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Battle Royale 3 - La notte dei dimenticati
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Aledileo
Cavaliere Divino di Pegasus
Cavaliere Divino di Pegasus


Joined: 17 Oct 2005
Posts: 26070


Location: Viareggio - Quinta Casa di Leo

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:03 pm    Post subject: Battle Royale 3 - La notte dei dimenticati  Reply with quote

BATTLE ROYALE 3 - LA NOTTE DEI DIMENTICATI

Ovvero: Missing TontoPeggy! (E le sue facce buffe! )



REGOLAMENTO:

Termine ultimo per le iscrizioni: Domenica 19 Febbraio, ore 20.00

Inizio del gioco: Lunedì 20 Febbraio.

Fasi di gioco:

0) PRE-NOTTE: i giocatori con poteri attivi inviano i loro Messaggi Privati al Master, rispettando la tempistica di 24 ore prevista. Qualora alcuni messaggi non arrivassero entro l’ora prevista, il Master considererà i personaggi non agenti, per quella notte.

1) NOTTE: è il MasterPost, fitto di indizi indecifrabili, dove agiscono i personaggi che hanno poteri per agire durante la notte (chi uccide, chi indaga, chi protegge, ecc…). Tutti i personaggi feriti a morte non muoiono subito bensì alla fine del giorno seguente: hanno quindi la possibilità di continuare a postare, esprimere le loro opinioni, depistare, falsificare, smentire e votare.
Tra tutti i feriti inoltre vi è una competizione per risolvere una prova che il Master posterà. I feriti potranno coordinarsi con i propri compagni tramite PM per risolvere la prova, la cui scadenza è quella del giorno, ossia le canoniche 24 ore. Il primo ferito a risolvere correttamente la prova (inviando un PM al Master) sarà salvato per quella notte, mentre gli altri giocatori moriranno.

Qualora in una notte vi sia un solo giocatore ferito, questi avrà comunque la possibilità di salvarsi cimentandosi nella prova.

2) GIORNO: dove i giocatori superstiti discutono su quanto accaduto durante la notte, bluffando e dicendo mezze verità. E dove si vota per mandare un giocatore al rogo. Non ci sono ballottaggi, chi prende più voti muore! Quindi arringate bene. In caso di pareggio, invece, si procede ad una seconda votazione di ballottaggio (più breve). Se anche la seconda votazione finisce in pareggio, entrambi i giocatori muoiono.

Ricordo che, sempre durante il giorno, i giocatori feriti nella Notte dovranno cercare di risolvere il gioco per salvarsi, potendo comunque discutere e votare.

3) SERA: un breve MasterPost riepilogativo, dove viene illustrato il rogo del giocatore più votato e date eventuali altre istruzioni (soluzione del gioco, eventuale salvataggio di un morto ecc).

4) Si ricomincia dal punto 0.

Tempi: Indicativamente 24 ore per ogni fase. Le scadenze saranno comunque indicate alla fine di ogni MasterPost.

Scopo del gioco è, per ogni squadra, eliminare tre squadre avversarie. (Non tre squadre a caso, ma proprio quelle indicate dal Regolamento). Possono quindi rimanere vivi assieme ai giocatori della quinta squadra che non devono uccidere.

Vince: la prima squadra che realizza il proprio obiettivo, indipendentemente da quanti sono ancora vivi (vince cioè l’intera squadra anche se c’è un solo giocatore vivo).
Se tutti i giocatori muoiono, vince il Master! ^_^

SQUADRE IN GIOCO:

CAVALIERI D’ACCIAIO:
Obiettivo: devono uccidere PIRATI DEI CARAIBI, CAVALIERI NERI e REGINA NERA.
I Cavalieri d’Acciaio, da sempre ingiustamente snobbati dalle alti classi dei Cavalieri di Atena, vogliono riscattarsi e per dimostrare il proprio valore si dirigono verso i Caraibi, la Valle della Morte e sull’Isola della Regina Nera. Riusciranno a divenire i protettori di Atena che Alman di Thule voleva che fossero? Saranno sufficienti le armature d’acciaio ideate dal Professor Rigel? Lo scopriremo su questi schermi!
SHADIR: il leader dei Cavalieri d’Acciaio. Una notte a partita può ferire a morte una persona che morirà alla fine del giorno seguente.
LEAR: Protettore. Ogni notte protegge una persona, incluso se stesso.
BENAM: Indagatore. Ogni notte indaga su una persona, ponendo una domanda al Master che potrà rispondere solo SI o NO. (Esempio: Tizio è un Pirata dei Caraibi?)

PIRATI DEI CARAIBI:
Obiettivo: uccidere CAVALIERI NERI, REGINA NERA e DISCEPOLI DI VIRGO.
Rifugiatisi nei Caraibi dopo l’esilio cui li confinò Shin dell’Ariete, Morgana e i suoi si sono dedicati per anni alla pirateria, facendo concorrenza a Jack Sparrow, di cui Morgana è innamorata non corrisposta.
MORGANA: Non può morire finché Serpente di Mare, Medusa e Delfino sono vivi.
SERPENTE DI MARE: Una volta a partita può mutare gli indizi a suo carico su un altro giocatore.
MEDUSA: Con le sue scosse energetiche, ogni notte ferisce a morte una persona che morirà alla fine del giorno seguente.
DELFINO: compagno di Serpente di Mare e di Medusa.

CAVALIERI NERI:
Obiettivo: uccidere DISCEPOLI DI VIRGO, CAVALIERI ACCIAIO e PIRATI DEI CARAIBI.
Fuggiti dalla Regina Nera, sono rimasti con niente in mano dopo che Phoenix si è preso tutta l’armatura del Sagittario. Così, per diletto e per dimostrare di essere migliori, e non le copie oscure dei protagonisti, redigono una Death List di persone da uccidere: la Barbie saccente e i suoi discepoli, i proto-Cavalieri di Atena e Morgana e i pirati dei Caraibi, per prendere i loro tesori.
PEGASUS NERO: Ogni notte ferisce a morte una persona con il Pugno della Morte Atroce. La vittima morirà alla fine del giorno seguente.
DRAGONE NERO: Veggente Oscuro. Una volta nella partita può indagare su un giocatore, ponendo una domanda al Master che potrà rispondere solo SI o NO.
ANDROMEDA NERO: Difensore nero. Una volta nella partita può proteggere un giocatore.
CIGNO NERO: Una volta nella partita può congelare un giocatore, impedendogli di agire quella notte o il giorno successivo (ossia non potrà votare, ma potrà postare).

REGINA NERA:
Obiettivo: uccidere DISCEPOLI DI VIRGO, CAVALIERI ACCIAIO e CAVALIERI NERI.
Essendo vissuti sempre sull’Isola della Regina Nera (né essendo mai andati al cinema), non sono a conoscenza dei pirati dei Caraibi, quindi i loro obiettivi sono i Discepoli di Virgo e i Cavalieri d’Acciaio, che hanno violato la loro isola convinti di ucciderli, e i Cavalieri Neri, per vendicarsi di averli abbandonati e lasciati soli sulla Regina Nera.
PHOENIX NERO: Ogni notte ferisce a morte una persona, che morirà alla fine del giorno seguente. Una notte a partita può usare il Fantasma Diabolico, dirottando i suoi indizi su un altro giocatore.
JANGO: Non può morire finché Phoenix Nero è vivo. Se Phoenix Nero viene ucciso, egli può uccidere al posto suo.
GUILTY: A causa della sua maschera, se indagato, il Master darà una risposta sbagliata all’indagatore.

DISCEPOLI DI VIRGO:
Obiettivo: uccidere CAVALIERI ACCIAIO, PIRATI DEI CARAIBI e REGINA NERA.
Su ordine del Grande Sacerdote, i discepoli di Virgo devono uccidere i Cavalieri d’Acciaio, per paura che possano diventare (!) grandi eroi come Pegasus e i suoi compagni, Morgana e i pirati dei Caraibi, per i loro atti di pirateria, e radere al suolo l’Isola della Regina Nera (così Arles potrà farci un resort).
Barbie, ehm VIRGO: Il solito perfettino. Non può morire finché Loto e Pavone sono vivi.
LOTO: Ogni notte può bloccare una persona con il canto del loto, impedendogli di agire.
PAVONE: Ogni notte indaga nell’animo di una persona, ponendo una domanda al Master che potrà rispondere solo SI o NO.

Non necessariamente tutti i personaggi in gioco saranno manovrati da giocatori-utenti del forum, in quanto il numero di personaggi presenti è superiore a quello dei giocatori. I personaggi che non saranno assegnati ad alcun giocatore saranno manovrati dal Master, che certo non rivelerà quali sono.
(E’ovvio che per vincere non sarà necessario uccidere personaggi “senza giocatore”, in quanto puramente fittizi e utili solo narrativamente).

Notare che le alleanze di lungo termine non sono possibili, in quanto ogni squadra deve eliminare tre squadre ed è oggetto degli attacchi della quinta squadra. Ossia A deve uccidere B, C e D, ma non E, che però deve uccidere A.

Sono tassativamente vietati i contatti via PM tra membri di squadre diverse. Oltre che scorretto, come noto, sarebbe anche illogico e controproducente in questo caso. Mi affido al vostro spirito di Cavaliere!

Eventuali dubbi possono essere fugati (forse) dal Master. Eventuali errori nel corso del gioco sono responsabilità solo del Master.

Buon divertimento in questa nuova pazza avventura!
Ale


Giocatori in gioco:

Aiolos87
Aldebaran
Antares
Doa of Alrisha
Elisa
Ire no Seiya
Lampo del Drago
Minosse
Phoenix no Ikki
Saintsaga
Shura di Capricorn
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Vivere senza dipendere dagli Dei, decidendo il proprio destino, è un privilegio degli esseri umani! (Ioria)


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Aledileo
Cavaliere Divino di Pegasus
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Joined: 17 Oct 2005
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Location: Viareggio - Quinta Casa di Leo

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:05 pm    Post subject: Reply with quote

Provvedo adesso a inviarvi i bellissimi ruoli via pm.
Confermate qua o in privato la ricezione. Se avete domande, parlate adesso o tacete per sempre.
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ire no seiya



Joined: 26 Aug 2011
Posts: 3600



PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:18 pm    Post subject: Reply with quote

ruolo ricevuto  
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elisa



Joined: 20 Sep 2010
Posts: 10283


Location: Isola di Andromeda

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:19 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto.  
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Sarà quel battito d'amore che ci dà la forza per affrontare i pericoli del cuore.

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Aiolos87
Cavaliere d'Oro del Sagittario - 2000
Cavaliere d'Oro del Sagittario - 2000


Joined: 22 Jan 2009
Posts: 11712



PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:31 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto  
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Minosse



Joined: 24 Feb 2011
Posts: 508


Location: inferno, prime prigioni Troghigiane (Fi)

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:42 pm    Post subject: Reply with quote

ruolo ricevuto
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Antares
Cavaliere Divino del Cigno
Cavaliere Divino del Cigno


Joined: 27 Mar 2010
Posts: 9082


Location: Ancona - Ottava Casa

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:43 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto
Ale, alla fine hai cambiato qualcosa nel regolamento/nei ruoli o è rimasto tutto uguale a prima?
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Aledileo
Cavaliere Divino di Pegasus
Cavaliere Divino di Pegasus


Joined: 17 Oct 2005
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Location: Viareggio - Quinta Casa di Leo

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:44 pm    Post subject: Reply with quote

Antares wrote:
Ruolo ricevuto
Ale, alla fine hai cambiato qualcosa nel regolamento/nei ruoli o è rimasto tutto uguale a prima?
E' quasi tutto come prima tranne che ho aggiunto Guilty come potenziale ruolo del clan Regina Nera.
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Antares
Cavaliere Divino del Cigno
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Joined: 27 Mar 2010
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Location: Ancona - Ottava Casa

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 22:51 pm    Post subject: Reply with quote

Aledileo wrote:
E' quasi tutto come prima tranne che ho aggiunto Guilty come potenziale ruolo del clan Regina Nera.

Ok, direi che per il resto non dovrebbero esserci dubbi
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Aledileo
Cavaliere Divino di Pegasus
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Joined: 17 Oct 2005
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Location: Viareggio - Quinta Casa di Leo

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 23:14 pm    Post subject: Reply with quote

PROLOGO

Era una brezza fredda e foriera di tempesta quella che spirava sul promontorio ghiacciato dove Ilda di Polaris pregava il Sommo Odino. Una brezza che anticipava l’arrivo dell’inverno.
“Come potremo sopravvivere a questa nuova guerra?” –Si chiese la Celebrante di Odino, tirando un’occhiata al suo popolo, radunato nel piazzale dietro la cittadella di Asgard, per rendere omaggio al Signore degli Asi e invocare la sua clemenza.
Un’idea, la Regina di Asgard, l’aveva in mente da un po’ di tempo, da quando era diventata evidente la nuova minaccia che la città affacciata sul Mare Artico avrebbe dovuto affrontare. La più terribile di tutte. Il Ragnarok, l’apocalisse nordica.
Pur tuttavia, il pensiero di chiedere di nuovo l’aiuto di Atena e dei Cavalieri a lei fedeli la faceva soffrire, ben sapendo quando la Dea della Giustizia soffrisse ogni volta che i suoi paladini dovevano scendere in campo, timorosa, come una madre, per la sorte dei suoi figli.
"Eppure non abbiamo alternative." Si disse Ilda di Polaris, sollevandosi fiera e fronteggiando la tormenta. "Pegasus e i suoi compagni devono combattere per noi!!"

AAALT!!!

(Voce ignota e femminile): Questa storia non s'ha da fare!

(Narratore, nonché Master e Sommo Signore Supremo) (da adesso abbreviato in Som.Sig.Sup. o SSS): Ma… chi ha parlato? Che sta succedendo? Chi osa interrompere tale sacra stesura?

(Voce ancora ignota, anticipando l’agile balzo di una figura in armatura): Io!



(Narratore, nonché Som.Sig.Sup. abbreviato in SSS): E chi saresti? La sorella di Ivan di Troll?

(Voce ancora ignota ma con lieve accenno di rabbia e frustrazione): Ma come?! Non mi riconosci? Né riconosci i miei seguaci?! (e tre loschi figuri, uno alto, uno basso e uno gobbo entrarono in scena mentre allo Zecchino d’Oro trasmettevano “Quattro Pirati nel Mar dei Sargassi…”)



(Narratore, abbreviato in SSS, masticando una Big Babol): Uhm… no, dovrei?!

(Seconda voce ignota): Bada a come parli, bellimbusto, hai di fronte a te la Regina degli Inganni!

(Narratore ecc…): La moglie di Loki?! (deformazione professionale…)

(Terza voce ignota): Ma noo, Morgana! Il terrore dei Caraibi! L’Ingannatrice del Mar dei Sargassi! La celeberrima sorella di Tisifone!

(Narratore ecc…): Tisifone ha una sorella?! Devo essermi perso un episodio!

(Quarta voce ignota e alquanto infantile, anticipante l’arrivo di una piccola figura svolazzante): Ciò non è piacevole da udire, mio caro Master! Sebbene Morgana e i suoi Pirati dei Caraibi compaiono in solo due puntate hanno diritto di partecipare al casting di questa nuova serie!


(Quinta e sesta voce, ugualmente infantili): E anche noi rivendichiamo tale diritto! Noi il Triello d’Acciaio, le cui sfolgoranti armature, made in Cybertron, luccicano di speranza e futuro!

(Voce di Morgana): Abbiamo apprezzato il ruolo di Pegasus e compagni, ma siamo stufi della loro continua presenza in ogni serie dei Cavalieri! Vogliamo anche noi la nostra serie! Saint Seiya Losers!

(Narratore, cercando di mantenere un tono serio e adatto al suo ruolo, sia pur sghignazzando sotto i felini baffi): Ok ok, capisco le vostre esigenze! Purtroppo, sapete com’è, la trama, gli effetti speciali, il pubblico vuole esplosioni, devastazioni, scene d’azione, nemici sempre più potenti che i nostri paladini della giustizia possano affrontare! Crono, Ares, Ade, gli Dei di Asgard! Chi volete che scelga come nemico? Roger Rabbit?! Mister Magoo?!

(Nuove voci, entrando in scena con acrobatico balzo): Se di un nemico hai bisogno, ebbene lo hai trovato! Poiché nessuno può resistere… al proprio doppio! (ed ecco che quattro nuovi loschi figuri, di nero vestiti, balzano sul palcoscenico narrativo del Master, che inizia ad essere piuttosto adirato per queste intrusioni). Siamo i Cavalieri Neri! Non quelli di Sauron, ovviamente! Quelli erano molti di più di noi, ma, si sa, nella botte piccola c’è il vino buono!



(Trio di voci tardo-infantili e proto-adolescenziali): Ci mancavano i Nazgul dello Zodiaco!

(Cavalieri Neri, scocciati): Ehi, lattina di fanta andata a male, come osi rivolgerti in questo modo ai temibili Cavalieri Neri?

(Ari-Nuove voci entranti in scena): Temibili per chi?! Certo non per noi che nell’Inferno della Regina Nera ci abbiamo vissuto! (Ed ecco anche un altro trio di strani personaggi balzare sul palcoscenico, che ormai stava diventando affollato, generando una cacofonia di suoni e un gran mal di testa al povero Master Narratore, il quale, sciolta un’aspirina in un litro di birra, prese infine la sua decisione).



(Narratore): Ascoltate le vostre richieste, vi comunico che, per questa volta, sarete protagonisti di una serie autonoma, sia pur di lunghezza ridotta (e di soporifero contenuto), nella quale potrete dare libero sfogo di tutta la vostra abilità e di tutte le vostre (in)discusse capacità! Ritengo opportuno però completare il gruppo degli sfigati, ehm, dei dimenticati, chiamando anche altri due soggetti interessanti! (ed ecco che, al muover della penna del Master, anche i due più famosi discepoli di Virgo appaiono).



(Voce cavernosa): Veramente ci sarebbero anche i discepoli di Albione!

(Master): Adesso non allarghiamoci troppo, Phoenix Nero! Credo di aver acconsentito anche a troppe vostre richieste, quindi ora ascolterete me! In ogni serie che si rispetti deve esserci un Cavaliere d’Oro! Fa chic! E fa audience! Indi per cui… (disse il Divino Master, iniziando a delineare i particolari dell’entrata in scena dello straordinario Ioria del Leone. Ma il club dei dimenticati, su pressione di Loto e Pavone, chiese invece che fosse un altro Cavaliere d’Oro a prendere parte all’impresa, così il povero Master dovette acconsentire, lasciando spazio alla Barbie dorata).



(Narratore): Direi che adesso possiamo iniziare! Il circo è al completo! It’s time to rock!

E la storia iniziò. (Speriamo bene!)

***

NOTE: Dopo un inizio spiritoso, domani sera arriverà la prima notte. Nell'attesa prendete confidenza con il vostro personaggio, conoscetevi meglio!

*****************************


PRIMA NOTTE

Era ormai calata la notte su Tokio, la prima notte di primavera, ma le luci del locale di Marrabbio erano ancora accese. Licia era uscita con quel capellone di Mirko, che al padre non piaceva affatto, nonostante la figlia lo frequentasse già da due mesi, e il ristoratore doveva occuparsi da solo della pulizia del Mambo. Così, caricatosi la schiena con due sacchi dell’immondizia, Marrabbio li trasportò al bidone dei rifiuti per poi tornare stanco verso il locale, toccandosi la schiena indolenzita.

Fu proprio allora che due tizi con un passamontagna sul volto gli vennero addosso, gettandolo a terra con una spinta.

“Ehi, ma fate attenzione!” –Gridò subito Marrabbio, ma un calcio al ventre lo fece rotolare di lato, prima di venire afferrato bruscamente da uno dei due aggressori e sbattuto contro le porte scorrevoli del locale.

“Ora ci farai entrare, come due bravi clienti, e ci darai quel che è rimasto! L’incasso!” –Sogghignò, dando una spinta all’impaurito gestore e buttandolo a gambe all’aria all’interno del Mambo.

“Aiutooo!!!” –Miagolò il gatto Giuliano, rimasto a sedere su uno degli sgabelli, sperando di ricevere dal buon Marrabbio qualche avanzo di pulitura di carne. –“Non fatemi del maleee!!! Mi restano soltanto sei vite da vivere e stasera non ho ancora pranzato!”

“Fermi dove siete, biechi malviventi!” –Esclamò allora una voce giovanile, mentre un agile figura, che pareva essere caduta dal cielo, piovve su uno degli aggressori, sbattendolo a terra.

“Chi sei?!” –Gridò questi, guardando il ragazzo rivestito da una vermiglia armatura.

“Shadir, e vengo dall’Epiro!” –Si presentò questi, mentre il secondo assalitore sfoderava un coltello, caricandolo.

“Non così in fretta!” –Intervenne un altro ragazzo, ricoperto da un’armatura di colore diverso. Gli afferrò il braccio, torcendolo in posizione innaturale, prima di scaraventarlo indietro, facendolo sbattere contro il muro e sanguinare.

“In dialoghi non sei certo maestro.” –Commentò Shadir.

“Non amo girare intorno al discorso, preferendo entrare direttamente in medias res e centrare il problema!” –Rispose il compagno.

I due assalitori approfittarono di quel momento per fuggire a gambe levate, prima che lo sferragliare di uno skateboard, dall’accattivante design, li inseguisse, anticipando l’arrivo del terzo membro dei Cavalieri d’Acciaio.

“Grazie per il vostro intervento!” –Esclamò allora Marrabbio, affacciandosi timidamente da dietro le porte del locale, con Giuliano tra le gambe, impaurito e impensierito. Soprattutto all’idea di dover saltare il pasto. –“Per ricompensarvi vi offro una cenetta deliziosa!”

“Polpetteee!!!” –Miagolò gatto Giuliano, balzando sul suo sgabello preferito, mentre i Cavalieri d’Acciaio si accomodavano accanto a lui, felici per aver compiuto la loro buona azione giornaliera.

***

Molto più a occidente, su un vascello riparato in una cala di un’isola delle Piccole Antille, Morgana guardava il sole tramontare lontano, perdendosi in pensieri destinati a non trovare risoluzione. Fu la voce decisa di Serpente di Mare a richiamarla al presente.

“Regina degli Inganni, la Perla Nera comparirà tra pochi minuti da dietro l’insenatura! Non ci sarà momento più propizio per abbordarla!” –Esclamò il viscido servitore, a cui Morgana, in tutta risposta, fece cenno di procedere.

Medusa e Delfino affiancarono il loro compagno sul ponte di comando e, guardandoli mentre si preparavano all’operazione, Morgana non poté fare a meno di notare ciò che, sebbene i tre pirati avessero elementi che li accomunavano, vi erano comunque caratteristiche che li ponevano su gradini diversi e, proprio per questo, lei aveva le sue preferenze tra loro. Anzi, la sua preferenza.

In quel momento la Perla Nera sbucò da dietro l’insenatura, lo scafo rischiarato dai timidi raggi lunari. Anche da lontano Morgana non poté non ammirare la posa statuaria del suo adorato Jack Sparrow, il capellone terrore dei sette mari. Sorridendo, pensò che presto lo avrebbe avuto lì con sé, suo prigioniero, e come tale obbligato a soddisfare ogni sua richiesta.

Quel che Morgana non poteva sapere era che Jack Sparrow avrebbe preferito la morte. Così, quando i tre pirati attaccarono la nave, avvolgendola in scariche elettriche, si fece trovare preparato, dando ordine di resistere a oltranza. Medusa non ebbe problema alcuno a sbaragliare i suoi avversari, affiancato dal cosmo ardente di Serpente di Mare, certi entrambi che le loro guerresche imprese sarebbero finite in prima pagina. Delfino preferì restare indietro, cogliendo il momento opportuno per intervenire.

Osservandolo entrare in scena, Jack Sparrow rise, sfoderando la sciabola per affrontarlo.

“Che merce avariata mi han diretto contro! Danno l’armatura di Cavaliere proprio a tutti, eh?!” –Ridacchiò, lanciandosi sul nemico. Ma il repentino intervento di Medusa smorzò ogni suo tentativo di difesa, mentre i lacci carichi di corrente elettrica lo strangolavano, strattonandolo e sbattendolo a terra.

“È la fine!” –Mormorò Jack Sparrow, osservando Morgana avvicinarsi, con fare famelico e godereccio.

***

Era quasi l’alba ma Peter Jackson non riusciva a dormire. C’era qualcosa che lo angustiava, qualcosa che, ne era certo, ancora mancava per ricreare, nella realizzazione di questo nuovo film, la stessa atmosfera de “Il Signore degli Anelli”. Così si alzò dalla brandina, uscendo dalla tenda e incamminandosi da solo nella fumosa caligine che avvolgeva il campo base, nel sud della Nuova Zelanda, dove le riprese de “Lo Hobbit” erano in corso.

Non ebbe fatto neppure quattro passi che una figura piccola e veloce gli sfrecciò davanti, colpendolo e gettandolo a terra ferito.

“Che succede?! Chi sei?!” –Esclamò impaurito, la facciona barbuta madida di sudore.

“Puoi chiamarmi Tippì!” –Commentò l’oscura figura, caricando di nuovo il proprio colpo segreto. –“Nessuno sfugge al Pugno della Morte Atroce!”

Pochi istanti dopo, una seconda figura rimirava il cadavere di Peter Jackson, senza alcuna soddisfazione nello sguardo.

“Ripetimi perché l’abbiamo fatto.” –Commentò, presto affiancato e superato da Cigno Nero e Andromeda Nero, che iniziarono a devastare il campo, distruggendo tende e apparecchiature e spaventando tutti coloro che ardivano affrontarli.

“Peter Jackson ci ha fatto un grave torto non prendendoci come Cavalieri Neri nei suoi film! Chi meglio di noi potrebbe interpretare gli oscuri servitori di Sauron?!”

Nessuno rispose e tutti si abbandonarono ad una sonora sghignazzata.

***

Non fu questo l’unico crimine di cui quella notte fu testimone. Anche a Viareggio sangue venne sparso, sulle scogliere che, dal molo Marinai d’Italia, guardavano verso il mare, là dove Aledileo era solito sedere per dare libero sfogo alla sua vena creativa.

Anche quella sera il Bibleone era assiso sulla barriera in muratura, mentre le onde si schiantavano a pochi passi da lui, così intento nella stesura della sua nuova storia da non accorgersi dei passi attorno a lui.

Fu solo quando entrambe le figure gli furono a pochi metri di distanza che l’archivista del forum sollevò lo sguardo dal portatile, realizzando di essere stato circondato. Davanti gli scogli, e il mare al di là di essi, dietro di sé il precipizio del muraglione. Avevano scelto il luogo ideale per porre fine alla sua vita. Sospirando, Aledileo richiuse il pc, non prima di aver inviato una email ad una persona fidata con l’identità dei suoi due assalitori. L’infiammarsi di cosmi alla sua destra e alla sua sinistra gli fece comprendere che il suo tempo era scaduto. Fece appena in tempo a percepire una terza, silenziosa presenza, quasi nascosta nell’ombra del mistero, che i colpi segreti dei suoi sicari lo travolsero, scaraventandolo in mare e lasciando che fossero le onde a cullarlo nel momento del trapasso.

Facendo cenno a Phoenix Nero di ritirarsi, Jango rimase ancora per qualche minuto in piedi sul molo a canterellare. Canticchiò spensieratamente per quasi quattro minuti, come se niente fosse accaduto, prima di raggiungere gli altri fuggiaschi dell’Isola della Regina Nera.

Né lui, né Phoenix Nero fecero però caso al portatile di Aledileo, rimasto acceso sul muraglione, e all’email che aveva appena inviato. La batteria del laptop era quasi scarica, per cui solo alcune parole brillavano ancora.

“Che strano essere ucciso proprio da chi .. … …… dure battaglie ha combattuto, sostenendo un …. così grave che nessun’altra …… umana avrebbe potuto …….!”

***

Tutti questi eventi, Virgo non li vide. Dato che ronfava alla grossa alla Sesta Casa dello Zodiaco. Ogni giorno fingeva di meditare, socchiudendo gli occhi, ma Loto e Pavone sapevano bene che il loro maestro ne approfittava per schiacciare un pisolino anche se non avevano mai compreso come potesse dormire comodo su quel trono a forma di fiore.

“Stranezze del mondo!” –Si disse Loto. –“E pensare che credevo di averle viste tutte!”

Pavone non disse niente, limitandosi a un sorriso compiaciuto, prima di uscire dal Tempio della Vergine e osservare la volta stellata. Un cielo così terso come non si vedeva da tempo.

“Dove vai?” –Disse al compagno che si allontanava con un libro rilegato in mano.

“Ho voglia di leggere. Non capita spesso che si parli di me.” –Commentò Loto, scattando via.

Pavone lo osservò dirigersi versi nord-est, sospirando con nostalgia. Il sole sarebbe presto arrivato e una nuova alba aspettava gli uomini.

FINE DELLA PRIMA NOTTE

*****************************************

FINE DEL PRIMO GIORNO

Il Master si stava troppo divertendo. Dall’alto della sua somma sommità, osservava con sorriso crescente il dipanarsi delle trame che aveva intessuto, complicandole con artifizi che, al momento, nessuna mente agile pareva aver compreso. I Dimenticati, che avevano trascorso la loro esistenza nell’ombra, osservando il successo e la gloria di altri Cavalieri, avevano ancora molta strada da compiere nel tortuoso percorso che avrebbe portato alcuni di loro a differenziarsi dagli altri, sebbene alcune idee degne di nota fossero state partorite.

Con il progredire della giornata, e il rumoreggiare famelico dello stomaco del Gatto Giuliano, infastidito perché il Master, anziché andare a comprare i suoi croccantini preferiti, trascorreva le giornate a ideare enigmi al computer, comunque i giochi erano stato aperti e le votazioni avevano indicato come colpevole il soggetto noto ai più come “cappone”, alias Phoenix no Ikki.

“Colpevole di cosa?!” –Borbottò il Dimenticato. –“In questo gioco in fondo siamo tutti colpevoli e certo io non più di altri!”.

Il Master in cuor suo gli diede ragione, così, anziché confinarlo negli abissi di Ade, lo relegò nella prigione di Capo Sounion, obbligandolo a rimanerci fino al tramonto successivo, quindi spostò la sua attenzione su quel che gli altri Dimenticati stavano facendo, certo che ormai crimini e misfatti sarebbero accaduti a breve.

Proprio in quel momento Gatto Giuliano miagolò la sua parola preferita: “Polpetteee!!!”, e il buon Master andò a preparargli la cena.

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SECONDA NOTTE:
Il Master era comodamente assiso sul divano (anche i Master hanno un divano), intento a saltare da un canale all’altro, sgranocchiando popcorn, in attesa che iniziasse il suo programma preferito: la tremilaseicentoquattordicesima puntata di Beverly Hills 90210, quella in cui lei ama lui che ama un’altra che sposa il fratello di colei che è fuggita a Roma con lui. Programmi ad alto contenuto educativo che ispiravano infatti le complicate trame delle sue storie.

Pensando a questo, il Master decise di gettare uno sguardo a ciò che quei poveri Dimenticati stavano combinando. La notte era iniziata e, sebbene non avessero messo in campo tutto il loro potenziale, i vari giocatori parevano determinati a viverla intensamente.

***

Aiolos87 era pronto per agire. Indossò la sua armatura e si preparò per uscire, quando un cosmo sconosciuto lo raggiunse, irradiandosi da un uomo apparso di fronte a lui.

Seduto in posizione meditativa, con gli occhi socchiusi e l’energia spirituale che lo avvolgeva, Loto fece la sua comparsa, venendo riconosciuto prontamente dall’uomo che aveva scelto di bloccare quella notte.

“Consideralo un onore! La mia rivalsa!” –Non aggiunse altro e se ne andò, lasciando Aiolos87 paralizzato.

***

Minosse era al centro dei pensieri di molti, quella notte. C’era chi, pensando a lui, scriveva lettere d’amore e cuoricini sulla Smemoranda, e chi, ben più pratico, lo braccava da vicino, mentre il Dimenticato camminava a passo svelto per le vie della città.

“Tu mi appartieni!” –Esclamò una voce all’improvviso, distraendo Minosse dai suoi incombenti pensieri e costringendolo a voltarsi verso l’alto.

Là, sulla cima di un muro, un uomo lo fissava intrigato, con un sorriso sghembo che non faceva presagire niente di buono.

“Un Cavaliere Nero…” –Mormorò Minosse, non riconoscendo completamente il suo avversario. Prima ancora di poter anche solo abbozzare una strategia, venne scagliato indietro e sbattuto a terra dall’attacco avversario. Si preparò per contrattaccare quando, rialzandosi, si accorse che il suo nemico non era più solo.

“Dagli il colpo di grazia senza dilungarti! Non è onorevole!” –Commentò Dragone Nero.

“In certe situazioni, neppure tu hai mostrato tanto onore!” –Replicò il leader del gruppo, preparandosi per l’attacco finale.

Ma in quel momento Pegasus Nero si rese conto di non potersi più muovere e che per quanto ardore e foga mettesse quell’azione era destinata a concludersi così. Con la fuga di Minosse e il fallimento del suo attacco.

“Saresti potuto intervenire!” –Commentò, quando infine fu libero di muoversi di nuovo.

Dragone Nero non disse alcunché, limitandosi a sorridere al compagno, prima di svanire nell’ombra.

***
Antares era certo di essere quasi riuscito a capire. Eppure anche quella notte non poteva dirsi soddisfatto. No, decisamente non lo era.

Fu una voce ben nota a rubarlo ai suoi pensieri, quella di qualcuno che non si sarebbe aspettato di trovare lì.

“Potrei dire lo stesso.” –Commentò il nuovo arrivato, al cui fianco si ergeva fedele il suo compagno.

Notandolo, Antares sgranò gli occhi, non credendo ne esistesse ancora una copia in circolazione.

“Il mondo ti dà perduto! Poco importa, porrò io fine alla tua ingloriosa carriera!” –E fece per lanciarsi avanti, ma il primo avversario gli tagliò la strada, colpendolo con un attacco deciso.

Grondando sangue, Antares si rialzò, maledicendo le sue poche forze e le parole che il Master gli aveva rivolto due notti prima, quando tutto era iniziato. Era vero, un altro al suo posto non sarebbe caduto.

“Ma tu sì!” –Esclamò il suo carnefice, ponendo fine alle speranze del ragazzo. Quindi, senza perdersi in parole di commiato, le oscure figure tornarono nell’ombra da cui provenivano, lasciando Antares a languire nell’ora che precede l’alba.

Fu una luce calda e avvolgente a ritemprargli lo spirito. Non molto, quel tanto che bastava per permettergli di sollevare la testa e incrociare lo sguardo severo del Master.

“Non mi piace dire “te lo avevo detto” – Commentò dall’alto della sua supremità. Quindi disegnò due quadrati magici sul suolo, pregando Antares di fare attenzione. Se fosse riuscito ad abbinare ciascun immagine del primo quadrato con la corrispondente del secondo, sarebbero rimaste fuori solo alcune figure, le cui iniziali, anagrammate, gli avrebbero dato il nome di un personaggio/luogo/colpo segreto legato alla saga in cui ha giocato, sia pure per pochi episodi, una parte.



***

Proprio quella notte Shiryu accese il computer, travolto dall’ispirazione, e controllò l’email, trovandone una di Aledileo. L’ultima testimonianza del Bibliotecario. La lesse di corsa e subito ne comprese il significato. Tremò, al pensiero di chi avesse potuto compiere una simile nefandezza.

FINE DELLA SECONDA NOTTE

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FINE DEL SECONDO GIORNO

“Interessante” – Questo il commento del Supremo Master alla seconda giornata di gioco. I contendenti avevano iniziato ad agire e a intessere trame necessarie alla vittoria della propria squadra. Per trovare un colpevole agli attacchi della notte precedente, i Dimenticati si erano divisi tra chi accusava Elisa e chi accusava Phoenix no Ikki, nonostante questi avesse trascorso la notte a Capo Sounion. Alla fine era stata presa una decisione.

Lo sfavillare di un cosmo improvviso accecò Phoenix no Ikki, raffreddato, indolenzito e affamato per la scomoda notte passata in quell’umida prigione. Senza neanche un amico con cui parlare. Quando vide il Master capì che la sua ora era giunta.

Invece il Sommo si limitò a inarcare un sopracciglio, scardinando le sbarre e sollevando il Dimenticato, portandolo al sicuro, vicino a sé.

“Non è stato un grande inizio.” –Si limitò a commentare il Master, sibillino come sempre. –“Ma una certa importanza l’hai avuta anche tu. O l’avrai. O forse no. La storia cambia sempre, passato e futuro si mescolano in quest’arido presente. In ogni caso, non sei tu il primo a cadere.” –E nel dir questo il Master agitò la mano di fronte a sé, plasmando l’aria fino a darle la forma di un uomo in armatura che Phoenix no Ikki ben conosceva.

“Elisa…” –Mormorò il ragazzo, osservando il terrore dipingersi nello sguardo del rivale quando comprese ciò che il Master intendeva fare. Con un gesto veloce della penna, il Supremo la depennò, cancellandola dalla storia.

“Se una notte fosse un episodio, non avrebbe da lamentarsi.” –Commentò, prima di svanire.

***

Altrove Antares riaprì gli occhi, stupendosi di essere ancora vivo. Nel delirio della notte, nonostante le poche forze rimaste e la difficoltà della prova, era riuscito a risolvere l’enigma, ottenendo dal Master la salvezza.

“Di intelligenza io non faccio certo difetto.” –Commentò il Dimenticato, prima di rialzarsi e correre alla ricerca dei compagni.

Una nuova notte stava per calare e crimini e misfatti avrebbero fatto da padrone. Sorridendo soddisfatto, il Master prese la penna in mano e iniziò a scrivere.

FINE DEL SECONDO GIORNO

Elisa è stata uccisa al rogo

Antares, risolvendo la prova, è vivo

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TERZA NOTTE:

Phoenix Nero era scocciato. Era davvero così difficile uccidere qualcuno? Non per lui, cresciuto e addestrato nell’inferno della Regina Nera, dove la morte faceva da padrone. Eppure, in due notti, soltanto un Dimenticato era morto. Phoenix No Ikki era scampato alla barbarie del rogo e alla solitudine di Capo Sounion, e come vi fosse riuscito nessuno se ne capacitava, mentre Antares, che egli aveva lasciato languire morente, era ancora vivo. Inoltre c’era il mistero dell’ultimo messaggio di Aledileo che lo turbava. Il Bibliotecario conosceva i volti dei suoi carnefici e se lo aveva rivelato a qualcuno…

Jango lo affiancò in quel momento, ergendosi alle sue spalle, ma prima che potesse parlare Phoenix Nero lo zittì, muovendosi verso la preda che aveva scelto.

“Non può essere ancora così fortunato!” –Si disse, apparendo di fronte al nemico.

Phoenix No Ikki lo fissò terrorizzato ma si fece comunque forza. Di certo non sarebbe caduto senza combattere. Ma bastò un movimento di Phoenix Nero per scaraventarlo contro un muro alle sue spalle, l’armatura danneggiata e ferite aperte sul corpo.

Incamminandosi verso di lui, per dargli il colpo di grazia, Phoenix Nero sorrise. Che quel maledetto messaggio giunga pure alle alte sfere olimpiche. Si disse. Quando saranno riusciti a decifrarlo io avrò già vinto.

“Mi potete sentire, oh voi che vi ergete sugli alti monti? Sentite la pioggia di vittoria che nasce da me? Aspettatevi intense e crude emozioni, perché io ve le darò!” –E nel dir questo bruciò il cosmo al massimo, per porre fine alle sofferenze di quel cappone spennacchiato, quando realizzò di non potersi più muovere.

Anche Jango e Guilty rimasero stupiti dalla velocità con cui tutto accadde. Un attimo prima Phoenix Nero stava dominando sul suo avversario, e adesso era rimasto da solo, ad afferrare l’aria. Di Phoenix no Ikki non era rimasto niente, soltanto ciuffi sparsi di piume che turbinavano nell’aria ancora smossa.

***

Aldebaran si stava godendo la carezza della sera quando un ben noto volto comparve di fronte a lui, con un sorrisetto che non faceva presagire niente di buono. Per nulla stupito, il corpulento Cavaliere del Toro incrociò le braccia, attendendo la mossa di colui con cui, a ben pensarci, aveva molte cose in comune. E non si riferiva a banalità, che solitamente saltano all’occhio, quali l’avere o meno un’armatura simile o l’appartenere ad una stessa casta. No, erano similitudini più profonde a cui mai aveva prestato attenzione.

“Non avresti dovuto allontanarti dal gruppo!” –Esclamò il giovane comparso a lui di fronte. –“Così, solo e inerme, sei una preda interessante! Deliziosa come una bionda! Ed io sarò la tua fantasia! Lascia che lo sia!” –Nel dir questo il Dimenticato attaccò, scattando avanti.

Ma Aldebaran, senza neanche muovere le braccia, frenò la sua carica, scaraventandolo indietro a gambe all’aria, senza perdersi l’espressione di sorpresa che subito comparve sul volto del suo assalitore, passato dalle stelle alle stalle in pochi secondi.

Uguale sorte incontrò il suo secondo tentativo.

“Per rispetto di Leo ti lascio vivere!” –Commentò Aldebaran, prima di andarsene, mentre il suo aggressore batteva il pugno sul suolo. Anche per quella notte, non aveva mietuto vittime.

***

La storia si ripete. Pensò Loto, seduto in posizione meditativa, espandendo il suo cosmo, che ruscellò attorno al suo corpo prima di dirigersi lontano, fino a cingere in un intenso abbraccio l’oggetto dei suoi pensieri. Lo stesso Dimenticato che la notte prima aveva bloccato.

“Mi perdoni, Monsieur, per aver invaso la sua boutique.” –Ironizzò il Cavaliere d’Argento, apparendo di fronte al suo rivale.

Aiolos87 strinse i pugni, avvampando nello sfrigolio del suo cosmo dorato, tentando di liberarsi da quella morsa psichica che per la seconda notte gli impediva di agire. Provò varie volte ma alla fine dovette ammettere di non potersi muovere. Irato, fissò Loto con sguardo malvagio, tanto che il discepolo di Virgo credette di vedere il diavolo uscire dai suoi occhi.


FINE DELLA TERZA NOTTE

NON E’ MORTO NESSUNO!!!



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FINE DELLA TERZA GIORNATA



Il Master era nel pieno della sua fase creativa.

Aiolos87 era stato votato dalla maggioranza dei Dimenticati, nonostante non avesse (letteralmente) mai mosso un dito. C’aveva messo tutte le sue buone intenzioni, di questo il Master era certo (del resto il Master è sempre certo), aveva persino lucidato la sua armatura (appena riscattata per un penny dal banco dei pegni), il cui look era decisamente particolare. (Non che le armature degli altri Dimenticati avessero un miglior design! Faceva notare il Master, ingozzandosi di popcorn. Alcune difficilmente possono dirsi tali!)

Eppure era andata così. Snooops! E adesso doveva morire.

Di nuovo. Mugugnò Aiolos87, uscendo dal gioco, evocato dagli arcani poteri del Master e comparendo di fronte al Sommo (quale onore!). Tutta colpa di quel rompiscatole di Loto! Aggiunse, strappando un sorrisetto al Supremo, che adorava sentir parlare male di Virgo e di tutta la sua stirpe di discepoli.

Per un istante il Sommo fu tentato di concedere a quel caro ragazzo un’altra possibilità. In fondo cos’aveva fatto di così male? Niente, se non punzecchiare ogni tanto qualche nemico con le sue frecce dorate. Chissà che, a forza di tirare, non fosse riuscito a piantare un bel dardo nella testa (vuota) della Barbie d’Oro?!

A quella prospettiva il Master sghignazzò divertito (oh, come adorava sghignazzare il Master!), quasi strozzandosi con un ricciolo di popcorn, che prontamente maledisse, certo che fosse stato Virgo ad arrestare la sua maciullata discesa nei meandri della sua trachea.

Poi ritrovò la proverbiale flemma, fissò Aiolos87 dall’alto della sua sommità e, come aveva fatto con la sua rivale Elisa, mosse la penna nell’aria, cancellandolo dalla storia. Il suo ruolo era finito, con ben inferiore gloria del suo alter ego.

Sospirando (e ingozzandosi di popcorn), il Master tornò a posare il suo nobile sguardo sulle gesta truculente dei Dimenticati, sperando che, per la notte ventura, si inventassero qualcosa di meglio. Di certo egli, gagliardo, aveva già ideato un piano diabolico per movimentare la loro (altrimenti vuota) esistenza. Mosse la penna sul foglio, tracciò qualche riga ed ecco che la pagina si deformò, sprofondando i Dimenticati superstiti al suo interno.

Quando questi riaprirono gli occhi, disseminati in varie parti della città, si accorsero di essere a Viareggio, mentre il sole tramontava assonnato nel mare.

FINE DELLA TERZA GIORNATA

AIOLOS87 E’ MORTO.


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QUARTA NOTTE

Dall’alto empireo, il Master osservava Viareggio tingersi di scuro, avvolta nel manto di una notte che si preannunciava inquieta. I Dimenticati, divisi dagli immani poteri del Supremo, e scagliati in luoghi diversi della città tirrenica, stavano per agire. Incuriosito, il Master si preparò un drink e abbassò lo sguardo su di loro. Gatto Giuliano fece le fusa, prima di addormentarsi e sognare le sue adorate polpetteee.

***

Dragone Nero aveva infine deciso di agire. Aveva osservato più volte Pegasus Nero in azione ed era convinto che, nonostante la tempra e l’ardore guerriero non gli facessero difetto, mancava di logica e di freddezza, mentre Cigno Nero e Andromeda Nero erano troppo deboli. Solo lui poteva guidare il gruppo alla vittoria. Così aveva scelto di giocare in anticipo, sondando l’animo di un Dimenticato su cui aveva posto lo sguardo, un Dimenticato che giaceva ai piedi della statua dedicata al poeta delle tre ipsilon.

***

Quando Loto aprì gli occhi si accorse che il vento di libeccio, sollevando un odore pungente di salmastro, gli solleticava le narici. Mettendosi in piedi, Loto sollevò lo sguardo verso occidente, perdendosi negli ultimi raggi del sole, sprofondato nel Mar Tirreno. Dietro di lui, sopra un piedistallo di marmo, una figura in uno sgargiante costume bianco e rosso gli sorrideva divertita, osservando quale altro strano personaggio stava muovendo i passi nella sua città. Senza prestarvi troppa attenzione, Loto si mise alla ricerca del suo obiettivo, non nascondendo una certa ironia per quella situazione capovolta.


***

Ire no Seiya contemplava il mare dal muraglione della Darsena. In piedi, con gli occhi socchiusi, sulla cinta di scogli che da anni proteggeva la città, pareva inebriarsi di quell’odore intenso, di quell’armonia che le fluiva dentro. Quando il varco tra i mondi si era aperto, e si era ritrovata in quella strana città, così diversa dal luogo in cui era cresciuta, aveva perso i suoi compagni. Adesso si sarebbe messa alla loro ricerca, sebbene ritenesse che qualcuno, nel trasferimento, fosse precipitato in mare e fosse perduto per sempre.

Distratta nei suoi pensieri, fu colpita di striscio dall’improvviso attacco che deturpò il muraglione, scagliando la ragazza indietro e facendola ruzzolare sugli scogli. Quando si rialzò, il volto madido di sudore e sangue, vide il suo aggressore sogghignare appagato su quel che restava del muro del molo.

“Ancora voi?!” –Bofonchiò scocciata, salvo poi realizzare che vi era nel suo nemico qualcosa di diverso.

“Fai la brava ragazza e arrenditi!” –Esclamò spiccio il nuovo arrivato.

“Umpf, non dovresti dartela a gambe con uno sbuffo, per timore che qualche mostruosa creatura ti mangi?!” –Ironizzò Ire no Seiya, bruciando il cosmo e preparandosi per la battaglia.

Ma nonostante il suo entusiasmo e la sua fede nella vittoria, il cosmo del nemico la sopraffece presto, schiantandola sugli scogli e tingendoli di un fiume di rosso. Soddisfatto, il guerriero sorrise, guardandosi infine attorno. Quasi non l’aveva riconosciuto, adesso che era stato devastato dallo scontro, ma quello era il luogo ove aveva ucciso Aledileo.

***

Shura di Capricorn si stava dirigendo verso il locale dove aveva cenato in compagnia di Aledileo, in uno dei loro raduni forumistici, quando udì un suono leggero, quasi un fruscio, che lo portò a voltarsi d’istinto verso la macchia e a mettersi in posa da battaglia. Non vide nessuno, a primo impatto, soltanto una moneta d’argento che rotolava stanca nella sua direzione. Incuriosito la raccolse, notando subito che era fuori corso, retaggio di un travagliato periodo storico di una nazione che aveva voluto omaggiare uno dei suoi fondatori.

Uno spostamento d’aria e di polvere segnalò l’arrivo di chi gliela aveva lanciata.

“Quella moneta sarà il simbolo del nostro nuovo scontro, Cavaliere d’Oro di Capricorn!” –Esclamò una voce maschile. –“Tre volte l’uno contro l’altro ci siam lanciati! Rendiamo onore al numero perfetto!”

“E sia dunque!” –Avvampò Shura, nel suo cosmo grintoso. –“Fatti avanti, Paul, vedremo chi salirà per primo al porto del cielo! Neppure i soli né Mercurio ti proteggeranno!”

I due contendenti si lanciarono l’uno contro l’altro, dimostrando tenacia notevole e varietà di tecniche, seppur in presenza di un fil rouge che faceva dannare entrambi. Un’ammissione che nessuno dei due avrebbe voluto per non doversi sentire l’altro.

Fu un cavallo bianco da corsa a interrompere il loro scontro, frusciando in mezzo a loro e disfacendosi in pura energia prima di scagliare indietro entrambi gli sfidanti.

Shura, voltandosi verso la terza figura scesa sul campo di battaglia, non fu sorpreso della sua presenza.

“Non potevi essere che tu, oriundo demone oscuro! I ghiribizzi dell’amore moderno non ti hanno fatto ottenere grandi riconoscimenti! Sesso, desiderio e gelosia, di altro non sei capace?”

Questi non rispose alcunché, concedendosi un sorriso sghembo alla vista dell’espressione impaurita comparsa sul volto del primo aggressore. Ma non lo degnò di uno sguardo, preparandosi per combattere con il Cavaliere d’Oro di Capricorn, da lui scelto come preda per quella notte.

“I tuoi colpi lo hanno fiaccato. I miei lo finiranno!” –Sentenziò, espandendo il suo cosmo e dirigendolo verso Shura. –“L’agonia della fine ti attende, la stessa che uno dei quattro re narrerà nel suo poema epico! Che la mia vendetta si compia! Addio!”

Shura cercò di difendersi con Excalibur, ma la stanchezza rese lenti i suoi colpi e la fitta pioggia di attacchi avversari lo costrinse a cedere, fino ad essere travolto e gettato molti metri addietro sanguinante, sulla spiaggia di Viareggio, testimone involontaria di quell’indecoroso spettacolo.

I due aggressori si scambiarono un’ultima occhiata e benché avrebbero voluto scagliarsi l’uno contro l’altro preferirono rimandare ad una notte ventura. Così si dileguarono, tornando dalle rispettive squadre.

***

Aldebaran aveva camminato per qualche minuto lungo i Viali a Mare, perdendosi nelle luci dei negozi e nelle bandiere svolazzanti, finché, assetato, non si era avvicinato ad un’ampia fontana per trovare ristoro, incurante della guerra in corso o di qualsiasi pericolo. Alle sue spalle le muse lo osservavano incuriosite, attratte dal fisico scolpito del cavaliere.

Fu proprio nelle acque della circolare fontana che Aldebaran vide riflesso un volto all’improvviso. Il volto di un uomo che non si era poi scomodato tanto.

***

Quella stessa notte, in cima all’Olimpo, Shiryu convocò Flare d’urgenza. La Principessa di Asgard arrivò trafelata e spettinata, essendo impegnata a rassettare casa con Cristal, e si agitò ancora di più non appena Shiryu le raccontò cosa era accaduto. Un vero e proprio tradimento all’interno dell’alta casta.

Inorridita, Flare si sedette (e bevette un Martini con l’oliva, gentilmente offerto dal Master), fissando lo schermo del computer di Shiryu su cui lampeggiava l’ultima mail inviata da Aledileo:

“Che strano essere ucciso proprio da chi al mio fianco dure battaglie ha combattuto, sostenendo un peso così grave che nessun’altra spalla umana avrebbe potuto reggere!”

FINE DELLA QUARTA NOTTE

SHURA DI CAPRICORN e IRE NO SEIYA sono stati feriti.


***

QUARTA GIORNATA:

Il Master si stava preparando per la serata, dopo aver trascorso il pomeriggio a comporre una nuova storia, il cui inizio sarebbe stato esplosivo e altamente originale: “Era una notte buia e tempestosa”. Adesso stava scegliendo il vestito da indossare, mentre Gatto Giuliano, decorato a festa con un elegante papillon a forma di salsiccia, miagolava eccitato in attesa di uscire.

Marrabbio li aveva invitati a cena al Mambo, per festeggiare la festa di fidanzamento di Licia con quel capellone colorato, e per l’occasione avrebbe preparato le sue specialità, cosa questa che Giuliano molto apprezzava.

Il Master guardò l’orologio e ritenne fosse l’ora esatta per uscire (e un Master sa sempre quand’è l’ora esatta). Giornate frenetiche, [/] si disse, pensando agli impegni che lo attendevano l’indomani. A mezzogiorno era atteso a pranzo in campagna dalla Signora Minù, che aveva un problema con un cucchiaino (e il Master si augurò non fosse un nome in codice per indicare qualche disfunzione del marito!), mentre in serata avrebbe dovuto presenziare alla finale di calcio tra la New Team e la Muppet. [i]Quanti eventi! (Del resto un Master ha una vita mondana molto florida!).

Fu un miagolio di Gatto Giuliano a ricordargli della partita in corso. Sbuffando, il Supremo fece quel che doveva, con suprema naturalezza, mentre discendeva le scale che dall’alto empireo lo portavano nel mondo dei comuni mortali. Mosse la penna e nell’aria di fronte a lui apparvero due figure, che riconobbe a stento, tanto misero il ruolo da loro giocato negli eventi. Li fissò un’ultima volta, incurante dei loro gemiti terrorizzati, quindi li cancellò dalla Storia. Di uno non rammentava neppure il nome, dell’altro… c’era qualcosa di familiare in lui. Qualcosa che gli ricordò un vecchio amico.

Goodbye, my friend… Canticchiò, uscendo insieme a Gatto Giuliano e pensando subito ad altro.

SAINTSAGA e IRE NO SEIYA SONO MORTI!

SHURA DI CAPRICORN E’ SALVO!

FINE DELLA QUARTA GIORNATA

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QUINTA NOTTE

I Dimenticati superstiti si trovavano in luoghi diversi della città di Viareggio, guardandosi intorno e cercando di riunirsi ai loro compagni o di eliminare i membri delle squadre avversarie. Quel che era iniziato come un gioco, come una prova per dimostrare al Master di valere quanto Pegasus e i Cavalieri dello Zodiaco, soliti protagonisti delle storie di eroi e battaglie, stava adesso assumendo la conformazione di una guerra per la sopravvivenza. E nessuno aveva intenzione di cedere il passo.

***

Doa of Alrisha si era appena lasciato alle spalle la piccola piazza ove si era ritrovato quando il varco tra i mondi si era aperto, sospinto dal vento occidentale. C’era qualcosa che gli piaceva in quella città, qualcosa che ritrovava nell’aria salmastrosa e che, ne era certo, avrebbe saputo condividere con i suoi compagni. Determinato a ritrovarli, si incamminò tra i fronzuti alberi dei giardini d’Azeglio, incurante dello sguardo interessato che qualcuno gli stava rivolgendo.

***

Phoenix Nero non poteva smettere di ridere, cosa per lui molto rara. Rideva con eccessiva esagerazione. Ma c’era qualcosa di troppo ironico in quella situazione che stava andando avanti da quattro notti, e il fatto che nessuno l’avesse ancora capito non poteva che renderlo più giulivo ed euforico. Poc’anzi si era riunito in consiglio con i suoi degni compari, nell’area ove sorgeva il Mercato Ittico, e aveva convenuto di riprendere un certo affare in sospeso.

“Questa situazione è andata avanti fin troppo!” –Aveva esclamato fiero, lasciando l’assemblea.

Jango aveva annuito alle accorate parole del Dimenticato, certo che la caccia di quella notte sarebbe stata proficua.

***

“Un’altra volta?!” –Esclamò Phoenix no Ikki, alla vista del suo avversario. –“Un nome nuovo di zecca!”

In attesa di ricongiungersi con i propri compagni, il ragazzo si era fermato a bere qualcosa nel più famoso locale della Darsena di Viareggio, il Carpe Diem, la cui luce al neon illuminava la corazza dell’uomo con cui doveva confrontarsi nuovamente.

“Avresti dovuto dare retta a quell’insegna e andartene, cogliendo l’attimo!” –Ironizzò Phoenix Nero, fissandolo con il suo occhio d’argento.

“Mai, non sono un codardo! Combatto anch’io per il mio posto nella storia!” –Replicò Phoenix No Ikki, preparandosi per difendersi dall’attacco avversario, sebbene, ne era consapevole, non sarebbe stato affatto facile.

E l’attacco arrivò, veloce come se lo aspettava, consentendogli soltanto un breve spostamento laterale, sufficiente comunque a risparmiargli la vita, e a distruggere parte della sua corazza.

“A differenza mia, neppure nel mondo d’inchiostro troveresti posto! Abbandona ogni speme, perché sperare è vano!” –Esclamò Phoenix Nero, mentre Phoenix no Ikki cercava di contrattaccare, venendo però atterrato in malo modo. –“ Non mi chiamano “spargimento di sangue” per niente! Bensì perché ho reciso così tante vite e demoni da rendere impossibile enumerarli! Stai buono, adesso! Non ti muovere! Ti uccido!”

Ma un turbine d’aria sollevò il guerriero, spingendolo molti metri addietro e impedendogli di concretizzare le proprie minacce. Quando riuscì a recuperare posa corretta, vide la sagoma di un uomo ergersi di fronte a Phoenix No Ikki. Di nuovo, ghignò, realizzando che anche quella volta aveva fallito.

“No, no! Non accetto una tale umiliazione! Che provenga da un cappone spennacchiato o da un re!!!” –Esclamò furioso il campione, raddoppiando la forza del suo attacco.

Ma fu comunque inutile, perché Phoenix no Ikki e il suo salvatore già se ne erano andati. Nel vento.

***

Antares osservava l’incuria cui era incorso il busto dedicato al grande poeta scomparso al largo delle coste di Viareggio, sommerso dalla dimenticanza e dall’edera cresciutavi attorno.

“Non mi piace!” –Commentò, distruggendolo, prima di voltarsi e riprendere il suo cammino verso il mare.

Fu allora che una sagoma fluttuante oscurò la luce del lampione, proiettando la sua ombra su Antares.

“Finalmente ci incontriamo!” –Esclamò Loto, muovendo le labbra in maniera impercettibile. –“Sarà un fugace incontro!”

“Puoi ben dirlo!” –Avvampò Antares, concentrando il cosmo e preparandosi per attaccare. Ma bastò un lieve movimento della mano di Loto per obbligare il giovane alla difensiva, torcendolo in una posa innaturale, quella della pugna.

Loto per la prima volta sorrise, ma poi, senza dare tempo ai ricordi, se ne andò, per informare il suo maestro Virgo sull’evoluzione degli eventi.

***

Nell'alto cielo, Shiryu e Flare scossero la testa corrucciati, temendo entrambi che Aledileo non sarebbe stato vendicato.

FINE DELLA QUINTA NOTTE

NON E’ MORTO NESSUNO! AH AH AH! ^_^

***
QUINTA GIORNATA:

Doa of Alrisha sedeva su una panchina di fronte al Teatro Eden, una delle più belle costruzioni liberty dei Viali a Mare, poco distante dalla piazzetta dove si era risvegliato due notti prima. Aveva cercato i suoi compagni lungo la Passeggiata di Viareggio ma non ne aveva avvertito più il cosmo, giungendo a credere che fossero tutti già morti.

Con quel dubbio nel cuore, venne sollevato improvvisamente in aria e risucchiato in un’altra dimensione, al di là del tempo e dello spazio, per trovarsi di fronte al Master. Fece per parlare, per chiedere ancora tempo per dimostrare il suo valore, ma il Sommo bloccò sul momento ogni sua richiesta, muovendo la penna nell’aria e facendogli incontrare la stessa fine degli altri Dimenticati.

Mentre veniva cancellato dalla storia Doa of Alrisha non poteva fare a meno di pensare che Viareggio gli era proprio piaciuta e che, se avesse avuto più tempo, l’avrebbe visitata volentieri. Soprattutto, si disse, la parte a sud del molo…

Il Master sospirò, prima di portare di nuovo lo sguardo sulla città ove i Dimenticati si aggiravano alla cieca, incapaci di riconoscere i divini segni di cui egli aveva fatto loro dono. Erano rimaste quattro squadre in gioco e molto presto una di loro avrebbe vinto. Se avesse dovuto scommettere alla Snai su una di loro, sarebbe stato indeciso.

FINE DELLA QUINTA GIORNATA

DOA OF ALRISHA E’ MORTO.

***

SESTA NOTTE:

A Minosse piaceva passeggiare per la Darsena di Viareggio, osservare gli yacht ormeggiati, ascoltare il mormorare del mare e perdersi con lo sguardo oltre la fila di luci che correva verso nord. Proprio al porto aveva trascorso le sue giornate, senza mai recarsi al di là del Canale Burlamacca, sperando di ritrovare presto i suoi compagni, perciò non fu difficile, per i suoi inseguitori, trovarlo.

“Ci rivediamo, altezza!” –Esclamò un uomo con voce beffarda, apparendo alle spalle di Minosse.

Seduto in posizione meditativa, con gli occhi socchiusi, Loto stava concentrando il proprio cosmo, lasciandolo scivolare attorno a sé.

“Ho letto delle tue imprese! In due opere se ne parla!” –Si limitò a commentare Minosse. –“Con quale tecnica mi colpirai? Spaccando il suolo, volando o turbinando?”

“Non che il risultato cambi. È solo una questione di nomenclatura.” –Precisò Loto, liberando il cosmo accumulato e paralizzando il ragazzo.

Minosse strinse i denti, cercando di liberarsi da quella presa, mentre Loto svaniva, trasferendosi a nord del porto e lasciandolo da solo. Una solitudine che ebbe breve durata.

“Non avrei creduto che sarebbe stato così facile!” –Esclamò una voce squillante. –“Non mi aspettavo certo un gran combattimento da uno come te, ma ucciderti in questo modo è al di sotto di ogni aspettativa!” –E nel dir questo, radunato il cosmo nel pugno destro, Tippì lo piantò nello sterno del giovane paralizzato, gettandolo a terra inerme, mentre una macchia sanguigna si espandeva sul suo corpo.

Soddisfatto, il figlio di Arturo si pulì le mani e se ne andò.

***

Lampo del Drago era tornato proprio dove si era risvegliato quando il varco tra i mondi si era aperto, sul Belvedere delle Maschere, e stava riflettendo sulla strategia da mettere in atto nella giornata che sarebbe seguita, certo che sarebbe stata risolutiva. D’un tratto percepì un sibilo, seguito dall’avvampare di un cosmo poco distante. Fece appena in tempo a voltarsi, evitando l’attacco avversario che distrusse la statua di Burlamacco alle sue spalle, gettandolo a terra per l’onda d’urto. Quando rialzò gli occhi, vide il suo nemico torreggiare sopra di lui.

“Tu?!” –Mormorò sorpreso, non ritenendo possibile il suo coinvolgimento in quella guerra. Ma poi, guardando meglio, notò che non era l’uomo che aveva creduto.

E la realtà era ancora peggiore.

“Lieto di rivederti, Lampo del Drago!” –Esclamò l’uomo che l’aveva lesto aggredito. –“Pare che questa guerra tra Dimenticati mi dia l’occasione di realizzare alcune vendette.”

“Che vuoi farci? Nel passato si finisce per inciampare sempre!” –Replicò serio Lampo, radunando il cosmo e preparandosi per attaccare.

Ma il suo avversario fu più rapido, colpendolo più volte e distruggendo la sua corazza, fino a prostrarlo a terra sanguinante.

“Rapido e potente. Degno di un campione!” –Mormorò Lampo, gli occhi appannati dalla stanchezza. –“Adorato, temuto ma rispettato! Finirai… come lui? A cavallo di uno stupido?” –E crollò esanime accanto ai resti della statua di Burlamacco.

***

A mezzanotte il Master si affacciò da una nuvola per osservare Viareggio dormire placida cullata dal vento, quando vide qualcosa che lo turbò. Sangue imbrattava il selciato della città, sangue di due Dimenticati che languivano aspettando di morire all’alba. Commosso dalla loro dedizione alla causa, il Sommo scese sulla Terra e diede loro la possibilità di vivere ancora, se avessero saputo superare una prova di abilità.

Ritrovando un po’ di forze, Minosse e Lampo del Drago si rimisero in piedi, solo per ammirare un reticolato brillare luminoso sul selciato. In tasca entrambi avevano una pergamena. Se fossero riusciti, in un giorno, a compilare per intero lo schema avrebbero avuto un’altra vita, altrimenti avrebbero raggiunto i loro compagni nell’oblio dei Dimenticati.

http://img805.imageshack.us/img805/8095/crucischem.jpg

Definizioni:

ORIZZONTALI:

3. Ben nota stella
6. Gli Dei nordici.
8. Maestro di un Cavaliere dello Zodiaco
10. Quella di Babel è infuocata
12. Vittorioso e lucente
14. Lo affronta Ioria.
16. Concorre per un’armatura di bronzo
17. Discordia o… vanità.
18. Padre di Alexer
20. Contenitore violaceo.
21. Titanessa colpevole.
22. Si immola per amore.
23. Muore trafitto dalla freccia d’oro.
24. Nettuno ne ha sette.
25. Costellazione australe.

VERTICALI:

1: E’ stato doppiato da Antonio Paiola.
2: Il suo cane si chiama Adolfo.
3: Cavaliere d’Argento.
4. Primo di dodici.
5: Re e giudice.
7: Quello di Atena… fa miracoli.
9: Celebrante traditore.
11: La sabbia di Crono.
12: La cerca Pegasus.
13: Isola del Mediterraneo.
14: Se ne serve Mur.
15: Protegge i Cavalieri dello Zodiaco.
19: Dorme sotto l’Etna.
21: Lo affronta Cristal.


FINE DELLA SESTA NOTTE

LAMPO DEL DRAGO e MINOSSE SONO STATI FERITI
***
SESTA GIORNATA:

Il Master era sconvolto! (e ci volevano almeno un paio di Martini con l’oliva per sconvolgerlo!) Quel che aveva creduto si sarebbe risolto in una scaramuccia di due giorni era invece diventata una battaglia che andava avanti da una settimana intera, una battaglia in cui lattine scadute, pirati col mal di mare, cavalieri neri e seguaci della Barbie dorata si erano affrontati senza esclusione di colpi. Una battaglia che stava per giungere al suo epilogo, non senza regalare ulteriori colpi di scena.

“Meorr!!!” –Esclamò Gatto Giuliano, esprimendo la propria opinione sui vincitori di quello scontro.

Il Master, criptico come sempre, non disse niente, limitandosi a muovere la penna di fronte a sé e ad evocare due figure, protagoniste primarie della grande guerra tra Dimenticati che aveva devastato anche Viareggio. Lampo del Drago sospirò sconsolato, riconoscendo che non sempre si arriva primi, anche se non era la filosofia che gli avevano insegnato. Shura di Capricorn invece non disse alcunché, ma l’ombra che gli oscurò il viso fu eloquente per il Master. Un attimo dopo erano tornati polvere alla polvere.

Aspettando gli eventi, il Sommo riprese a leggere la storia di un caro amico, che raccontava il Ragnarok dei Cavalieri dello Zodiaco. La fine del mondo. Quel che stava per accadere a Viareggio. (purchè, si disse il Master, risparmiassero il Buffalo Saloon!).

FINE DELLA SESTA GIORNATA

LAMPO DEL DRAGO e SHURA DI CAPRICORN SONO MORTI

***


SETTIMA NOTTE

Minosse aveva recuperato le forze, dopo le aggressioni subite la notte scorsa. La compagnia degli altri membri della squadra l’aveva rinfrancato e gli aveva consentito di passare una serata piacevole. Uno di loro aveva proposto di andare a cena in un locale della Darsena, ma gli sfortunati eventi di qualche sera prima li avevano fatti desistere. Così avevano comprato da mangiare alla baracchina del Fish&Chips, sul lungomolo, e adesso sedevano sul muretto del molo ad osservare la costa versiliese correre verso nord, migliaia di luci che si perdevano nell’oscurità.

Fu una risata beffarda a distrarre Minosse dai suoi pensieri, costringendolo a voltarsi in tempo per evitare l’affondo di un agile guerriero, balzato su di lui.

“Il principe delle tenebre, al tuo confronto, è un gentiluomo!” –Commentò Minosse.

“Sapevo che non ti avrei sorpreso. Non stanotte!” –Precisò il Dimenticato oscuro, caricando il pugno di energia cosmica.

I compagni di Minosse fecero per intervenire, ma il ragazzo li pregò di rimanere indietro. Avrebbe affrontato lui il suo nemico, come si confaceva ad un re.

Il demone aggressore sfrecciò verso di lui, veloce come cavalcasse un meteorite, ma Minosse non si spostò, lasciando che l’attacco nemico si schiantasse su una barriera invisibile posta a sua difesa. Una barriera dettata dal buon senso.

Stringendo i pugni rabbioso, il Dimenticato aggressore sputò per terra il suo disprezzo e se ne andò, balzando agilmente di là dalla banchisa, sul molo della Madonnina, permettendo a Minosse e ai suoi compagni di tirare un sospiro di sollievo.

***

Antares sedeva ad un tavolino del Club Nautico, leggendo la copia sciatta e macchiata di una rivista letteraria di primo Novecento. Aveva appena ordinato un Pinot Nero al cameriere quando una voce ben nota lo chiamò, invitandolo a confrontarsi con lui. Di nuovo.

“Eccoci qua, i due guardiani, uno di fronte all’altro! I successi di Leo! Sebbene manchi il ciclo centrale!” –Esclamò colui che l’aveva raggiunto, con chiare intenzioni ostili.

“Non vorrai paragonarmi a te, voglio sperare?!” –Ironizzò Antares, con un sorriso furbetto sul viso

“Siamo più simili di quanto tu voglia ammettere!” –Sentenziò l’altro, espandendo il proprio cosmo e preparandosi per attaccare. –“Sebbene io sia più forte!” –Non aggiunse altro e attaccò, scagliando Antares indietro di parecchi metri, fino a farlo schiantare contro l’insegna del Club Nautico.

“Ba… stardo…” –Ringhiò Antares, faticando nel rimettersi in piedi.

“Vado a sintonizzarmi sulla radio che preferisco, quella che mi permetterà di ascoltare i tuoi lamenti funebri. Addio!” –Rise sguaiato il suo avversario, andandosene e lasciando Antares a languire a terra, con numerose ossa rotte.

Come già aveva fatto la seconda notte, il Master apparve accanto al ragazzo dolorante e, sebbene non se lo meritasse troppo, decise di dargli un’ultima possibilità. Se avesse risolto la prova, entro il tempo prestabilito, avrebbe potuto continuare a vivere.

FINE DELLA SETTIMA NOTTE

ANTARES E’ STATO FERITO

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Last edited by Aledileo on Wed Mar 07, 2012 0:20 am; edited 8 times in total
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Aldebaran



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Location: Seconda casa

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 23:17 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto
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elisa



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Location: Isola di Andromeda

PostPosted: Sun Feb 19, 2012 23:33 pm    Post subject: Reply with quote

Il prologo è semplicemente divertente  
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Sarà quel battito d'amore che ci dà la forza per affrontare i pericoli del cuore.

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Lampo del Drago
Cavaliere d'oro d'Ariete
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PostPosted: Sun Feb 19, 2012 23:33 pm    Post subject: Reply with quote

moriremo tutti  
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Doa of Alrisha



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PostPosted: Mon Feb 20, 2012 9:00 am    Post subject: Reply with quote

ruolo ricevuto, non ho tempo per leggere ora, sta sera leggo tutto!

Se lampo dice che moriremo tutti, ho paura        
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Shura di Capricorn
Cavaliere d'oro di Capricorn
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Location: Atene - Decima Casa del Capricorno

PostPosted: Mon Feb 20, 2012 14:57 pm    Post subject: Reply with quote

Ruolo ricevuto.
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Phoenix no Ikki
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Location: Isola della Regina Nera (PG)

PostPosted: Mon Feb 20, 2012 16:55 pm    Post subject: Reply with quote

che culo, il giorno che inizia il git mi è andato KO il vecchio portatile che ho a casa mia.

Devo giocare da casa dei miei -___-
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Phoenix no Ikki
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saintsaga1983
Cavaliere d'Oro onorario
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PostPosted: Mon Feb 20, 2012 18:06 pm    Post subject: Reply with quote

Pm ricevuto!!
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Doa of Alrisha



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Location: Grande Tempio di Roma - dodicesima casa - L'ultima...

PostPosted: Mon Feb 20, 2012 20:52 pm    Post subject: Reply with quote

hahahahhaha letto tutto bibleone, me fai mori          
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Aledileo
Cavaliere Divino di Pegasus
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Location: Viareggio - Quinta Casa di Leo

PostPosted: Mon Feb 20, 2012 23:19 pm    Post subject: Reply with quote

Puff puff, che fatica! Che follia, aggiungerei! ^_^

PRIMA NOTTE

Era ormai calata la notte su Tokio, la prima notte di primavera, ma le luci del locale di Marrabbio erano ancora accese. Licia era uscita con quel capellone di Mirko, che al padre non piaceva affatto, nonostante la figlia lo frequentasse già da due mesi, e il ristoratore doveva occuparsi da solo della pulizia del Mambo. Così, caricatosi la schiena con due sacchi dell’immondizia, Marrabbio li trasportò al bidone dei rifiuti per poi tornare stanco verso il locale, toccandosi la schiena indolenzita.

Fu proprio allora che due tizi con un passamontagna sul volto gli vennero addosso, gettandolo a terra con una spinta.

“Ehi, ma fate attenzione!” –Gridò subito Marrabbio, ma un calcio al ventre lo fece rotolare di lato, prima di venire afferrato bruscamente da uno dei due aggressori e sbattuto contro le porte scorrevoli del locale.

“Ora ci farai entrare, come due bravi clienti, e ci darai quel che è rimasto! L’incasso!” –Sogghignò, dando una spinta all’impaurito gestore e buttandolo a gambe all’aria all’interno del Mambo.

“Aiutooo!!!” –Miagolò il gatto Giuliano, rimasto a sedere su uno degli sgabelli, sperando di ricevere dal buon Marrabbio qualche avanzo di pulitura di carne. –“Non fatemi del maleee!!! Mi restano soltanto sei vite da vivere e stasera non ho ancora pranzato!”

“Fermi dove siete, biechi malviventi!” –Esclamò allora una voce giovanile, mentre un agile figura, che pareva essere caduta dal cielo, piovve su uno degli aggressori, sbattendolo a terra.

“Chi sei?!” –Gridò questi, guardando il ragazzo rivestito da una vermiglia armatura.

“Shadir, e vengo dall’Epiro!” –Si presentò questi, mentre il secondo assalitore sfoderava un coltello, caricandolo.

“Non così in fretta!” –Intervenne un altro ragazzo, ricoperto da un’armatura di colore diverso. Gli afferrò il braccio, torcendolo in posizione innaturale, prima di scaraventarlo indietro, facendolo sbattere contro il muro e sanguinare.

“In dialoghi non sei certo maestro.” –Commentò Shadir.

“Non amo girare intorno al discorso, preferendo entrare direttamente in medias res e centrare il problema!” –Rispose il compagno.

I due assalitori approfittarono di quel momento per fuggire a gambe levate, prima che lo sferragliare di uno skateboard, dall’accattivante design, li inseguisse, anticipando l’arrivo del terzo membro dei Cavalieri d’Acciaio.

“Grazie per il vostro intervento!” –Esclamò allora Marrabbio, affacciandosi timidamente da dietro le porte del locale, con Giuliano tra le gambe, impaurito e impensierito. Soprattutto all’idea di dover saltare il pasto. –“Per ricompensarvi vi offro una cenetta deliziosa!”

“Polpetteee!!!” –Miagolò gatto Giuliano, balzando sul suo sgabello preferito, mentre i Cavalieri d’Acciaio si accomodavano accanto a lui, felici per aver compiuto la loro buona azione giornaliera.

***

Molto più a occidente, su un vascello riparato in una cala di un’isola delle Piccole Antille, Morgana guardava il sole tramontare lontano, perdendosi in pensieri destinati a non trovare risoluzione. Fu la voce decisa di Serpente di Mare a richiamarla al presente.

“Regina degli Inganni, la Perla Nera comparirà tra pochi minuti da dietro l’insenatura! Non ci sarà momento più propizio per abbordarla!” –Esclamò il viscido servitore, a cui Morgana, in tutta risposta, fece cenno di procedere.

Medusa e Delfino affiancarono il loro compagno sul ponte di comando e, guardandoli mentre si preparavano all’operazione, Morgana non poté fare a meno di notare ciò che, sebbene i tre pirati avessero elementi che li accomunavano, vi erano comunque caratteristiche che li ponevano su gradini diversi e, proprio per questo, lei aveva le sue preferenze tra loro. Anzi, la sua preferenza.

In quel momento la Perla Nera sbucò da dietro l’insenatura, lo scafo rischiarato dai timidi raggi lunari. Anche da lontano Morgana non poté non ammirare la posa statuaria del suo adorato Jack Sparrow, il capellone terrore dei sette mari. Sorridendo, pensò che presto lo avrebbe avuto lì con sé, suo prigioniero, e come tale obbligato a soddisfare ogni sua richiesta.

Quel che Morgana non poteva sapere era che Jack Sparrow avrebbe preferito la morte. Così, quando i tre pirati attaccarono la nave, avvolgendola in scariche elettriche, si fece trovare preparato, dando ordine di resistere a oltranza. Medusa non ebbe problema alcuno a sbaragliare i suoi avversari, affiancato dal cosmo ardente di Serpente di Mare, certi entrambi che le loro guerresche imprese sarebbero finite in prima pagina. Delfino preferì restare indietro, cogliendo il momento opportuno per intervenire.

Osservandolo entrare in scena, Jack Sparrow rise, sfoderando la sciabola per affrontarlo.

“Che merce avariata mi han diretto contro! Danno l’armatura di Cavaliere proprio a tutti, eh?!” –Ridacchiò, lanciandosi sul nemico. Ma il repentino intervento di Medusa smorzò ogni suo tentativo di difesa, mentre i lacci carichi di corrente elettrica lo strangolavano, strattonandolo e sbattendolo a terra.

“È la fine!” –Mormorò Jack Sparrow, osservando Morgana avvicinarsi, con fare famelico e godereccio.

***

Era quasi l’alba ma Peter Jackson non riusciva a dormire. C’era qualcosa che lo angustiava, qualcosa che, ne era certo, ancora mancava per ricreare, nella realizzazione di questo nuovo film, la stessa atmosfera de “Il Signore degli Anelli”. Così si alzò dalla brandina, uscendo dalla tenda e incamminandosi da solo nella fumosa caligine che avvolgeva il campo base, nel sud della Nuova Zelanda, dove le riprese de “Lo Hobbit” erano in corso.

Non ebbe fatto neppure quattro passi che una figura piccola e veloce gli sfrecciò davanti, colpendolo e gettandolo a terra ferito.

“Che succede?! Chi sei?!” –Esclamò impaurito, la facciona barbuta madida di sudore.

“Puoi chiamarmi Tippì!” –Commentò l’oscura figura, caricando di nuovo il proprio colpo segreto. –“Nessuno sfugge al Pugno della Morte Atroce!”

Pochi istanti dopo, una seconda figura rimirava il cadavere di Peter Jackson, senza alcuna soddisfazione nello sguardo.

“Ripetimi perché l’abbiamo fatto.” –Commentò, presto affiancato e superato da Cigno Nero e Andromeda Nero, che iniziarono a devastare il campo, distruggendo tende e apparecchiature e spaventando tutti coloro che ardivano affrontarli.

“Peter Jackson ci ha fatto un grave torto non prendendoci come Cavalieri Neri nei suoi film! Chi meglio di noi potrebbe interpretare gli oscuri servitori di Sauron?!”

Nessuno rispose e tutti si abbandonarono ad una sonora sghignazzata.

***

Non fu questo l’unico crimine di cui quella notte fu testimone. Anche a Viareggio sangue venne sparso, sulle scogliere che, dal molo Marinai d’Italia, guardavano verso il mare, là dove Aledileo era solito sedere per dare libero sfogo alla sua vena creativa.

Anche quella sera il Bibleone era assiso sulla barriera in muratura, mentre le onde si schiantavano a pochi passi da lui, così intento nella stesura della sua nuova storia da non accorgersi dei passi attorno a lui.

Fu solo quando entrambe le figure gli furono a pochi metri di distanza che l’archivista del forum sollevò lo sguardo dal portatile, realizzando di essere stato circondato. Davanti gli scogli, e il mare al di là di essi, dietro di sé il precipizio del muraglione. Avevano scelto il luogo ideale per porre fine alla sua vita. Sospirando, Aledileo richiuse il pc, non prima di aver inviato una email ad una persona fidata con l’identità dei suoi due assalitori. L’infiammarsi di cosmi alla sua destra e alla sua sinistra gli fece comprendere che il suo tempo era scaduto. Fece appena in tempo a percepire una terza, silenziosa presenza, quasi nascosta nell’ombra del mistero, che i colpi segreti dei suoi sicari lo travolsero, scaraventandolo in mare e lasciando che fossero le onde a cullarlo nel momento del trapasso.

Facendo cenno a Phoenix Nero di ritirarsi, Jango rimase ancora per qualche minuto in piedi sul molo a canterellare. Canticchiò spensieratamente per quasi quattro minuti, come se niente fosse accaduto, prima di raggiungere gli altri fuggiaschi dell’Isola della Regina Nera.

Né lui, né Phoenix Nero fecero però caso al portatile di Aledileo, rimasto acceso sul muraglione, e all’email che aveva appena inviato. La batteria del laptop era quasi scarica, per cui solo alcune parole brillavano ancora.

“Che strano essere ucciso proprio da chi .. … …… dure battaglie ha combattuto, sostenendo un …. così grave che nessun’altra …… umana avrebbe potuto …….!”

***

Tutti questi eventi, Virgo non li vide. Dato che ronfava alla grossa alla Sesta Casa dello Zodiaco. Ogni giorno fingeva di meditare, socchiudendo gli occhi, ma Loto e Pavone sapevano bene che il loro maestro ne approfittava per schiacciare un pisolino anche se non avevano mai compreso come potesse dormire comodo su quel trono a forma di fiore.

“Stranezze del mondo!” –Si disse Loto. –“E pensare che credevo di averle viste tutte!”

Pavone non disse niente, limitandosi a un sorriso compiaciuto, prima di uscire dal Tempio della Vergine e osservare la volta stellata. Un cielo così terso come non si vedeva da tempo.

“Dove vai?” –Disse al compagno che si allontanava con un libro rilegato in mano.

“Ho voglia di leggere. Non capita spesso che si parli di me.” –Commentò Loto, scattando via.

Pavone lo osservò dirigersi versi nord-est, sospirando con nostalgia. Il sole sarebbe presto arrivato e una nuova alba aspettava gli uomini.

FINE DELLA PRIMA NOTTE

Tempo: avete fino a MERCOLEDI MATTINA alle ore 10.00, per ragionare, discutere, proporre e votare. Ogni giocatore può votare per un altro giocatore. Chi avrà ricevuto più voti sarà condannato.

Dal momento che si tratta della Prima Notte, il condannato non morirà bensì sarà bloccato per la notte successiva e per il giorno, non potendo quindi agire (non potrà ossia agire attivamente, quindi ferire, indagare, bloccare ecc, né potrà votare durante il secondo giorno. Potrà però subire i poteri degli altri, ovviamente). Al termine del secondo giorno sarà liberato e riprenderà a giocare.

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PostPosted: Tue Feb 21, 2012 0:47 am    Post subject: Reply with quote

ripeto: moriremo tutti  


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