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Shiryu

Phoenix e la paura di vivere

Arriva, salva qualcuno, sconfigge il nemico, rimane al massimo fino alla fine del combattimento... e poi va via, senza mai restare con il resto del gruppo, godere la gioia della vittoria. La vita di Phoenix è questa, ed è ripetuta con tale costante regolarità che da un certo punto in avanti di vita non si può più parlare. Come afferma lui stesso nello scontro con Aegaeon, lui è un guerriero che esiste in attesa del prossimo scontro e spera nella morte in battaglia.

Sintomatico anche il fatto che mentre gli altri quattro tra uno scontro e l'altro abbiano qualcuno da cui tornare o qualcosa da fare, Ikki scompaia e basta... come un Pokemon, torna nella sfera finché non dovrà essere chiamato di nuovo fuori.

E' parte del personaggio e del suo fascino, ma può nascondere anche una certa paura di vivere? Mentre gli altri hanno saputo superare i traumi dell'addestramento e delle perdite subite negli anni, lui sembra rimasto ancorato al ricordo di Esmeralda e alla paura di ripetere quel dolore, abbandonando quindi qualsiasi tentativo di rifarsi una vita. Come dettogli da Black e poi ammesso da lui stesso, è l'unico che non riesce ad andare avanti.

Come immaginare allora il futuro del personaggio? E' un limite che riuscirà a superare o sarà sempre solo il combattente jolly che aiuta e poi scompare?
Lampo del Drago

Phoenix è uno che non si perdonerà mai.
Il problema è che si crogiola nel suo dolore, e, invece di accettarlo e andare avanti, un po' ci gode nell'essere il reietto che non può legarsi agli altri o avere una vita normale ("normale" tra molte virgolette, eh).
La figura a lui più simile è Cristal, che di "colpe" ne ha anche di più, visto che ha ammazzato con le sue mani tutti i suoi maestri, amici, parenti, vicini di casa. Ma, nonostante un complesso di Edipo grande come la statua di Atena, Cristal riesce a legare con gli altri, a sentirsi parte di una squadra, anche a sorridere ogni tanto.
Phoenix no, preferisce farsi i pediluvi di lava e ricordare al fratello quanto sia mammoletta, ma non riesce ad uscire dal suo blocco mentale e morale.
Aldebaran

Probabilmente il ricordo di Esmeralda e tutto quello che ha subito durante l'addestramento lo hanno portato si ad essere un guerriero formidabile ma anche una persona misantropa. Inoltre in lui c'è anche la consapevolezza di essere stato per un certo periodo malvagio e quindi meno degno rispetto ai suoi compagni che hanno abbracciato la causa di Atena fin da subito.
fa.gian.

A me piace pensare che Phoenix sia effettivamente "morto" al primo scontro coi bronze all'Isola della regina nera, e che il suo arrivo in battaglia, nelle successive apparizioni sia dovuto solo al suo spirito guerriero, veicolato dalla sua armatura "particolare".

In questo modo, avrebbe senso ritenere che, senza una battaglia a richiamarlo, lui rimanga morto.

Un po' come un genio che viene evocato dal fratello non sfregando la lampada magica, ma richiamandolo col cosmo (non a caso Andromeda è la reincarnazione di Hades, dio dei morti).

Fuor da finzione fumettistica, l'analisi psicologica del boss è intrigante.
In pratica l'asocialità di Ikki è il suo tratto distintivo come persona, cosa che ne giustifica il carattere tenebroso, disilluso e poco incline al riso.

È uno che ha perso tanto, e non vuole più rischiare di perdere altro, sublimando il suo desiderio di evitare conflitti interiori, dedicandosi interamente ai conflitti guerreschi.
Libra

Che abbia paura di vivere è evidente.
L'esperienza della Regina Nera lo ha segnato per sempre e, come per molte persone, i traumi subiti in maniera prolungata e in un'età particolarmente delicata sono difficili da superare, pur con tutta la buona volontà.
Probabilmente Phoenix è consapevole di questo e in attesa che arrivi il momento (SE arriverà) in cui tornerà a vivere, preferisce vivere riparato dagli occhi del mondo. Anche perché, diciamolo chiaramente, un tipo come lui finché si combatte ha un suo perché, ma dall'istante successivo alla fine della battaglia si troverebbe a dover fare davanti agli altri i conti con i suoi disagi esistenziali.
Il carattere orgoglioso non gli consente di ammettere questo suo limite e quindi non gli resta che attendere che gli eventi dell'esistenza o una persona in particolare (come successo a DM in SoG) lo tirino fuori dalla trappola che si è dovuto creare per sopravvivere alla Regina Nera.
Ali della fenice

Il ricordo e (pianto, poi) di Esmeralda e tutto quello che ha subito durante l'addestramento lo hanno temprato duramente, facendolo diventare, apparentemente, "arido" e "rude" di cuore, ma, in realtà, molto altruista e bonaccione con i suoi amici (Seiya, Crystal, Sirio) e fratello (Andromeda) quando c'è da tirarli fuori da una certa sconfitta e (probabilmente) morte!  
Lampo del Drago

Tra l'altro, nonostante tutti lo consideriamo un trentenne circa, ricordo che in teoria Phoenix è al limite della maggiore età, eh... avoglia a traumi...
Jotaro Kujo

Sinceramente tra utti i pg di Saint Seiya nemici inclusi non è che poi ci siano queste caratterizzazzioni di vitalità esagerata e voglia di essere persone normali...tutti dai bronze ai gold agli spectre ai god warrior e marina sono uomini per quanto giovanissimi che vivono con la consapevolezza di poter morire in battaglia in un futuro imminente o al massimo prossimo...che dire dei gold allora che per quanto ben più adulti di Ikki non hanno mai avuto uno straccio di relazione sentimentale o di prospettiva di vita normale per come la intenndiamo noi? I saint ( che per inciso hanno anche 10 -15 anni meno della maggior parte di noi quindi certamente non formati ancora come "adulti" con relative aspettative e problematiche)sono come militari perennemente in guerra ( o alla meglio in allerta continua ) e dubito che la vita di queste persone sian poi parificabile alle nostre che siamo normalissimi uomini che strudiano o lavorano in uno stato che non conosce guerre da ben 70 anni...mentre i cavalieri sono nati e stati addestrati sin da bambini sapendo che avrebbero potuto anche morire un giorno e per questo non possono essere considerati alla stregua di persone normali a meno di non volerli considerare un giorno "in pensione" da guerre e missioni per Atena perchè magari sostituiti da altri saint più giovani che ne raccogliessero il testimone. E part etutto esistono tantissime persone reali e comuni che vivono un esistenza isolata senza affetti o senza la cosiddetta comune percezione di vita normale perchè così hanno scelto...Ikki probabilmente sarebbe uno di questi se trasportato nella vita reale...ma non dimentichiamo che è stato "creato" così proprio per sottolineare la sua unicità rispetto a tutti gli altri saint ed è questo il suo grande fascino che lo mette al di sopra di tutti gli altri!
Suikyo

Quote:
ben più adulti di Ikki non hanno mai avuto uno straccio di relazione sentimentale o di prospettiva di vita normale per come la intenndiamo noi?


Come dice Kuru in un intervista, i saints fanno una scelta di vita, è quindi mi sà che bisogna considerarli come dei guerrieri sempre casti e puri.
Normalmente sono votati solo al Santuario e ad Athena è basta, sono come una "setta" religiosa, dove prima di tutto devono impegnarsi per la causa, poi viene tutto il resto.

Quote:
.mentre i cavalieri sono nati e stati addestrati sin da bambini sapendo che avrebbero potuto anche morire un giorno e per questo non possono essere considerati alla stregua di persone normali a meno di non volerli considerare un giorno "in pensione" da guerre e missioni per Atena perchè magari sostituiti da altri saint più giovani che ne raccogliessero il testimone.


E' quello che voleva fare Shiryu in ND dopo la saga di Hades, voleva andare in "pensione" come saints, voleva vivere come una persona normale e pensare solo a Shunrei e Shoryu, ma il destino dei saints è legato ad Athena, è mi sà che ciò è difficile, nel senso che prima o poi se Athena a bisogno, pure quei saints che vorrebbero andare in pensione, non ci vanno.

Tra l'altro se un saints tradisce Athena e non ubbidisce più alle leggi dei saints, va incontro alla morte, inquanto il santuario ti manda altri saints per ucciderti, in breve "diventato saints, sei saints vita natural durante".
Goldsaint85

io la vedo come semplice scelta di kuru per gestire un personaggio altrimenti difficile da contenere
come dice pegasus nella serie di hades, se ikki fosse sempre dall inizio con loro, avrebbero un bonus non indifferente, e ciò porterebbe gli altri a ridursi come quando dragone e cristal accompagnano kanon per le varie prigioni, ovvero a non trovarsi in quelle condizioni di estremo bisogno da cui hanno tratto migliore giovamento per rafforzarsi
per esempio, ikki moribondo sembra competitivo con docrates, il quale viene battuto solo dall unione di hyoga, seiya e shun... la disparità di forze tra la fenice e gli altri è un pò una costante che viene meno solo alla fine delle saghe, dove generalmente tutti i protagonisti sono pari con pegasus che picca un filo più degli altri
certo, questo vale meno nella serie delle 12 case, dove ikki - in originale se non ricordo male - è andato sull isola di kanon per guarirsi il braccio oltre che per rafforzare l'armatura
ma già un ikki da solo avrebbe rotto diversi culi tra i generali degli abissi impattando solo contro quelli più forti (krishna, kanon, sorrento)

tralasciando questa spiegazione pragmatica, ikki appare più traumatizzato degli altri, non so fino a che punto a buon diritto
dragone ha ammazzato il suo compagno di addestramento, hyoga si commenta da solo, shun si è fatto pestare da tutti solo per non tirare fuori le palle (e infatti quando le tira con un volgare colpo manda in frantumi il bracciale di un silver che era pari ai gold saint) e ha il rimorso di aver mandato il fratello a DQI, pegasus ha perso per sempre (fino a hades) sua sorella, insomma tutti hanno avuto un addestramento del cavolo
guilty e esmeralda sono morti più per colpa di saga che non per colpa sua (di ikki) quindi i rimorsi fino a un certo punto. il maestro era un rompiballe, quello si, diceva sempre la stessa cosa dell odio, ma in effetti a lui non era mai fregato visto che non ha mai odiato davvero ne guilty ne pegasus e soci... quindi anche li è un po' un controsenso
nell anime italiano la cosa è un po' più verosimile visto che hanno inventato la storiella di arles che ha forgiato phoenix e lo ha indottrinato sulla sottile arte di manipolare le menti.. in quel caso,effettivamente il rimorso per essere stato allievo del ''cattivone\causa di tutte le sciagure della prima parte della storia" sarebbe giustificato... ma visto che è una invenzione, in effetti tutta sta sofferenza repressa forse è esagerata... chi più chi meno ha avuto sventure tra addestramento e combattimenti
Aledileo

Re: Phoenix e la paura di vivere

Shiryu wrote:
Arriva, salva qualcuno, sconfigge il nemico, rimane al massimo fino alla fine del combattimento... e poi va via, senza mai restare con il resto del gruppo, godere la gioia della vittoria. La vita di Phoenix è questa, ed è ripetuta con tale costante regolarità che da un certo punto in avanti di vita non si può più parlare. Come afferma lui stesso nello scontro con Aegaeon, lui è un guerriero che esiste in attesa del prossimo scontro e spera nella morte in battaglia.

Sintomatico anche il fatto che mentre gli altri quattro tra uno scontro e l'altro abbiano qualcuno da cui tornare o qualcosa da fare, Ikki scompaia e basta... come un Pokemon, torna nella sfera finché non dovrà essere chiamato di nuovo fuori.

E' parte del personaggio e del suo fascino, ma può nascondere anche una certa paura di vivere? Mentre gli altri hanno saputo superare i traumi dell'addestramento e delle perdite subite negli anni, lui sembra rimasto ancorato al ricordo di Esmeralda e alla paura di ripetere quel dolore, abbandonando quindi qualsiasi tentativo di rifarsi una vita. Come dettogli da Black e poi ammesso da lui stesso, è l'unico che non riesce ad andare avanti.

Come immaginare allora il futuro del personaggio? E' un limite che riuscirà a superare o sarà sempre solo il combattente jolly che aiuta e poi scompare?
Bella questa interpretazione. Non ci avevo mai pensato ma in effetti ci sta. Il trauma subito con la morte di Esmeralda (per cui si accusa ancora) potrebbe averlo spinto a isolarsi da tutto e da tutti (lui stesso alla fine delle dodici case ammette quando sia stato difficile per lui integrarsi, e ce l'ha - parzialmente - fatta solo grazie all'amore di Andromeda e dei suoi amici). Aspetta, combatte e, se capita, muore, come se la vita per lui non sia altro, o forse quasi creda di meritarsela quella morte? Interessante riflessione.
Flare

Una bella analisi! Certo, può essere benissimo interpretata come paura di vivere o paura di creare affetti forti che poi magari finiscano come Esmeralda.

L'andirivieni di Phoenix, analisi psicologica a parte, l'ho sempre ritenuta come dettata da esigenze di gestione dei personaggi: 5 protagonisti cominciano a diventare tantini, quindi tenerne uno come asso nella manica nel momento del bisogno senza doverlo per forza sempre presentare con gli altri è comodo.

Oltretutto è il più forte e c'è da domandarsi come sarebbero cambiate le varie corse per salvare Atena se Phoenix ci fosse stato dall'inizio.
Phoenix no Ikki

La paura di vivere è evidente e innegabile, ma a ciò aggiungiamo anche che, come ha detto a Gemini, prova anche vergogna al cospetto degli altri 4 per esser appartenuto alle forze oscure. Uno dei migliori monologhi di Phoenix  

importando ciò nella vita reale, credo sia comprensibile una persona che ha fatto del male ad altre persone, poi si trova a disagio al cospetto delle stesse. Non è semplice superare questo blocco.

Non credo comunque verrà mai mostrato un Phoenix diverso da Kuru, snaturerebbe il personaggio
Shiryu

Quote:
Non credo comunque verrà mai mostrato un Phoenix diverso da Kuru, snaturerebbe il personaggio

Non ne sono convinto... nell'anime, fino ad Asgard, Phoenix è più gregario. I primi tempi addirittura brinda o si commuove con gli amici, ed è meno severo nel rimproverare Andromeda. E' da Nettuno in poi che si indurisce come nel manga.

Ora in ND ricorda un po' Asgard, mostra di capire le sofferenze altrui, pur mantenendo un piglio arcigno.
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