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Odino

Omega, la Serie Classica, i giovani e come cambiano i tempi

Questa ve la devo raccontare e preferisco farlo qui, su un forum in cui i topic rimangono cementati nel tempo e possono essere ripescati in futuro, se hanno qualche valenza, rispetto ai gorghi dei social dove hai la sensazione di scrivere sull’argilla o di abbandonare le parole al capriccio del vento.

E poiché ritengo questo sito un riferimento imprescindibile per chiunque ami codesta serie (per quanto in questi anni abbia letto moltissimo e scritto poco), la scelta è stata rapida. Thank you Shiryu.

La prendo alla larga, quindi se vi annoio scusate, se esagero bannatemi, vi ricorderò lo stesso con affetto.

Io ho da poco superato i 35 anni e ho imparato ad amare I CAVALIERI DELLO ZODIACO sin dal primo passaggio su Odeon TV. La mia storia con i Cavalieri assomiglia sicuramente a quella di tanti di voi, perché se siamo tutti qui a parlarne dopo tanto tempo, con un occhio alle ultime produzioni ma col cuore alla serie classica, qualcosa vorrà dire. Grazie Masami, grazie Shingo.

Da circa un anno convivo con una ragazza che ha due figli, maschietto di 8 anni e femminuccia di 10. Ho la fortuna di avere orari di lavoro flessibili, che mi permettono un rituale fantastico: colazione gustata con calma, a ritmi tranquilli, mentre mi sparo una puntatona della serie.

La Classica, le 3 di Hades, un pezzo di OAV, Lost Canvas, la prima di Omega, Soul of Gold: insomma un amore che non finisce mai. E cominciare la giornata dopo aver visto cose come Ioria e Virgo che vanno al pugno contro pugno al cospetto del Grande Sacerdote (miiii, che emozione ancora oggi!) è una cosa che ti carica non poco.

Ho la fortuna che, viste le mie passioni da eterno Peter Pan – tra giochi d’ogni tipo e animazione, i figli della mia compagna mi hanno preso subito in simpatia. E’ bastato pochissimo perché si incuriosissero nei confronti del mio rituale del mattino.

Era marzo di quest’anno, 9 mesi fa. Parlarne adesso è un po’ come ripensare a come l’hai spuntata contro il Fantasma di Gemini ora che sei in prossimità della dodicesima casa. Mattino frizzante, colazione da campioni: the, caffè, spremuta d’arancia, pane caldo, nutella, frutta a pezzetti, cereali, yogurt… perché la colazione deve durare quanto la puntata, mica perché si è golosi. Si accende per un attimo la TVdiTutti, nel mondo son successe cose brutte (e lì purtroppo non c’è Cavaliere d’Oro che tenga), passa il trailer d’un film che ti sbatte in faccia realtà tragiche (anche Gong Li può invecchiare), ma io mantengo il sangue freddo e faccio partire l’episodio della giornata.

E dopo un quarto d’ora siamo lì ai Cinque Picchi: c’è Sirio e c’è Fiore di Luna, c’è il Cavaliere di Perseo col suo scudo di Medusa, ci sono giovani cavalieri che cercano di tenere vivo un mito del passato sotto il segno di Omega, episodio number 19. Il nemico non è di quelli agevoli, da che mondo e mondo contro chi ti può pietrificare alla prima occhiata che gli dai non c’è mai vita facile, ma il giovane Ryuho, il tecnico della compagnia e figlio d’arte, non molla. Fragilino il ragazzo, ma ha un repertorio di tecniche mica da ridere e sa usare la testa, buon sangue non mente.

Nel frattempo arrivano in zona colazione i ragazzi (è domenica).
“Che bello! Stai guardando Rufffffy e i Pirati”, fa lui.  
Io sorrido ma non mi distraggo. E’ appena uscito Genbu, misterioso e micidiale, che si porta via l’Armatura di Libra! Colpo di scena!!!
“No, non è One Piece. E’ il seguito della serie che ho amato più nella mia vita, loro sono I CAVALIERI DELLO ZODIACO”. Vorresti dire tanto, vorresti trasmettere un mondo. Ma hai loro che stanno spalmando nutella, ti chiedono se è meglio anche degli Avengers e del Trono di Spade, e stai ancora pensando all’Armatura Libra diventata più tondeggiante nelle linee di come la ricordavi. Quel che riesci a dire è una roba del tipo:

“Un pezzo di quell’uomo che sono io oggi penso che l’ho preso da loro, dai Cavalieri dello Zodiaco”.

La cosa basta ad incuriosirli e mi chiedono di vedere subito assieme l’episodio seguente. Dico di sì ed è una faccenda pesante: l’Attacco di Eden. Effetti speciali, dramma, armageddon sullo schermo, Eden che umilia Kouga. La serie s’impenna! E incredibilmente i due virgulti si appassionano e per quanto non sappiano niente degli eventi precedenti, empatizzano immediatamente con Arya e i due contendenti. Chiedono, si mostrano interessati, vogliono capire.

Tempo zero, 2.1 picosecondi per dirgli che, se volevano, gliel’avrei fatta rivedere tutta. Da lì il passo è breve: non più rituale del mattino ma, quando possibile, micromaratone da 3-4 episodi: eccoci a vedere tutti assieme, con la mia compagna già estimatrice della serie classica, Mars irrompere su Tisifone e quella che era una bella spiaggetta col non troppo criticabile proposito di portarsi via la cara Isabel (complimenti, sei solo il ventiduesimo che le vuole male, e solo tra Dei e affini); basta poco e la metà di aprile ci sorprende a tifare Seiya e Kouga nello scontro finale con Abzu, esaltati e contenti per una serie che, pur con alcune incertezze nella prima parte e troppa fretta nell’attraversamento delle case, in definitiva ci è piaciuta.

Ed io contento: “Ma lo vedi che i Cavalieri dello Zodiaco possono piacere pure ai giovanissimi di oggi!” Da lì il passaggio successivo era prevedibile. Mi interpellano: “C’è una seconda serie. La guardiamo?”

Ed io pronto, sicuro, saldo, inossidabile: “HO UN’IDEA MIGLIORE”.
Avevo infatti un’idea -chiaramente- migliore. La Serie Classica. Sono partito con uno spiegone di come quella che avevano visto, Omega, era sì una serie interessante e piena di spunti positivi, ma solo poca cosa rispetto alla Vera Opera, all’Arte Pura: i 127 episodi di Pegasus e compagni, Hades Sanctuary compreso. Avrebbero dovuto conoscere l’origine del Mito, ovvero l’essenza stessa di questo Mito: il Settimo Senso.

Loro entusiasti: dopo aver scoperto le armature d’oro e Omega, avrebbero accettato pure di vedere Uomini e Donne del primo pomeriggio. Avevo una fiche importante, quella del credito e della fiducia, e ho deciso di puntarla forte su PEGASUS INVINCIBILE, episodio 1. Ragazzi, che storia. "E' la prima volta che avverto la magia in lui, il suo spirito è sul grande sentiero", dichiara Tisifone, che in chiusura Pegasus regola con un indimenticabile “…e io che pensavo che il tuo volto fosse quello di un demonio... sei più carina di quanto credessi.”. Pegasus vero mito, d’altronde da uno che Gemini, praticamente uno dei cattivi più riusciti dai tempi dell’Iliade, lo chiamerà ‘occhietti rossi’ cosa ti vuoi aspettare?

“E allora, che ne pensate?”, chiedo io, petto in fuori e occhi quasi lucidi, ai due giovini alla fine dell’episodio.

A parole erano contenti ma a livello emozionale mi sembravano più… tiepidi.

Nessun problema, mi dissi. La serie classica migliora progressivamente, senza soste, senza inciampi, senza esitazioni.  La cavalcata ci porta alla Guerra Galattica, poi agli scontri per la conquista della Sacra Armatura fino a che scendono in campo i Cavalieri d’Argento.

E le reazioni del due ragazzi? Educati. Attenti. Cortesi. “Carina. Sì, molto”. Ma tiepidi.

La mia compagna, di suo commossa quando Sirio si acceca per salvare Andromeda e Pegasus, liquida la cosa con un semplice: “Te l’avevo detto, generazioni diverse, gusti diversi”.

Ma io, più imperturbabile del Toro contro Heracles ad Asgard, dichiaro: “Finché non hai visto la Corsa alle Stanze di Arles, non hai visto I Cavalieri dello Zodiaco”. E poi serafico: “Ameranno le 12 Case”.

E le Dodici Case arrivarono ben presto. Stillicidio di emozioni signori miei, cosa dire!!! Crystal nel feretro di ghiaccio, Sirio e la sua ira contro Cancer, il baluardo granitico costituito da Virgo e via, scontro dopo scontro, ideale dopo ideale, tra musiche indimenticabili e frasi epiche, sino alla resa dei conti tra i nostri eroi ed Arles.

Però nei ragazzetti l’emozione non montava. Si vedeva. Sopracciglia alzate le loro, come le nostre quando qualcuno ci voleva far credere che Andreas era il vero cattivo finale di Soul of Gold.

Il giudizio finale fu cortese ma lapidario: “Non è brutta... ma Omega è molto meglio”.

AAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
(DOLORE NELL’ANIMO).

Poi, ripresomi: “Come mai? Cosa non vi piace di questa?”
La critica cominciò con un ruscello che diventò un’onda e poi una mareggiata di presunti difetti.

Partirono tranquilli, con la cosa di ‘Pegasus cavaliere della costellazione di Pegasus’ (ma lì fu facile spiegare la questione del doppiaggio). E poi le infinite (secondo loro) cose insensate. Ioria che, ripresosi dal plagio mentale di Arles, fa gli auguroni ai tre amiconi, frattura ricomposta, pacca sulle spalle e mi raccomando non fategli aprire gli occhi a quello lì, senza accompagnarli. I Cavalieri d’Acciaio, che un momento ci sono e poi non ci sono più… e per loro sarebbe stato meglio non ci fossero stati proprio. Aquarius che, in mezzo a una guerra termonucleare globale, se ne frega del grande sacerdote e vuole regolare i conti con l’allievo. Tutti che sanno di una scorciatoia per la Dodicesima Casa, tipo Phaaeton, ma Mur che, oltre a non muovere un dito in perfetto Ioria-style, si fa i fatti suoi e manda i protagonisti per la via lunga, tipo a piedi da Milano Marittima al Monte Bianco.

Le ultime tre case a loro detta prevedibili: vedi Capricorn contro Sirio e sai già che tanto Sirio torna (e io ai tempi invece sconvolto per la Pienezza del Dragone), oltre a capire perfettamente che Crystal e Andromeda faranno la stessa fine per lasciare la piazza al protagonista. La seconda personalità di Gemini, quella buona, che non si capisce bene per chi tifi (hanno detto che la testa di Arles era un condominio). La cosa dei Cavalieri Neri uguali ai protagonisti praticamente inguardabile oltre che insensata. Gli sporchi trucchi usati per tenere sempre Sirio e Phoenix fuori dal giro per rendere più ardue le cose ai protagonisti. La cosa della freccia e delle 12 ore: ma se Betelgeuse la colpiva un po’ meglio, ne avrebbero avute solo 7 o 8? Casualmente proprio 12? Chi ha preparato l’orologio a fiaccole?
E giù così in un elenco senza fine. Molte cose le ho rimosse.

Voglio sottolineare che, sulle incongruenze di Omega, non avevano proferito verbo. Tutto con Kouga filava liscio come una festa, con i giudici che alzavano la paletta solo per dare 8 o più pure quando i protagonisti erano impiegati in una locanda tra cucina e lavaggio delle lenzuola.

Fino ad arrivare a quello che, secondo loro, era il nocciolo del problema.
“La storia è lenta”.
Credo che il Castigo Infernale di Radamante mi avrebbe fatto meno male. “Lenta?”

“Sì, a volte ci mettono tre puntate per passare una casa. Minuti per rialzarsi in piedi quando atterrati. Omega no. In Omega tutto è veloce”.
Parlavano della serie classica come io parlerei di Beautiful (ancora vivo Ridge, sì?) o delle partite di Holly e Benji (che comunque, non me ne perdevo una).

E parte l’esempio della Casa di Cancer. Mi siedo saldamente per evitare mancamenti, mentre mi viene fatto notare che Yuna è davvero grandiosa quando decide che non perderà più nessuno di importante e mena sodo Schiller in tempi ragionevoli, mentre a Sirio devono far fuori la fidanzata prima che si decida a fare il Cavaliere, senza contare che entra ed esce dall’Inferno come se fosse la porta girevole di un Grand Hotel. Vacillo. Ascolto. E soffro.

Ma il tema della lentezza ritorna e dicono che non è realistico che gli scontri durino così tanto. Alla lunga annoiano. Sai che l’eroe le prenderà per puntate e puntate, poi con un colpo vincerà.

E’ così cambiato il modo di comunicare e il ritmo con ci si aspetta che questo accada?

Le nuove generazioni si aspettano che un messaggio, per essere considerato efficace, sia veicolato in maniera più essenziale e rapida rispetto a quanto eravamo disposti a pazientare noi, magari più desiderosi di approfondimento ed enfasi?

Cavalieri, a voi! (e finalmente dopo anni l’ho scritto pure io)
Shiryu

Hai fondamentalmente scritto quel che mi batto ormai da qualche anno a ribadire, circa la necessità di stare al passo con i tempi anche nel mondo della narrativa, e come cambino i gusti del pubblico e il pensiero sociale.

Un mesetto o due fa mi hanno intervistato per un libro di prossima uscita sui Saints. Non posso ancora trascrivere l'intera intervista, ma una delle domande era proprio sugli spin-off, e uno stralcio della mia risposta è

Quote:
A quasi trent'anni di distanza, il limite della serie classica però è l'essere profondamente ancorata agli anni '80 in termini di schemi di valori, e di conseguenza l'essere progressivamente meno usufruibile da parte del pubblico giovanile, che è ormai abituato a figure di eroi diverse, che si prendono meno sul serio, e persino a un concetto diverso di eroismo stesso. Di recente, in conversazione, mi è capitato di notare come, nel pensiero comune, il sacrificio della vita per il compimento della missione sia ormai più assimilabile all'atto estremista di un terrorista religioso che al gesto di un eroe, e che comportamenti che un tempo sbalordivano oggi cozzano con l'approccio meno idealista e più pratico e smaliziato degli spettatori moderni.
In questo senso, alcuni spin-off hanno il merito di ripresentare il mondo di Saint Seiya in un'ottica più moderna e fruibile per le nuove generazioni, svecchiandolo e dando ai protagonisti comportamenti più realistici (nel contesto di un'opera fantasy) e meno estremi, in cui un ragazzo di oggi possa maggiormente identificarsi.


Il che non è una critica agli spettatori moderni, che tanti della nostra generazione si ergono a chiamare bimbiminkia dall'alto di chissà quale superiorità. E' la semplice realizzazione che i gusti cambiano e o ti adatti o muori. Che Batman o l'Uomo Ragno sono eterni solo perché hanno saputo condirli delle salse di moda in ogni decennio. Che anche noi da bambini non seguivamo i programmi per ragazzi dei nostri genitori, il Tarzan in bianco e nero o Furia o Rin Tin Tin, ma "il nuovo", che erano i Goldrake, Lady Oscar e gli altri anime, e non dobbiamo sorprenderci se oggi accade lo stesso.
Libra

Quello che hai scritto non mi meraviglia affatto. E' così: i tempi cambiano, le generazioni, le mode, i modelli di vita e i gusti anche e, se si vuole sopravvivere nel grande pubblico, bisogna adattarsi (poi chiaramente possono esserci eccezioni che si identificano di più nei valori "nostri").

Sicuramente se vedessimo la serie classica con lo sguardo critico di oggi, molte cose sarebbero oggetto di critiche feroci, esattamente come lo sono prodotti come Omega e SoG.

A questo punto direi che la prova del 9 è somministrare ai pargoli SoG e vedere che dicono

@Boss: sai meglio di me che 9 volte su 10 i bimbiminkia vengono definiti così riferendosi a persone non in grado di esprimere un pensiero di senso compiuto. Nessuno si sognerebbe di definire in questo modo ragazzi che fanno critiche pertinenti e sensate (poi le si può condividere o meno, e io sono il primo a non condividerle) come i figli della compagna di Odino. Come va respinta l'idea delle nuove generazioni come debosciati/degenerati/ignoranti etc., altrettanto mi sembra sbagliata la generalizzazione del vecchio fan come il nerd che sa solo adulare un passato che non tornerà e sputare sentenze sui giovani che "non capiscono".
Shiryu

Libra wrote:
altrettanto mi sembra sbagliata la generalizzazione del vecchio fan come il nerd che sa solo adulare un passato che non tornerà e sputare sentenze sui giovani che "non capiscono".

Eppure il 95% sono così, basta vedere qualsiasi forum (questo incluso) o fare una scorsa ai commenti su youtube. E non solo per quanto riguarda StS, ma qualsiasi tipo di prodotto sia oggetto di seguito/reboot/remake.

Al più si può precisare che quelli che scrivono sono quasi tutti così, e come in qualsiasi altro dibattito online probabilmente esiste una maggioranza silenziosa più moderata o indifferente. Ma finché non si potrà leggere nella testa delle persone, per quanto visto il presunto luogo comune corrisponde alla realtà.

Quanto alla definizione di bimbiminkia, fai una ricerca del termine con la funzione apposita qui in forum e poi ne riparliamo.
yati89

Se devo dirla tutta, le critiche dei due ragazzi sono condivisibilissime eh^^'''

In poche parole hanno c'entrato i punti di maggior errore o discussione di noi fan negli anni, quindi direi che come ragionamento ci siamo.

Sul preferire Omega, mah, forse è perché l'han vista per prima, una serie che in larga parte ricalca la classica, è poi ovvio che vedendola dopo la classica sappia di già visto, quando in realtà è il contrario.

I tempi di reazione cambiano, le emozioni pure, ciò che era nuovo 20 anni fa oggi non lo è più. Non la vedo così tragica o strana la reazione dei due bambini, anzi
Evil Sirya

Shiryu, da come parli tu si sconfina nell'errore opposto, ossia adorare troppo il nuovo.
E se il nuovo fosse incoerente e mal fatto per ragioni sensate?
Un esempio: la grafica delle prime 25 puntate di omega (da spararsi).
Cioè, non pretendo di nuovo la grafica di Araki, che pure, secondo me, è gradevole all'occhio (anche perché lui è morto, buonanima), ma quantomeno qualcosa che non mi ricolleghi saint seiya alle Pretty Cure.
Mi andrebbe bene anche una grafica alla "The legend of the legendary heroes", per intenderci, meno quell'abominio di Omega.
O anche una grafica sul modello di Saintia Sho: Chimaki Kuori come trama può piacere o no, ma ha un modo di disegnare bellissimo.
O anche una grafica stile Feng Shen Ji, ma sarebbe un sogno irrealizzabile.
Poi anche la dedizione alla causa secondo me non è da stigmatizzare del tutto.
Voglio dire, se c'è, ma è temprata dall'empatia umana, perché no?

Credo che la verità sia nel mezzo: per alcune cose è meglio l'impianto anni 80, per altre quello contemporaneo.
(un esempio sarebbero le conversioni: ho trovato molto più umana e realistica quella di Kanon, che è accompagnata dalla diffidenza dei gold, piuttosto che quelle di un anime come Naruto)

A me piacerebbe saint seiya su questo stile:

Odino

Libra wrote:
A questo punto direi che la prova del 9 è somministrare ai pargoli SoG e vedere che dicono.


Intanto grazie per aver accolto con interesse questo mio topic.
Già lo hanno visto. Ormai, anche se a salti e in maniera meno organica, hanno dato uno sguardo un po’ a tutto. Soul of Gold lo hanno visto intero e in ordine perché incuriositi dalla maniera in cui attendevo la messa in rete degli episodi ogni due settimane, e così vedevamo la puntata fresca fresca tutti assieme.

La mia compagna, per capire praticamente una mia coetanea o quasi, ha apprezzato moltissimo Soul of Gold (disegni, comportamento di Aquarius, spreco di Scorpio e miriade di cose spiegate male a parte). Tornava Asgard, tornavano i Gold, Ioria le è sembrato un protagonista adatto e meno invasivo di altri delle serie precedenti, inoltre secondo lei in soli 13 episodi era quasi impossibile gestire quella moltitudine di personaggi in maniera migliore.

Quando ha visto nel penultimo episodio i Cavalieri d’Oro tornare in scena a supporto di Leo e Sagittair, quando Gemini e Micene si son parlati e chiariti, quando i Cavalieri d’Oro uno dopo l’altro hanno colpito Loki nei cieli, fondendo ideali e tecniche di combattimento, era emozionata.

Pure quando Cancer e Toro hanno i loro momenti di rivalsa contro Andreas ed Heracles, con la musica che romba forte sotto e cresce, mi è sembrata appagata.

Ma i ragazzi meno, Soul of Gold li ha convinti in misura minore di Omega. L’hanno considerata una serie meno lenta e noiosa della classica, ma ovviamente per loro ogni citazione aveva poco valore.

Laddove Omega, dall’inizio, presentava protagonisti nuovi e li faceva crescere progressivamente, Soul of Gold per essere apprezzato rendeva necessario un amore per la serie precedente e quei personaggi.

Si torna ad Asgard? Bene, per loro Asgard è quella dei Thor e della Marvel, di Hopkins-Odino e di un ponte del Bifrost che è una gioia per gli occhi, non un posto in cui si va in taverna a bere vestiti di armatura d’oro e in cui si combatte dentro a un Colosseo romano.

Sono rimasti intrigati da Lyfia, soprattutto al momento della possessione di fronte a Libra. Ma Hilda per loro era solo una regina allettata con gli occhi grandi, non la mitica celebrante di Odino che tornava in scena dopo anni. Mi sembra abbiano empatizzato molto più con la fioraia ghermita da Fafner.

Hanno apprezzato il fatto che ci fossero facili vittorie, come quella di Gemini o quelle ai danni di Fafner, perché secondo loro non è possibile che l’avversario sia sempre inizialmente più forte e all’altezza, che gli scontri debbano essere tutti costantemente in salita all’inizio e poi risolti con un unico colpo secco.

Inoltre il problema è che per loro gente come Gemini e Virgo sono solo personaggi, non mostri sacri. E dopo aver visto la serie classica, non li hanno in simpatia. Virgo non lo hanno mai digerito. “E’ buddhista o crede in Athena? E se arriva Fiore di Luna che prega Dio lui che fa, le risponde pensando di essere stato chiamato in causa o va in tilt per le troppe religioni mischiate?”. Problemi che io all’età loro non credo mi sarei mai posto, sono sincero, pensavo a chi fosse più forte e non alla coerenza tra le fedi.

E poi di Virgo non hanno sopportato la cosa degli occhi. Ioria, gran consigliere, a Pegasus e soci parlò chiaro: “Attenti che quel Virgo è un gran fetentone, io lo so bene perché ci ho scambiato mazzate davanti ad Arles e col cavolo che vi accompagno, sbrogliatevela voi. Però ho da darvi un gran consiglio: per vincere dovete fare in modo che non apra gli occhi” (questa è un po’ come l’hanno recepita loro).

“Non fategli aprire gli occhi”. Su questa cosa i figli della mia compagna hanno riso credo per settimane.  Grande stratega questo Ioria. Devi affrontare Virgo? Bene, puoi giocartela, ma bada che se poco poco gli viene da aprire gli occhi, dire ‘ciao’ al volo o schioccare le dita allora sei bello e morto, senza scampo. Bonciboncibon. E che ci vuole a fare un avversario forte così, vince pure le elezioni. Cavoli, se mi smonti Virgo cade l’architrave di tutto, qui siamo ai pilastri dei Cavalieri dello Zodiaco.

Pure Gemini e la sua gestione delle personalità non è piaciuta. Al di là delle facili battute sulla Dimensione Oscura (hanno sottolineato come in questa serie ti possono spedire pure all’Inferno, su Mercurio o nella Casa del Grande Fratello, che tanto torni un attimo più bello e riposato di prima, garantito), per loro un personaggio come Paradox è gestito con maggiore realismo, tra trauma subito e reazione.

La personalità buona di Gemini tra quel che dice alle terme mentre fa il bagno, passando per la fine del combattimento tra Andromeda e il Fantasma di Gemini, fino allo scontro finale, senza contare poi quel che hanno scorto dell’oav di Apollo, del richiamo a Pegasus durante lo scontro con Hilda e nel Sanctuary di Hades, non segue mai un filo logico. “Ci prendono per stupidi, fanno fare le cose ai personaggi solo perché gli fa comodo per la storia”.

Il paragone con Omega non perdona e lo tirano fuori spesso. Trovano Aldebaran superfluo, Harbinger massiccio e di scena. Yuna è una sopravvissuta alla guerra, una che ha perso tutto, una che non vuole perdere più nessuno (‘sta cosa è piaciuta molto alla figlia della mia compagna, che adora l’aquilotta), mentre Crystal piange sempre per la mamma. Bello come vestono e portano i capelli Kouga e soci, mentre Andromeda con le bretelle alla dodicesima casa è ridicolo.

Ed io, per ribattere, preso dall’istinto, stavo per fare un errore madornale: attaccare Omega per reazione aggressiva, solo per difendere la classica. Perché la loro era un’analisi priva di astio o campanilismo: una roba che io alla loro età, anche per contenuti espressi, mi sarei sognato.

Loro non sono la generazione Naruto o One Piece. Conoscono queste serie, ma per loro sono vecchie. Quel che per me è venuto ‘dopo’, per loro era già ‘il prima’: poco più di 25 anni di differenze e in mezzo ci sono già diverse generazioni e fasce di distanza! E dovendo scegliere le cose del passato, loro si sono affezionati maggiormente ad Evangelion e alle opere di Miyazaki.

Io mi sono sempre considerato uno spettatore equilibrato. Ho amato alla follia la serie classica e Hades Sanctuary, ma ho visto senza mai preclusioni aprioristiche o chiusure totali tutti i prodotti che sono arrivati dopo, conscio del cambiamento dei tempi e pronto ad apprezzare i lati positivi delle produzioni più recenti, senza l’ossessione del confronto. E’ quel che cerco di fare anche per i videogames, il cinema, i campioni dello sport, i giochi da tavolo, le serie tv, i giochi di ruolo, la musica, i libri ecc.: prendere sempre il buono del vecchio e del nuovo, senza perdersi nulla prima di assaggiare (tempo permettendo).

In fondo ero stato io a farli affezionare ad Omega ed ero stato contento perché amare Omega voleva dire amare i Cavalieri. Poi però, quando Omega era diventato un oggetto di confronto inaspettato con “i miei” Cavalieri, quelli “sacri, veri e originali”, allora stavo per cadere nella trappola della difesa dell’area di rigore a forza di calci e di falli: avrei attaccato Omega non per i difetti di Omega in sé (giustificabilissimo), ma solo per difendere con la forza la classica, come un tifoso ultrà. E il bambino in quel caso sarei stato io.

Grazie alle tredici stelle di Pegasus ho avuto la lucidità di non farlo e di capire che invece era una fortuna poter interloquire con osservatori molto attenti, sapientemente educati e giovani, in grado di offrirmi un punto di vista così tanto lontano dal mio. Dal confronto arriva la crescita. E se ancora oggi scatta una battuta sul fatto che Virgo non debba aprire gli occhi, ci rido sopra pure io In fondo che male c’è

Scusate se sono stato prolisso, era solo per offrire uno spaccato proveniente da una generazione diversa dalla nostra, nei prossimi interventi prometto di essere più sintetico.
Suikyo

Il topic è molto interessante.

Comunque non mi stupisco che Omega gli sia piaciuto(sopratutto la prima serie), è un prodotto realizzato dalla Toei proprio per i bambini di oggi, che tenta di svecchiare il mitico anime classico(che però è figlio degli anni 80, che ha fatto sognare i ragazzi di quel periodo, ma è anche vero che sono passati 30 anni da allora, quindi è un prodotto che ora si annovera nel "vintage").

Le cose si evolvono, tra 20 anni per esempio, gli anime in produzione oggi verranno visti con un occhio diverso dai ragazzini del 2035, che probabilmente considereranno i prodotti attuali, superati è non degno di nota.

Pochi mesi fà, insieme ad altri parlai con un produttore famoso, è parlando anche di animazione, disse che secondo lui molto probabilmente fra 15 anni, tutti i tipi di animazione saranno come il film di Final Fantasy (in breve come il in CG film di Saint Seiya LoS sè vogliamo restare nell'ambito di SSeiya), è che le animazioni classiche, saranno una cosa che lentamente verrà abbandonata. In breve, fra 20 anni, grafica e animazioni alla LoS, potrebbero diventare la norma.

Personalmente, l'anime classico di SSeiya è il migliore in assoluto, ma io(come tanti) siamo figli degli anni 80, ma per le generazioni moderne Omega è un prodotto più adatto perchè figlio dell'epoca attuale, sono sicuro che sè a mia figlia piacesse Sseiya troverebbe Omega bello e la serie classica molto meno.
Tra tutte le produzione Sseiyana moderne (oav di hades, LC, Sog, Omega), è sicuro che Omega è quella più adatta per i ragazzi di oggi, è un prodotto pensato espressamente per loro, fra 20 anni sarà (come tutti i prodotti Sseiyani attuali) probabilmente obsoleto.

Una domanda Odino, gli hai fatto vedere il film in CG di Sseiya?
Sè si, cosa hanno detto su di esso?
Canc-Carlo

Odino wrote:


Pure Gemini e la sua gestione delle personalità non è piaciuta. Al di là delle facili battute sulla Dimensione Oscura (hanno sottolineato come in questa serie ti possono spedire pure all’Inferno, su Mercurio o nella Casa del Grande Fratello, che tanto torni un attimo più bello e riposato di prima, garantito), per loro un personaggio come Paradox è gestito con maggiore realismo, tra trauma subito e reazione.


Ma no!          

Beh quella di Paradox è una back-story migliore di Gemini (considera che non si parla di maledizione di Kanon in originale): insomma da dove salta fuori veramente quel cuore malvagio? Quale trauma ha subito?

Almeno su Paradox lo sai, ed è questo che bello: capire perché un cattivo e tale! (e lo dico da "mezzano" cioè da ragazzino che vedeva i Digimon a 10 anni, serie molto vicino ad Omega e che a 8 era  rimasto incantato dalla back story di Nehellenia in Sailor Moon). Il che no nvuol dire che non possono esserci cattivi fini a sé stessi, ma devi assicurarti che non siano banali (uno dei migliori per me degli ultimi è Moebius delle pretty cure, che in quanto intelligenza artificiale non può capire concetti come felicità).

Inotlre pur nella sua pazzia e con il suo the, paradox come caratterizzazione era un buon personaggio se non fosse stato per Integra!
(cosa che fa montare il mio odio per gli old fan service di Omega II, insieme alla morte di Genbu!           )

@Sirya: Sulla grafica c'è da dire che viviamo in un mondo molto più globalizzato e che il trend odierno èquello di fare cartoni con storie anche mature ma tratto infantile (vedi Adventure Time della Cartoon Network)  Omega è figlia del suo tempo (e cmq prima delle pretty cure umakoshi ha lavorato su Kyashan Sins. è proprio il suo stile che è così, sia se lo applica alle pretty cure o meno! è il suo stile punto e basta: o piace o non piace!)
Shiryu

Evil Sirya wrote:
Un esempio: la grafica delle prime 25 puntate di omega (da spararsi).

Ecco, per esempio io trovo la grafica della prima serie di Omega ottima. Nuova, dinamica, moderna. Mentre la grafica della Kuori di Sho è una scopiazzatura di stilemi vecchi di trent'anni, di chi non ha niente di proprio da dire/dare e quindi ricalca il successo altrui. Araki è stato magnifico, e lo è stato innovando e portando uno stile totalmente nuovo e diverso dal manga di partenza.

Tornando al discorso di partenza, i ragazzi di oggi sono molto più svegli di quanto non fossimo noi, hanno il mondo quotidianamente sotto mano con telefonini e simili, è chiaro che certe incongruenze gli saltino all'occhio molto più rapidamente. Anche se poi si riconduce tutto al piacere o meno.. quando una serie non ti convince, i difetti sono molto più evidenti rispetto a quando ti piace.
Suikyo

Quote:
Tornando al discorso di partenza, i ragazzi di oggi sono molto più svegli di quanto non fossimo noi


Diciamo che sono anche meno "insistenti", cioè, non si fissano su una determinata opera, è non ci perdono molto tempo.

Mia figlia passa da yuhioh a Little Pony a dottor who in tempo di 1 ora ...cioè hanno la capacità di seguire diverse serie al giorno, è poi passare ad altro senza soffermarsi su una serie più di tanto.

Altro esempio, quando abbiamo visto al cinema la trilogia del signore degli anelli e dello Hob., che io ritengo molto molto ben fatte, io volevo vedermela in tv in bluray, lei disse: "no basta, l'abbiamo vista al cinema, basta una volta"

Forse, forse, noi ragazzi di una volta abbiamo una capacità di legarci alle serie, che è diverse rispetto ai ragazzi di oggi, che usufruiscono di tutto, è passano velocemente da una serie all'altra senza soffermarsi più di tanto...

E' forse forse, fanno pure bene.
cavaliere della medusa

io sono un "talebano" della serie classica,niente x me è paragonabile a quella,di omega ho visto qualche puntata e mi sono bastate a pensarla come fantozzi riguardo alla corazzata potemkin...personalmente trovo sbagliato che un anime o una saga qualsiasi debba adattarsi ai tempi,se saint seiya è un anime diciamo anni 80,tale deve rimanere,x le nuove generazioni è meglio vengano creati nuovi prodotti da zero,e nn riadattare o peggio ancora deturpare i mostri sacri di un altra epoca...che le generazioni col tempo cambino(purtroppo o x fortuna che sia),è inevitabile,ma se un prodotto(che sia pure un telefilm o una saga cinematografica)è concepita x incontrare i gusti del pubblico di quel periodo,riadattarlo x me è solo un errore...

prendiamo alcuni cardini degli anni 80 ad esempio:immaginatevi un remake di ritorno al futuro,di rocky o di indiana jones...ma pensate davvero che ne verrebbe fuori un prodotto vincente?ogni epoca,ogni generazione ha i suoi simboli,le sue icone...ed è bene lasciarle così come sono,a oguno il suo...
BuRn!

cavaliere della medusa wrote:
io sono un "talebano" della serie classica,niente x me è paragonabile a quella,di omega ho visto qualche puntata e mi sono bastate a pensarla come fantozzi riguardo alla corazzata potemkin...personalmente trovo sbagliato che un anime o una saga qualsiasi debba adattarsi ai tempi,se saint seiya è un anime diciamo anni 80,tale deve rimanere,x le nuove generazioni è meglio vengano creati nuovi prodotti da zero,e nn riadattare o peggio ancora deturpare i mostri sacri di un altra epoca...che le generazioni col tempo cambino(purtroppo o x fortuna che sia),è inevitabile,ma se un prodotto(che sia pure un telefilm o una saga cinematografica)è concepita x incontrare i gusti del pubblico di quel periodo,riadattarlo x me è solo un errore...

prendiamo alcuni cardini degli anni 80 ad esempio:immaginatevi un remake di ritorno al futuro,di rocky o di indiana jones...ma pensate davvero che ne verrebbe fuori un prodotto vincente?ogni epoca,ogni generazione ha i suoi simboli,le sue icone...ed è bene lasciarle così come sono,a oguno il suo...


Mi hai tolto le parole di bocca, condivido pienamente!
Shiryu

cavaliere della medusa wrote:
personalmente trovo sbagliato che un anime o una saga qualsiasi debba adattarsi ai tempi,se saint seiya è un anime diciamo anni 80,tale deve rimanere,x le nuove generazioni è meglio vengano creati nuovi prodotti da zero,e nn riadattare o peggio ancora deturpare i mostri sacri di un altra epoca...che le generazioni col tempo cambino(purtroppo o x fortuna che sia),è inevitabile,ma se un prodotto(che sia pure un telefilm o una saga cinematografica)è concepita x incontrare i gusti del pubblico di quel periodo,riadattarlo x me è solo un errore...

E' un po' buffo considerando che il Joker che hai in firma è proprio questo: un ammodernamento profondamente diverso di un personaggio del passato.
cavaliere della medusa

Shiryu wrote:
cavaliere della medusa wrote:
personalmente trovo sbagliato che un anime o una saga qualsiasi debba adattarsi ai tempi,se saint seiya è un anime diciamo anni 80,tale deve rimanere,x le nuove generazioni è meglio vengano creati nuovi prodotti da zero,e nn riadattare o peggio ancora deturpare i mostri sacri di un altra epoca...che le generazioni col tempo cambino(purtroppo o x fortuna che sia),è inevitabile,ma se un prodotto(che sia pure un telefilm o una saga cinematografica)è concepita x incontrare i gusti del pubblico di quel periodo,riadattarlo x me è solo un errore...

E' un po' buffo considerando che il Joker che hai in firma è proprio questo: un ammodernamento profondamente diverso di un personaggio del passato.


l'eccezione che conferma la regola  
Shura di Capricorn

A ogni epoca e a ogni generazione i suoi miti. Se non ci pensa il tempo ci pensa il marketing ed è quello che la Toei ha fatto con Omega e in misura minore con SoG. Ma è anche quello che ha fatto Lucas con Star Wars.
ll problema è che gli originali restano sempre tali, quello che segue potrà essere tecnicamente e graficamente migliore, più curato però sarà una variazione sul tema.
Star Wars resterà un'icona del film di fantascienza spaziale e di costume degli anni '70 e '80 così come StS resterà un'icona degli anni '80.
Tra 20 o 30 anni si parlerà ancora del primo episodio di Guerre Stellari e dell'irruzione di alcuni personaggi sullo schermo così come quella dei Cavalieri dello Zodiaco nel mondo dell'anime. Pronto a scommettere che i sequel di Star Wars e Omega & C. resteranno sempre in secondo piano.
Suikyo

Shura di Capricorn wrote:

ll problema è che gli originali restano sempre tali, quello che segue potrà essere tecnicamente e graficamente migliore, più curato però sarà una variazione sul tema..


Concordo perfettamente.

Quote:

Star Wars resterà un'icona del film di fantascienza spaziale e di costume degli anni '70 e '80 così come StS resterà un'icona degli anni '80.
Tra 20 o 30 anni si parlerà ancora del primo episodio di Guerre Stellari e dell'irruzione di alcuni personaggi sullo schermo così come quella dei Cavalieri dello Zodiaco nel mondo dell'anime. Pronto a scommettere che i sequel di Star Wars e Omega & C. resteranno sempre in secondo piano


Già oggi è così.

Si parla ancora di SSeiya classico, che negli anni 80 è stato un top anime della sua generazione, cosa che gli spin-off moderni, dagli oav di LC, alla serie tv di Omega a Sog, non si sono minimamente avvicinati, questi sono anime come tanti, invece il SSeiya classico al suo tempo era un Top anime, ricordiamo che nel 1987 era il 2° anime più seguito in Giappone, il 1° era Dragon Ball , è quì in Italia da noi negli anni 90 andava praticamente a manetta nelle tv italiane, mi ricordo che c'è stato un periodo che giravi i canali, è nè trovavi anche 3 che trasmettevano giornalmente i CdZ classici.

Oav di Hades, Oav di LC, Omega, SoG, non hanno mai più eguagliato una cosa simile, è non potranno mai farlo, neppure di striscio.

Detto questo, ripeto, secondo mè Omega è un ottimo prodotto per i ragazzini moderni(sopratutto la prima serie, la seconda già di meno).
Evil Sirya

Ma secondo voi è possibile fondere in qualcosa di armonico quel che è buono negli anni 80 e quel che è  buono oggi?
yati89

[quote="Odino:612507"]
Libra wrote:
Pure Gemini e la sua gestione delle personalità non è piaciuta. Al di là delle facili battute sulla Dimensione Oscura (hanno sottolineato come in questa serie ti possono spedire pure all’Inferno, su Mercurio o nella Casa del Grande Fratello, che tanto torni un attimo più bello e riposato di prima, garantito),.


Continuo a dire che questi ragazzi sono davvero svegli


Comunque è inutile rimuginarci troppo, i tempi cambiano, i valori anche, sono pochi gli anime capaci di colpire più generazioni e raramente lo sono quelli di pure mazzate, per dire Hokuto no Ken continua a fare cose nuove, ma sono seguite solo dai fan vecchi, poi ripassa in Tv Heidi e tutti i bambini la guardano.
Dipende molto dall'approccio secondo me, Saint Seiya era a metà strada dalla serietà tipo Hokuto no Ken, appunto, e qualcosa di più sciolto alla Dragon Ball. Facile che oggi si punti maggiormente all'approccio sciolto, mentre quello più serioso non è più di moda, o per lo meno non è più per tutti.
Zenon di Scorpio

Riadattare le cosa del passato a oggi? Assolutamente si. Tentare di ricontestualizzare un'opera, un prodotto (culturale, commerciale, pubblicitario ecc...) va fatto. Oggi si campa di reboot e non parlo solo in termini artistici.
Sul discorso di Omega, secondo me e come più volte ho ribadito, ha avuto ottime idee ma anche cali. La seconda stagione mi è piaciuta poco e solo in alcune puntate. La prima stagione, mi è piaciuta la scalata ma alcuni personaggi li ho trovati inutili o resi male (per i miei gusti). La serie classica per me è la migliore, in particolare la serie di Hades secondo me è ancora proponibile oggi.
elisa

La penso esattamente come Shiryu, con i tempi è più che giusto adattare un prodotto anni 80 ai giorni nostri; per fare un esempio a me piacciono anime come Omega prima stagione (mentre la seconda lo ho trovata un po insipida), Yugiho, One Piece che sono stati prodotti negli anni 2000 come serie classica di SS, Voltron e ecc.
Insomma io trovo giusto che i ragazzi di oggi abbiano dei gusti diversi dai nostri, ed è giusto cosi.
cavaliere della medusa

Evil Sirya wrote:
Ma secondo voi è possibile fondere in qualcosa di armonico quel che è buono negli anni 80 e quel che è  buono oggi?


facendo un passo indietro,credo che il concetto che "i ragazzi di oggi sono totalmente diversi dalla generazione anni 80" sia un po da riconsiderare,la diversità nn è certo genetica,ma è figlia di ciò che appunto viene proposto loro tramite i mass media...se ai bambini di oggi gli vengono riproposti i programmi che avevamo noi(bim bum bam,goldrake,candy candy,i puffi,ecc,incluso saint seiya classico)questi sicuramente vengono su con una mentalità come la nostra...chiaramente,se alla tv passano reality,talent scout,telefim teenageriali con tematiche diciamo ben più "avanzate" rispetto alla loro età e cartoni animati sviluppati differentemente,è normale che pure il loro modo di essere e i loro gusti vengano influenzati da tutto ciò,indipendemente dal fatto che possa essere meglio o peggio...nn ho personalmente a che fare con bambini,ma la sensazione generale è che la società odierna tenda a volerli far crescere prima del tempo,facendogli bruciare un po le tappe...ma ripeto,è solo una mia sensazione...

x tornare alla tua domanda,si è possibile fondere le 2 cose,e i film sui supereroi che da una 15ina di anni spopolano nei cinema ne sono una prova...ma di certo,nn è il caso di saint seiya  
cavaliere della medusa

Evil Sirya wrote:
Ma secondo voi è possibile fondere in qualcosa di armonico quel che è buono negli anni 80 e quel che è  buono oggi?


facendo un passo indietro,credo che il concetto che "i bambini di oggi sono totalmente diversi da come eravamo noi" sia un attimo da rivalutare...nel senso,se a un bambino di oggi venissero riproposti i programmi che vedevamo noi(ad esempio bim bum bam,goldrake,candy candy,he-man,i puff ecc,compreso saint seiya classico)sicuramente verrebbero su con la stessa nostra mentalità...è chiaro che,se i mass media gli propongono reality show,telefilm adolescienziali con tematiche diciamo più avanzate,cartoni animati strutturati diversamente è a quel punto che si crea la forbice tra come eravamo noi e come sono loro,indipendemente dal fatto che sia meglio o peggio...ora,io personalmente nn ho a che fare con bambini,quindi sicuramente nn posso sapere come stanno le cose rispetto a chi ha figli o cmq contati diretti,ma la sensazione è che si tenda a volerli far crescere prima del tempo,bruciando un po le tappe...ma ribadisco,è solo una mia impressione...

x tornare alla tua domanda,ad esempio i film dei supereroi che da una 15ina di anni spopolano nei cinema di tutto il mondo rappresentano la possibilità di unire ottimamente le 2 cose...ma di certo nn è il caso di saint seiya  
Chaos

Grazie Odino per il topic e per aver riportato la tua testimonianza.

Per quanto mi riguarda, è un processo naturale ed inevitabile.
I tempi cambiano e con essi la società, in tutti i suoi aspetti.
Non è qualcosa di cui sorprendersi basta fare un attimo mente locale e ci si rende conto di quanto possano essere diverse le influenze che subisce una singola generazione.

Saint Seiya si sta semplicemente adattando ai tempi.

Sul discorso bimbiminkia,è un termine che viene usato troppo spesso ed a sproposito(Per quanto i veri bimbiminkia ci siano e sono tanti), probabilmente perché, in linea generale, molti non riescono ad accettare che il proprio interlocutore abbia semplicemente un'opinione diversa dalla propria.
Per cui questi è per forza di cose un marmocchio ignorante, uno che non capisce niente.
MrOzio

cavaliere della medusa wrote:
Evil Sirya wrote:
Ma secondo voi è possibile fondere in qualcosa di armonico quel che è buono negli anni 80 e quel che è  buono oggi?


facendo un passo indietro,credo che il concetto che "i bambini di oggi sono totalmente diversi da come eravamo noi" sia un attimo da rivalutare...nel senso,se a un bambino di oggi venissero riproposti i programmi che vedevamo noi(ad esempio bim bum bam,goldrake,candy candy,he-man,i puff ecc,compreso saint seiya classico)sicuramente verrebbero su con la stessa nostra mentalità...è chiaro che,se i mass media gli propongono reality show,telefilm adolescienziali con tematiche diciamo più avanzate,cartoni animati strutturati diversamente è a quel punto che si crea la forbice tra come eravamo noi e come sono loro,indipendemente dal fatto che sia meglio o peggio...ora,io personalmente nn ho a che fare con bambini,quindi sicuramente nn posso sapere come stanno le cose rispetto a chi ha figli o cmq contati diretti,ma la sensazione è che si tenda a volerli far crescere prima del tempo,bruciando un po le tappe...ma ribadisco,è solo una mia impressione...

x tornare alla tua domanda,ad esempio i film dei supereroi che da una 15ina di anni spopolano nei cinema di tutto il mondo rappresentano la possibilità di unire ottimamente le 2 cose...ma di certo nn è il caso di saint seiya  




Si anche io penso che la società vuole indirizzarli così perchè pur rimanendo bambini con i loro bisogni appunto da bambini, diventano anche e in contemporanea "consumatori" ( tramite i soldi dei genitori ) della moderna teconologia "necessaria" alla vita sociale anche alle lementari ormai dove lo status di un bambino quando eravamo piccoli noi a inizio anni 90 si vedeva dalle scarpe che portavi se avevi le Nike o le Simod oppure possiamo fare altri 100mila esempi; oggi invece se vede di quale smartphone mamma e papà ti hanno dotato e se ti hanno già fatto registrare su fb con annesso bombardamento mediatico che ne consegue, purtroppo è una evoluzione che non si sa dove porterà e non si capisce se siamo noi che ci facciamo troppi problemi quando rapportiamo le due epoche oppure se sono loro che metabolizzando questa cosa non capiscono che la società li sta ulteriormente omologando ancor di più di come ha già omologato quelli della nostra epoca



Cambiando argomento io penso che "il presente" come è insegnato dal marketing è quello che vende, ha venduto e venderà sempre di più delle altre cose.

La fetta di mercato del presente è sempre quasi la totalità, poi in qualsiasi campo c'è la fetta di mercato per il vintage che torna di moda, poi c'è il vintage che crea nostalgia, poi ci sono le cose sperimentali, le novità che no nvengono capite ma che anticipano il futuro, e altre cose e noi nella nostra epoca le abbiamo vissute e assaporate queste cose, le abbiamo giudicate, apprezzate o meno ma quello che ci ha accompagnato nella crescita sono sempre stati maggiormente gli anime del nostro presente appunto, e oggi deve capitare la stessa cosa anche ai bambini di ora, è una cosa imprescindibile ed è naturale non c'è nulla da fare

Noi quando entravamo in classe alle elementari volevamo parlare con i nostri compagni di cose relative al presente perchè nel presente ci siamo noi; non parlavamo della puntata replica di Lessie o Rintintin o di Batman a telefilm in calzamaglia non so chi se lo ricorda, e le bimbe non parlavano della casa nella prateria o di altre cose fine anni 70 inizio anni 80.
Noi parlavamo dei Cavalieri dello zodiaco, delle tartarughe ninja, del wrestling che faceva su Telemontecarlo quando c'erano Hulk Hogan e Ultimate Worrior e se qualcuno ci veniva a dire "ma cosa ti vedi quaste cose di oggi fanno pena paraagonate a quelle della mia epoca" anche se solo parliamo di 10 anni indietro, noi dicevamo a noi stessi "questo non capisce niente" o almeno non poteva capire che quello che vedevamo noi era superiore perche non aveva i canoni per farlo

Mi ricordo che quando parlavamo di calcio e giocavamo a figurine l'argomento trend era sempre il presente, i vari Van Basten, un Baggio in grande ascesa, un Cantona che in Italia avremmo voluto vedere, e come è pazzo Gascoigne e chissà se Bergkamp manterrà le promesse, e se qualcuno di 5 anni più grande di noi provava a dire "tu hai 11 anni purtroppo non hai vissuto Maradona, Platini, Zico, Bruno Conti" noi pur ammettendo che qualli di soli 5/10 anni prima fossero superiori ce ne sbattevamo altamente, cioè nei nostri argomenti e sogni e proiezioni c'erano sempre cose riguardanti il presente ed è e sarà sempre cosi in tutto almeno io penso
Flare

Sul discorso in topic io mi schiererei col talebanesimo di Medusa ^^

Non mi dilungo perché sono molto sintetica solitamente, però il punto cruciale è che Saint Seiya non la ritengo un'opera adatta all'evolvere dei tempi, perlomeno non come si è poi esplicitata in Omega.

I fumetti Marvel e DC con i loro personaggi sempre in continua evoluzione, o i sequel/prequel di Star Wars non credo siano paragonabili: questi sono prodotti pensati per durare, i comics americani li pubblicano ogni mese con l'obiettivo di non concludersi, i film di Star Wars sono pensati appositamente per lasciare uno spiraglio alle pellicole successive.

La mia sensazione guardando Omega (e credeteci, ci ho provato almeno tre volte a dare una possibilità a questa serie) è, intanto, di noia. Tremenda noia. Mi ritrovavo a guardare lo scorrere del tempo, dicendomi "non sono ancora finiti i 20 minuti?!". Intanto perché Omega si discosta troppo dalla serie di Saint Seiya, l'ha troppo rinnovata. Certo, ai bambini piace, ai ragazzini piace, a qualche fan piace... a me no    Hanno voluto cambiare il target del pubblico con quel prodotto, perdendo una buona fetta dei fan storici. Ora, io sono la prima che apprezza il ritmo veloce in una narrazione, a cui piacciono i prodotti moderni.. ma i Cavalieri ridotti in quel modo proprio non li posso vedere, con Yuna che si mette l'armatura/tuta come Sailor Moon ^^''
Saranno i disegni quasi infantili, sarà la narrazione prevedibile, sarà che non hanno un minimo di epicità,... non so. Fatto sta che, in questo caso, avrebbero dovuto produrre un'altra cosa. Chiamarla in un altro modo.
Dopo tutti i tentativi fatti in questi anni temo che Saint Seiya non avrà mai un seguito con la S maiuscola ^^'

Quindi mi schiero coi talebani e forse con quelli che chiamano bimbiminkia quelli che guardano Omega, un po' per gioco, forse, un po' perché credo davvero che sia un prodotto adatto solo ad un target molto molto giovane.
Io non voglio più un seguito di Saint Seiya, che la serie rimanga quella che è. Opinione personalissima, eh, mi rendo conto di essere parecchio nazista a riguardo
Aledileo

Beh, che i tempi passano è naturale, e ovviamente cambiano anche i gusti più generali. La serie classica era intrisa di tutto lo spirito degli anime anni '80 per cui è comprensibile che ad apprezzarla oggi non siano i ragazzetti di oggi, ma quelli di ieri, ossia noi ragazzoni   che l'abbiamo amata all'epoca e c'è rimasta nel cuore. Sicuramente perché era fatta bene e abbinava azione, combattimenti, epicità a una bella storia, messaggi positivi, personaggi forti e solidi. Poi ovviamente subentra il fattore nostalgia, che è decisamente potente, e porta molte persone, secondo me ottusamente, a dire: I Cavalieri dello Zodiaco sono solo la serie classica. Quando, da un punto di vista commerciale, ma ormai anche narrativo, non è più così da quindici anni praticamente, quando uscirono la Gigantomachia, Episode G e i primi episodi della serie di Ade. Da lì è stato tutto un riprendere, inventare, ideare, innovare, inuna parola "espandere" il materiale originale, con risultati che al fan nostalgico perso negli anni '80 magari non piacciono, ma che di certo hanno attirato nuova attenzione sul marchio, che altrimenti sarebbe finito nel dimenticatoio. In questo modo anche le nuove generazioni si sono avvicinate alla serie.
Che poi, a parte una certa chiusura ripeto dei fan nostalgici, le opere post-serie classica sono di tutto rispetto. Certo, magari non saranno perfette (ma, esattamente cosa è perfetto?), ma il messaggio di fondo dei Cavalieri c'è e rimane in tutte le serie. Del resto è innegabile che a livello tecnico siano stati fatti progressi allucinanti, già il film "Le porte del paradiso" è una meraviglia, tra disegni, fondali e animazioni. (Anche la trama non è male, la sua unica "colpa" è di essere rimasto solo, senza un seguito) Stesso discorso per il film "La leggenda del santuario", tecnicamente superbo. Episode G? La trama migliore mai imbastita sui Cavalieri, con un approfondimento dei personaggi che la serie classica si sogna, dialoghi epici, forte interiorizzazione del conflitto. Anche Omega fa il suo, traghettando i Cavalieri verso il nuovo millennio, e lo fa con una serie secondo me riuscita, innovando (peccato la regressione della seconda stagione.. ) molti concetti, di cosmo, armature e quant'altro, ma sempre strizzando d'occhio alla serie classica. E regalando, a parte alcuni episodi narrativamente discutibili, davvero delle belle puntate, che stanno tranquillamente alla pari con il pathos della serie classica. Alcuni momenti, come gli scontri tra Soma e Sonia, la morte di Aria, le case finali, gli scontri su Marte, ci vuole coraggio a dire :" oh ma questo non è Saint Seiya". No, forse il punto  è che bisogna smettere di guardare anime degli anni 2000 pensando di guardare un anime degli anni 80. Perché se questa è la nostra aspettativa, allora è meglio non guardarli, secondo me.
fa.gian.

Ho appena finito di leggere il libro con l'intervista di Truffaut a Alfred Hitchcock, e credo che lì ci sia tutto il segreto per raccontare una storia, e che sia quello che sempre più spesso, ora come ora si dimentica.

In pratica una storia può essere raccontata in modi differenti, ma l'approccio che gli garantisce durevolezza è quello di curare la resa visiva e coinvolgere emotivamente il pubblico, no con soluzioni facili, ma toccando le corde più profonde e generali dell'emotività.

La serie classica dei CdZ in questo è terribilmente altalenante.

Ai 14 episodi curati da Araki e diretti da registi bravi, se ne sommano 100 in alcuni casi davvero pedestri e questo, oltre ai filler fatti palesemente senza passione, è il motivo per cui le nuove generazioni non riescono a vedere OLTRE, cercando quello che di buono c'è.

per contro in Omega, credo che il desiderio di rivolgersi ai nuovi spettatori, abbia portato a sacrificare erroneamente degli elementi ritenuti "desueti" indivuando però quelli errati

Le armature diventate tutine di tessuto sono uno, la serie si basa su elementi caratteristici precisi, innovarli non significa toglierli del tutto.

Posso essere d'accordo che lo spirito di sacrificio e l'immolazione per un ideale oggi siano percepiti in maniera diversa che 30 anni fa, ma ritengo che passare da "tana delle tigri" a "Hogwarts" sia stato errato, in una serie che fonda la sua aura in un mondo fatto di tradizioni antiche e miti ancestrali.

Guardate questo video, e ditemi se l'approccio frenetico e meno meditativo, no sia comunque supportato dal design classico delle 12 case e delle armature.

https://www.facebook.com/seiya.iwan/videos/988509257879866/

Athena in armatura che alza lo scettro al cielo, senza impiegare tutto un episodio da 20 minuti, è meno apico del finale di Nettuno, con l'anfora?

Secondo me quello che bisogna innovare è il ritmo narrativo e la regia, non il design di base

Accetto uno stile differente da quello di Araki, se però rimane fedele allo spirito alla base della storia, che è quella di ragazzi moderni che si fronteggiano secondo riti mitologici sempre più lontani nel tempo dalla modernità.

La serie dovrebbe essere un equilibrio tra nostalgia del passato e speranza nel futuro, allora sarebbe "Saint Seiya".

Viceversa sarebbe solo una serie diversa, un "altro" che scontenta tutti

Come è stato appunto Omega
Evil Sirya

Guarda medusa, io penso sia possibile unire il buono anni 80 al buono contemporaneo.
Lo vedi il personaggio che è nel mio avatar? E' il mio preferito di un fumetto cinese che, seppur con risultati altalenanti, è riuscito a riunire i pregi dei fumetti anni 80 a quelli contemporanei.
Quel fumetto ha compiuto il miracolo di farmi piacere dei buoni, cosa che non era mai riuscita nei fumetti anni 80 (diversi di loro li trovavo arroganti ed esaltati)
Perché non è possibile fare la stessa cosa con Saint Seiya?
Suikyo

Per quanto riguarda SoG, c'è anche da considerare un fattore che non è stato detto, ma che tutti conosciamo, cioè, SoG ha differenza di altri prodotti SSeiyani, è stato realizzato per puri fini commerciali, lo hanno detto chiaramente quelli della Toei che facevano SoG per promuovere e vendere i 12 nuovi myth cloth dei gold saint.

Quindi, allo stato attuale delle cose, si guarda molto al fattore commerciale della serie, anche negli anni 80 era così, ma non a questi livelli, cioè negli anni 80 prima si pensava all'anime, è di secondo piano c'erano i prodotti correlati, oggi invece prima pensano ai prodotti e poi all'anime.

Quindi anche l'approccio con cui realizzano una serie è cambiato.
MrOzio

fa.gian. wrote:
Ho appena finito di leggere il libro con l'intervista di Truffaut a Alfred Hitchcock, e credo che lì ci sia tutto il segreto per raccontare una storia, e che sia quello che sempre più spesso, ora come ora si dimentica.

In pratica una storia può essere raccontata in modi differenti, ma l'approccio che gli garantisce durevolezza è quello di curare la resa visiva e coinvolgere emotivamente il pubblico, no con soluzioni facili, ma toccando le corde più profonde e generali dell'emotività.

La serie classica dei CdZ in questo è terribilmente altalenante.

Ai 14 episodi curati da Araki e diretti da registi bravi, se ne sommano 100 in alcuni casi davvero pedestri e questo, oltre ai filler fatti palesemente senza passione, è il motivo per cui le nuove generazioni non riescono a vedere OLTRE, cercando quello che di buono c'è.

per contro in Omega, credo che il desiderio di rivolgersi ai nuovi spettatori, abbia portato a sacrificare erroneamente degli elementi ritenuti "desueti" indivuando però quelli errati

Le armature diventate tutine di tessuto sono uno, la serie si basa su elementi caratteristici precisi, innovarli non significa toglierli del tutto.

Posso essere d'accordo che lo spirito di sacrificio e l'immolazione per un ideale oggi siano percepiti in maniera diversa che 30 anni fa, ma ritengo che passare da "tana delle tigri" a "Hogwarts" sia stato errato, in una serie che fonda la sua aura in un mondo fatto di tradizioni antiche e miti ancestrali.

Guardate questo video, e ditemi se l'approccio frenetico e meno meditativo, no sia comunque supportato dal design classico delle 12 case e delle armature.

https://www.facebook.com/seiya.iwan/videos/988509257879866/

Athena in armatura che alza lo scettro al cielo, senza impiegare tutto un episodio da 20 minuti, è meno apico del finale di Nettuno, con l'anfora?

Secondo me quello che bisogna innovare è il ritmo narrativo e la regia, non il design di base

Accetto uno stile differente da quello di Araki, se però rimane fedele allo spirito alla base della storia, che è quella di ragazzi moderni che si fronteggiano secondo riti mitologici sempre più lontani nel tempo dalla modernità.

La serie dovrebbe essere un equilibrio tra nostalgia del passato e speranza nel futuro, allora sarebbe "Saint Seiya".

Viceversa sarebbe solo una serie diversa, un "altro" che scontenta tutti

Come è stato appunto Omega


Perfettamente d'accordo su tutto, ma infatti io per quanto riguarda Omega non do la colpa al regista ne al chara design, il discorso dovrebbe essere fatto alla base cioè la Toei e Kurumada dovrebbero accettare o meno nuove idee su una base di coerenza sia estetica che di contenuti che possa innovare senza snaturare, e il video di SSOnline proposto da fa.gian è un esempio lampante, e anche se si prende un semplice amv del pachinko come questo qui

https://www.youtube.com/watch?v=pOuPhH16R5A

si nota che il problema sta nel chi deve prendere le decisioni sulle linee guida del brand che fa le cose a capocchia

Io prenderei come consulenti i 5/10 amministratori di forum su Saint Seiya con più seguito di iscritti al mondo e chiederei anche a loro di dettare una linea di coerenza sulla base del fatto che loro sanno cosa vuole il pubblico standoci a stretto contatto ogni giorno parlandoci sui forum, e state sicuri che se il loro scopo è vendere myth, se facessero come ho detto io ne venderebbero di più
cavaliere della medusa

Evil Sirya wrote:
Guarda medusa, io penso sia possibile unire il buono anni 80 al buono contemporaneo.
Lo vedi il personaggio che è nel mio avatar? E' il mio preferito di un fumetto cinese che, seppur con risultati altalenanti, è riuscito a riunire i pregi dei fumetti anni 80 a quelli contemporanei.
Quel fumetto ha compiuto il miracolo di farmi piacere dei buoni, cosa che non era mai riuscita nei fumetti anni 80 (diversi di loro li trovavo arroganti ed esaltati)
Perché non è possibile fare la stessa cosa con Saint Seiya?


nn conosco questo fumetto,quindi nn saprei nemmeno cosa dirti a riguardo...ma come ho detto prima,unire il vecchio col nuovo è possibile,ma dipende dall'opera in questione,dipende da come viene strutturato e da molte altre cose...personalmente sono più ferrato sul cinema piuttosto che sui fumetti,quindi ti faccio un paio di esempi a riguardo(sempre relativamente ai supereroi che dicevo prima):la nuova trilogia di batman ha funzionato,adattata in una chiave più dark,forse più moderna e sicuramente meno fumettistica,poi c'è chi preferisce questa e chi resta simpatizzante x i film anni 90,sono gusti,ma indubbiamente la nuova trilogia è stata un successo...superman invece no,i film recenti sono stati un flop,e i fan continuano a preferire di gran lunga i relativi film anni 80...eppure stiamo sempre parlando di supereroi,il genere è il solito,ma la differenza la fa il modo in cui viene gestito e strutturato il tutto...ricapitolando,unire le cose è possibile,ma bisogna saperlo fare,sennò meglio lasciar perdere  
cavaliere della medusa

Flare wrote:
Sul discorso in topic io mi schiererei col talebanesimo di Medusa ^^

Non mi dilungo perché sono molto sintetica solitamente, però il punto cruciale è che Saint Seiya non la ritengo un'opera adatta all'evolvere dei tempi, perlomeno non come si è poi esplicitata in Omega.

I fumetti Marvel e DC con i loro personaggi sempre in continua evoluzione, o i sequel/prequel di Star Wars non credo siano paragonabili: questi sono prodotti pensati per durare, i comics americani li pubblicano ogni mese con l'obiettivo di non concludersi, i film di Star Wars sono pensati appositamente per lasciare uno spiraglio alle pellicole successive.

La mia sensazione guardando Omega (e credeteci, ci ho provato almeno tre volte a dare una possibilità a questa serie) è, intanto, di noia. Tremenda noia. Mi ritrovavo a guardare lo scorrere del tempo, dicendomi "non sono ancora finiti i 20 minuti?!". Intanto perché Omega si discosta troppo dalla serie di Saint Seiya, l'ha troppo rinnovata. Certo, ai bambini piace, ai ragazzini piace, a qualche fan piace... a me no    Hanno voluto cambiare il target del pubblico con quel prodotto, perdendo una buona fetta dei fan storici. Ora, io sono la prima che apprezza il ritmo veloce in una narrazione, a cui piacciono i prodotti moderni.. ma i Cavalieri ridotti in quel modo proprio non li posso vedere, con Yuna che si mette l'armatura/tuta come Sailor Moon ^^''
Saranno i disegni quasi infantili, sarà la narrazione prevedibile, sarà che non hanno un minimo di epicità,... non so. Fatto sta che, in questo caso, avrebbero dovuto produrre un'altra cosa. Chiamarla in un altro modo.
Dopo tutti i tentativi fatti in questi anni temo che Saint Seiya non avrà mai un seguito con la S maiuscola ^^'

Quindi mi schiero coi talebani e forse con quelli che chiamano bimbiminkia quelli che guardano Omega, un po' per gioco, forse, un po' perché credo davvero che sia un prodotto adatto solo ad un target molto molto giovane.
Io non voglio più un seguito di Saint Seiya, che la serie rimanga quella che è. Opinione personalissima, eh, mi rendo conto di essere parecchio nazista a riguardo


totalmente daccordo con te!x come la vedo io,sono i fan che devono adattarsi all'opera originale e nn il contrario...a scuola i promessi sposi,o la divina commedia,le abbiamo studiate così come manzoni e dante ce le hanno proposte,mica hanno fatto un remake x venire incontro ai giovani in questione   quindi,sono eventualmente loro che devono essere un po meno bimbominkiosi e adattarsi allo spirito originale di saint seiya(qualora ovviamente siano interessati a conoscere l'opera) se ciò nn è possibile allora è bene che saint seiya si fermi definitivamente e che x le new generation vengano creati appunto prodotti apposta,ma che nn abbiano assolutamente niente a che vedere coi NOSTRI cdz...relativamente a questo argomento,probabilmente sono più nazista di te,e mi tengo stretti i miei pregiudizi,anzi,gli costruisco pure un muro intorno,con tanto di fossato coi piraha!  
fa.gian.

sentite, io sono più talebano di voi, ho visto arrivare gli anime in Italia nel 1978 e da allora sono un fans di Mazinga come di altri, ma poasso assicurarvi che quando ho visto la prima volta i CdZ ho notato che erano l'evoluzione dei miei robottoni componibili preferiti, e la cosa mi ha molto colpito

I pezzi di armature che si "agganciavano" sui corpi durante la vestizione, altro non erano che una evoluzione delle traformazioni dei transformers o dei componenti di Daltanious, questo mi attrasse perchè c'era qualcosa di classico e qualcosa di nuovo.

Dalle trame ripetitive dei robottoni della settimana, si era passati a trame più elaborate nei CdZ, ma c'era comunque il "tocco" classico che mi rassicurava.

Oggi questo dettaglio manca, per questa assenza di continuità stilistica le nuove serie vengono viste come un "tradimento" dai vecchi fans.

Come ho spiegato prima, se si aggiornasse l'approccio registico senza variare lo "spirito", ci sarebbe ancora tanto da dire, e dicendolo in modo moderno, senza per forza rimanere ancorati al passato.

Semplicemente è una cosa che richiede tempo e meditazione e coi tempi frenetici delle serie anime, oggigiorno è impensabile
cavaliere della medusa

fa.gian. wrote:
sentite, io sono più talebano di voi, ho visto arrivare gli anime in Italia nel 1978 e da allora sono un fans di Mazinga come di altri, ma poasso assicurarvi che quando ho visto la prima volta i CdZ ho notato che erano l'evoluzione dei miei robottoni componibili preferiti, e la cosa mi ha molto colpito

I pezzi di armature che si "agganciavano" sui corpi durante la vestizione, altro non erano che una evoluzione delle traformazioni dei transformers o dei componenti di Daltanious, questo mi attrasse perchè c'era qualcosa di classico e qualcosa di nuovo.

Dalle trame ripetitive dei robottoni della settimana, si era passati a trame più elaborate nei CdZ, ma c'era comunque il "tocco" classico che mi rassicurava.

Oggi questo dettaglio manca, per questa assenza di continuità stilistica le nuove serie vengono viste come un "tradimento" dai vecchi fans.

Come ho spiegato prima, se si aggiornasse l'approccio registico senza variare lo "spirito", ci sarebbe ancora tanto da dire, e dicendolo in modo moderno, senza per forza rimanere ancorati al passato.

Semplicemente è una cosa che richiede tempo e meditazione e coi tempi frenetici delle serie anime, oggigiorno è impensabile


abbiamo gli stessi gusti anche x quel che riguarda i robottoni   però nn vedo i cdz come l'evoluzione dei robot,sono 2 cose secondo me nemmeno paragonabili...con tutto il bene che posso volere ai vari goldrake e mazinga,gli episodi erano tutti molto simili tra loro: vega o dr hell vogliono conquistare il mondo,mandano il mostro spaziale di turno e il buono lo distrugge...sebbene la storia abbia un filo logico e una continuity(a differenza di he-man dove ogni episodio era totalmente scollegato dagli altri),è ugualmente comprensibile e apprezzabile se le puntate le guardiamo nn necessariamente in ordine cronologico...x quanto riguarda saint seiya no,la storia segue una narrazione differente,se uno salta qualche episodio può anche darsi che faccia fatica a ricollegare determinate situazioni,raramente troviamo episodi diciamo così marginali,è una storia sempre in divenire...ma soprattutto,nei robottoni lo spirito era questo: c'era l'alieno cattivo che voleva distruggere la terra e il buono,senza macchia e senza paura,che lo sconfiggeva...nei cdz come ben sappiamo il concetto bene/male è molto più vasto,la maggior parte dei cavalieri credono in un ideale,seppur sbagliato,spesso sono convinti di stare dalla parte del giusto,salvo qualche eccezione nn sono malvagi solo xkè il copione glie lo impone,quindi c'è una concezione differente...il tutto è riconducibile al fatto che i robot sono figli degli anni 70,i cdz sono una generazione successiva,e la cosa appunto intelligente è stata appunto quella di creare da zero un prodotto nuovo piuttosto che riadattarne uno già esistente e che è stato indubbiamente vincente...così facendo hanno creato 2 icone,2 capolavori,ancor oggi apprezzati da moltissimi fans  
fa.gian.

Si, tu hai elencato i motivi per cui i CdZ erano più "moderni" delle serie di robottoni del decennio precedente.

Ma se ti fermi un attimo a pensare, i CdZ sono anche l'evoluzione dei concetti che, nei robottoni, erano solo accennati.

Comunque Actarus si sacrificava ogni settimana per combattere i vegani (farlo gli aggravava la ferita da vegatron e combattendo sarebbe morto per le radiazioni emesse dai dischi).

Tra i nemici ce n'erano di tragici e addirittura "buoni" (costretti a combattere sotto ricatto).

Certo la struttura degli episodi era standardizzata, ma EVOLVENDO questo fatto, la TOEI ha preso a raccontare storie in modo più "moderno", tenedo i clichè che invece avevano spopolato 10 anni prima: le scene riciclate, i colpi segreti gridati, l'agganciamento dei componenti sull'eroe ecc. ...

In questo io ravviso l'evoluzione che invece trovo manchi in Omega e simili.

In pratica il passaggio dai robottoni ai CdZ è stato profondo, a livello narrativo, mentre il passaggio dai CdZ a Omega è stato più supericiale e limitato alla forma esteriore.

Se si raccontasse la storia di Omega con il ritmo, la regia e il taglio moderno, e lo spirito classico, avremmo una nuova serie che piacerebbe a tutti; invece di scontentare un po' chiunque
Shura di Capricorn

Se ci mettiamo a parlare di robottoni fate salire a mille il livello di nostalgia. Quello che scrivete è comunque indicativo di come il mondo degli anime si sia evoluto. Quelli della fine degli anni '70 erano molto diversi a quelli che si sono affermati negli anni '80. Sì, c'era continuità per certi versi ma per altri assolutamente no. I robot sono progressivamente spariti, così come le avventure spaziali e le astronavi. I CdZ sono stati probabilmente una delle serie che più ha strizzato l'occhio agli eroi degli anni '70, così come dopo di loro fecero i 5 Samurai, per certi versi ancora più "robotici" dei cavalieri.
In generale mi pare che siamo progressivamente passati dalla fantascienza e da un mondo futuribile a un filone decisamente più fantasy o legato alla magia. Il paragone "dalla Tana delle Tigri a Howgarts" mi pare renda bene.
Phoenix no Ikki

io sto facendo vedere la serie classica alla mia ragazza che è quasi trentenne e ogni puntata devo pregare Dio che non si addormenti...

In effetti vedendola con lei la trovo molto più lenta di come la ricordavo.... tipo il flashback di Cassios e Pegasus sarà passato una puntata si e una no. E così molti altri flashback e momenti morti dove chi non ama la serie non capta il phatos.

certo è che a differenza di Omega la serie classica aveva un manga da aspettare e quindi è stata obbligata a rallentare di molto gli episodi. Il manga stesso di Kurumada non è così lento a livello di narrazione.
Lampo del Drago

La discussione è molto interessante, grazie per aver condiviso la tua esperienza

Penso anche io che la serie classica e Omega siano diverse principalmente perché è cambiato lo stile di narrazione. I film degli anni '50 sono diversi da quelli degli anni '80 e da quelli di ora: le tecniche si aggiornano, i gusti cambiano e il pubblico evolve (NB: evolversi non vuol dire migliorarsi).
E tenete sempre conto che noi abbiamo idealizzato la serie classica. Di anime come i CdZ probabilmente ce ne sono tanti altri, ma, mentre per noi i Cavalieri sono sacri e perfetti, non esitiamo a vedere le pagliuzze negli occhi dei protagonisti di altri cartoni che riteniamo "meno belli"... e sicuramente il fandom dell'altro cartone fa lo stesso con noi
Tolto qualche caso esagerato, in realtà in questo forum mi pare che la maggior parte degli utenti sia equilibrata, riconoscendo al cartone i suoi meriti, ma non esitando a criticarlo quando serve.

O forse siamo solo noi che siam cresciuti e ogni generazione apprezza i cartoni contemporanei
Odino

Chaos wrote:
Grazie Odino per il topic e per aver riportato la tua testimonianza.


Lampo del Drago wrote:
La discussione è molto interessante, grazie per aver condiviso la tua esperienza  


Suikyo wrote:
Il topic è molto interessante.


Grazie a voi che lo state alimentando con competenza e grande equilibrio, offrendo interessanti spunti di riflessione. Sui social spesso è stato quasi impossibile affrontare argomenti come questi senza che esplodessero flames pazzeschi tra utenti di posizioni diverse. Qui invece mi sembra che anche le opinioni più forti e radicate vengano veicolate attraverso un confronto sereno e ponderato: complimenti a tutta la community.

Shiryu wrote:
i ragazzi di oggi sono molto più svegli di quanto non fossimo noi, hanno il mondo quotidianamente sotto mano con telefonini e simili, è chiaro che certe incongruenze gli saltino all'occhio molto più rapidamente.


yati89 wrote:
Continuo a dire che questi ragazzi sono davvero svegli


Verissimo, li trovo molto consapevoli.  Io quando ho visto per la prima volta la serie ero più grande di loro come età, eppure banalmente mi ponevo quesiti quasi unicamente sui rapporti di forza tra i diversi personaggi, concentrandomi poi sulle mie simpatie od antipatie verso questo o quel personaggio. Loro in questo mi sembrano avere un approccio più profondo: per capire nessuno dei due ha una predilizione per Kouga o per Pegasus, ma si rendono perfettamente conto (la femminuccia in particolare) che il protagonista indomito, istintivo, genuino, testardo e perentorio, pur essendo raramente il più affascinante sulla scena, è fondamentale in tantissime storie per far risaltare di più le particolarità degli altri (il saggio, il sensibile, il tormentato, quello sempre assente ma micidiale quando c’è, il divino, l’invincibile, il distaccato ecc.). E’ un livello di lettura che a me a quei tempi sfuggiva.

Ad esempio io ai tempi ero affascinato dalla forza dei Cavalieri d’Oro. Loro invece hanno trovato abbastanza logiche e sensate, in Omega, le diverse fughe dei protagonisti dalla Palaestra e poi da Sonya, dai Cavalieri d’Argento e da Mykene di Leo. Yuna in questo senso è sempre stata additata come molto intelligente, capace di capire sempre quando era il momento di combattere e quando di ritirarsi, il tutto molto coerente col suo background.

Suikyo wrote:
Una domanda Odino, gli hai fatto vedere il film in CG di Sseiya? Se sì, cosa hanno detto su di esso?


Sì, loro non lo hanno visto al cinema ma solo a casa in bluray.
Non gli è piaciuto.
Ne hanno apprezzato i colori sgargianti e le luci, ma per il resto lo hanno criticato:
1) Decine di cavalieri d’oro che entrano ed escono dalla scena ‘alla velocità della luce’ senza mai lasciare il segno.
2) Il cattivo. C'è un cattivo? Ah, sì, quello che viene sconfitto alla fine. Per loro il vero cattivo è chi ha ideato le scene in cui compare.
3) Gli scontri ‘poco puliti’ (il figlio della mia compagna dice così quando non si distinguono bene gli scambi di colpi e non si capisce secondo lui quasi per niente come siano stati staccati i colpi).
4) L’ironia non funzionava. Per dire, a loro piace sia il Tony Stark degli Avengers, Jack Sparrow de La Maledizione della Prima Luna e Tyrion Lannister di Game of Thrones perché questi personaggi per loro dicono sempre cose interessanti, sia quando sono seri che quando fanno ironia. Ma tutta la parte della casa Cancer, come i siparietti ai danni di Sirio e del suo essere serioso, per loro non fanno ridere e anzi risultano imbarazzanti.

Per rimanere in tema di film, non hanno apprezzato nemmeno Le Porte del Paradiso. I disegni sì, quelli li hanno giudicati indiscutibilmente belli. Ma tutta la fase degli infiniti patemi di Pegasus che vaga senza pace invocando il nome di Isabel e di Athena l’hanno trovata stucchevole.

L’unico prodotto one-shot legato a questo brand che hanno elogiato è l’Ardente Scontro degli Dei. Come già detto loro non amano le versioni saint-seiyane di Asgard, la ‘loro’ Asgard è quella maestosa dei film Marvel. Ma ricordo che alcuni aspetti dell’Ardente Scontro degli Dei avevano incontrato il loro gradimento:
1) L’inizio, con i lirici versi di poesia (o meglio dire profezia) di Freya (“Quando l'inverno si protrae per tre volte oltre l'avvento dell'estate…”) e la sparizione di Crystal. La situazione li ha rapiti subito.
2) Il fatto che in tre quarti d’ora venga raccontata una storia completa e autoconclusiva, piena di scene intense che si susseguono a raffica, ma comunque quasi tutte significative.
3) Le musiche stupende.
4) Un adeguato numero di personaggi/avversari.
5) L’entrata in scena di Phoenix.
6) Il pathos dello scontro tra Sirio e Crystal. Dissero che lì la storia fa capire benissimo e in un attimo quanto il Dragone venga sconvolto dall’essere costretto ad affrontare un amico. Un’angoscia che (ovviamente per motivi di trama e contesto) mancava ad esempio nello scontro tra Sirio e Pegasus durante la Guerra Galattica, alla Valle della Morte quando Andromeda stordisce il Dragone per chiarirsi individualmente col fratello o quando Phoenix e Sirio hanno uno scambio di colpi nella prima parte di Hades Sanctuary. Secondo loro lì la scena tra il Cigno e Dragone è fantastica perché fa capire in un lampo, pure a chi conosce poco la serie, che si sta consumando un dramma pazzesco, uno scontro tra due amici fraterni.
elisa

Sono totalmente d'accordo con Lampo, la serie classica di SS è la migliore perché ha dato inizio a un sogno, ma ci sono anche altri prodotti moderni legati al marchio dei cavalieri di Atena che sono parecchio piacevoli da vedere. Ovviamente questo è solo un opinione personale.
Canc-Carlo

Ritornando al discorso Classico VS Omega vorrei far notare un particolare che spesso sfugge:

Saint Seiya Classico è una serie che si ispira ad un manga (allora) in corso e non può raggiungerlo prima di un certo numro di episodi, ergo deve essere più lungo. Deve prendere tempo non ha un numero fisso di episodi.

Omega è una serie Toei da 52 episodi (circa) a stagione, quindi ha un limite di episodi prestabilito a cui attenersi, ha quindi il problema contrario.

Dato questo e visto il target di riferimento, e il periodo di produzione per me Omega è un buon prodotto x il suo genere di serie TV da stagioni di 52 episodi
Cavaliere di Gemini

Io definirei Omega una serie intelligente, che ha avuto il coraggio di allontanarsi dal "vero" SS per avvicinarsi alle nuove generazioni, modificando quelli che erano i cardini della serie classica, senza snaturarli del tutto.

E questo è un giudizio a metà tra la critica del fan nostalgico (anche per me i CdZ restano quelli classici) e l'elogio per una buona opera.
Entrambe sono opere saintseiyane, ma appaiono così diverse per il modo con cui vengono raccontate:

Omega è molto più diretta, meno "filosofica" e sofisticata, dal tono più vivace e meno epico...in una sola parola, più accattivante! Il prezzo pagato per renderlo più accattivante per il pubblico del nuovo millennio è stato il sacrificare degli aspetti che per i fan più nostalgici erano "segni di appartenenza" (le Armature in stile classico, la formalità di alcuni comportamenti, gli spiegoni/pistolotti che servivano a raccontare qualcosa, non solo ad intrattenere...come se l'autore o i dialoghisti ci stessero dicendo di tanto in tanto: "ehi, hai capito cosa intendo? te lo rispiego, va").

Omega trasforma le Armature, fa tutto sommato a meno della casta segreta e delle sue tradizioni millenarie (e già con questi due segni di appartenenza in meno crolla quasi tutto lo schema classico) e rende la narrazione molto più snella e dinamica (che è comunque un pregio). In cambio offre episodi accattivanti in termini di qualità, con buona regia, buone animazioni, buoni fondali, colori molto vivaci, ottime musiche e taglio molto più bambinesco dei protagonisti.

I difetti della serie classica ci sono eccome e alcuni fortunatamente li ha tolti di mezzo Omega, però una certa dose di talebanismo ce l'ho anch'io, ma è un estremismo un po' personale, che quindi non vuole andare contro  le preferenze altrui: SS ci dice che esiste una casta di guerrieri che vive al Grande Tempio e che si mette all'opera ogni qual volta l'umanità viene minacciata. Bene, se questa casta ha origini millenarie, per me le Armature, i ranghi, i nemici, le "tradizioni", i modi di fare sono e resteranno sempre quelli classici (anzi, oserei dire quelli di Episode G, che rispecchia ancor meglio ciò che intendo ^^), non c'è finimondo omeghiano (elementi, nuove armature, gioielli ecc...) che tenga Ma questa naturalmente non è una critica a Omega

-Cavaliere di Gemini-
Canc-Carlo

Cavaliere di Gemini wrote:


I difetti della serie classica ci sono eccome e alcuni fortunatamente li ha tolti di mezzo Omega, però una certa dose di talebanismo ce l'ho anch'io, ma è un estremismo un po' personale, che quindi non vuole andare contro  le preferenze altrui: SS ci dice che esiste una casta di guerrieri che vive al Grande Tempio e che si mette all'opera ogni qual volta l'umanità viene minacciata. Bene, se questa casta ha origini millenarie, per me le Armature, i ranghi, i nemici, le "tradizioni", i modi di fare sono e resteranno sempre quelli classici (anzi, oserei dire quelli di Episode G, che rispecchia ancor meglio ciò che intendo ^^), non c'è finimondo omeghiano (elementi, nuove armature, gioielli ecc...) che tenga Ma questa naturalmente non è una critica a Omega


I modi di fare classici erano anche quelli di lasciare morire le persone in stile Tana dell Tigri, eh?!  
Facile dire che le cose non devono cambiare ma rimanere uguali: io trovo più esatto che i guerrieri di Atena abbiano l'accademia che quei campi di allenamento in giro per il mondo!

Vi dirò: a me non piace il modo in cui gli americani disegnano i cartoni  da 5 anni a questa parte: troppo infantile per quanto le storie non siano tali. Io sono cresciuto con il batman anni '90 e Gargoyle
L'ultima parte della mia infanzia l'ho vissuta con la bellissima serie disney Kim Possible e da ragazzino apprezzai quella Teen Titans.
Ora vedo che la Warner e la Disney puntano su serie (anche carine) come Adventure Time e Gravity Falls, Steven Universe ecc... ma sebbene le storie siano carine non riesco a farmi piacere il loro tratto!

Tuttavia, lungi da me dire che Adventure Time è un brutto prodotto o che Re Ghiaccio non è un bel personaggio, anche tragico nella sua divertente follia!

Spoiler:

Cavaliere di Gemini

Canc-Carlo wrote:

I modi di fare classici erano anche quelli di lasciare morire le persone in stile Tana dell Tigri, eh?!  


No. Quello è un aspetto che non mi è mai piaciuto e lo giustifico facilmente col fatto che in quegli episodi si dovesse dipingere il regno di Arles come una vera Tana delle Tigri, perché Arles era il cattivo della serie, quindi il sangue, le torture e tutto il resto dovevano impressionare i bambini degli anni '80...violenza spietata che, appunto, si ritrova non solo nella prima parte di SS ma anche in altri manga/anime. I CdZ poi diventano altro, un'opera che si discosta da quel tipo di male, dove il male c'è ma non è reso più in modo così spietato a mio avviso.

L'Accademia (anche più Accademie dislocate qua e là nel mondo), intesa come luogo di addestramento, mi piace, ma così come non voglio Tana delle Tigri non voglio nemmeno Hogwarts.
A dimostrazione del fatto che l'idea mi piace, una cosa del genere, seppur diversa, l'ho inserita anche nella fanfic che sto scrivendo.

Quote:

Facile dire che le cose non devono cambiare ma rimanere uguali: io trovo più esatto che i guerrieri di Atena abbiano l'accademia che quei campi di allenamento in giro per il mondo!


Per me l'idea di luoghi di addestramento/reclutamento in giro per il mondo  non dispiace...una scelta a metà tra i luoghi selvaggi e spartani del classico e l'amorevole cittadella di Omega mi sta bene.

Come prima, a metà tra i due estremi.

-Cavaliere di Gemini-
Shiryu

Ricordiamo che in Omega i luoghi di addestramento sparsi per il mondo ci sono ancora: ciascun protegonista ha già conquistato l'armatura prima di arrivare a Palaestra, e ricevuto i suoi pestaggi da parte dei vari Tisifone, Sirio, Pavlin, Mykene ecc. Palaestra è un'accademia di perfezionamento pratico e di studi teorici.

E' sicuramente meno epico della versione classica, ma anche più logico/pratico. La stessa praticità che i figli della compagna di Odino hanno riconosciuto nelle fughe strategiche di Yuna e compagni. Per questo dico che i ragazzini di oggi sono più svegli - nel senso di più di mondo - di quanto non fossimo noi a quegli anni.

Sarà interessante vedere cosa penseranno della seconda stagione di Omega, che è abbastanza diversa dalla prima sia nel bene che nel male.
Canc-Carlo

Vero boss hai ragione!

Cavaliere di Gemini wrote:
Canc-Carlo wrote:

I modi di fare classici erano anche quelli di lasciare morire le persone in stile Tana dell Tigri, eh?!  


No. Quello è un aspetto che non mi è mai piaciuto e lo giustifico facilmente col fatto che in quegli episodi si dovesse dipingere il regno di Arles come una vera Tana delle Tigri, perché Arles era il cattivo della serie, quindi il sangue, le torture e tutto il resto dovevano impressionare i bambini degli anni '80...violenza spietata che, appunto, si ritrova non solo nella prima parte di SS ma anche in altri manga/anime. I CdZ poi diventano altro, un'opera che si discosta da quel tipo di male, dove il male c'è ma non è reso più in modo così spietato a mio avviso.


Peccato che dal manga si capisce il contrario: che quei modi fare erano la regola, purtroppo! E non si può neanche tirare in ballo arles.
Era proprio la mentalità dei Cavalieri, infatti ci basta vedere come Ionia trattava i suoi alunni!

Misty nel manga lo dice chiaro e tondo: i metodi del Santuario sono sempre stati quelli ke vediamo con Saga al comando (condanna a morte ecc..) e Seiya e Saori parlano più spesso del fatto che tutti i ragazzini erano in luoghi infernali (praticamente ad Ikki rimprovera di credere di essere l'unico che ha sofferto in quegli anni).
Non è un caso che poi lo riprende anche la Teshirogi con la fuga di Palkia!

@Boss: è vero hai ragione tu, tuttavia sapendo quanto è odiata Palaestra rompevo una lancia a suo favore!
Shura di Capricorn

Una considerazione en passant sugli anime di ieri e di oggi. Lo stesso vale per i film, i telefilm e, purtroppo, per tanti aspetti della vita odierna.
Oggi tutto è veloce, tutto corre. I momenti lenti e i tempi morti sono evitati come la peste, ci siamo assuefatti a un mondo che corre. Corre per presentarci cose nuove in fondo noi siamo dei consumatori e dobbiamo consumare.
L'aspetto che più mi colpisce della faccenda è che pure l'età dell'infanzia e delle giovinezza non si sottraggono a questa regola che ci è imposta con una regolarità che potremo definire brutale. Da bambini si tende ad avere, per fortuna, una visione molto dilatata del tempo, le ore e i giorni sembrano non passare mai e una giornata a volte sembra una vita. I cartoni animati di 20 e passa anni fa avevano spesso i momenti lenti e riflessivi, il tempo si dilatava e c'era spazio per fermarsi e riflettere. C'era il tempo dell'attesa, che tra l'altro creava aspettativa e contribuiva ad attribuire valore alla vicenda che si snocciolava un po' alla volta.
I Cavalieri dello Zodiaco non si sottraevano a questa regola e infatti le 12 Case avevano il oro fascino anche perché occupavano una larghissima parte della narrazione. Le dodici ore sembravano davvero interminabili, un'intera giornata ricca di avvenimenti attendeva protagonisti sullo schermo e spettatori. Tutti aspettavamo con ansia il momento successivo, l'approdo a un'altra delle Case, lo scontro con un nuovo avversario. Il ritmo lento ci avrò pure infastidito, credo su questo siamo tutti d'accordo, però creando attesa ci portava a fantasticare, immaginare, provare a intravedere scenari possibili. Soprattutto però avevamo materialmente il tempo di ripensare e rielaborare azioni ed eventi, che avevano avuto quasi sempre il giusto spazio per essere presentati e quindi compresi.
Oggi si vorrebbero sempre storie ricche di azione, senza pause, senza tempi morti. Poi però, velocemente come sono iniziate finiscono e a me capita spesso di provare un senso di vuoto perché quelle narrazioni hanno mirato più a impressionare e far effetto che lasciare segni più profondi.
Shiryu

Quote:
Cavalieri dello Zodiaco non si sottraevano a questa regola e infatti le 12 Case avevano il oro fascino anche perché occupavano una larghissima parte della narrazione. Le dodici ore sembravano davvero interminabili, un'intera giornata ricca di avvenimenti attendeva protagonisti sullo schermo e spettatori. Tutti aspettavamo con ansia il momento successivo, l'approdo a un'altra delle Case, lo scontro con un nuovo avversario. Il ritmo lento ci avrò pure infastidito, credo su questo siamo tutti d'accordo, però creando attesa ci portava a fantasticare, immaginare, provare a intravedere scenari possibili. Soprattutto però avevamo materialmente il tempo di ripensare e rielaborare azioni ed eventi, che avevano avuto quasi sempre il giusto spazio per essere presentati e quindi compresi.

Erano semplicemente esigenze tecniche per non superare il manga... quando hanno potuto/voluto, hanno tirato via la serie di Nettuno in 14 episodi, e il manga spesso ha archi di 5/7 volumi, non di 30-40 come Bleach o Onepiece.

Una differenza semmai è che le vecchie serie descrivevano le emozioni, quelle moderne le mostrano. Se prima avevamo gli infiniti monologhi e le mille parole, che spesso erano necessarie più per cercare di giustificare una stranezza che per farla comprendere, ora giocano molto di più le espressioni facciali e il linguaggio del corpo, il non detto. Yuna non ripete ogni 2 episodi di non voler perdere più nessuno, si limita a darlo a vedere, e così quando finalmente lo afferma assume ancora più rilevanza e viene apprezzata da chi la segue. E' una tecnica che soprattutto in One Piece viene utilizzata sempre con molta efficacia.
Shura di Capricorn

Shiryu wrote:

Una differenza semmai è che le vecchie serie descrivevano le emozioni, quelle moderne le mostrano.


Io credo piuttosto che le vecchie le descrivessero e mostrassero assieme mentre le nuove si limitano a mostrarle. Forse l'approccio più recente è più funzionale e ha il pregio di non appesantire troppo la narrazione ma credo che quello old style fosse più completo.
Una scena come l'ira del Dragone non avrebbe la stessa forza dirompente se Sirio si fosse limitato a pestare Cancer senza sputargli in faccia il suo risentimento e il suo disprezzo.
Shiryu

Shura di Capricorn wrote:
Una scena come l'ira del Dragone non avrebbe la stessa forza dirompente se Sirio si fosse limitato a pestare Cancer senza sputargli in faccia il suo risentimento e il suo disprezzo.

Vero, ma quello è una circostanza più simile a quelle moderne, tipo allo sfogo di Haruto contro Tokisada o Yuna con Schiller. Diverso è il discorso di un Camus che deve per forza esporre un contortissimo spiegone per cercare di far capire perché dovrebbe provare a uccidere Cristal.

Non a caso, l'unica volta in cui Omega spiega più che mostrare, viene fuori il bizzarro rapporto di Ionia con Atena.
Cavaliere di Gemini

Canc-Carlo wrote:

Peccato che dal manga si capisce il contrario: che quei modi fare erano la regola, purtroppo! E non si può neanche tirare in ballo arles.
Era proprio la mentalità dei Cavalieri, infatti ci basta vedere come Ionia trattava i suoi alunni!

Misty nel manga lo dice chiaro e tondo: i metodi del Santuario sono sempre stati quelli ke vediamo con Saga al comando (condanna a morte ecc..) e Seiya e Saori parlano più spesso del fatto che tutti i ragazzini erano in luoghi infernali (praticamente ad Ikki rimprovera di credere di essere l'unico che ha sofferto in quegli anni).
Non è un caso che poi lo riprende anche la Teshirogi con la fuga di Palkia!

@Boss: è vero hai ragione tu, tuttavia sapendo quanto è odiata Palaestra rompevo una lancia a suo favore!


Io sulla pena di morte sorvolerei, mi sembra quasi normale che in una "monarchia assoluta" e conservatrice come quella dei Pope ci sia una legge del genere. La cosa un po' strana riguarda gli addestramenti (cosa che lega Palaestra ai vari luoghi classici): nella puntata in cui si nota la Tana delle Tigri del Santuario (parlo di anime, il manga classico non l'ho letto), con prove inumane, torture e sangue o durante la descrizione dell'isola della regina nera (tutti avvenimenti precedenti alle 12 Case e a parte della lotta contro i Silver) sembrava che tutto fosse un grande circo degli orrori...anche la prima immagine di episodio 1 mostra la fine del mondo...e invece poi, contestualizzando le varie situazioni (e questo a prescindere da manga o anime) quelle più estreme vengono attenuate sempre più: Pegasus ha un ottimo rapporto con la sua addestratrice, Crystal idem con MdG, Andromeda è il pupillo di Albione che più che un maestro è un padre per tutti, Doko-Sirio è un ottimo rapporto ecc...tutti rapporti migliorati nell'anime, come a voler modificare le scelte iniziali su carta in qualcosa di diverso...idem per quanto riguarda l'armageddon preannunciato nell'episodio 1...insomma, sono scelte ad effetto per impressionare, ma poi nei fatti le cose vengono addolcite pure nel classico.

Non mancano alcuni momenti cruenti anche nei contesti più vicini ai 5 bronzetti, esempio Sirio che passa a fil di spada altri allievi, ma sono scelte sempre meno utilizzate col prosieguo della storia...

Diverso invece è il discorso della pena di morte, che ci potrebbe stare poiché lì si tratta di avere dei prediletti che sono destinati a vivere in un certo modo...chi fugge è un disertore (potrebbe fare la spia, allearsi con i nemici, tradire ecc...) e i disertori da che mondo è mondo vengono condannati a morte nella cultura militaresca. Idem Galan condannato a morte da Sion o El Cid con l'allievo.

Per concludere, luoghi di addestramento come l'isola di Andromeda e Palaestra per me possono coesistere senza alcun problema, come lascia intendere anche il boss, sull'isola l'animo e il corpo vengono temprati con duri allenamenti e rituali di investitura (pur amando Andromeda, Albione si attiene alla legge e non interrompe il rituale, mi sembra giusto), dopo un saint appena "sfornato" può passare per una delle Accademie come Palaestra (immaginando ce ne sia più di una) per affinare le sue abilità. L'unica cosa che non mi piace di Palaestra è l'aria da college un po' straniante, ma sono gusti personali.
L'isola della regina nera, l'unico luogo davvero infernale, è un'esagerazione per giustificare il comportamento duro e solitario di Phoenix, tutto qua.

Tornando in topic, ricordo che qualche giorno fa Scorpione definì noiosa l'esalogia di SW appena vista. Ecco un altro esempio di come opere concepite 30 anni fa, viste con gli occhi di oggi (a prescindere dall'età, visto che Scorpione non è un bambino ) risultano meno avvincenti e accattivanti.

-Cavaliere di Gemini-
ENEA

Suikyo wrote:
Shura di Capricorn wrote:

ll problema è che gli originali restano sempre tali, quello che segue potrà essere tecnicamente e graficamente migliore, più curato però sarà una variazione sul tema..


Concordo perfettamente.

Quote:

Star Wars resterà un'icona del film di fantascienza spaziale e di costume degli anni '70 e '80 così come StS resterà un'icona degli anni '80.
Tra 20 o 30 anni si parlerà ancora del primo episodio di Guerre Stellari e dell'irruzione di alcuni personaggi sullo schermo così come quella dei Cavalieri dello Zodiaco nel mondo dell'anime. Pronto a scommettere che i sequel di Star Wars e Omega & C. resteranno sempre in secondo piano


Già oggi è così.

Si parla ancora di SSeiya classico, che negli anni 80 è stato un top anime della sua generazione, cosa che gli spin-off moderni, dagli oav di LC, alla serie tv di Omega a Sog, non si sono minimamente avvicinati, questi sono anime come tanti, invece il SSeiya classico al suo tempo era un Top anime, ricordiamo che nel 1987 era il 2° anime più seguito in Giappone, il 1° era Dragon Ball , è quì in Italia da noi negli anni 90 andava praticamente a manetta nelle tv italiane, mi ricordo che c'è stato un periodo che giravi i canali, è nè trovavi anche 3 che trasmettevano giornalmente i CdZ classici.

Oav di Hades, Oav di LC, Omega, SoG, non hanno mai più eguagliato una cosa simile, è non potranno mai farlo, neppure di striscio.

Detto questo, ripeto, secondo mè Omega è un ottimo prodotto per i ragazzini moderni(sopratutto la prima serie, la seconda già di meno).



secondo me la cosa meravigliosa di saint seya classico  oltre i bellissimi disegni  e' proprio quello che trasmette e' un cartone che ha plasmato tantissimi di noi.....  anch' io sono tra quelli che sono stato forgiato da questo anime.. la sensibilita, l'amore fraterno, il sacrificio ,l'amicizia ,l'eroismo  sono sentimenti che in quest anime si sentono a pelle...  e questo che rende l'anime classico speciale rispetto  ai giorni nostri lo stile anni 80 era diverso soprattutto in questo secondo me. cio' che ha reso saint seya cosi famoso sono le emozioni... questo cartone ne ha date veramente tante.
Aledileo

Shiryu wrote:
[

Una differenza semmai è che le vecchie serie descrivevano le emozioni, quelle moderne [i]le mostrano[/i.
Che poi è quello che dovrebbe riuscire a fare uno scrittore/sceneggiatore di qualità, mostrare non dire. Lo diceva già Hemingay con la sua teoria dell'iceberg.
Evil Sirya

ENEA wrote:
Suikyo wrote:
Shura di Capricorn wrote:

ll problema è che gli originali restano sempre tali, quello che segue potrà essere tecnicamente e graficamente migliore, più curato però sarà una variazione sul tema..


Concordo perfettamente.

Quote:

Star Wars resterà un'icona del film di fantascienza spaziale e di costume degli anni '70 e '80 così come StS resterà un'icona degli anni '80.
Tra 20 o 30 anni si parlerà ancora del primo episodio di Guerre Stellari e dell'irruzione di alcuni personaggi sullo schermo così come quella dei Cavalieri dello Zodiaco nel mondo dell'anime. Pronto a scommettere che i sequel di Star Wars e Omega & C. resteranno sempre in secondo piano


Già oggi è così.

Si parla ancora di SSeiya classico, che negli anni 80 è stato un top anime della sua generazione, cosa che gli spin-off moderni, dagli oav di LC, alla serie tv di Omega a Sog, non si sono minimamente avvicinati, questi sono anime come tanti, invece il SSeiya classico al suo tempo era un Top anime, ricordiamo che nel 1987 era il 2° anime più seguito in Giappone, il 1° era Dragon Ball , è quì in Italia da noi negli anni 90 andava praticamente a manetta nelle tv italiane, mi ricordo che c'è stato un periodo che giravi i canali, è nè trovavi anche 3 che trasmettevano giornalmente i CdZ classici.

Oav di Hades, Oav di LC, Omega, SoG, non hanno mai più eguagliato una cosa simile, è non potranno mai farlo, neppure di striscio.

Detto questo, ripeto, secondo mè Omega è un ottimo prodotto per i ragazzini moderni(sopratutto la prima serie, la seconda già di meno).



secondo me la cosa meravigliosa di saint seya classico  oltre i bellissimi disegni  e' proprio quello che trasmette e' un cartone che ha plasmato tantissimi di noi.....  anch' io sono tra quelli che sono stato forgiato da questo anime.. la sensibilita, l'amore fraterno, il sacrificio ,l'amicizia ,l'eroismo  sono sentimenti che in quest anime si sentono a pelle...  e questo che rende l'anime classico speciale rispetto  ai giorni nostri lo stile anni 80 era diverso soprattutto in questo secondo me. cio' che ha reso saint seya cosi famoso sono le emozioni... questo cartone ne ha date veramente tante.


Secondo me questo è un discorso più da fan che obiettivo.
Saint Seiya non è il solo anime dove ci sono queste cose e da come parli sembra il capolavoro che, obiettivamente, non è.
Anche io pensavo che SS, assieme a Hokuto no Ken, fosse il non plus ultra delle emozioni, ma, ampliando un pochino il parco di preferenza dei miei anime, mi sono resa conto che queste opere hanno solo avuto il pregio di essere state immediatamente fruibili dai fan dell'epoca, che ne hanno fatto dei capolavori immortali, da cui altri sceneggiatori hanno tratto per le loro opere.
(anzi Hokuto no Ken ha avuto il pregio di sapersi rinnovare un poco o forse Hara e Buronson hanno voluto rischiare di più, senza sminchiare niente, a parte in alcune opere)
Io molte emozioni le ho trovate con Claymore, Feng Shen Ji (dove, miracolo, mi piacciono dei buoni che darebbero le piste a tanti buoni di SS. E perfino Wu Geng, che pure non mi piace come protagonista, fa apparire Seiya un bambinetto idiota), Brave10 (l'amicizia di Saizo per Isanami si vede quando lui si getta nell'oscurità per salvarla)
Almeno è questa la mia opinione. Saint Seiya ha fatto storia ed è una bella opera, ma credo che sia il caso di andare avanti, conservando il buono della serie anni 80 e ammodernandolo.
ENEA

Per me cio' che rende saint Seya un capolavoro non sono i singoli pregi perche' chiaramente ha anche difetti... ma e' il complesso... musiche stupende, storie avvincenti, originalita'(armatura che diventa totem), armature, mitologia, amore e tanto altro.....

non ultimo il grande araky che    ha reso i disegni poesia! cosi come il doppiaggio storico ovviamente...
ivan di troll

è nn dimentichiamo l'8va meraviglia del mondo, il ds!
Suikyo

Quote:
ma e' il complesso... musiche stupende, storie avvincenti, originalita'(armatura che diventa totem), armature, mitologia, amore e tanto altro.....


Concordo.


Inoltre se vogliamo proprio fare le pulci ad Omega, c'è da dire che è una serie strutturalmente non originale (cosa che era invece la serie classica al suo tempo), basta vedere che la struttura narrativa di Omega si basa proprio sull'anime classico.
Omega ha una struttura narrativa vecchia di 30 anni, ma aggiornata per i ragazzi del 2012, ma rimane sempre una struttura "vecchia", ripresa pari pari dall'anime classico.
Lampo del Drago

Anche Dragon Ball ha una struttura narrativa super-old (nemico superforte --> Super Sayan di n-esimo livello; ripetere), eppure continua a funzionare.
Anche il film dei Cavalieri ha la stessa struttura della serie classica, eppure non funziona.

Non è tanto la struttura di base, ma come la gestisci.
Suikyo

Lampo del Drago wrote:
Anche Dragon Ball ha una struttura narrativa super-old (nemico superforte --> Super Sayan di n-esimo livello; ripetere), eppure continua a funzionare.
Anche il film dei Cavalieri ha la stessa struttura della serie classica, eppure non funziona.

Non è tanto la struttura di base, ma come la gestisci.


Ma sempre "old" rimane, sopratutto non è "originale".
Poi funziona perchè la struttura è ben collaudata sin dagli anni 80; cioè sè funziona non è merito di quelli che statto facendo DB ora, oppure hanno fatto Omega, ma è merito di coloro che hanno "costruito" questa struttura 30 anni fà.
Shiryu

Originale non lo e' quasi nulla da cento anni... la struttura di DB o StS non fa che riprendere i poemi epici o il kabuki, in una delle interviste lo dice pure la Himeno. Il merito di Toriyama, Kurumada e chi con loro e' stato di proporre l'idea giusta al momento giusto gestendola nel modo giusto.
Il problema e' che il modo giusto di ieri non e' il modo giusto di oggi o di domani.
Suikyo

Quote:
Originale non lo e' quasi nulla da cento anni...


Anche di più, un famoso critico disse che dopo l'Odissea di Omero, nulla è più originale.
In pratica nell'odissea c'è tutto, è rende tutto quello che viene dopo, poco originale.

Quote:
la struttura di DB o StS non fa che riprendere i poemi epici o il kabuki, in una delle interviste lo dice pure la Himeno. I


Lo dice pure Kurumada che saint seiya è un manga che si ispira alle canzoni del kabuki, ora non ricordo come caspita le chiama

Quote:
l merito di Toriyama, Kurumada e chi con loro e' stato di proporre l'idea giusta al momento giusto gestendola nel modo giusto.
Il problema e' che il modo giusto di ieri non e' il modo giusto di oggi o di domani.


Su questo concordo.
fa.gian.

In realtà qualsiasi racconto, dai tempi di Esopo, deve basarsi sullo "Schema di Propp", il che significa che non è la storia a dover evolvere, ma la narrazione

La "storia" dei CdZ sono le armature coi totem ingenieristici, le tradizioni millenarie del Santuario, la guerriglia corpo a corpo tra guerrieri e le divinità ancestrali

Puoi raccontare in modo lento e meditativo, come la serie classica o il Tenkai, o puoi raccontarlo in modo frenetico e isterico come Omega, ma la "storia" deve rimanere quella, coi suoi clichè grafici, oltre che concettuali

Ciò che Omega ha fatto, invece, è stato cambiare SIA la narrazione, CHE la storia, cambiando i capisaldi

Secondo Propp, questo non si fa.
Scorpione

Interessantissimo il report di Odino sulle nuove generazioni, come queste vedano il CdZ, e la discussione intavolata finora.

E' chiaro che la percezione che avevamo noi, figli degli anni '80, dell'anime e' diversa da quella dei figli degli anni 2000. Il linguaggio ed i mezzi di comunicazione sono diversi, cosi come gli stimoli esterni e tutto quello che ci circonda. Non li ritengo piu’ svegli o critici, semplicemente figli del mondo attuale.

Di tutto quello che e’ stato scritto, quello che piu’ mi ha colpito e’ la critica sulla lunghezza dei duelli: troppo lunghi. E qui, permettetemi di fare l’avvocato del diavolo e fare una critica generale.

Leggo due cose in questa critica:
1. I ragazzi degli anni 2000 vivono di fretta. Tutto deve correre velocemente: la connessione ad internet, il funzionamento delle app sullo smartphone, la crescita, ecc. Si tende a bruciare le tappe come se non si avesse la pazienza di aspettare, la pazienza di vedere le cose crescere col loro tempo naturale senza per forza premere sul tasto Fast Forward. Di conseguenza, anche per gli anime, o le saghe, tutto deve essere frenatico, anche a discapito della trama e del pathos.

2. La lunghezza dei duelli della serie classica avevo lo scopo di far vedere sia la maturazione del personaggio e la sua capacita’ di superare i suoi limiti, ma anche mostrare che con impegno, sacrificio, dedizione e pazienza si potevano superare ostacoli all’apparenza insormontabili. Ora, permettetemi sempre di fare il diavolaccio, mi sembra che questo spirito di “sacrificio” si sia perso: o subito o niente. I saints di Omega che preferiscono evitare una battaglia possono sia essere interpretati come scaltri, ma anche come poco pazienti e senza spirito di sacrificio. O batto il mio avversario subito, oppure me ne vado. Questa concezione nella serie classica non esisteva. Non riesco ad abbatterlo coi primi colpi, allora paziento, subisco ma non demordo.  

Per fare un paragone, i cavalieri classici erano studenti degli anni ’80: non ti impegni, sei rimandato/bocciato, prendi un brutto voto che puoi migliorare applicandoti e studiando di piu’. I cavalieri omeghiani sono studenti degli anni 2000: non ti impegni, e’ la colpa del professore. Non c’e’ intenzione di impegnarsi un filo di piu’. Il risultato deve essere raggiunto senza perdere altro tempo e senza sforzarsi di piu’.

Per quanto riguarda il discorso delle emozioni, concordo che nel classico i dialoghi e monologhi  sul proprio stato interiore sono un po’ troppo eccessivi. Basta una volta per afferrarne il senso senza bisogno di ripetere ad libitum. Pero’ rimango un po’ scettico sulle emozioni mostrate per due semplici motivi. Il primo e’ che i disegni non devono essere ottimi, ma eccezionali per far capire cosa il personaggio sta provando al momento. Il secondo, e’ che un’emozione mostrata puo’ dar adito a mille mila interpretazioni. Gia’ i fan di StS si scannano per due righe di dialogo e tutte le mie sfaccettature che vi vengono lette. Figuriamoci di fronte ad un’emozione muta ma solo mostrata. Forse forse e’ meglio tornare ai monologhi, o, meglio, ad un mix dei due: mostrare con bei disegni ed animazioni le emozioni dei personaggi, ma aggiungere anche una riga di monologo o dialogo per informare il lettore sul pensiero del personaggio.
Shiryu

Quote:
Pero’ rimango un po’ scettico sulle emozioni mostrate per due semplici motivi. Il primo e’ che i disegni non devono essere ottimi, ma eccezionali per far capire cosa il personaggio sta provando al momento. Il secondo, e’ che un’emozione mostrata puo’ dar adito a mille mila interpretazioni.

Secondo me non tanto, soprattutto nell'animazione, dove all'epressione del viso si unisce anche la colonna sonora. One Piece è una serie che sfrutta molto questo aspetto, i drammi dei personaggi (praticamente tutti ^^') vengono raccontati un'unica volta, ma da allora basta un po' di regia, un flashback lampo o - nell'anime - un certo pezzo di sottofondo e capisci subito perché agiscono/reagiscono in un certo modo.

Nella serie classica, viene ripetuto. E ripetuto. E ripetuto ancora. Shura ricorda a Sirio di avergli lasciato Excalibur 5-6 volte   Questo si ricollega alla lunghezza degli scontri, che è un commento che va interpretato. In molte serie attuali, vedi di nuovo One Piece che ai figli della compagna di Odino piace, possono essere ben più lunghi. Solo che lì hanno un ritmo diverso, senza tempi morti, possono durare 12 episodi e sembrare comunque rapidi, mentre nella serie classica sono spesso intervallati da un sacco di cose, soprattutto alle Dodici Case (mi pare che la visione si sia fermata lì). Per cui non è tanto la lunghezza, ma la noia che dilata l'esperienza visiva rendendola pesante.

Diciamo anche che molti tempi morti della serie classica sono necessità per via dei tempi del manga. Sarebbe stato interessante se i ragazzi fossero arrivati alla serie di Nettuno, ma Asgard li avrebbe abbattuti completamente.
Suikyo

Quote:
One Piece è una serie che sfrutta molto questo aspetto, i drammi dei personaggi (praticamente tutti ^^') vengono raccontati un'unica volta, ma da allora basta un po' di regia, un flashback lampo o - nell'anime - un certo pezzo di sottofondo e capisci subito perché agiscono/reagiscono in un certo modo.


Aspe, però in Oneapice è quell'anime che spesso vengono mostrati flashback anche che durano episodi interi. Per non parlare che ogni tot di episodi c'è il riassunto d quello che è successo negli episodi precedenti, insomma non è certo un anime rapido e veloce come gestione, avvolte è molto lento, per non parlare dei disegni che variano da ciofeca a buoni a seconda degli episodi, è dove ci sono epiosdio animati bene e episodi animati peggio del meikai

Detto ciò, in generale concordo con tè boss, con gli anime moderni si cerca più di trasmettere attraverso un immagine che attraverso i dialoghi, sè questo sia meglio o peggio però, non sapprei dirlo.
Shiryu

Suikyo wrote:
Aspe, però in Oneapice è quell'anime che spesso vengono mostrati flashback anche che durano episodi interi.

Sì... ma vengono mostrati una volta sola. Pegasus vs Cassios ci viene propinato 4 o 5 volte (per la necessità di riciclare le scene e far durare di più le puntate, mica altro, infatti nel manga non mi pare succeda). La prima volta interessa, dalla seconda scoccia.
Scorpione

Shiryu wrote:
Nella serie classica, viene ripetuto. E ripetuto. E ripetuto ancora


Questo e' innegabile  

In Giappone, le puntate uscivano settimanalmente o bisettimanalmente? Magari il senso di ripetizione era smorzato dalla cadenza della messa in onda delle puntate (e, al contrario di oggi, dall'impossibilita' di rivedere un episodio quando lo si voleva), mentre noi (o i ragazzi di Odino) vedevamo un episodio nuovo al giorno.

Cio' non toglie che, in questo caso, repetita non juvant
fa.gian.

Suikyo wrote:
...con gli anime moderni si cerca più di trasmettere attraverso un immagine che attraverso i dialoghi, sè questo sia meglio o peggio però, non sapprei dirlo.

Mica solo con gli anime moderni, il cinema muto ci ha fatto la propria fortuna, e Hitchcock ha mutuato il suo stile registico proprio da quel particolare modo di narrare senza suoni nè voce.

A sua volta anche il fumetto ha dato alle stampe alcuni capolavori muti (di primo acchitto mi viene in mente "il respiro e il sogno" di Ken Parker), in cui era la "recitazione" e la costruzione delle immagini a veicolare messaggi narrativi e psicologici agli spettatori/lettori

Il problema è che bisogna esserne capaci, e in molti casi si cerca di fare lo stesso, ma senza dare a registi e sceneggiatori il tempo di studiare un prodotto adeguato.
perchè non solo gli spettatori vogliono un prodotto veloce, ma pure i produttori, vogliono che chi lo crea "si dia una mossa".

Il tutto s capito della qualità SIA del prodotto, CHE della educazione dei fruitori
Suikyo

Quote:
Il problema è che bisogna esserne capaci, e in molti casi si cerca di fare lo stesso, ma senza dare a registi e sceneggiatori il tempo di studiare un prodotto adeguato.
perchè non solo gli spettatori vogliono un prodotto veloce, ma pure i produttori, vogliono che chi lo crea "si dia una mossa".
.


Ed è per questo motivo che nell'animazione moderna, spessissimo la qualità và a farsi benedire, intendo la qualità nella "regia".
Molti anime moderni sono banali e mediocri.
Shiryu

Scorpione wrote:
In Giappone, le puntate uscivano settimanalmente o bisettimanalmente?

Settimanalmente  
Gli episodi quotidiani credo siano una cosa solo europea, visto che importiamo.
Evil Sirya

Shiryu wrote:
Scorpione wrote:
In Giappone, le puntate uscivano settimanalmente o bisettimanalmente?

Settimanalmente  
Gli episodi quotidiani credo siano una cosa solo europea, visto che importiamo.


Confermo.
Anche per Hokuto no Ken è stato così negli anni 80 e la prima serie  è durata 2 anni in Giappone.
Odino

Scorpione wrote:
In Giappone, le puntate uscivano settimanalmente o bisettimanalmente? Magari il senso di ripetizione era smorzato dalla cadenza della messa in onda delle puntate (e, al contrario di oggi, dall'impossibilita' di rivedere un episodio quando lo si voleva), mentre noi (o i ragazzi di Odino) vedevamo un episodio nuovo al giorno.


E' vero Scorpione, sia Omega che la Serie Classica ce le siamo sparate in appuntamenti quotidiani, con accelerazioni poi di micro-maratone piuttosto intense.


Shiryu wrote:
E' sicuramente meno epico della versione classica, ma anche più logico/pratico. La stessa praticità che i figli della compagna di Odino hanno riconosciuto nelle fughe strategiche di Yuna e compagni. Per questo dico che i ragazzini di oggi sono più svegli - nel senso di più di mondo - di quanto non fossimo noi a quegli anni.

Sarà interessante vedere cosa penseranno della seconda stagione di Omega, che è abbastanza diversa dalla prima sia nel bene che nel male.


Non mancherò di aggiornarvi  
A febbraio dovremmo fare la maratona Omega 2 season, appena terminata la visione delle due serie attualmente in coda di programmazione (non relative a questo franchise).

Nel frattempo cercherò di reperirne la miglior versione possibile per definizione e sottotitoli. In questo senso grazie a Shiryu per la dritta che mi ha dato nella sezione del sito relativa ad Omega, e a tutti coloro che mi gireranno link per mostrare il resto dell'opera ai ragazzi.

Se ci fosse stato un cofanetto della Seconda Stagione di Omega (coi sottotitoli in italiano) gliel'avrei addirittura regalata per Natale, visto quanto si sono affezionati a Kouga, Souma e Yuna.
Canc-Carlo

Fra l'altro da mezzano degli anni '90 (cresciuto con sia cartoni anni '80 che 2000) devo dire che il ritmo di omega c'è da almeno i tempi dellaprimaserie di Digimon.
Ora, è vero che digimon ha protagonisti dichiaratamente bambini fra i 7 e gli 11 anni (almeno nella primaserie) quindi i protagonisti devono cmq scappare per poter sopravviere un altro giorno quando non possono vincere (è così fannoanche  Koga e Yuna) ma per noi quello non è mai stato un punto asfavore, anzi questi momenti permettevano ai personaggi di crescere e maturare, oltre che essere accompagnati spesso da sacrifici di personaggi secondari ma non per questo non ben caratterizzati (il sacrificio di Pavlin ha il suo equivalente in quello di Piximon per me) e anche se veniva sacrificato un personaggio principale (umano o digimon) esso era cmq temporaneo (i digimon possono rinascere, e quando muore un umano ... beh lui in realtà non era a digimon col corpo mavi era solo la sua anima! XD).
Anche se ciò non si applica a tutte le serie (Tamers è quella più oscura di tutte: lì non haimorti reversibili!).

Purtroppo non conosco serie animate intermedie tranne Sailor Moon quindi non posso dire com'è nato questo ritmo, ma posso dire che c'era già nel 1999 coi Digimon e Omega è Sts+il ritmo dei digimon come svolgimento (anzi ormai l'impronta dei digimon è molto più marcata in Stseiya che mai, vista la provenienza comune dalla Toei!
Le valchirie di Balder sono ispirate a ophanimon, e Abzu a volte non può che ricordarmi Devimon e Myotismon forma mega!)

Io vedevo contemporaneamente sia i cavalieri che i digimon ,erano diverse ma devo dire che ovviamente la seconda mi piaceva sempre di pù.
Non so dire cosa fosse di preciso, ma forse era xkè a differenza dei caalieri aveva una sua collocazione spazio-temporale (1999 la prima serie 2002 la seconda) e di conseguenza(elemento poi perso nei cavalieri, ma ripreso con omega) avevi collegamenti con la vita quotidiana (salvo quegli episodi del finale di stagione) anche quando era ambientato di digiworld ...

E queste cose in omega ci sono!
Se io avessi visto omega ad 11 anni avrei detto: "questa è la serie dei cavalieri che voglio vedere! Non possono cominciarmi una stagione subito con la corsa finale come nettuno e asgard!" (scusate! XD).

è giusto? è sbagliato? Non lo so! So che nella maggior parte degli anime anni '90/2000 che ho visto vi era posto sia per episodi leggeri che per altri più impegnati, cosa che io apprezzo perchè un attimo di relax per gli eroi ci sta! Peccato che per avere qualcosa di questo tipo nei cdz dopo le 12 case si è dovuto aspettare omega!
Suikyo

Quote:
Purtroppo non conosco serie naimate intermedie tranne Sailor Moon quindi non posso dire com'è nato questo ritmo, ma posso dire che c'era già nel 1999 coi Digimon e Omega è Sts+il ritmo dei digimon come svolgimento (anziormai l'impronta dei digimon è molto più marcata in Stseiya che mai, vista la provenienza comune dalla Toei!


Il ritmo è nato alla metà degli anni 90, quando in Giappone (tranne casi rari, alla Pokemon, Yugiho, Onepiece, Naruto, ecc..), si è passato dal produrre serie tv da 100 episodi come media, ha serie di 26 o 52 come media, quindi avendo un numero di episodi minori, per esigenza, i vari produttori/realizzatori hanno preferito accelerare tutto, riducendo al minimo i tempi morti. Avvolte è un bene, ma spesso anche no, perchè in tal modo alcune scene che richiedo tempi lunghi, si possono contare sulle dita delle mani nelle serie moderne, è spesso succede che tutto sembra troppo affrettato.

Oggi si producono + serie, ma sono in media + corte del passato, molto + corte, oggi si passa da una serie di 13(o 26) all'altra come niente fosse, è spessissimo non le concludono neppure, ci sono decine e decine di serie da 13 o 26 non concluse, è tali rimarranno.

I digimon cmq sono un prodotto + "fra virgolette" per bambini rispetto SSeiya. Scene dove ci sono pg che perdono litri di sangue per es. oppure ogni due per tre si minacciano di morte(come nell'anime classico di SSeiya), nei Digimon sono assenti o quasi. Anche in Omega tali scene "truci" alla SSeiya classico, sono poco presenti perchè è un prodotto + mirato per i ragazzini.

C'è anche il fatto che in Giappone dal 2010(o 2012 non ricordo bene) è in vigore un legge sulla censura, che dice che sè metti scene di un certo tipo negli anime, il prodotto deve essere catalogato per "non bambini", è bisogna inserire la digitura sul dvd o il bluray. Essendo tali prodotti rivolti ai bambini, allora i produttori cercano di non sforare con le scene di violenza, non esagerano in pratica, per restare anche nel mercato dei ragazzini. Ecco perchè per es., anche in SoG, certe scene non ci sono.

Attualmente poi, in Giappone la fanno da padrone serie corte, cosidette, mordi e fuggi. 13 episodi è via...poi si passa ad altre serie.
Nell'ultimi anni, c'è stato un impennata di queste serie, è l'andazzo è ormai questo, produrre molte serie ma corte. Solo nell'ultimo anno in giappone sono state prodotte tipo 40 serie anime di questo tipo , cioè da 13 episodi e via. Quì in Italia ovviamente siamo quasi a digiuno come anime di questi tipi; quì da noi arrivano giusto quattro serie tirate e sempre le solite, è la stragrande maggioranza delle serie moderne Giapponesi non arriva mai.

Un altra cosa degli ultimi anni, è anche che i Giappy hanno imparato a puntare su serie "Low buget" piuttosto che su serie "High buget"(che spesso non sono reditizzie, tipo alla floppone dell'anime di LC per capirci).
Canc-Carlo

Ovvio che i Digimon sono piú infantili, l'ho nominato xke è l'unico altro franchising della toei che ho trovato abbastanza famoso da poter essere accostato a Sts (al posto dinun pretty cure)
Chaos

Suikyo wrote:

Oggi si producono + serie, ma sono in media + corte del passato, molto + corte, oggi si passa da una serie di 13(o 26) all'altra come niente fosse, è spessissimo non le concludono neppure, ci sono decine e decine di serie da 13 o 26 non concluse, è tali rimarranno.


Questo anche perché l'animazione giapponese è ora satura di prodotti che servono sostanzialmente solo ed esclusivamente a finanziare ed a far pubblicità ad altri prodotti. Light Novel, Manga e via dicendo. Ecco perché magari x serie riceve comunque una seconda stagione quando magari l'anime in se non ha venduto bene, questo accade quando il prodotto di riferimento ha comunque ricevuto un boost dall'anime stesso. La dove anime di genere(es:ecchi) sono fra i pochi a riuscire spesse volte a garantire vendite a fronte di una qualità spesso non elevata. E si fanno sempre più rari gli anime conclusivi, sebbene negli ultimi anni si sono visti adattare manga "conclusi" da anni e che non avevano mai avuto una trasposizione adatta, come Kiseijuu.
Lampo del Drago

Al momento mi interessa solo che producano la seconda stagione di Onepunch-man      
Chaos

Lampo del Drago wrote:
Al momento mi interessa solo che producano la seconda stagione di Onepunch-man      


Hai(abbiamo) parecchio da aspettare allora^^

Per come procede il manga di One(ed in minor misura quello di Murata, che sta prendendo una piega piuttosto lenta coi combattimenti) ci vorranno...almeno tre anni per avere abbastanza materiale.
AndromedaLaNotte

Scorpione wrote:
Shiryu wrote:
Nella serie classica, viene ripetuto. E ripetuto. E ripetuto ancora


Questo e' innegabile  

In Giappone, le puntate uscivano settimanalmente o bisettimanalmente? Magari il senso di ripetizione era smorzato dalla cadenza della messa in onda delle puntate (e, al contrario di oggi, dall'impossibilita' di rivedere un episodio quando lo si voleva), mentre noi (o i ragazzi di Odino) vedevamo un episodio nuovo al giorno.

Cio' non toglie che, in questo caso, repetita non juvant


Ma quella era l'epoca in cui vedere trasformare he-man (e soprattutto She-ra) decine di volte al mese non scocciava mai, anzi era epico! così vale anche per i power rangers, e per sailor moon (con tanto di componente erotica per noi maschietti).  E' proprio cambiato il modo di gestire le scene ripetute e ripetitive.
Canc-Carlo

Oddio... Non è che ora le.trasformazioni non si ripetano!
Le.trasformazioni ke si ripetono le hanno inventate i giapponesi coi loro cartoni e telefilm di supereroi!
Non è ke nel primo arco di omega non troviamo vestizioni con la stessa sequenza ripetuta in più episodi, eh?
Poi i miei genitori erano sempre a fare battute su queste scene ripetute (cosa fa il mostro nel frattempo).
Insomma un ragazzino continuerà a trovarle epiche, l'adulto no.  
Ed ora voglio peró spezzare una lancia per il look bimbominkioso di omega (come lo definiscono alcuni): è che in Giappone l'immagine del supereroe/eroe ormai è questa da almeno 10 anni!

Per dirvi: uno shun all'epoca della serie classica non era lo standart come personaggio. Un personaggio maschile troppo carino che sembrava una ragazza non era certo lo stereotipo del maschio nipponico dell'era showa (il vero uomo kurimadiano).
Oggi tutti gli eroi dei telefilm nipponici sono bei ragazzi androgini, come Shun.

Da almeno 10 è così! Basta vedere alcuni cosplay di personaggi anche come Naruto e Sasuke ke vengono fatti con un look da idol (cantante pop) quasi femmineo in confronto a quello degli anni '80!
Per un popolo represso come i giapponesi questi look pacchiani sono un modo x esprimere quello che hanno dentro.
Si tratta di un fenomeno ke si vede gia in cartoni della fine degli anni '90, come Gals o Nana.
fa.gian.

La reiterazione delle scene ad effetto non è stato inventato dai Giapponesi, ma è stato codificato da secoli e secoli di fiabe

Fateci caso: quando un bambino ha la fortuna di avere un adulto che gli racconta le favole della buona notte, chiede sempre la stessa fiaba, e soprattutto chiede che gli sia racontata sempre con le stesse intonazioni, gli stessi tormentoni, e non accetta nessuna differenziazione, nemmeno involontaria

Questo, a livello psicologico, per un bambino, rafforza il senso di unione con la figura adulta, una specie di "rito" la cui reiterazione, dà sicurezza al bambino stesso.

Vedere He-man trasformarsi sempre allo stesso modo, o Daitan 3, o SailorMoon, non è solo un modo per risparmiare in animazione (questo si, codificato dai giapponesi), ma un modo per dare al bambino quelle rassicurazioni di cui ha bisogno; la prova che ad ogni azione corrisponde una reazione, e sempre quella, senza sorprese spiazzanti.

Per questo critico il fatto che in Omega, SoG e serie moderne, non ci siano più queste scene riciclate, inserite in punti chiave per la narrazione, perchè con la scusa della frenesia e della velocità di narrazione, si tolgono ai bambini i punti fermi su cui poi fondano il loro approccio alla grande narrazione della loro vita
Shiryu

La scena delle trasformazioni delle Sailor o di He-Man è equiparabile alla vestizione dell'armatura, che tra l'altro è presente molto più in Omega che nella serie classica, dove spesso non avviene o avviene fuori scena. E non credo che vedere Andromeda continuamente salvato da Phoenix o Pegasus che cade nei burroni sia stato inserito perché "rassicurante" per i bambini. Semplicemente non avevano idee e infilavano sempre le stesse cose.

Inoltre ricordiamo che il topic parte dalla constatazione che ai bambini Omega piace e la classica no, quindi più che da dire cosa "sbagli", c'è da dire cosa fa bene. Tra l'altro i figli della compagna di Odino non sono i primi a schierarsi così, abbiamo già avuto testimonianze simili in passato, ricordo ad esempio i nipotini di Kanon.
fa.gian.

Shiryu wrote:
La scena delle trasformazioni delle Sailor o di He-Man è equiparabile alla vestizione dell'armatura, che tra l'altro è presente molto più in Omega che nella serie classica, dove spesso non avviene o avviene fuori scena. E non credo che vedere Andromeda continuamente salvato da Phoenix o Pegasus che cade nei burroni sia stato inserito perché "rassicurante" per i bambini. Semplicemente non avevano idee e infilavano sempre le stesse cose.

Inoltre ricordiamo che il topic parte dalla constatazione che ai bambini Omega piace e la classica no, quindi più che da dire cosa "sbagli", c'è da dire cosa fa bene. Tra l'altro i figli della compagna di Odino non sono i primi a schierarsi così, abbiamo già avuto testimonianze simili in passato, ricordo ad esempio i nipotini di Kanon.

Haruto che si trasforma sculettando in punta di piedi e per due ore, non è una animazione riciclata, è solo una citazione (una tantum, fortunatamente) delle animazioni riciclate di cui sopra, che in Omega vengono declinate sempre diversamente (o per movimenti, o per cloth diversa).

Anche lì c'è da vedere il target
ovvio che un adulto si annoi vedendo sempre le stesse animazioni, settimana dopo settimana, ma ad un bambino PRE-teen ager fanno piacere

I CdZ in passato si rivolgevano ad adolescenti, ma erano fruibili anche dai bambini; oggi la distinzione dei due target è MOLTO più netta, ecco perchè non c'è amalgama tra spettatori di età diverse
Shura di Capricorn

fa.gian. wrote:

I CdZ in passato si rivolgevano ad adolescenti, ma erano fruibili anche dai bambini; oggi la distinzione dei due target è MOLTO più netta, ecco perchè non c'è amalgama tra spettatori di età diverse


In effetti questa è una discriminante non di poco conto. Se il prodotto ha un target ristretto solitamente usa anche un linguaggio, uno stile narrativo e degli espedienti scenici e grafici che si adattino e piacciano soprattutto al tipo di pubblico scelto.
Shiryu

Veramente dalle interviste sappiamo ufficialmente che la serie classica era indirizzata ai bambini di fascia pre-scolare  
fa.gian.

Shiryu wrote:
Veramente dalle interviste sappiamo ufficialmente che la serie classica era indirizzata ai bambini di fascia pre-scolare  

Pre-scolare significa dai 3 ai 6 anni, non ce li vedo a godersi Pegasus che strappa un orecchio a Cassios.

I CdZ erano pensati per un pubblico di ragazzi dai 13 anni in su, con spruzzatine di situazioni per bambini dai 7 ai 12 (ad esempio Kiki, e i bambini dell'orfanotrofio).

Ora in Omega il target è molto più circoscritto, e non ci sono più livelli di lettura come un tempo, cosa che quindi aliena gli spettatori di altre fascie.

Ma questo è un problema, perchè gli spettatori di 13 anni, l'anno prossimo ne avranno 14 e non si interesseranno più a un prodotto "per bambini".

Se il prodotto fosse per un target più ampio, si fidelizzerebbero, come facevamo noi
Suikyo

Quote:
Veramente dalle interviste sappiamo ufficialmente che la serie classica era indirizzata ai bambini di fascia pre-scolare


Anche Omega cmq, ricordo + di un intervista dove viene detto espressamente che è un prodotto realizzato per "bambini" moderni.
Ricordo anche che c'è un intervista dove dice che essendo un prodotto per bambini hanno anche limitato le scene di violenza.

La questione è che in passato si chiudeva + gli occhi sulle scene di violenza, ora invece c'è una legge giappy dal 2010 o 12, che dice, sè ci sono scene violente di un determinato tipo, il prodotto deve essere bollato non adatto ai bambini, quindi la toei ha lavorato di conseguenza per non sforare il divieto, ecco perchè Cdz classico è molto + violento rispetto Omega, questo è innegabile. Nei cdz classici ci sono sequenza dove viene mostrata la morte vera e propria del guerrieri, vedere alcune scene dei silver saint, con tanto di litri di sangue e pg che spira.
In Omega è tutto + edulcorato.
Canc-Carlo

Il livello di violenza di omega é lo stessondi altri cartoni Toei prodotti anche prima della norma: insomma è quello delle Pretty Cure (e loro picchiano! Poi usano le armi ma prima picchiano!)
Shiryu

fa.gian. wrote:
Pre-scolare significa dai 3 ai 6 anni, non ce li vedo a godersi Pegasus che strappa un orecchio a Cassios.

Eppure questo era il target predestinato, a detta di regista e produttori della serie classica, Jooji Furuta per esempio ricorda di averlo visto all'asilo   Il fatto che ci fossero scene di un certo tipo la dice lunga più che altro sulla mentalità giapponese dell'epoca circa la violenza nei cartoni.

Dice Kawata
Quote:
Kawata: Il nostro target predesignato erano i bambini maschi dall'asilo agli ultimi anni delle elementari


Sul fatto che ora sia più circoscritto concordo, ma la vedo come il risultato dell'evoluzione delle norme riguardanti l'animazione giapponese, per cui non puoi più tenere il piede in due scarpe e o fai un prodotto per i più piccoli o uno per i più grandicelli, con tutte le limitazioni del caso su fascia oraria, presenza di sangue e così via.

Che poi Omega, nelle intenzioni originarie, era inteso per "i fan della serie classica e i loro figli", solo che non avevano calcolato che i vecchi fan son restii ai cambiamenti, e i nuovi non hanno i soldi per comprare il merchandising.
Shura di Capricorn

Shiryu wrote:
fa.gian. wrote:
Pre-scolare significa dai 3 ai 6 anni, non ce li vedo a godersi Pegasus che strappa un orecchio a Cassios.

Eppure questo era il target predestinato, a detta di regista e produttori della serie classica, Jooji Furuta per esempio ricorda di averlo visto all'asilo   Il fatto che ci fossero scene di un certo tipo la dice lunga più che altro sulla mentalità giapponese dell'epoca circa la violenza nei cartoni.


E pensare che da noi fecero tanto can can e pure un'interrogazione parlamentare per Goldrake e Capitan Harlock. Detto che alcuni di noi hanno visto tutte le serie classiche dei robottoni a partire dai 4-5 anni. Poi a metà degli anni '80 cominciarono ad arrivare le prime scene tagliate, censure ecc.
Suikyo

Quote:
Il livello di violenza di omega é lo stessondi altri cartoni Toei prodotti anche prima della norma: insomma è quello delle Pretty Cure (e loro picchiano! Poi usano le armi ma prima picchiano!)


No.
Non c'entra il picchiare, si parla di certe scene deltutto scomparse negli anime moderni (per bambini), per le leggi attuali.

Nelle pretty cure, scene in cui ci sono pg che si cavano gli occhio, ho che inizano un duello perdendo litri di sangue e finiscono perdendo l.sangue o che nel termine di 2 minuti si dicono 10 volte (ti ammazzo, ti uccido, ti massacro ) non ESISTONO...gli anime di un tempo invece c'erano è come.
Stesso per Omega, è molto ma molto + edulcorato.

Lo dice pure quella che ha fatto i script di Omega:

4) Ci sono cose che vi hanno preoccupato una volta che sono iniziate le trasmissioni?
Reiko Yoshida: Io ero preoccupata che Koga, creato con grande amore, assomigliasse troppo a un "figlio coccolato della mamma" è come Ryuho che, rispetto alla maggior parte dei suoi compagni, avesse troppe tragiche storie personali. Naturalmente, Saori lo fatta sparire subito per tal motivo, ma non è stato abbastanza, perchè ciò apparve come sè avesse perso una madre e da una cosa simile si sarebbe sollevato solo con grande difficoltà. Non sarebbe stato convincente inoltre far vedere che un bambino sconfiggeva il nemico della serie, pertanto mi sono chiesta come far crescere questo ragazzino. Così dopo molto tempo ho pensato che Alia doveva essere introdotta, e anche che doveva morire. Fino a che punto la morte di Alia avrebbe spinto direttamente Koga ha diventare un adulto? Come mantenere la propria presenza nel Jūnikyū-hen?
Inoltre, valutare la dose accettabile di violenza da mostrare durante i combattimenti è stata un'altra preoccupazione. Le norme in materia di violenza negli anime sono decisamente più rigorose rispetto a prima, ecco perchè la vecchia serie di Saint Seiya è più violenta rispetto alle nuove. Ma la scena della morte di Alia è stata necessarie per il contesto, perché volevamo sottolinearne l'importanza, in accordo con il regista. Essa è stata importante, quanto quella di Alia che insieme ai Bronze Saints cercano il cibo mentre si avvicina la sua morte, esse diventano una fonte di motivazione mentre si preparavano ad affrontare nuove battaglie. Inoltre io non volevo che i suoi ultimi momenti suonassero come un appello alla sua resurezzione inseguito, per non rovinare la sua morte.


Quote:
Il fatto che ci fossero scene di un certo tipo la dice lunga più che altro sulla mentalità giapponese dell'epoca circa la violenza nei cartoni.


Infatti, un tempo i Giappy erano molto + libertiini sulla violenza nei cartoni, invece ora, ci hanno dato una stretta, nel senso che attuamente cercano di limitarla, è sta succedendo anche nelle serie OAV questa cosa.
Canc-Carlo

Volevo dire che la violenza di Omega è la stessa di altrinanime creati dalla Toei negli stessi anni e per lo stesso target di età
Suikyo

Canc-Carlo wrote:
Volevo dire che la violenza di Omega è la stessa di altrinanime creati dalla Toei negli stessi anni e per lo stesso target di età


Questo si.

Quello che cambia è rispetto a prima. Neli anni 70-80 e 90, in media, le serie (come la serie classica di SSeiya) erano + violente di quelle attuali dello stesso target.
Odino

Con colpevole ritardo mi sto attivando per reperire la Seconda Stagione, appena possibile vi farò sapere se il parere entusiastico dei ragazzi nei confronti della Prima Stagione troverà seguito anche nella visione degli episodi successivi.
ryogascorpio

Re: Omega, la Serie Classica, i giovani e come cambiano i te

Odino wrote:
Questa ve la devo raccontare e preferisco farlo qui, su un forum in cui i topic rimangono cementati nel tempo e possono essere ripescati in futuro, se hanno qualche valenza, rispetto ai gorghi dei social dove hai la sensazione di scrivere sull’argilla o di abbandonare le parole al capriccio del vento.

E poiché ritengo questo sito un riferimento imprescindibile per chiunque ami codesta serie (per quanto in questi anni abbia letto moltissimo e scritto poco), la scelta è stata rapida. Thank you Shiryu.

La prendo alla larga, quindi se vi annoio scusate, se esagero bannatemi, vi ricorderò lo stesso con affetto.

Io ho da poco superato i 35 anni e ho imparato ad amare I CAVALIERI DELLO ZODIACO sin dal primo passaggio su Odeon TV. La mia storia con i Cavalieri assomiglia sicuramente a quella di tanti di voi, perché se siamo tutti qui a parlarne dopo tanto tempo, con un occhio alle ultime produzioni ma col cuore alla serie classica, qualcosa vorrà dire. Grazie Masami, grazie Shingo.

Da circa un anno convivo con una ragazza che ha due figli, maschietto di 8 anni e femminuccia di 10. Ho la fortuna di avere orari di lavoro flessibili, che mi permettono un rituale fantastico: colazione gustata con calma, a ritmi tranquilli, mentre mi sparo una puntatona della serie.

La Classica, le 3 di Hades, un pezzo di OAV, Lost Canvas, la prima di Omega, Soul of Gold: insomma un amore che non finisce mai. E cominciare la giornata dopo aver visto cose come Ioria e Virgo che vanno al pugno contro pugno al cospetto del Grande Sacerdote (miiii, che emozione ancora oggi!) è una cosa che ti carica non poco.

Ho la fortuna che, viste le mie passioni da eterno Peter Pan – tra giochi d’ogni tipo e animazione, i figli della mia compagna mi hanno preso subito in simpatia. E’ bastato pochissimo perché si incuriosissero nei confronti del mio rituale del mattino.

Era marzo di quest’anno, 9 mesi fa. Parlarne adesso è un po’ come ripensare a come l’hai spuntata contro il Fantasma di Gemini ora che sei in prossimità della dodicesima casa. Mattino frizzante, colazione da campioni: the, caffè, spremuta d’arancia, pane caldo, nutella, frutta a pezzetti, cereali, yogurt… perché la colazione deve durare quanto la puntata, mica perché si è golosi. Si accende per un attimo la TVdiTutti, nel mondo son successe cose brutte (e lì purtroppo non c’è Cavaliere d’Oro che tenga), passa il trailer d’un film che ti sbatte in faccia realtà tragiche (anche Gong Li può invecchiare), ma io mantengo il sangue freddo e faccio partire l’episodio della giornata.

E dopo un quarto d’ora siamo lì ai Cinque Picchi: c’è Sirio e c’è Fiore di Luna, c’è il Cavaliere di Perseo col suo scudo di Medusa, ci sono giovani cavalieri che cercano di tenere vivo un mito del passato sotto il segno di Omega, episodio number 19. Il nemico non è di quelli agevoli, da che mondo e mondo contro chi ti può pietrificare alla prima occhiata che gli dai non c’è mai vita facile, ma il giovane Ryuho, il tecnico della compagnia e figlio d’arte, non molla. Fragilino il ragazzo, ma ha un repertorio di tecniche mica da ridere e sa usare la testa, buon sangue non mente.

Nel frattempo arrivano in zona colazione i ragazzi (è domenica).
“Che bello! Stai guardando Rufffffy e i Pirati”, fa lui.  
Io sorrido ma non mi distraggo. E’ appena uscito Genbu, misterioso e micidiale, che si porta via l’Armatura di Libra! Colpo di scena!!!
“No, non è One Piece. E’ il seguito della serie che ho amato più nella mia vita, loro sono I CAVALIERI DELLO ZODIACO”. Vorresti dire tanto, vorresti trasmettere un mondo. Ma hai loro che stanno spalmando nutella, ti chiedono se è meglio anche degli Avengers e del Trono di Spade, e stai ancora pensando all’Armatura Libra diventata più tondeggiante nelle linee di come la ricordavi. Quel che riesci a dire è una roba del tipo:

“Un pezzo di quell’uomo che sono io oggi penso che l’ho preso da loro, dai Cavalieri dello Zodiaco”.

La cosa basta ad incuriosirli e mi chiedono di vedere subito assieme l’episodio seguente. Dico di sì ed è una faccenda pesante: l’Attacco di Eden. Effetti speciali, dramma, armageddon sullo schermo, Eden che umilia Kouga. La serie s’impenna! E incredibilmente i due virgulti si appassionano e per quanto non sappiano niente degli eventi precedenti, empatizzano immediatamente con Arya e i due contendenti. Chiedono, si mostrano interessati, vogliono capire.

Tempo zero, 2.1 picosecondi per dirgli che, se volevano, gliel’avrei fatta rivedere tutta. Da lì il passo è breve: non più rituale del mattino ma, quando possibile, micromaratone da 3-4 episodi: eccoci a vedere tutti assieme, con la mia compagna già estimatrice della serie classica, Mars irrompere su Tisifone e quella che era una bella spiaggetta col non troppo criticabile proposito di portarsi via la cara Isabel (complimenti, sei solo il ventiduesimo che le vuole male, e solo tra Dei e affini); basta poco e la metà di aprile ci sorprende a tifare Seiya e Kouga nello scontro finale con Abzu, esaltati e contenti per una serie che, pur con alcune incertezze nella prima parte e troppa fretta nell’attraversamento delle case, in definitiva ci è piaciuta.

Ed io contento: “Ma lo vedi che i Cavalieri dello Zodiaco possono piacere pure ai giovanissimi di oggi!” Da lì il passaggio successivo era prevedibile. Mi interpellano: “C’è una seconda serie. La guardiamo?”

Ed io pronto, sicuro, saldo, inossidabile: “HO UN’IDEA MIGLIORE”.
Avevo infatti un’idea -chiaramente- migliore. La Serie Classica. Sono partito con uno spiegone di come quella che avevano visto, Omega, era sì una serie interessante e piena di spunti positivi, ma solo poca cosa rispetto alla Vera Opera, all’Arte Pura: i 127 episodi di Pegasus e compagni, Hades Sanctuary compreso. Avrebbero dovuto conoscere l’origine del Mito, ovvero l’essenza stessa di questo Mito: il Settimo Senso.

Loro entusiasti: dopo aver scoperto le armature d’oro e Omega, avrebbero accettato pure di vedere Uomini e Donne del primo pomeriggio. Avevo una fiche importante, quella del credito e della fiducia, e ho deciso di puntarla forte su PEGASUS INVINCIBILE, episodio 1. Ragazzi, che storia. "E' la prima volta che avverto la magia in lui, il suo spirito è sul grande sentiero", dichiara Tisifone, che in chiusura Pegasus regola con un indimenticabile “…e io che pensavo che il tuo volto fosse quello di un demonio... sei più carina di quanto credessi.”. Pegasus vero mito, d’altronde da uno che Gemini, praticamente uno dei cattivi più riusciti dai tempi dell’Iliade, lo chiamerà ‘occhietti rossi’ cosa ti vuoi aspettare?

“E allora, che ne pensate?”, chiedo io, petto in fuori e occhi quasi lucidi, ai due giovini alla fine dell’episodio.

A parole erano contenti ma a livello emozionale mi sembravano più… tiepidi.

Nessun problema, mi dissi. La serie classica migliora progressivamente, senza soste, senza inciampi, senza esitazioni.  La cavalcata ci porta alla Guerra Galattica, poi agli scontri per la conquista della Sacra Armatura fino a che scendono in campo i Cavalieri d’Argento.

E le reazioni del due ragazzi? Educati. Attenti. Cortesi. “Carina. Sì, molto”. Ma tiepidi.

La mia compagna, di suo commossa quando Sirio si acceca per salvare Andromeda e Pegasus, liquida la cosa con un semplice: “Te l’avevo detto, generazioni diverse, gusti diversi”.

Ma io, più imperturbabile del Toro contro Heracles ad Asgard, dichiaro: “Finché non hai visto la Corsa alle Stanze di Arles, non hai visto I Cavalieri dello Zodiaco”. E poi serafico: “Ameranno le 12 Case”.

E le Dodici Case arrivarono ben presto. Stillicidio di emozioni signori miei, cosa dire!!! Crystal nel feretro di ghiaccio, Sirio e la sua ira contro Cancer, il baluardo granitico costituito da Virgo e via, scontro dopo scontro, ideale dopo ideale, tra musiche indimenticabili e frasi epiche, sino alla resa dei conti tra i nostri eroi ed Arles.

Però nei ragazzetti l’emozione non montava. Si vedeva. Sopracciglia alzate le loro, come le nostre quando qualcuno ci voleva far credere che Andreas era il vero cattivo finale di Soul of Gold.

Il giudizio finale fu cortese ma lapidario: “Non è brutta... ma Omega è molto meglio”.

AAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
(DOLORE NELL’ANIMO).

Poi, ripresomi: “Come mai? Cosa non vi piace di questa?”
La critica cominciò con un ruscello che diventò un’onda e poi una mareggiata di presunti difetti.

Partirono tranquilli, con la cosa di ‘Pegasus cavaliere della costellazione di Pegasus’ (ma lì fu facile spiegare la questione del doppiaggio). E poi le infinite (secondo loro) cose insensate. Ioria che, ripresosi dal plagio mentale di Arles, fa gli auguroni ai tre amiconi, frattura ricomposta, pacca sulle spalle e mi raccomando non fategli aprire gli occhi a quello lì, senza accompagnarli. I Cavalieri d’Acciaio, che un momento ci sono e poi non ci sono più… e per loro sarebbe stato meglio non ci fossero stati proprio. Aquarius che, in mezzo a una guerra termonucleare globale, se ne frega del grande sacerdote e vuole regolare i conti con l’allievo. Tutti che sanno di una scorciatoia per la Dodicesima Casa, tipo Phaaeton, ma Mur che, oltre a non muovere un dito in perfetto Ioria-style, si fa i fatti suoi e manda i protagonisti per la via lunga, tipo a piedi da Milano Marittima al Monte Bianco.

Le ultime tre case a loro detta prevedibili: vedi Capricorn contro Sirio e sai già che tanto Sirio torna (e io ai tempi invece sconvolto per la Pienezza del Dragone), oltre a capire perfettamente che Crystal e Andromeda faranno la stessa fine per lasciare la piazza al protagonista. La seconda personalità di Gemini, quella buona, che non si capisce bene per chi tifi (hanno detto che la testa di Arles era un condominio). La cosa dei Cavalieri Neri uguali ai protagonisti praticamente inguardabile oltre che insensata. Gli sporchi trucchi usati per tenere sempre Sirio e Phoenix fuori dal giro per rendere più ardue le cose ai protagonisti. La cosa della freccia e delle 12 ore: ma se Betelgeuse la colpiva un po’ meglio, ne avrebbero avute solo 7 o 8? Casualmente proprio 12? Chi ha preparato l’orologio a fiaccole?
E giù così in un elenco senza fine. Molte cose le ho rimosse.

Voglio sottolineare che, sulle incongruenze di Omega, non avevano proferito verbo. Tutto con Kouga filava liscio come una festa, con i giudici che alzavano la paletta solo per dare 8 o più pure quando i protagonisti erano impiegati in una locanda tra cucina e lavaggio delle lenzuola.

Fino ad arrivare a quello che, secondo loro, era il nocciolo del problema.
“La storia è lenta”.
Credo che il Castigo Infernale di Radamante mi avrebbe fatto meno male. “Lenta?”

“Sì, a volte ci mettono tre puntate per passare una casa. Minuti per rialzarsi in piedi quando atterrati. Omega no. In Omega tutto è veloce”.
Parlavano della serie classica come io parlerei di Beautiful (ancora vivo Ridge, sì?) o delle partite di Holly e Benji (che comunque, non me ne perdevo una).

E parte l’esempio della Casa di Cancer. Mi siedo saldamente per evitare mancamenti, mentre mi viene fatto notare che Yuna è davvero grandiosa quando decide che non perderà più nessuno di importante e mena sodo Schiller in tempi ragionevoli, mentre a Sirio devono far fuori la fidanzata prima che si decida a fare il Cavaliere, senza contare che entra ed esce dall’Inferno come se fosse la porta girevole di un Grand Hotel. Vacillo. Ascolto. E soffro.

Ma il tema della lentezza ritorna e dicono che non è realistico che gli scontri durino così tanto. Alla lunga annoiano. Sai che l’eroe le prenderà per puntate e puntate, poi con un colpo vincerà.

E’ così cambiato il modo di comunicare e il ritmo con ci si aspetta che questo accada?

Le nuove generazioni si aspettano che un messaggio, per essere considerato efficace, sia veicolato in maniera più essenziale e rapida rispetto a quanto eravamo disposti a pazientare noi, magari più desiderosi di approfondimento ed enfasi?

Cavalieri, a voi! (e finalmente dopo anni l’ho scritto pure io)


ho letto con colpevole ritardo questo post.

Veramente molto bello come aneddoto...

Io però sono convinto da anni di una cosa.

Il fenomeno dell'imprinting vince sempre...

Non è che le nuove generazioni preferiscano omega, è che hanno probabilmente visto PRIMA Omega

Si ama (quasi) sempre la cosa che si vede per prima.

Certo, per alcuni non è così

Ma in media sì

Per me vale sempre, anche quando si tratta di leggere prima un manga o vedere prima l'anime
seguire un film in lingua o prima doppiato

E' una teoria che sostengo da anni e su di me ha sempre funzionato...
Suikyo

Quote:
Non è che le nuove generazioni preferiscano omega, è che hanno probabilmente visto PRIMA Omega


Concordo.

Poi bisogna calcolare anche il fenomeno che è stato quell'anime in quel dato periodo, l'anime classico nella metà degli anni 80 è stato un fenomeno enorme sia in Giappone sia all'estero, mentre Omega è statp cmq un anime come tanti, ricordiamoci che Omega facevo solo il 3% di audience in Giappone, avvolte anche meno, è che in tante nazioni Omega non è mai arrivato a differenza dell'anime classico che praticamente sta da per tutto nel mondo.

Detto ciò, Omega è sicuramente un buon prodotto per i bambini moderni, ovviamente tra qualche anno la cosa non varà più, perchè ci saranno altri fattori altri canoni che i bambini seguiranno, si è sempre in evoluzione.
Aledileo

Re: Omega, la Serie Classica, i giovani e come cambiano i te

ryogascorpio wrote:

Il fenomeno dell'imprinting vince sempre...

Non è che le nuove generazioni preferiscano omega, è che hanno probabilmente visto PRIMA Omega

Si ama (quasi) sempre la cosa che si vede per prima.

Certo, per alcuni non è così

Ma in media sì
.
Sono d'accordo con te. E questo discorso si può estendere anche alle (sciocche) diatribe libro/film. Quando leggi un libro e lo adori e poi dopo qualche anno ci fanno il film o la serie tv, stai tranquillo che 90 persone su 100 ti diranno: Meglio il libro, e storceranno il naso ad ogni piccola e insignificante variazione fatta nella trasposizione. Ovviamente vale anche il discorso inverso. In alcuni casi (come per Maze Runner) ho visto prima i film, poi ho letto i libri e 1) immaginavo i personaggi come gli attori, anche se magari erano descritti un pò diversi 2) a volte mi chiedevo: ma che sta succedendo?

Credo che alla fine sia abbastanza normale, siamo umani del resto, non macchine che ragionano a compartimenti stagni, ma si possano trovare comunque elementi positivi sia nel libro che nel film corrispondente, o sia in una vecchie serie che in una nuova riproposta o riaggiornata (i CdZ non sono certo l'unico brand degli anni 80 rinnovato e rilanciato di recente, basta pensare ai Transformers, G.I.Joe e altri).
Lampo del Drago

Concordo anche io, l'imprinting è sempre molto forte.
Quando poi vedi la versione "alternativa" (che magari è quella originale) spesso ti dici "ma non è così che dovrebbe essere"
Funziona spesso anche con le cover musicali, tra l'altro!
Shiryu

Io invece non sono tanto d'accordo. Non dimentichiamo che quando hanno mandato i CdZ su Italia 1 anni fa, hanno floppato talmente tanto da essere spostati al sabato mattina, e poi eliminati del tutto. Mediaset riceveva email che chiedevano di eliminarli dal palinsesto, sui forum i commenti erano in larghissima maggioranza negativi... e quelli erano tutti ragazzi che vedevano la serie classica per la prima volta, senza alcun imprinting.

Ricordo che, anni fa, prima di Omega, i nipotini dell'ormai desaparecido Kanon iniziarono a vedere la serie classica, e l'abbandonarono presto perché non gli piaceva.

Ci sono serie, libri, film in grado di trascendere il tempo e diventare classici tali da piacere in qualsiasi epoca li si mandi. I Cavalieri non sono tra questi e i gusti del pubblico si sono spostati in una direzione diversa, che Omega rispecchia. Un po' come oggi non portiamo le stesse pettinature e non vestiamo come negli anni '90.

Si potrebbe al più espandere il discorso all'intero parco anime/cartoni/fumetti esistente in un determinato periodo. Magari se si sostituissero TUTTE le serie di oggi con quelle di ieri, i ragazzi verrebbero esposti a stimoli diversi che permetterebbero ai Cavalieri di spiccare. Ma sarebbe una situazione talmente falsata dal perdere qualsiasi valore.
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