni a nulla, li curerai con i medicinali che ti avanzano”
“Aiò, ma solo due ne posso curare così!”
“E due ne curerai! Bisogna fare economia, che la mutua non ci passa più niente”, così proferì l’uomo più ricco del mondo.
“Vabbè...aiò Bianchina!”il cavaliere si era infatti portato appresso la sua più bella pecora, per difenderla dalle aggressioni del suo vicino, Toro, che si offrì di fare la strada con loro.
Quasi tutti i cavalieri erano andati via, ma uno era rimasto, un po’ stizzito.
“E a me? A me nessun incarico, cucciolotto?”
“Pesci! Chiamami ancora cucciolotto e non basterà la scientifica per recuperare le tue briciole! In ogni caso se vuoi puoi anche crepare, per quel che me ne fa...”
“Siiiii!!! – esclamò entusiasta l’occupante della 12 – donerei anche la mia vita per te!”
“Speriamo succeda presto” pensò il grande Sacerdote, ritirandosi nelle sue stanze con una pulsante emicrania.


Non preoccupatevi, le notti e i giorni saranno più brevi...almeno credo
La prima notte verrà postata lunedì 13, come stabilito, dopo le 15
elisa

Bella e divertente, la notte, complimenti Dawn.  
Christian Virgo

I ruoli?  
Aiolos87

Quando arriveranno via Mp Christ

Ottimo e divertente prologo Dawnlight  
Christian Virgo

Bel prologo..
Minosse

bellissimo il prologo    
ma... i ruoli quando li date?
Guest

Minosse, della logistica dovrebbe occuparsene Doa (comunicare i ruoli, ricevere le mosse, rispondere alle domande etc.), ma come vedi non si è ancora fatto vivo.
Avrà avuto qualche impedimento, ora vedo se si sbriga entro un'ora se no li do io...ma avete tutta questa fretta?  
Canadian

ruoli ruoli ruoli ruoli          

Minosse

ruolo ricevuto
Antares

Ruolo ricevuto

Edit: Mi ero dimenticato di complimentarmi per il geniale prologo ^^
Aiolos87

Ruolo ricevuto  
saintsaga1983

IDem!!
Christian Virgo

ricevuto
Aldebaran

Ruolo ricevuto
elisa

Anche io ruolo ricevuto.  
Chaos

Ruolo ricevuto
Canadian

ruolo ricevuto
Asher

ruolo ricevuto!
Shura di Capricorn

Ruolo ricevuto.
Guest

Denghiù a tutti per l'apprezzamento del prologo. Speriamo vadano bene anche le notti e i giorni...
Doa of Alrisha

bravi a tutti e soprattutto alla nostra cara donzella... ora ci divertiamo  
Lampo del Drago

ci sono anche io!
bel prologo!!
Aledileo

Finalmente sono riuscito a leggere il Prologo per intero. Simpatico. Bravi Doa e Dawnlight. E ora attendiamo di iniziare.
Shura di Capricorn

I master che fine hanno fatto? Sono partiti in Luna di miele?
Guest

1. Attualmente sto guardando i risultati dell'affluenza ai referendum, se permetti;
2. Sto aspettando che il merluzzo lesso mi dia il via libera alla notte, che è già pronta da ieri, a dire il vero, anche se gliel'ho sottoposta solo stamattina;
3. Sai che pagherai caro il tuo commento, vero?  
Canadian

il merluzzo è un fake master  
Shura di Capricorn

Quote:
1. Attualmente sto guardando i risultati dell'affluenza ai referendum, se permetti;


Non accampare scuse, quello è un dato immediato, mica di devi perdere le ore.

Quote:
2. Sto aspettando che il merluzzo lesso mi dia il via libera alla notte, che è già pronta da ieri, a dire il vero, anche se gliel'ho sottoposta solo stamattina;


E allora vai, che aspettiamo a fare quello stoccafisso!

Quote:
3. Sai che pagherai caro il tuo commento, vero?  


In natura? Tvaaaaaaaac!    
Guest

Io e Doa abbiamo una concezione evidentemente diversa di "dopo le 15", perché io con quella frase intendo "alle 15:01", lui intende "un'ora imprecisata dopo le 15"  
Lampo del Drago

letteralmente ha ragione lui    
Guest

E allora aspetterete  
Guest

Beh, a sto punto posto la notte...e Doa si prepari per il rogo  

PRIMA NOTTE

Al Grande Tempio l’attività era fervente. Tutti si stavano preparando a difendersi dall’assalto.
Pesci fissava la foto con autografo in cui era abbracciato ad Arles, che si era fatto stampare in formato poster. Bei tempi quelli, prima che il grande Sacerdote cambiasse...
Aquarius e Capricorn avevano messo da parte le loro beghe , prendendo un accordo che forse avrebbe portato dei vantaggi ad entrambi.
Scorpio stava sgranocchiando uno snack: uova, prosciutto , patatine fritte, formaggio, crepes alla nutella, bigné e per finire il caffé che avrebbe dato anche a Hilda. Il tutto innaffiato da abbondanti dosi di Barolo. Doveva tenersi leggero per il suo delicato compito.
Qualcuno lucidava le armature, qualcuno le pillole e qualcun altro le pecore.
Tra questi, Mur stava approntando il suo apparato di difesa per prevenire le intrusioni di Toro, che ogni notte irrompeva nei suoi recinti facendo strage di pecore.
La sua più bella pecora, a detta di Toro, era la più protetta. Il bestione era talmente innamorato di Bianghina che le aveva regalato anche una stola di pelliccia bianca che l’ovino portava orgogliosamente intorno al collo.

I bronzini erano stanchi e affamati. Atena aveva concesso loro solo una cena leggera a base di cetrioli, sperando fossero quelli contaminati. Alla fine avevano ceduto al sonno.
“Pegasus...Pegasus! – disse Atena – vieni qui...”
Pegasus si trovava in un posto familiare e Atena stava davanti a lui, vestita con una cortissima minigonna e un top bianco. Il bronzino sbavava copiosamente di fronte a tanto ben di Zeus .
“Ahò, mo te...”, ma il suo ardore fu presto spento da un destro che gli fece ballare i denti.
Pegasus si svegliò di colpo, mentre Atena urlava disgustata. Era vestita normalmente, con il suo antiquato vestito bianco lungo fino ai piedi e con le maniche a sbuffo. Di scollatura nemmeno l’ombra.  Almeno il colore l’aveva azzeccato.
“Brutto porco schifoso! Metti via quelle mani!”
“Ahò me scusi, io stavo sognando...”
Sirio e Crystal, svegliati dalle urla di Atena, si avvicinarono ai due.
“Mo non ti vergogni  Pegasus?”, lo rimproverò subito l’amico, mentre Crystal sembrava nutrire un po’ d’invidia nei confronti del compagno.
“Ma che voi? Ho detto che stavo sognando! C’aveva pure 'a minigonna e er toppino striminzito...che figo che era ragà!”
“E giusto in sogno puoi sperare che io mi vesta così!”
“Io ho una barbie uguale – disse Crystal – ma la mia preferita è sempre la prima che mi ha portato Babbo Natale”
Atena si rialzò e si allontanò preoccupata per l’improvvisa aggressione  di Pegasus, anche se in fondo aveva dei sospetti. Sapeva che era un deficiente, ma non pensava fosse pericoloso.
Poco dopo un urlo giunse dalla direzione in cui Atena si era allontanata e i tre bronzini accorsero. Con orrore videro che Atena era stata trafitta e una macchia di sangue si allargava sul suo petto.
L’autore del misfatto stava eretto sopra la sua vittima, sorridendo.
Il primo ad accorgersi della dinamica dei fatti, stranamente, fu Pegasus, che subito si scagliò contro lo sconosciuto, riempiendolo di pugni.
Lo sconosciuto li schivò tutti e compiendo un balzo e una capriola in aria si portò dietro il bronzino, cercando di strangolarlo con una corda di pianoforte.
Pegasus annaspava cercando l’aria, quando lo sconosciuto mollò improvvisamente la presa, crollando a terra. Sirio, alle spalle, l’aveva colpito a morte.
“Belandi, ma non si fa così, Sirio! Non si attaccano i nemici alle spalle !”
“Mo io che ne so se era di spalle o meno! Ho solo sentito il suo cuore terone battere e lì l’ho colpito ”
“Ahò, grazie Sirio! Ma come fai a sapere che era un terrone?”
“Ricordati che Sirio il Dragone fiuta sempre il terone. E ora che l’ho messo k.o. , andiamo a vedere cos’è successo ad Atena”
Atena stava riversa a terra, come prima, ma aprì gli occhi con uno sforzo e disse alle sue guardie del corpo: “Ragazzi...la morte  è vicina ormai...mi resta poco...dovete portarmi le medicazioni di Arles il più presto possibile...solo così sopravvivrò. La mia vita è nelle vostre mani.”
E la speranza, che era l’ultima a morire, stavolta morì per prima.
“Scusi sa, ma...se lei muore...poi ce li lascia i suoi soldi in eredità?”, chiese Pegasus.
“Col ca...”, gli rispose Atena, “no, i miei soldi sono tutti vincolati. Però se riuscite a salvarmi vi verrà pagato lo stipendio per intero. E ora marsch, al lavoro!”
“Come al lavoro? Ma non siamo in vacanza?”, chiese Crystal.
“Secondo il contratto a tempo pieno che avete firmato in Burundi, dovete lavorare 18 ore al giorno senza pause e avete un giorno di ferie all’anno. Il giorno di ferie è quasi finito perché siamo partiti ieri sera, quindi muovetevi!”
“Io me refiuto! Nun esiste che lavoramo come schiavi!”
“Belandi, ma è disumano!”
“Mo sì, mo questa ci sfrutta come dannati !”
“E vi ricordo che, sempre secondo il contratto,  se mancate agli impegni presi dovrete pagare una penale corrispondente alla castrazione."
Pegasus inorridì a quella prospettiva, Sirio quasi recuperò la vista per il raccapriccio, mentre Crystal non capì il significato di quelle parole e rimase tranquillo.
Alla fine i tre andarono via, diretti verso le case del Grande Tempio.
Fu allora che Atena, non vedendoli nelle vicinanze, si alzò da terra pulendosi il vestito.
“Gigi...Gigi! Svegliati, se ne sono andati”, disse Atena, apparentemente illesa.
"Marò che male! Ma dovevano menarmi così forte? Se non avessi avuto un mio CD incastrato nel vestito quello mi faceva fuori!”
“Era per fare le cose più realistiche, non si sono nemmeno accorti che il sangue era succo di pomodoro”
“Vabbuò, allora se mi da i soldi io andrei che tengo un concerto a Milano”
“Soldi? Tu osi chiedere soldi a me? Hai recitato malissimo e...ma ti pare l’ora di arrivare? Ti faccio causa, altro che pagarti...”
“Ma chiuda il becco! Lei non sa chi sono io! Sono un protetto della potentissima SIAE! E quelli quando gli gira...”
“Gigi...ti devo chiedere una cosa...”
“Eh mi dica, mi dica...”
“Mi faresti l’autografo?”
“Eh...magari possiamo fare uno scambio...”
“Hmm...del tipo?”, chiese Atena, avvicinandosi al misterioso uomo e facendo gli occhi dolci.
“Eh...del tipo che io le faccio l’autografo e lei mi ritrova la madre del biondino, Natasha mi pare si chiamasse...gran bel-“ ma non ebbe il tempo di terminare la frase che Atena, ferita nel suo orgoglio di donna, gli tirò una ginocchiata alle parti basse.
“Ti devo dire un’altra cosa, Gigi... fai veramente schifo, mi urti i timpani quando ti sento e secondo me i CD te li comprano solo i parenti! E poi...hai qui me e pensi a quella lì che ha più traffico di un'autostrada?”, disse la dea, con un singulto.
Ma Gigi già non la sentiva. Il colpo era stato talmente violento che il cuore dell’uomo si era fermato per lo shock.
Gigi cadde a terra, stavolta veramente esanime, e Atena si avviò ancheggiando verso le dodici case, pronta a riprendersi la sua multinazionale ma soprattutto decisa a non pagare niente alle sue guardie del corpo. Anzi, a nessuno.
“Ho bisogno di un esorcista”, disse.


Gigi D'Alessio è morto

I nomi per il ballottaggio entro domani alle 18:00
Vi ricordo che per il primo giorno si va solo in prigione, ma se non si viene liberati si va al rogo il giorno successivo insieme all'altro condannato.
Aiolos87

Un paio di considerazioni . Pegasus :


“Ahò me scusi, io stavo sognando...”

Ecco stava sognando e ciò mi porta a pensare che sia Aldebaran protagonista di recente del Topic Sogni o Incubi con due suoi sogni ( Sgarbi e Capitolo di Armaggedon)

http://icavalieridellozodiaco.myfreeforum.org/ftopic1258-180.php

Sirio il cieco colpisce alle spalle cose che si pososno ricollegare a Rada ma qui di Rada non li abbiamo .

Su Crystal adesso non vedo indizi non riportabili al personaggio della Mamma di Crystal ( Le Barbie portate da Babbo natale ( Alias Aquarius ) )


Comunque questo    Gigi D'Alessio è morto
E' un ottimo inizio  
Shura di Capricorn

Notte positiva direi, a giudicare da chi ci ha lasciato le penne.
I nostri "eroi" sono davvero un bel quadretto comico, in perfetto stile LMDC, però cavarne degli indizi mi sa che sarà difficile. L'unica cosa che mi ha colpito fino ad ora è il fatto che Sirio colpisce alle spalle, cosa certo non da lui.

EDIT
Pegasus è uno ritenuto tranquillo, tanto che Atena non si aspetta di essere aggredita da lui.
Aldebaran

A parte la morte di Gigi D'Alessio, cosa peraltro positiva, ho notato un paio di cose:

Quote:
Pegasus annaspava cercando l’aria, quando lo sconosciuto mollò improvvisamente la presa, crollando a terra. Sirio, alle spalle, l’aveva colpito a morte.
“Belandi, ma non si fa così, Sirio! Non si attaccano i nemici alle spalle !”
“Mo io che ne so se era di spalle o meno! Ho solo sentito il suo cuore terone battere e lì l’ho colpito ”


Sirio trapassa il cuore alle spalle, ma qui di giocatore legato a Radamante non c'è nessuno. Però di giocatori che possono essere legati al trapassare il cuore ci sono e sono Shura e Lampo.

Quote:
Lo sconosciuto li schivò tutti e compiendo un balzo e una capriola in aria si portò dietro il bronzino, cercando di strangolarlo con una corda di pianoforte.


A me questo ha ricordato Berenice che strangola Crystal, il che mi farebbe pensare a Canadian come possibile Pegasus.
Doa of Alrisha

Eccolo qui! scusasse, ma ovviamente io credevo che la notte la postasse in serata la cara psicomasterina      
Anche perché io prima delle 20-20.30 a casa non ci sono mai

comunque si è cominciato, quindi ragazzi divertitevi      
Guest

Caro il mio tzurpomaster, essì che c'era scritto che la prima notte si postava oggi dopo le 15  

ma mica l'ho letto                

e non editarmi i messaggi, sogliola    
Aledileo

Ed ecco la prima notte, anche questa molto simpatica. Un minuto di silenzio per la dipartita di Gigi di me.
L'unico mio problema è che non avendo visto La mamma di Cristal non so se alcuni passaggi sono indizi o riferimenti al ridoppiaggio. Per esempio Cristal cita la Barbie, che abbia a che fare con Virgo? Sirio colpisce alle spalle. E Atena (che è Kanon) alla fine dice di aver bisogno di un esorcista; inoltre c'è un insistere sul colore bianco per Atena (casualità narrativa?). Boh.
Phoenix no Ikki

mitico inizio!!!!!!!

Shura di Capricorn wrote:

EDIT
Pegasus è uno ritenuto tranquillo, tanto che Atena non si aspetta di essere aggredita da lui.


una donna? Elisa (unica a partecipare a questo git)???

Cristal cita la Barbie.... uhm.... narrativa o qualcuno legato al cavaliere di Virgo??
Guest

Aledileo wrote:

L'unico mio problema è che non avendo visto La mamma di Cristal non so se alcuni passaggi sono indizi o riferimenti al ridoppiaggio.


Mi autocito dall'altro topic

Dawnlight wrote:
Ragazzi, ragazzi...calmi, calmi. Gli indizi non saranno su LMDC, altrimenti potrebbero partecipare veramente in pochi. Il GiT sarà ispirato a LMDC ma vi dico subito che gli indizi saranno sui cavalieri e sulla parte di scible umano di cui sono a conoscenza (ristretto, quindi) riconducibile ai giocatori  
Saranno i personaggi, piuttosto, a comportarsi come quelli de LMDC e non come i cavalieri che la maggior parte di voi conosce...


E la aggiungo alle FAQ
Shura di Capricorn

Phoenix no Ikki wrote:

Cristal cita la Barbie.... uhm.... narrativa o qualcuno legato al cavaliere di Virgo??


Per te e anche per Ale che ha lo stesso dubbio. Crystal nella saga parodia gioca con le Barbie che gli regala papà Aquarius (Babbo Natale). Non dovrebbe essere un rimando a Virgo. Certo, se lo fosse, sarebbe di un palese disarmante.
Lampo del Drago

scusate, non ho tempo per vivere.
pegasus calmo = elisa. voto lei.
Antares

Mi inquieta un po' il fatto che mi sembra ci siano molta narrativa e pochi indizi, nascosti per altro dalle battute dei personaggi parodici

Quote:
Atena si rialzò e si allontanò preoccupata per l’improvvisa aggressione  di Pegasus, anche se in fondo aveva dei sospetti. Sapeva che era un deficiente, ma non pensava fosse pericoloso.

Concordo con chi dice che potrebbe essere un indizio e indicare un personaggio normalmente tranquillo.

Quote:
Il primo ad accorgersi della dinamica dei fatti, stranamente, fu Pegasus, che subito si scagliò contro lo sconosciuto, riempiendolo di pugni. Lo sconosciuto li schivò tutti e compiendo un balzo e una capriola in aria si portò dietro il bronzino, cercando di strangolarlo con una corda di pianoforte.

Pegasus sembrerebbe essere il più sveglio (...) o comunque pronto ad agire in qualsiasi momento, ma anche non particolarmente forte dato che Gigi evita tutti i suoi attacchi.

Quote:
Sirio, alle spalle, l’aveva colpito a morte.

E' vero che Sirio è cieco e non poteva sapere se il nemico era di spalle o no, però anche questo potrebbe essere un indizio. Il fatto che elimini l'avversario in un colpo non so se è un riferimento alla forza di Sirio o alla debolezza di Gigi.

Su Crystal non mi sembra ci siano indizi è il classico biondino de lMdC (pre-scontro con Abadir/Rocco), stupido, infantile e appassionato di barbie.

Quote:
“Mo sì, mo questa ci sfrutta come dannati!”

Magari è semplice narrativa (cosa molto possibile in effetti) ma non ho potuto fare a meno di notare il collegamento dannati-Hades e seguaci.

Quote:
“Ho bisogno di un esorcista”, disse.

Non mi ricordo una battuta del genere nella parodia, quindi potrebbe essere un indizio e rimandare ai gemelli pazzi...

Decisamente, devo rifletterci ancora un po'
Aiolos87

Dawnlight wrote:
Ragazzi, ragazzi...calmi, calmi. Gli indizi non saranno su LMDC, altrimenti potrebbero partecipare veramente in pochi. Il GiT sarà ispirato a LMDC ma vi dico subito che gli indizi saranno sui cavalieri e sulla parte di scible umano di cui sono a conoscenza (ristretto, quindi) riconducibile ai giocatori  
Saranno i personaggi, piuttosto, a comportarsi come quelli de LMDC e non come i cavalieri che la maggior parte di voi conosce...



Bueno a questo punto riconducendomi al fatto che Pegasus sogni e in OffTopic abbiamo il Topic Sogni o Incubi di cui gli ultimi ce li ha descritti Aldebaran ( Sgarbi e nuovo capitolo di Armaggedon) , Topic frequentato da entrambi i Master do il mio voto al nostro Toro

Aiolos    Aldebaran
Christian Virgo

Letto tutto..che risate  
Contento per la morte di GIGI      

Cmq ho notato un particolare molto interessante sia nel prologo che nella notte:

Pegasus è decisamente DE ROMA!!!
Sirio è uno del nord che odia i terroni..

Cmq i personaggi sono caratterizzati da un dialetto
Aiolos87

Christian Virgo wrote:
Letto tutto..che risate  
Contento per la morte di GIGI      

Cmq ho notato un particolare molto interessante sia nel prologo che nella notte:

Pegasus è decisamente DE ROMA!!!
Sirio è uno del nord che odia i terroni..

Cmq i personaggi sono caratterizzati da un dialetto

Chris il Pegasus della Mamma di Crystal di suo è di Roma , Sirio è Bolognese e odia i terroni e Crystal è Genovese .

Mentre Andromeda che non c'è è Toscano e Phoenix è Bergamasco .

Per cui come indizi le voci non vanno contate se no Phoenix potrei essere solo io essendo l'unico Bergamasco qui dentro
Christian Virgo

Aiolos87 wrote:
Christian Virgo wrote:
Letto tutto..che risate  
Contento per la morte di GIGI      

Cmq ho notato un particolare molto interessante sia nel prologo che nella notte:

Pegasus è decisamente DE ROMA!!!
Sirio è uno del nord che odia i terroni..

Cmq i personaggi sono caratterizzati da un dialetto

Chris il Pegasus della Mamma di Crystal di suo è di Roma , Sirio è Bolognese e odia i terroni e Crystal è Genovese .

Mentre Andromeda che non c'è è Toscano e Phoenix è Bergamasco .

Per cui come indizi le voci non vanno contate se no Phoenix potrei essere solo io essendo l'unico Bergamasco qui dentro


quindi non possono essere contati come indizi..
Aiolos87

No è il loro modo di parlare , anche se Dawnlight  ha detto che gli indizi non saranno sulla Mamma di Crystal essendo un GIT sulla M.d.C. i personaggi i Masters non possono di certo farli parlare in modo diverso da come parlano nella serie .

Per cui i dialetti come indizi sono totalmente da escludere essendo cose narrative
Guest

Ragazzi miei, leggete bene le descrizioni dei personaggi nella prima pagina del topic.
Aiolos87

Si , erano già scritti nella descrizione dei personaggi Pegasus de Roma , Sirio odia i terroni e Crystal ha le Barbie hai ragione  

Comunque per non perdere voti in strada

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran

2/16
elisa

Quote:
pegasus calmo = elisa. voto lei.


Prima che qualcuno possa spreccare un voto, come Lampo, dico subito che io non intrepreto nessuno dei sei Kanon, il mio ruolo è abbastanza inutile, a dirla tutta  

Comunque, se escludiamo i dialetti italiani dei Bronze protagonisti della parodia, io non vedo altri indizi, purtroppo. Aspettiamo le prossime notti. ^^''
Phoenix no Ikki

Shura di Capricorn wrote:
Phoenix no Ikki wrote:

Cristal cita la Barbie.... uhm.... narrativa o qualcuno legato al cavaliere di Virgo??


Per te e anche per Ale che ha lo stesso dubbio. Crystal nella saga parodia gioca con le Barbie che gli regala papà Aquarius (Babbo Natale). Non dovrebbe essere un rimando a Virgo. Certo, se lo fosse, sarebbe di un palese disarmante.


ricevuto...    Babbo Natale Acquarius!  


Comunque, prima delle 18 non posso ripassare, onde per cui il mio voto va ad Elisa, per il semplice e banale motivo che Saori non si aspetta di essere attaccata da Pegasus, che forse dà a pensare che l'utente che interpreta Seiya sia una donna. Purtroppo non ci sono molti casi su cui ragionare. Vabbè tanto va in galera non muore  
Aledileo

Grazie a Dawnlight e a Shura per i chiarimenti. Quindi la Barbie non è un indizio, e neanche il fatto che Pegasus parli romano (cosa che in effetti era assai palese ). Se ho tempo oggi
Spoiler:

a lavoro

vedrò di guardarmi qualcosa della Mamma di Cristal.
Sono curioso di sentire Andromeda che parla toscano. Che poi "toscano" vuol dire poco o nulla, se è fiorentino, o pisano, è diverso il modo di parlare.

Tornando seri e ragionando invece sulla Notte, uhm, se questi sono allora riferimenti narrativi ai caratteri dei personaggi, cosa ci rimane? Abbiamo un Pegasus decisamente tranquillo e apparentemente non troppo forte, tra i giocatori in gara potrebbero abbinarsi Aldebaran (placido, meditativo, considerato da molti fans debole), Asher (poca forza, Gigi evita tutti i suoi colpi, Atena si sorprende che sia lui a colpirla), Elisa (una fanciulla), chi altri? Boh, la prima notte si va a caso per forza di cose, sono altamente indeciso. Che il segretario de "La storia del forum" mi perdoni, ma opto per lui.
Ale Aldebaran.
Guest

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran

4/16
Canadian

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran

5/16
Minosse

tirando abbastanza a casaccio dato che non vedo molti indizi voto
Minosse Elisa
elisa

Canadian wrote:
Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran

5/16


Grazie Canadian per non avermi votato.
Dunque visto che dopo esco voto adesso, secondo neanche Aldebaran è colpevole è stiamo prendendo un granchio.
Quindi posto il tiro da un'altra parte, e visto il modo con cui ha giocato la volta scorsa io voto Saga rules.

Elisa   Sagarules.      
Guest

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran
Minosse Elisa
Elisa Sagarules

7/16

Elisa 3
Aldebaran 3
Sagarules 1
Asher

I miei complimenti ai master, bellissimi il prologo e la prima notte!  
Volevo aggiungere questo video, ricollegandomi al discorso di Christian e Ailos, si sente chiaramente che i dialetti sono caratteristiche dei personaggi ed al 2':18" c'è Atena che cita la frase della castrazione:

Link

Leggendo il post di Aiolos e il topic da lui sottolineato, Aldebaran scrive:
Quote:
Forse era Pegasus incavolato perchè gli è andata buca con Lady Isabel

Una coincidenza o un indizio?
Se mai andrebbe in prigione e si rilevasse innocente sarà scarcerato, perciò:

Voto   Aldebaran
Guest

E io che mi stavo prendendo la briga di caricare i video sul mio account  
Chaos

Non so , gli unici indiz che mi hanno colpito sono quelli reativi a Pegasus , che crede di sognare e che sembra un tipo molto tranquillo , ciò mi farebbe pensare al nostro Aldo , male che vada è solo una notte di  prigione ergo

Chaos Aldebaran
Aldebaran

Fatemi capire, mi votate per sti indizi strampalati?
Guest

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran
Minosse Elisa
Elisa Sagarules
Asher Aldebaran
Chaos Aldebaran

9/16

Aldebaran 5
Elisa 3
Sagarules 1
Shura di Capricorn

Considerando che Atena non credeva Pegasus fosse pericoloso potremmo essere di fronte o a qualcuno notoriamente placido, come sono Aldebaran ed elisa, oppure a qualcuno di apparentemente innocuo ma che se si arrabbia si inviperisce, come l'Unicorno.
Voto Asher.
Aiolos87

Aldebaran wrote:
Fatemi capire, mi votate per sti indizi strampalati?

Io ti ho votato riferendomi al Topic Sogni o Incubi Aldo , poi questa prima notte è solo prigione ,  se ci vai e sei innocente si fa presto a capirlo e a toglierti
Guest

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran
Minosse Elisa
Elisa Sagarules
Asher Aldebaran
Chaos Aldebaran
Shura Asher

10/16

Aldebaran 5
Elisa 3
Sagarules 1
Asher 1

Mi sono dimenticata di dire che chi manca o ritarda oltremodo alle votazioni verrà ammonito per la prima volta, mentre la seconda verrà messo un indizio su lui/lei nella redazione del giorno/notte.
Alla terza volta è meglio che non ci arriviate o l'ira degli dei (io e Doa   ) si abbatterà sul malcapitato  
Antares

Non so, le accuse ad Aldebaran non mi convincono particolarmente, inserire un riferimento ai suoi sogni sui cavalieri mi sembrerebbe veramente troppo diabolico da parte dei masters
Le accuse ad Elisa già mi paiono più motivate, non tanto perchè donna, quanto perchè Andromeda, che è un personaggio tranquillo e all'apparenza innocuo.

Al momento però, i miei sospetti principali, come potete dedurre anche dal mio post di analisi, rimangono Asher (all'apparenza innocuo, non particolarmente forte, ma reattivo e con un attacco corpo a corpo), Minosse (per il sottile riferimento ai dannati) e i due gemelli (perchè non mi risulta che la battuta sull'esorcista sia presente ne lMdC). Fra questi voto Asher.
Aldebaran

Io sono indeciso se votare Canadian ed Elisa, perchè uno di loro due potrebbe essere Pegasus per via della scena in cui lui viene strozzato dalle corde per pianoforte da D'Alessio, che mi ricorda sia Mime contro Andromeda sia Berenice contro Crystal. Alla fine voto Elisa per via delle corde da pianoforte e D'Alessio che rimandano ad un musicista e quindi a Mime.
Aiolos87

Uhm Aldo per caso intendi con la corda di Piano Per Elisa che  è un pezzo per solo pianoforte composto nel 1810 da Beethoven ?
saga rules!!!

boh, sinceramente nn saprei chi votare, anche perchè ho il tempo risicatissimo ed ho letto la notte al volo... bon, vada per asher, almeno sentiamo una campana in più oltre elisa ed aldebaran ^^
Aldebaran

Aiolos87 wrote:
Uhm Aldo per caso intendi con la corda di Piano Per Elisa che  è un pezzo per solo pianoforte composto nel 1810 da Beethoven ?


No intendo proprio il modo in cui Gigi d'Alessio strangola Pegasus che mi richiama alla mente il duello fra Mime ed Andromeda. Però anche il Fur Elise di Beethoven potrebbe essere un'ottima pista.
Doa of Alrisha

Libra ha votato per sms a me, dice aldo.
Guest

Lampo    Elisa
Aiolos    Aldebaran
Phoenix Elisa
Ale Aldebaran
canadian   aldebaran
Minosse Elisa
Elisa Sagarules
Asher Aldebaran
Chaos Aldebaran
Shura Asher
Antares Asher
Aldebaran Elisa
Sagarules Asher
Libra Aldebaran

14/16

Aldebaran 6
Elisa 4
Asher 3
Sagarules 1

Mancano ancora Christian Virgo e Saintsaga. Se non votano entro le 18:30 si procede con le arringhe di Aldebaran ed Elisa e il voto per la prigione. In quel caso Chris e Saint saranno ammoniti ufficialmente.
Aledileo

Speriamo che riescano a votare per ampliare un pò il ballottaggio. Uno scontro a due la prima notte, o si è stra-fortunati, o è sempre rischioso per i buoni.
Guest

Saintsaga e Christian non hanno votato, sono ammoniti ufficialmente. La prossima volta subiranno ben altra punizione  

Al ballottaggio vanno Aldebaran ed Elisa, postate le vostre arringhe e poi si proceda con le votazioni per il rogo.
Salvo ritardi nelle arringhe, avrete tempo fino a domani alle 19:00 per votare e scegliere chi dei due mandare in prigione.
saga rules!!!

stavo pensando che un indizio come punizione IMO è traviante... aiuta i cattivi e confonde i buoni. ad esempio se saint o christian fanno parte del gruppo di assassini possono decidere di nn votare e poi difendersi dagli indizi dicendo che sono stati messi dai master per punirli. oppure anche se sono realmente innocenti, dico saint e christian perchè sono coloro che nn hanno votato oggi ma può essere chiunque, e noi li mandiamo al rogo per gli indizi di punizione perdiamo un turno e avvantaggiamo cmq gli assassini che hanno mano libera e se la ridono...
Guest

Certo che è così, altrimenti che punizione sarebbe?
Oltre ad esserci un indizio chiaramente riferibile a loro, hanno anche la responsabilità di non mettere nei guai i compagni.
Comunque se qualcuno ha bisogno di tempo perché impegnato (purché non siano giorni interi ^^) ditelo che la scadenza si proroga. Poi è ovvio, se qualcuno un giorno non c'è basta dirlo e lo si condona.
E poi il bloccaggio sarebbe peggio
saga rules!!!

Dawnlight wrote:
Certo che è così, altrimenti che punizione sarebbe?
Oltre ad esserci un indizio chiaramente riferibile a loro, hanno anche la responsabilità di non mettere nei guai i compagni.
Comunque se qualcuno ha bisogno di tempo perché impegnato (purché non siano giorni interi ^^) ditelo che la scadenza si proroga. Poi è ovvio, se qualcuno un giorno non c'è basta dirlo e lo si condona.
E poi il bloccaggio sarebbe peggio


beh, dipende da che parte stanno... metti che io sono un gemini e decido di non votare e tu metti un indizio palese nei miei confronti: io posso difendermi dicendo che quell'indizio è lì per punizione e nn perchè reale e farla franca e vincere la partita. è una tattica rischiosa ma conoscendo questa regola prima di votare qualcuno che ha un indizio palese dopo essersi assentato una seconda volta credo che il dubbio ce lo porremmo tutti seriamente in merito alla sua reale colpevolezza.
Guest

Gli indizi sono tutti reali, e in ogni caso io non ho mai detto che saranno palesi, ma che saranno chiaramente riferibili al giocatore in questione
Non è che scrivo che tizio è un gemini, anche se lo è, per punirlo  
Così è troppo facile  
saga rules!!!

Dawnlight wrote:
Gli indizi sono tutti reali, e in ogni caso io non ho mai detto che saranno palesi, ma che saranno chiaramente riferibili al giocatore in questione
Non è che scrivo che tizio è un gemini, anche se lo è, per punirlo  
Così è troppo facile  


vabbè, questo era ovvio, anche perchè nessuno ci crederebbe    

l'obiezione che ti muovevo io è che per alcuni una regola del genere più che una punzione può essere un'opportunità, o perlomeno io così la vedrei da cattivo ^^.
Doa of Alrisha

invece di cianciare(io in tanto mi sfondo un cacio e pepe da oscar ), arringatori, arringate! la mia pazienta è breve            
saintsaga1983

Scusate il ritardo...voto asher
Guest

saga rules!!! wrote:
Dawnlight wrote:
Gli indizi sono tutti reali, e in ogni caso io non ho mai detto che saranno palesi, ma che saranno chiaramente riferibili al giocatore in questione
Non è che scrivo che tizio è un gemini, anche se lo è, per punirlo  
Così è troppo facile  


vabbè, questo era ovvio, anche perchè nessuno ci crederebbe    

l'obiezione che ti muovevo io è che per alcuni una regola del genere più che una punzione può essere un'opportunità, o perlomeno io così la vedrei da cattivo ^^.

La punizione è dare un'opportunità all'altra squadra, mi pare logico  

By the way...il voto di Saint è arrivato, in ritardo mostruoso ma è arrivato e le arringhe non sono ancora state postate, quindi il voto (per questa volta, la prochain rien) viene accettato e Saintsaga generosamente graziato.  

Lampo Elisa
Aiolos Aldebaran
Phoenix   Elisa
Ale   Aldebaran
canadian   aldebaran
Minosse   Elisa
Elisa   Sagarules
Asher   Aldebaran
Chaos   Aldebaran
Shura   Asher
Antares   Asher
Aldebaran   Elisa
Sagarules   Asher
Libra   Aldebaran
Saintsaga Asher

15/16

Aldebaran 6
Elisa 4
Asher 4
Sagarules 1

Al ballottaggio vanno Aldebaran, Elisa e Asher.
La scadenza per i voti del rogo è spostata a domani alle 21:00
Christian resta ammonito.

Forza con le arringhe!
Christian Virgo

Scusate il ritardo
Aldebaran
elisa

Scusate per il ritardo dell'arringa, ma pensavo si potesse postare anche domani. ^^''

Non so per cosa mi si accusa, io nell'altro post lo dico che non sono uno dei cattivi, ma un ruolo "molto" marginare, e poi questa è la prima notte, mandatemi in carcere e poi vedrete che non sono che pensate voi.  

Finito per adesso. ^^
Asher

Mandato al ballottaggio fuori tempo? Boh?!
Va be, faccio l'arringa.
Shura di Capricorn wrote:
Considerando che Atena non credeva Pegasus fosse pericoloso potremmo essere di fronte o a qualcuno notoriamente placido, come sono Aldebaran ed elisa, oppure a qualcuno di apparentemente innocuo ma che se si arrabbia si inviperisce, come l'Unicorno.
Voto Asher.

Chi è che non si arrabbia in Saint Seiya? Non credo che l'Unicorno, anche se incavolato, colpisca Atena, ricordate quando faceva il cavalluccio? Li si che doveva incavolarsi di brutto, ma non l'ha mai fatto, anzi.......
Antares wrote:

Al momento però, i miei sospetti principali, come potete dedurre anche dal mio post di analisi, rimangono Asher (all'apparenza innocuo, non particolarmente forte, ma reattivo e con un attacco corpo a corpo), Minosse (per il sottile riferimento ai dannati) e i due gemelli (perchè non mi risulta che la battuta sull'esorcista sia presente ne lMdC). Fra questi voto Asher.

E' vero, Asher fra quelli che vengono rappresentati dai giocatori è il combattente più debole, ma non per questo deve essere preso in considerazione, guardate questo filmato (non l'ho trovato in italiano):

Link

descrive esattamente la scena nella prima notte (a parte Phoenix per difendere Andromeda non attacca alle spalle), si vede benissimo Andromeda in difficoltà e Mine nemmeno un graffio (non dico di votare per Elisa), ma anche un cavaliere forte può trovarsi in serie difficoltà e se anche fosse pure Unicorno riuscirebbe a picchiare Gigi D'Alessio
saga rules!!! wrote:
boh, sinceramente nn saprei chi votare, anche perchè ho il tempo risicatissimo ed ho letto la notte al volo... bon, vada per asher, almeno sentiamo una campana in più oltre elisa ed aldebaran ^^

saintsaga1983 wrote:
Scusate il ritardo...voto asher

Votato tanto per fare numero  
Doa of Alrisha

Bene! arringhe pervenute!

Votate!

 
Aiolos87

Doa of Alrisha wrote:
Bene! arringhe pervenute!

Votate!

 

Manca quella di Aldo
Doa of Alrisha

Aiolos87 wrote:
Doa of Alrisha wrote:
Bene! arringhe pervenute!

Votate!

 

Manca quella di Aldo


Mi ricordavo che erano in due al ballottaggio, non avevo fatto caso al terzo aggiunto

Ok Allora Aldo muoviti ad arringare      
Aldebaran

Scusate il ritardo, ma ieri sera la connessione mi ha abbandonato.

Io esattamente da cosa debba difendermi non lo so perchè i presunti indizi contro di me sono strampalati e presi da contesti che con il personaggio Aldebaran hanno poco a che fare, soprattutto il presunto indizio di Asher che sembra essere stato elaborato ad arte.
Aiolos87

Ok c'ho pensato su , prima avevo votato Aldo , ma ora rivedendo gli indizi con riferimento alla corda di piano che puo' collegarsi sia alle corde della cetra di Mime con cui strangola Shun che con la suonata per piano Per Elisa di Beethoven  do il mio voto ad Elisa .

Aiolos    Elisa
Guest

Sì, Asher, in fondo non erano ancora arrivate le arringhe ed è la prima notte. Dalla prossima non si accettano voti fuori tempo massimo.

Ricordo che, essendo in tre, anche i ballottanti possono votare

Aiolos Elisa

1/16
Canadian

aiolos   elisa
canadian   elisa

2/16
Aledileo

Mah, io sono ancora indeciso. Elisa sembra molto tranquilla dal suo post (anche se i ragionamenti di Aiolos su Per Elisa sono interessanti), Aldebaran leggermente più scocciato, Asher mi insospettisce che, di solito sempre pacato, sia stavolta più belligerante. Ma è bene che io non pensi troppo, visti i risultati precedenti. Quindi confermo il mio voto ad Aldebaran e stacco, non so se riuscirò a riconnettermi prima di cena.
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